Viva l’Italia: ma quale Italia?

  |     |   9 commenti

Viva l’Italia perché? Viva quale Italia? Non questa che s’affanna a far festa e a sventolare bandiere dalle finestre, a celebrare notti bianche e tricolori, lo struscio fino all’alba, tutti fratelli d’Italia, i neofascisti, la sinistra rispettosa, i giullari del Cavaliere, tutti patrioti, tutti devoti che tanto il giorno dopo si ricomincia a far finta di nulla.

Non mi piace questa Italia da notti del mundial che fa festa come quando si vince con un rigore all’ultimo minuto contro la squadretta africana, che si tinge la faccia di bianco rosso e verde, che scatta le foto col telefonino alla processione dei ministri sui gradini dell’altare della patria, che canta con la mano sul cuore l’inno di Mameli, l’Italia s’è desta, viva Del Piero, viva Garibaldi, domani è festa, quattro giorni di ponte, alè! ma poi se ne fotte che il proprio paese sia ormai lo zimbello del mondo civile, che fuori dalle nostre frontiere siamo ridotti a una barzelletta, a un ossimoro di provincia, alle comparsate di un primo ministro gaudente e coatto che va in giro per il mondo con il cerotto extralarge per far sapere quanti torbidi comunisti ci sono ancora in patria.

L’unico modo per dire viva l’Italia sarebbe quello di liberarla da questa caricatura di oligarchi che fingono di governare. Di fronte a cinquantamila morti in Giappone, la Mongolia ha inviato trecento soldati, l’America tre portaerei e l’Italia due pompieri mentre la Farnesina metteva subito fuori un proprio comunicato ufficiale vergato a mano dal signor ministro, due pompieri, poffarbacco, e un Falcon pieno d’aspirine e la nostra immensa, caritatevole solidarietà.

Non sii timida diceva la Minetti al telefono a un’amica di bunga bunga, bell’esempio di congiuntivo italico e di senso degli affari. E noi italiani timidi non siamo: se c’è da cantare l’inno ci commuoviamo, se c’è da comprare la bandiera corriamo dal cinese sotto casa, se ci sarà da rivotare i soliti noti li rivoteremo, Lombardo in Sicilia, Berlusconi a Roma, il figlio trota di Bossi nella val BrembanaViva l’Italia che si guarda allo specchio e non s’accontenta di quello che vede. Viva l’Italia che vuole riprendere per mano l’Italia, che la vuole rimettere in piedi, disintossicarla, renderla adulta e non s’accontenta di cantare le strofette dell’inno una volta l’anno come un karma da grandi magazzini, tutti fratelli, tutti poeti, navigatori, santi e puttanieri.

Quando facevo il corrispondente in America Latina mi capitava di vivere per qualche mese di seguito in staterelli grandi come il palmo della mia mano, divorati da oligarchie insaziabili, sventrati dalla guerra civile, corrosi da una violenza sempre impunita. Eppure si cantava l’inno nazionale dieci volte al giorno, con tanto d’alza bandiera e occhi al cielo: in televisione, a scuola, a messa, nelle piazze, nelle fazende… Lo cantavano tutti, tutti commossi, tutti affratellati nel sentirsi bravi patrioti del Salvador o del Guatemala, esta es mi casa, el mi pais, el mi pueblo, poi l’inno finiva, la bandiera restava appesa in alto e i padroni del paese ricominciavano a massacrare in silenzio i disgraziati che avevano cantato l’inno accanto a loro. Io guardavo, ascoltavo e mi convincevo che per i descamisados di Tegucigalpa con un dollaro di salario al giorno, per i ragazzini del Farabundo Martì mandati a far la guerra in montagna come da noi nel ’44, per gli studenti e i professori sloggiati a baionettate dall’università San Marcos di Lima quell’idea di patria era solo una gran fregatura. E che la loro patria, quella povera gente l’avrebbe celebrata meglio sbarazzandosi dei predatori, dei bellimbusti, dei cacicchi, dei golpisti.

