15 ottobre. Ci saremo e faremo la nostra parte

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Il 15 ottobre può essere l’occasione per dare forza e continuità in Italia e in Europa ad un nuovo movimento capace di svelare le ragioni di questa crisi economica e finanziaria, ma soprattutto di indicare una via di uscita alternativa a quella dei governi e della tecnocrazia europea. Per queste ragioni parteciperemo all’assemblea nazionale convocata dai promotori dell’appello per il 24 settembre a Roma convinti che in questa discussione e mobilitazione ognuno debba far prevalere, in un rapporto paritario tra movimenti, associazioni, singoli, forze politiche e sociali, le ragioni che ci uniscono rispetto a quelle che possono dividerci.

D’altra parte, le ragioni dell’indignazione che attraversano i movimenti europei si rafforzano anche nel nostro paese, come conferma la giornata di sciopero del 6 settembre. Questa estate regala al Paese la peggiore rappresentazione degli ultimi mesi, la ritualità della vecchia politica che decide per e contro le persone, contro i giovani, i disoccupati, i lavoratori. Senza nessun ascolto, senza nessuna possibilità di dialogo. Mentre l’ambiguità, a volte pure l’assenza, dell’opposizione non è riuscita a mettere sul piatto nessuna ipotesi di alternativa di società, di Europa cui stringersi intorno, fare massa e consenso. Nessuno si salva da solo. Noi per primi abbiamo questa consapevolezza e per questo ci mettiamo a disposizione, per una grande alleanza sociale di merito, per fare in modo che si possa delineare con forza un’alternativa di Paese e di società, che metta al centro i beni comuni, che prospetti un’altra idea di Europa, dei popoli, che nasca dallo spirito delle giovani generazioni escluse da ogni possibilità sociale. Un’Europa in cui modello di sviluppo e democrazia non si escludano ma che, al contrario, possano essere le basi su cui rifondare un grande modello virtuoso, basato sulla riconversione ecologica e su una rinnovata partecipazione democratica.

Non possiamo deciderlo all’interno dei singoli luoghi di provenienza. Sarebbe la ripetizione di un errore macroscopico e che non possiamo più ripetere. Non è più tempo per tatticismi, bisogna andare in mare aperto ed incontrarsi. Occorre comunicare una proposta alternativa, ridicolizzare la finta ineluttabilità dei tagli, delle misure draconiane a danno dei poveri e dei lavoratori. Un’alternativa da costruire con le soggettività scese in piazza in questo anno, grazie alle quali nel Paese è cambiato il senso comune sulla precarietà, emersa nuovamente con forza la questione di genere, stabilita la necessità di una società in cui sapere, lavoro e diritti non sono escludenti gli uni con gli altri ma inevitabilmente i pilastri su cui si fonda la democrazia. Sono coloro che hanno determinato la vittoria referendaria e alle amministrative la grande risorsa di questo Paese. Questi sono i nostri primi alleati, con loro dobbiamo costruiamo l’alternativa.

In questo itinerario SEL ha promosso anche una forte mobilitazione per il 1 ottobre a Roma, a Piazza Navona, con Nichi Vendola. Siamo infatti convinti che la mobilitazione sociale debba intrecciarsi, pur con la propria autonomia organizzativa, con la domanda di una forte alternativa politica al governo Berlusconi da costruire non nel chiuso delle stanze di qualche segreteria politica ma nel campo aperto della cittadinanza attiva e indignata. E’ il nostro contributo alla protesta, necessaria, e alla proposta, alle continue e giuste richieste di costituire un cantiere dell’alternativa. Sarà una manifestazione che parte da noi, ma che mettiamo a disposizione di tutti coloro che hanno a cuore il futuro, e soprattutto il presente, di questo paese.

Non ci chiudiamo, il 1 ottobre per noi è una porta che si apre. Per protestare con l’iniquità della manovra e delineare una forte alternativa. Ora tocca a noi! Per questo e’ giunto il tempo di fare la nostra parte, a partire da chi sta nei partiti, per mettersi al servizio di una pagina ancora da scrivere e che segni l’inizio di una nuova storia di questo Paese.

