Sulla imminente finanziaria i conti non tornano. Berlusconi dice che non ci sarà macelleria sociale, ma intanto non si parla altro che di tagli alla spesa pubblica. D’altro canto di polpa da macellare ne è rimasta davvero poca, visto che retribuzioni e consumi vedono gli italiani agli ultimi posti tra i paesi industriali.
Nello stesso tempo l’Istat ci dice che il Pil sta andando un po’ meglio e forse alla fine dell’anno supereremo di un decimale(!) lo 0,8 per cento in più che le previsioni internazionali ci attribuiscono. Una miseria, ma già sufficiente per rilanciare la litania sulla crisi che è già alle spalle, se mai c’è stata. E allora perché una manovra di quasi 28 miliardi seppure spalmata su un biennio? C’è lo chiede l’Europa, l’obbligo di aiutare la Grecia, dice Tremonti. Anche un bimbo capisce che non è così. L’incidenza dell’impegno italiano nel salvataggio greco non è così ingente. Che si arrivi a una stretta sui bilanci nazionali in sede Ue è la cosa più probabile, ma se fosse vero che l’Italia sta meglio degli altri non vi sarebbe ragione di tanto allarme. E’ quindi logico pensare che l’Europa sia un pretesto e il vero motivo della consistente manovra finanziaria sia altro. Nessuno è in grado di dire, né vuole farlo, quanto costerà il federalismo fiscale di cui si attendono i decreti attuativi . Già questo è inquietante, ma comunque è impossibile sia a costo zero. Poiché la Lega sta nel governo per attuare il federalismo e poiché senza la Lega questa maggioranza non tiene, ecco che Tremonti, che ne è il principale garante, si preoccupa di accatastare legna per l’inverno. A questo, più che alle discutibili pretese dell’Europa, risponderà la manovra del governo. Una prova la abbiamo già avuta: si tratta del cosiddetto federalismo demaniale. E’ stato detto che non costa niente. Bugia colossale. Con il provvedimento in questione lo stato attribuisce ai comuni non in “rosso” la proprietà di fiumi, terreni, patrimoni artistici e altro ancora. Questi li possono vendere, tenere per sé il 70% e dare il resto allo stato per coprire il buco del debito. Lo Stato vende i gioielli di famiglia per coprire il debito. Questo non incide sul bilancio immediato, ma ha un costo elevatissimo per le prossime generazioni. L’adesione entusiasta di Di Pietro e l’ astensione del Pd mi paiono ingiustificabili, a meno che l’attuale opposizione parlamentare si appresti a votare la finanziaria del governo, quando invece l’unica cosa intelligente sarebbe chiedere che del federalismo fiscale, almeno per ora, si smetta di parlare e si pensi invece a misure che sostengano il reddito di chi lavora, colpiscano la rendita finanziaria e aiutino così l’economia produttiva in settori innovativi. Invece il governo progetta un nuovo condono edilizio.
Quello che succede e sta succedendo in Italia e’ legato a quello che sta succedendo in Europa. L’ anomalia italiana c’entra fino a un certo punto.Questa non e’ una discutibile manovra isolata, e’ un passaggio di una crisi di lunga durata che cambiera’ tutto.Che questo governo sia avventurista e approsimativo allo stesso tempo e’ vero ma non nascondiamo questa crisi finanziaria dell’ Europa. Difficilmente l’ Europa rimarra’ uguale e non per colpa di Berlusconi e Lega.Se neghiamo quello che e’ evidente,come al solito, poi si dira’”Non avevamo capito,non potevamo capire,perche’ non abbiamo capito?”Non ho la competenza di Alfonso Gianni ma queste tendenze di fondo sulla crisi europea e mondiale,sostenute anche da alcuni economisti marxisti,come Giacche’ e Vasopollo,in questo momento mi sembrano evidenti.