L’Italia non è il Salvador. Ma Berlusconi rassomiglia molto a quei capi di stato e di rapina che ho incontrato laggiù. E anche da noi la patria, la bandiera, l’Italia stanno diventando una minestrina calda che fa digerire ogni vergogna, ogni umiliazione, ogni furto di memoria. Che tiene insieme vincitori e vinti solo per l’istante di un fotogramma, di una cartolina ricordo, poi ciascuno torna al proprio posto e alla propria sorte. E allora viva l’Italia che a Berlusconi e ai suoi lacché saprà spiegare, una volta per tutte, che non abbiamo la stessa idea di patria, di nazione e di dignità. In quell’Italia, libera e liberata dai propri fantasmi, avremo di nuovo voglia di sventolare il tricolore.

Claudio Fava

Ci sono 9 commenti per questo post
Vito Saturno 21 marzo 2011 - 20:24

Date spazio anche ai commenti sulle scelte di Napoli!

Enrico Martina 21 marzo 2011 - 06:51

Questo è sempre stato un paese(a parer mio), egoista, arretrato e in quanto arretrato, xenofobo, razzista, violento (soprattutto con l’universo femminile), opportunista, pavido, qualunquista. Senza senso critico, incolto in modo drammatico. Uno dei maggiori responsabili di un così pesante ritardo culturale, oltre ad una mentalità fascistoide che questo paese non solo non ha mai perso in questi 65 anni, ma l’ha addirittura amplificata, risiede nel culto cattolico-bigotto, che questo paese ne fa ampio sfoggio. Personalmente non convido quasi nulla di questo paese, se non (forse) il 20%.

Antonio Marano 20 marzo 2011 - 19:38

Sarebbe stato bello festeggiare i rivoluzionari del Risorgimento , Garibaldi in testa, con un governo favorevole a tali manifestazioni . Ma come tutti abbiano constatato la coalizione governativa appariva divisa , da un lato la lega ostile in maniera manifesta , da un altro lato il PDL ( quasi tutti favorevoli) impegnati ad approvare leggi contro l’Unità della Repubblica Italiana ( federalismo alla maniera leghista, riforma della giustizia per difendere arroganza e potere economico più retrivo , leggi contro lo stato sociale e leggi che tagliano fondi alla cultura , un lungo elenco che potrebbe continuare ) . Lo spirito non era dei migliori , ma nonostante tutto le vittime di questo governo hanno manifestato con commevente partecipazione cioè operai , cassintegrati, disoccupati, sottoccupati, pensionati sociali, intellettuali , studenti, e …veri italiani.

Mary 20 marzo 2011 - 16:35

Claudio non scrive mai così. Finalmente oltre che scrivere bene come sempre, questa volta ha scritto qualcosa con un “linguaggio” come il nostro. Gli auspico una presenza maggiore in televisione, ma ancora di più fra la gente comune. Noi aspettiamo sempre con tanto affetto.

Lanfranco 19 marzo 2011 - 22:21

Bella festa! Tricolori alle finestre, ovazioni al Presidente, buoni sentimenti.
E GUERRA, stupida e criminale come tutte le altre guerre!
Una sinistra che non sa dissociarsi con chiarezza dalla guerra è destinata, ancora una volta, a sparire.

Davide Folino 19 marzo 2011 - 19:04

Auspico una maggiore presenza in televisione da parte di Claudio Fava.
Sel deve essere conosciuta nel modo più ampio possibile.