Paolo Cento, Marco Furfaro

pubblicato su il manifesto

—————————————–

qui l’appello unitario per la manifestazione:

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE

“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri,

chi pretende di governarci non ci rappresenta,

l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”

Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.

Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti più schiavi.

Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani.

Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.

Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare.

Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.

Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti.

Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere.

Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte

PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE

Ci sono 26 commenti per questo post
Valentina Vandilli 13 ottobre 2011 - 10:47

Voi non portate rispetto alle assemblee degli indignati che hanno deciso non solo in Itaia ma anche in tutto il mondo di non portare bandiere di partito. State infrangendo il patto anche conj i vostri stessi elettori che non porteranno bandiere.

Francesco Fabbri 20 settembre 2011 - 20:47

Lasciate le bandiere a casa, non partecipa SEL alla manifestazione, ma i nomi e cognomi anche di chi sostiene SEL. Non è una manifestazione politica, è senza bandiere per non essere strumentalizzata dal governo o dalla classe politica in generale, ripeto in piazza ci saranno persone con il loro nome e cognome non con le loro tessere di partito. E’ ovvio che è molto bello che SEL condivida i principi della manifestazione, ma altrettanto bello che le migliaia di persone che saranno in piazza non potranno essere ,omologate in maniera strumentale come di questo o quel partito, ma saranno “solo” CITTADINI.

Luca_mrc 20 settembre 2011 - 20:25

Salve a tutti,
solamente qualche riga per sintetizzare un po’ quel che ho letto nei post precedenti.
Mi sembra che l’orientamento sia chiaro da parte di noi simpatizzanti, sostenitori o come altro vogliate chiamarci.
C’è una domanda forte di partecipazione attiva e sentita, una domanda mossa da un desiderio di cambiamento e di insostenibilità rispetto allo status politico-economico-sociale corrente. Sinceramente non credo, come peraltro mi è capitato di sentire una volta, si tratti di “giovani” “aspiranti politici rampanti”, ma di persone che vorrebbero fattivamente dare il proprio contributo. Non sarebbe il caso, visto che di idee buone in più occasioni ne ho sentite, cominciare a concretizzare un po’ di più? Peraltro, dai messaggi letti, traspare il timore di una “ricaduta” nelle ormai fin troppo ben note dinamiche di “apparato”.

Silvia Acquistapace 19 settembre 2011 - 22:16

anche a me sembra che SEL sia in ritardo nel far conoscere le sue proposte per risolvere o attenuare la crisi in cui si dibatte il nostro paese, nel far conoscere le proprie opinioni sulla situazione in Libia e in Palestina, la sua concezione di politica, di democrazia nella scelta dei rappresentanti, sulle primarie per scegliere i candidati da mettere in lista alle elezioni, sulla democrazia interna al partito…e sono atterrita dal modo in cui a Roma SEL non ha una politica cittadina, non mette argini alla deriva di Alemanno, non esce mai alloscoperto se non per le azioni di qualche circolo, ma è assente una visione generale della politica cittadina. Però le manifestazioni si fanno a Roma, è giusto farle, ma per i romani partecipare può essere amaro, perchè è difficile sentirsi parte di una elaborazione e una crescita colletiva…

Luciano Chiodo 19 settembre 2011 - 18:05

Caro Felice Di Giandomenico, condivido tutto quello che dici. Dai sondaggi “sembra” emergere un consenso verso SEL e una richiesta di cambiamento,anche nelle forme di partecipazione democratica, SEL può assolvere a questa richiesta SOLO se col contributo dei suoi iscritti e simpatizzanti.

