4 amici al bar sfigati e pensionati.

  |     |   Un commento

Più che chiedersi cosa sia il berlusconismo varrebbe forse la pena interrogarsi su quali sono i legami che ha saputo costruire con gli italiani (il patto della P2 nella trasmissione di Vespa, oggi grand-commi per l’incontro tra il Card. Bertoni, Geronzi, Draghi, Casini e Berlusconi per fare che…), con la mafia – riciclo, vi ricordate il caso di Mangano, ..) e con la chiesa – abolizione dell’ ICI per tutti gli edifici del Vaticano. Case, alberghi determinando una concorrenza sleale con i cittadini italiani, ecc., sovvenzioni alle scuole cattoliche – controllo dell’istruzione – ristrutturazioni edifici ecclesiastici e poi affittati alla “cricca” ecc.), i vincoli che si sono tradotti in compromissioni permanenti ( dai furbetti del quartierino per finire alla cricca) , le zone intermedie che trasmutarono in collusioni e, infine, in identificazioni del malaffare.

Tagli ai bisogni primari dei cittadini (regioni, comuni, scuola, sanità, trasporti, energia – il referendum disse NO al nucleare oggi ci viene riproposto la stessa minestra ), per dare ai privati la gestione dello stato.

Vi ricordate il tentativi di fare della Protezione Civile una Spa….

Si tratta di identificare i passaggi attraverso i quali gli italiani introiettano l’anatema del razzismo attraverso la Lega (immigrati) e lo declinano nel termini di una esigenza salvifica, che giustifica pressoché tutto. Il berlusconismo propone un – patto di classe – cementato da una parte il PdL con un nazionalismo tanto tracotante poiché corroborato dall’ossessiva memoria “dei comunisti”, dall’altra la Lega con un grezzo separatismo, mistificato in federalismo.

All’interno di una visione sospesa tra il cupo pessimismo delle minacce incombenti (la nozione di fondo è che secondo lui e gli italiani come lui, costituiscono le vittime uniche della storia degli ultimi 30 anni) e il falso solidarismo dettato dal darwinismo sociale (tutti uguali vi ricordate: il presidente operaio, impiegato, medico, ingegnere, netturbino infermiere, ecc.), si è sviluppata così la trama di una radicalizzazione che finisce per diventare l’essenza stessa del potere berlusconiano e della P2 .

L’ideologia di questo governo della quotidianità si fonda sul senso dell’accerchiamento: la lotta, unico valore nella vita di ogni forzista PdL (vedi parlamento e leggi ad personam e con l’utilizzo della menzogna del dire e non ho detto), deriva da una necessità improcrastinabile, la mobilitazione contro – la resa dei conti – che incombe su Lui e i suoi accoliti.

Una vera congregazione di malaffare – tra privati, multinazionali e malaffare. Distruggere tutti i diritti e le conquiste degli ultimi 60 anni per poi ricostruire un nuovo stato (era lo stesso pensiero nazifascista e della P2). Accordo separato di Pomigliano e ora anche la Indesit…, il tutto ha inizio con l’Alitalia..

Al disfacimento collettivo della prima repubblica è stato solo l’epitome – taglio netto della legalità, delle cose inutili e dei lacci e lacciuoli del passato programma P2 -, con i rivolgimenti politici dei successivi anni e il grigio, non meno che convulso, dell’ ”epoca del non fare”, quello dell’ultimo periodo della prima Repubblica, si contrappone ora il carattere interclassista, quella “ comunità di popolo “ che è anche e soprattutto “comunità del governo dei fatti “ e, quindi, del nuovo destino.

Peraltro, non sono le enunciazioni ideologiche ma il processo identificativo che questo governo ha innescato, a convertire una congrua parte degli italiani in neo forzisti più o meno convinti e coinvolti. In questo senso, il potere delle rappresentazioni di una ritrovata unità nazionale – e della concordia che da ciò deriva – è quello di sapersi autenticare da sé, creando l’illusione della sua inevitabilità nonché della desiderabilità: il ricorso al populismo mediatico, che finge di raccogliere un consenso verace e spontaneo, alimenta una costante messa in scena dove si salmodia – come un mantra – , “una voce unitaria italiana da restituire alla nazione – e solo per il nord con la lega – come eco mediatica dei suoi stessi desideri”.

Da notare che il Berlusconismo viene rappresentandosi in modo tale da sembrare un film, consentendo così al gruppo di potere forzista di sfumare il “confine tra realtà e immaginazione”. Si tratta di infondere nella popolazione l’idea di fare parte di una grande raffigurazione, e di partecipare alla storia in una prospettiva di rinnovamento della società italiana. Vi ricordate il grido della lega “ Roma ladrona” e adesso chi ruba…. e chi pagherà le quote latte…

Oggi B è in difficoltà, dovremmo saper cogliere questo momento per costruire l’alternativa. Il governo B non cela può fare,siamo alla patologia del­la fiducia, sulla manovra il governo metterà la trentacinquesima fiducia in due anni. In Italia cresce una radicaliz­zazione mista rassegnazione. Com­pito nostro ora è trasformare questa sensazione di frustrazione in energia positiva utilizzabile per il paese. Non c’è spazio per i soliti giochi o il trasfor­mismo italiano: serve un’assunzione di re­sponsabilità collettiva che si lasci alle spalle le macerie di un bipolarismo muscolare che è sotto gli occhi di tutti. La sinistra deve organizzarsi come polo alternativo all’attuale centro sinistra, per un nuovo centro sinistra.

La chiave di volta del berlusconismo. consiste nel comunicare l’unione, il superamento delle divisioni. Uno strumento di consolidamento del consenso è il ricorso al volontariato (pagato) come forma permanente di sollecitazione sociale. Ciò serve a dare l’idea di una comunità mobilitata, presa dalla cura di sé, dopo gli anni del “disprezzo”, e delle “tangenti” quelli della prima repubblica, dove la separazione del corpo nazionale (che è invece un tutt’uno) aveva predominato.

Il volontariato inquadra, organizza, comunica, celebra, sancisce. Soprattutto ha permesso quel capillare (auto)controllo della società italiana che nessuna polizia politica, per quanto potente, e nessun potere, avrebbe mai potuto ottenere.

Alimenta infine una atmosfera febbrile, energica, di costante movimentazione: è il – governo dei fatti -, (che non fa per il paese ma solo per se stesso), attuato attraverso un fascio di forze economiche-omogenee. Nella partecipazione si scremano inoltre i giovani più attivi. Funzionale a ciò è l’ideologia di un egualitarismo su base etno razziale ( la lega), che ha concorso a creare una società completamente prona al regime: le loro organizzazioni giovanili hanno mescolato borghesi e proletari, per creare una nuova coscienza di “classe”. Si trattava di dare corpo a una “generazione incondizionata”, quella che poi è il vivaio degli apparati di gestione, di una moderna “dittatura”, scevra dall’ ”umanitarismo insulso”, tipico delle società del welfare .

Questa avrebbe officiato il consorzio tra la mafia e la cricca della politica, in un regime dove il vero potere non spetta “ al popolo della libertà” ma al nuovo mondo delle tecnostrutture e del malaffare. La costruzione del paradigma – delle diversità – sta dentro questo recipiente e, nel medesimo tempo, lo contiene. Gli elementi basici dello Stato secondo la P2 e la scuola di Chicago sono infatti le élites giovanili modernizzanti, molto scolarizzate e il mito palingenetico, che fa corrispondere la riorganizzazione sociale alla rinascita nazionale.

Per la destra, si tratta di costruire una comunità nazionale unitaria (intesa come reciprocità di vincoli e rispecchiamento reciproco) sotto la guida della scienza moderna. Il – patto – ne è la forma compiuta. L’impatto sociale del discorso è netto e lo si è misurato da subito con l’adesione di chi univa ambizione personale, radicalismo ideologico e ricerca di promozione sociale. Ne è derivata una catastrofe, in piena consonanza con lo spirito negativo del quale è depositario il berlusconismo, laddove questo sta diventando l’orizzonte al quale ancorare le prospettive di una comunità tanto disillusa quanto propensa e disposta all’autoinganno.

Ecco perché noi pensiamo che ci sia bisogno di un partito della sinistra, di tutta la sinistra, per costruire un nuovo centro sinistra scevro dai familismi e dai vecchi sistemi.

Noi di SEL ci crediamo e ci vogliamo provare.

Siamo in cammino questa volta, mi pare chiaro, ma per fare un Partito bisogna lavorare ancora molto. Il primo congresso sarà ad Ottobre 2010 e li si adotterà statuto, profilo e programmi definitivi dopo aver fatto partecipare e discusso in tutte le sedi territoriali.

La sinistra che vogliamo, sono i contenuti delle battaglie che abbiamo fatto e che faremo su: mafia, lavoro, sviluppo sostenibile, ambiente, legalità, diritti civili, diritto alla felicità, informazione e difesa della Costituzione.

Abbiamo un portavoce , Vendola,  che si è conquistato sul campo questo ruolo sia come politico sia per le  capacità di governo dimostrate in Puglia.

Abbiamo un simbolo che finalmente sta nelle mani dell’assemblea degli aderenti..

Bene iniziamo al più presto costruire la nostra organizzazione, il partito della sinistra italiana..

Per battere la deriva autoritaria, per la libertà, per sostituire il centrodestra al governo del paese, la sinistra deve organizzarsi come polo alternativo. Per un nuovo centro sinistra di governo e di lotta al malaffare.

Guglielmo Zanetta

Coord SEL Estero

C'è un commento per questo post
Carlo 26 luglio 2010 - 14:52

concordo pienamente con il compagno Guglielmo.

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