Fabio Roda 19 marzo 2011 - 14:30

Hai ragione Claudio, viva l’Italia ma senza gli oligarchi che fanno finta di governare ma chei realtà sono a monte citoriosolo per rubare soldi e fare sporchi affari. CACCIAMOLI
CIRCONDIAMO MONTE CITORIO E PRENDIAMOLI PER SFINIMENTO QUESTI MENECATTI MAFIOSI

Bastiano.b.bucci 19 marzo 2011 - 11:48

Sono d’accordo, però quando per far il comodo di lor signori, per consentire a chi è ricco di non pagare tasse o di tenersele in casa si decide di fare a fette oltre alla dignità anche l’entità geopolitica, ben venga anche quel po’ di retorica che, come abbiamo visto, è anche un soprassalto di dignità e di orgoglio.
L’abbiamo visto a Torino, che la lega considera una delle capitali di un proprio feudo, dove la gente ha affollato spontaneamente le strade, per ribadire che l’unità è ancora un valore. A Roma dove le ovazioni che hanno salutato i discorsi di Napolitano si sono trasformati in pernacchie per l’indegno occupante di Palazzo Chigi, e ancora nelle lacrime, in cui tutti si sono riconosciuti, quando Napolitano ha parlato di dignità ed umiltà di chi ha incarichi politici.
Certo non sarà una celebrazione a restituire forza a chi si oppone al degrado montante, però io in mezzo ai tricolori ho visto anche la Costituzione, le sciarpe bianche delle donne, i cartelli irridenti e disperati dei giovani disoccupati e studenti.
Ben venga, caro Claudio, anche Vecchioni a San Remo.
Tutto fa cultura, speriamo buona cultura e chissà che alla fine si svegli pure una parte della classe politica… Hai visto mai!

Francesco Scaratti 19 marzo 2011 - 10:12

Io non ho visto un “Italia da notti del mundial che fa festa come quando si vince con un rigore all’ultimo minuto contro la squadretta africana”. Ho visto una parte di questo Paese e solo una parte, cosa che ci dovrebbe far riflettere, cercare di dare un senso ed una dignità al proprio essere collettività. Quell’Italia “che si guarda allo specchio e non s’accontenta di quello che vede”, che vorrebbe un Paese più vicino agli ideali e alle speranze di quei giovani che nel lontano 1948 accorsero a difendere la Repubblica romana, consapevoli delle poche speranze ma della necessità dell’esempio.
L’Italia Berlusconiana non c’era e non poteva esserci, quell’Italia è ancora segnata dalla egemonia della Destra e del suo sistema valoriale.
Quindi, più che fustigare farei atto di umiltà. Cercherei di assolvere la nostra funzione politica, domandandomi quali e quanti errori abbiamo commesso, tutti e non solo gran parte dei gruppi dirigenti di DS e Margherita e della loro infelice sintesi nel PD. Se la Sinistra non è più neanche in Parlamento non credo che possiamo invocare il destino cinico e baro o prendercela con Del Piero.
Quali e quanti errori abbiamo commesso se la Destra rimane per ora, nonostante tutto, saldamente al governo, se l’esito di un eventuale confronto elettorale è ancora assai incerto, secondo quelli stessi sondaggi che piacciono tanto a noi di SEL.
Mi domanderei quali e quanti limiti nella costruzione di un reale progetto alternativo non solo a Berlusconi, ma a Berlusconismo, ancora manifestiamo.
Forse in questi limiti vi è che Benigni ( intellettuale mediatico? uomo di spettacolo? moderno guitto o saltimbanco? certamente non un politico ) ci ha spiegato perché dovevamo, nonostante tutto, ricordare, e non solo festeggiare, i 150 dello Stato italiano, noi, attraverso Fava, solo perché ex post non avremmo dovuto esserci. Mi pare poco per “riaprire la partita”.

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

Lavoro. Precarietà. Intervento di Nichi Vendola

Sono infastidito quando le prime domande sono sempre sulle alleanze, sulla leadership ecc…Penso che il tema piu’ scottante con cui la politica e il centrosinistra debbono fare i conti e’ la precarieta’, il fatto cioe’ che c’e’ un’intera generazione che fatica ad agganciare una prospettiva di  collocazione della propria vita nel futuro. Un’intera generazione che [...]

1 di 10 Comunicati stampa

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè