Sabato 26 marzo molte migliaia di donne e uomini, giovani, anziani, bimbi abbiamo sfilato per le vie di Roma per 2 sì all’acqua bene comune e contro il nucleare, con il concetto di pace che li unificava e attraversava.
E’ stata una salutare “pausa” dall’angoscia e dalle preoccupazioni che ciascuno di noi vive in questi giorni, sommersi da notizie che si accavallano sul dramma nucleare in Giappone, sulle vicende libiche (e non solo), sul nostro Governo e le sue politiche e credo sia utile valorizzarla non solo in vista della scadenza referendaria, ma anche come riconoscimento a queste donne e uomini che amano la vita.
Il lungo, colorato, allegro, determinato, pacifico corteo ha dimostrato a tutti che si può essere contemporaneamente consapevoli dei drammi e capaci di proporre idee e modalità diverse di soluzione dei problemi.
Mi viene da dire che c’era tanta umanità, quella capace di emozionarsi e capace di non rinnegare le emozioni; c’era intelligenza, quella capace di analizzare le situazioni e proporre soluzioni per il “bene comune”; c’era fantasia, quella capace di colorare il corteo e trasmettere allegria; c’era determinazione, quella capace di insistere sulle proprie ragioni, caparbiamente ma sapendo ascoltare le ragioni altrui, come è avvenuto nell’esperienza del Comitato 2 sì per l’acqua bene comune; …. c’era rappresentata una parte molto bella della società italiana (fatta non solo di nativi).
La bella manifestazione è stata una tappa di un percorso che ci deve vedere tutti attivi per il raggiungimento dei quorum e relativa vittoria il 12 e 13 giugno.
Parliamone, diffondiamo le notizie, facciamo sapere perché è importante andare a votare e che il governo ha scelto di sperperare 350 milioni di € proprio puntando al non raggiungimento del quorum, apriamo il dialogo in ogni paese, città, quartiere, luogo di lavoro, bar, appendiamo la bandiera dell’acqua ai nostri balconi, mettiamoci accanto quella della pace, rivendichiamo il diritto alla paura sana, quella che si chiama anche e più correttamente principio di precauzione, principio che il governo vorrebbe cancellare con la modifica dell’art. 41 della Costituzione.
Paola Agnello Modica