Felice Di Giandomenico 19 settembre 2011 - 17:23

Caro Luciano non posso non darti ragione su quanto dici. Anch’io sono tra quelli che vorrebbero una partecipazione più attiva della base e prese di posizione più decise e concrete da parte di SEL riguardo a certi temi come ad esempio quelli sui privilegi dei parlamentari.
E’ vero anche che non bastano appelli e articoli per far fronte ad una crisi di questa portata che fanno solo correre il rischio di produrre un mare di chiacchiere e nulla di più come al solito.
Il primo e il 15 ottobre dobbiamo sul serio considerarli dei veri e propri punti di inizio di un nuovo corso politico e sarebbe auspicabile che, dopo quelle date, SEL organizzasse un incontro a livello nazionale coinvolgendo tutti i militanti proprio per consentire al maggior numero di persone possibile di fare proposte anche per portare avanti eventuali iniziative politiche future.
Certo non dobbiamo fermarci ad ottobre ma divenire dei veri e propri martelli pneumatici. SEL ha la possibilità di riavvicinare la gente alla politica ed ha tutte le carte in regola per assimilare anche i tanti simpatizzanti che aumentano sempre di più. Oggi la gente ha bisogno di stabilità, di serenità, di sicurezza a tutti i livelli e massicce mobilitazioni popolari sono più che mai necessarie. Come diceva Gaber cerchiamo tutti assieme di “salvare sto paese”.

Rbnetline 19 settembre 2011 - 17:00

Felicissimo dell’adesione ‘ufficiale’ di SEL allo “United for Global Change” del 15 ottobre! Sono stato uno dei primi ad auspicarlo sul Forum. Tuttavia, niente fiato alle trombe ne ‘de profundis’ per il finanzcapitalismo: gode di ottima salute e si sta riorganizzando alla grande trovando nuovi terreni vergini da spolpare, ossa comprese!!!

Luciano Chiodo 19 settembre 2011 - 15:21

Felice Di Giandomenico, d’accordo che è necessario che riesca bene l’1 ottobre e il 15 ottobre.
Sarebbe assolutamente suicida, adesso, “ cincischiare o assecondare paturnie di vecchie cariatidi inconcludenti”, come dici tu.
Ma dato che dopo l’1 ottobre e il 15 ottobre, la lotta deve continuare, è necessario avere LA POSIZIONE DI SEL SULLA CRISI MONDIALE E SULLA CRISI ITALIANA, non basta l’appello di Nichi Vendola o gli articoli personali di altri dirigenti.
Chi costruisce le analisi e le elaborazioni di SEL? I Circoli locali e gli iscritti come partecipano, solo andando in manifestazione?
Io credo invece che proprio perché la crisi mondiale è INEDITA, è una crisi del CAPITALISMO che impoverisce ulteriormente chi è più povero, paesi e settori sociali, e non una semplice crisi ciclica e passeggera, è necessario contribuire con le nostre intelligenze, in modo collettivo.
Questo dovrebbe essere anche l’occasione con cui SEL dimostra, nei fatti, di rinnovare radicalmente le forme della partecipazione politica, se no si ricade nel leaderismo, che è molto pericoloso.
Poi, rispetto alla situazione italiana, SEL continua a non assumere alcuna posizione sul RINNOVAMENTO DELLA POLITICA, SUI PRIVILEGI, PERCHE’?
Io trovo assolutamente inaccettabile che in un mese un eletto al Parlamento o nel Consiglio Regionale guadagni come un lavoratore in un anno, SEL deve avere il coraggio di elaborare proposte concrete per superare questi privilegi e porre con chiarezza il problema del finanziamento dei partiti, in modo chiaro e trasparente.

Ugo Francesco Calvo 19 settembre 2011 - 14:09

Bene mobilitiamoci! Per abbattere il re e il suo troiame? Per togliere il tro e sostituirlo col rea? Ha ragione chi si domanda perché stiamo male. Dobbiamo riflettere, produrre ragioni. Non vorrei che ci accorgessimo di scoprire l’acqua calda: Marx, Gramsci. Sarebbe bene ma mi verrebbe lo sconforto pensando al tempo perduto a ragionare su Nencini ed al rilancio della socialdemocrazia mai morta, solo un po’ raffreddata.

Filippo 19 settembre 2011 - 12:30

Continua a sfuggirmi il testo del documento di SEL nazionale con le nostre proposte concrete contro la manovra del governo e per una manovra alternativa.

Trovi tutto qui: http://www.sinistraecologialiberta.it/1ottobre2011/
Red.

Felice Di Giandomenico 19 settembre 2011 - 11:18

Ora più che mai sono assolutamente necessarie delle massicce mobilitazioni popolari e – da militante – sottoscrivo in pieno l’iniziativa di SEL sia per l’1 che per il 15 ottobre.
Il paese sta vivendo una fase drammatica che si aggrava di giorno in giorno non solo dal punto di vista economico. Le porcate di questo governo sono sotto gli occhi di tutti per non parlare di quelle del suo leader. Non si può più tollerare che – chi si fregia di guidare il paese – dica di farlo a tempo perso, preferendo dedicarsi ai suoi piaceri personali. Non se ne può più di leggere sui giornali le gesta di questo vecchio rincoglionito che ci sta trascinando tutti su un sentiero senza ritorno. Siamo in balìa di veri e propri dementi che stanno svergognando l’Italia nel mondo e tutti abbiamo il dovere di portare avanti una lotta diuturna contro uno stato di cose degradato che danneggia milioni di persone.
Basta con le prese in giro, basta con le menzogne, con quell’ottimismo idiota e fuori luogo che ancora Berlusconi e i suoi elargiscono a piene mani. Basta con l’arroganza di Alfano che ipoteca il futuro ri-imponendo Berlusconi leader, basta con la Lega che inizia far schifo anche alla sua base, basta con i ricatti di miserabili come Tarantini e Lavitola che condizionano non poco l’andamento socio-economico del paese. Questo governo deve sentire il fiato sul collo della gente, tutto il malcontento che impera nella società civile. Cerchiamo di essere in tanti in piazza, dobbiamo reagire, farci sentire, far capire che SEL non è una variabile indipendente ma un partito in crescita che può contribuire notevolmente a cambiare le cose se solo qualche “genio” politico del PD avesse un tantino la mente più elastica e disponibile ad un sano confronto costruttivo. So che è pretendere troppo ma ora, veramente, non possiamo più permetterci di cincischiare o assecondare paturnie di vecchie cariatidi inconcludenti.

Luca_mrc 18 settembre 2011 - 20:52

Bene la manifestazione, bene la piazza, bene contarsi e “prendere le misure”, i temi non possono essere che quelli proposti, anche perchè l’esigenza al momento mi sembra quella di stabilire le connessioni con la “base”, ovvero: numeri. Direi buono anche l’approccio comunicativo e la leva “emozionale” (tanto per dirla secondo certi modelli concettuali del marketing). Partecipiamo in tanti e legittimiamo in termini mediatici ed effettuali un partito, però mi chiedo,… visto che il richiamo alla partecipazione sembra essere sempre presente e che fra noi c’è chi ha desiderio di contribuire attivamente e fattivamente, potrà essere questo un incipit? Lo spero sinceramente.
Ci si vede il primo Ottobre.

Eric 18 settembre 2011 - 19:55

Compagni prendete parola su quello che è successo ieri a Venezia. E’ inaccettabile che un corteo autorizzato venga vietato in corso, è inaccettabile la violenza delle forze dell’ordine, è inaccettabile che Beppe Caccia, un consigliere comunale di Venezia, venga mandato in ospedale colpito dalle cariche violente della polizia. Diciamo tutti basta alla lega e alla sua commedia, ieri è stata una tappa verso il 15 Ottobre data importantissima che dobbiamo costruire tutti e tutte assieme.

Bruno Roveda 18 settembre 2011 - 19:03

Non si è saputo nulla dell0incontro del 17 settembre (Enti Locali).
A quando qualche “news”?

Reggiano Scalzo 18 settembre 2011 - 16:13

@Riccardo. SEL è un partito nato dalle fabbriche quindi per sua natura è democratico. Il fatto poi che ci sia-anche se dette di Nichi- no questi forum è una ragione in più per dire che ascolta le opinioni della base. E comunque io spero che in piazza il 1°ottobre non ci guardiamo l’ombelico. Invitiamo gli altri e saremo a nostra volta invitati. E sono d’accordo con Sara che questo è il momento della lotta e dell’unità. Le differenze con Di Pietro, Bersani e Ferrero sono evidenti. Per le diverse sensibilità a sinistra non c’è che l’imbarazzo della scelta…

Luciano Chiodo 18 settembre 2011 - 14:54

Sara G, La piattaforma del 1 ottobre sarebbe buona in una normale situazione di crisi economica, oggi, specialmente in Italia, c’è una grave crisi di credibilità della politica, ovviamente in modo maggiore del governo, ma anche dell’opposizione, dei partiti e di tutte le istituzioni.
SEL è nata per RINNOVARE il sistema della politica, PRIVILEGI E FORME DI PARTECIPAZIONE.
Nella piattaforma del 1 ottobre non c’è traccia di questo argomento, secondo me, preliminare.

Sara G. 18 settembre 2011 - 14:40

Abbiamo il dovere di far uscire dal pantano questo Paese. La nostra piattaforma del 1 ottobre è molto buona, i punti indicati per uscire dalla crisi sono un buon punto di partenza. Quella del 15 è addirittura più larga nel merito, ma capisco l’esigenza di trovare un filo comune tra tante soggettività sociali. Alla lotta!

Fabio Bonanno 18 settembre 2011 - 14:08

Il commento era proprio su come e con quali piattaforme si sta nelle manifestazioni. Il fatto che non sia stato capito sia stato bannato non fa che aumentare le mie preoccupazioni.

Piero 18 settembre 2011 - 13:56

Grande RED
Ti ringrazio davvero di cuore per non avermi messo out of topic,forse ho trovato un compagno che la pensa come me.
Ora ti chiedo un’altro favore di farmi passare anche questi.
Oggi ho ascoltato servizi che dicono di aspri combattimento.
La Nato ha dichiarato che non cesserà di bombardare fino a che
non sarà cessata l’ultima sacca di resistenza.E’ chiaro che quelli non hanno scampo vista l’enorme sproporzione di forze.Siamo di fronte forse alla più immane tragedia,forse superiore anche a Falluja perchè si tratta di città e villaggi
molto popolosi.Le vittime forse si conterano a decine di migliaia,ma lo sapremo solo dopo,quando sarà troppo tardi.
Com’è possibile che di fronte a tutto questo non ci sia nessun commento.Com’è possibile che una forza politica di sinistra sia in silenzio di fronte ad una tragedia di queste proporzioni.Preferirei che qualcuno dicesse:Fanno bene a sterminarli tutti,tanto sono tutti gheddafiani di merda.
Dico che lo preferirei perchè questo commento potrebbe almeno aprire il dibattito e rompere questo vergognoso muro di gomma.
Chiedi almeno a Giuliana Sgrena di fare un commento perchè lei
ha vissuto anche personalmente queste atrocita.
Grazie di nuovo Red ti voglio bene e rimetto il post di ieri.

MA SEL VUOL DIRE QUALCOSA SU QUESTO GENOCIDIO CHE SI STA CONSUMANDO A POCHI CHILOMETRI DALLE NOSTRE COSTE.
SI TRATTA DI UN ASSEDIO CHE DURA DA SETTIMANE A SIRTE, BANI WALID E ALTRI VILLAGGI COMPLETAMENTE CIRCONDATI DOVE LA GENTE MUORE DI FAME E DI SETE ED E’ BOMBARDATA DA TERRA E DALL’ARIA
E DOVE A GIORNI VI SARA’ UNO STERMINIO PARI SE NON PIU’ GRAVE DI QUELLO DI FALLUJAH ED I CUI PARTICOLARI LI SAPREMO FORSE FRA QUALCHE MESE,COME A FALLUJA,PERCHE’ NON VOGLIONO TESTIMONI.
MA COME FA UNA SINISTRA A STARE IN SILENZIO DI FRONTE A QUESTO.

RED NON MI CENSURARE PERCHE’ E’ COSA TROPPO GRAVE

Pietro 18 settembre 2011 - 13:48

Non abbiamo un compito facile. Siamo l’unico riferimento possibile e concreto per il cambiamento per tutto il mondo che scenderà in piazza il 15 ottobre (precari, studenti, ecc) e dobbiamo starci senza farci risucchiare, né noi né loro, nel minoritarismo. Quindi, manifestazione del 1 ottobre invitando Di Pietro, che ha accettato, e Bersani, che va convinto almeno a parlare. Poi il 15 ottobre una grande manifestazione pacifica per l’alternativa, poi quella del 5 novembre del PD, dove secondo me, se ci invitano o se invitano Nichi, dobbiamo andare. Nel 2012 dobbiamo votare e aprire gli occhi: vedo a volte discussioni oziose, come il commento di Rifici, mentre il Paese sta andando in un burrone e il suo Presidente a …. lasciamo perdere.

Fabio Bonanno 18 settembre 2011 - 13:48

Commento Off Topic. Per gli argomenti che non riguardano la manifestazione, lo spazio per discuterne è il forum: http://www.sinistraecologialiberta.it/forum/
Grazie.
Red.

Luciano Chiodo 18 settembre 2011 - 13:43

Va benissimo la manifestazione dell’1 ottobre e del 15, perché la situazione economica e sociale ha caratteri d’emergenza, a livello mondiale e europeo, e il nostro paese è sull’orlo del precipizio, la gente è disorientata e preoccupata, oltre che sfiduciata. C’è la necessità di avviare un PROGRAMMA DI RINNOVAMENTO PROFONDO, ANCHE DELLA POLITICA, (PRIVILEGI E FORME DI PARTECIPAZIONE),come premessa per una politica di ridistribuzione della ricchezza. Bisogna però ammettere che la Sinistra si è riposata due mesi in luglio e agosto, a settembre non si è ancora svegliata del tutto, e non si accorge che aumenta la sfiducia e la rabbia, e l’indignazione. Personalmente credo che quel grido “VERGOGNA, IN UN MESE GUADAGNI COME ME IN UN ANNO” dovrebbe farci riflettere, ma non vedo reazioni da parte nostra.
Oggi SEL non garantisce un confronto vero al suo interno sui contenuti e sulle alleanze, andiamo avanti con articoli e interventi personali, da mesi si chiede un DOCUMENTO UFFICIALE da discutere nei circoli locali. NULLA, e ora si convoca una Manifestazione con un volantino, calato dall’alto senza alcun coinvolgimento degli iscritti, SEL è o no un’organizzazione collettiva?

Luciano Chiodo 18 settembre 2011 - 13:31

Commento Off Topic. Per gli argomenti che non riguardano la manifestazione, lo spazio per discuterne è il forum: http://www.sinistraecologialiberta.it/forum/
Grazie.
Red.

Claudio 18 settembre 2011 - 13:28

Bene, mi domandavo perché il silenzio su una manifestazione su cui dobbiamo evidentemente dire la nostra e stare dentro. Dobbiamo riempire piazza navona il primo ottobre, Roma il 15 e così via… l’autunno sarà lungo e caldo. Dobbiamo essere pazienti, propositivi e non violenti come siamo sempre stati.

Luisa 18 settembre 2011 - 13:26

Bene l’adesione di Cento e Furfaro. Sarà una giornata di mobilitazione europea e i contenuti sono molto simili ai nostri. Il commento sotto non lo commento perché o viene dalla Luna (perché il PCI consultava gli iscritti per aderire a una manifestazione europea così in linea con i nostri contenuti? perché gli altri partiti lo fanno? ci sono degli organismi e delle responsabilità, il problema è che non si rispettano perché il nostro tempo è pieno di “io”, come questo sotto di Rifici, che vogliono essere consultati. Non interessano gli iscritti, il punto è che non hanno detto niente loro) oppure è un troll (probabile). Avanti così.

Riccardo Rifici 18 settembre 2011 - 13:08

Non so se SEL è mai stato un partito democratico. Sicuramente non lo è ora. Forse non è nemmeno un partito. Comunque, fatto sta, che è da parecchio tempo che qualcuno fa scelte a nome di tutti senza consultare minimamente gli iscritti. Vedi caso referendum sul mattarellum. mi sono stufato!!

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