Abbiamo intervistato Luigi Nieri, assessore al Bilancio della Regione Lazio per Sinistra Ecologia Libertà, indagato per aver partecipato ad una manifesta a Roma in solidarietà dei migranti di Rosarno, contro il razzismo e la mafia.
1. Qualche giorno fa hai ricevuto la comunicazione da parte della Digos di un’indagine sul tuo conto per aver partecipato ad una manifestazione in solidarietà dei migranti di Rosarno. Che cosa è successo?
Il 9 gennaio presi parte a un sit-in di solidarietà con i migranti di Rosarno vittime dell’intolleranza e del razzismo. In quell’occasione i manifestanti chiesero di poter raggiungere il Viminale per protestare contro le incredibili posizioni assunte dal Ministro Maroni. A quel punto le forze dell’ordine hanno sbarrato la strada al corteo e hanno cominciato a caricare violentemente i manifestanti. In quel preciso istante stavo parlando con i responsabili della Digos per indurli alla ragionevolezza. Mentre parlavo con loro alle mie spalle è partita la carica. Il tutto è documentato da un video che circola su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=UZCLoUWZQWw). Dopo qualche giorno sono stato messo a conoscenza, dalla Digos, di un’indagine sul mio conto.
Lo ritengo un fatto grave. Perché rivendico la legittimità di ogni forma di protesta contro chi tratta gli immigrati come ‘non persone’, proprio mentre in Italia si respira una brutta aria intrisa di razzismo.
2. Tempo fa la presenza di rappresentanti istituzionali durante le manifestazioni, presidi e cortei era una garanzia, sia per i manifestanti e sia per le forze dell’ordine. Che cosa è cambiato?
La partecipazione di un Assessore regionale a una manifestazione è una garanzia per i manifestanti. E’ una necessaria presenza sociale e istituzionale, un segnale di democrazia. Quando però si sceglie di reprimere ogni forma di dissenso sociale con l’intervento della polizia, si esce dal gioco democratico e si entra in un ambito in cui la normale dialettica democratica viene prevaricata. In questa circostanza è accaduto qualcosa di più grave: non solo non è stato dato alcun ascolto a un rappresentante delle istituzioni, ma si è deciso addirittura di denunciarlo. In quel momento rappresentavo, come Assessore al Bilancio, un pezzo dello Stato. Nessuno ha tenuto conto di ciò. E’ un segnale che preoccupa e indigna. Ogni giorno che passa il Governo mostra il suo feroce volto autoritario. Ho voluto denunciare questo episodio con un video su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=BNyZnltNQ9k). In occasioni come queste la rete deve diventare uno strumento utile di resistenza.
3. Le intimidazioni, la repressione e le indagini sui manifestanti rischiano di delegittimare le voci di protesta, collocandole nell’immaginario collettivo come ”i soliti che sanno solo protestare” e vanificando così il messaggio politico. Pensi che sostituire le “arance insanguinate” di Rosarno, che raccontano di violenze, privazione di diritti, razzismo e mafia, con l’immagine strumentale di quattro ragazzi che protestano senza alcun fine sia una strategia premeditata?
In questo nostro Paese ogni accadimento viene distorto, travisato e reinterpretato capziosamente. La strategia è dunque generale. In pochi sanno delle battaglie che si stanno conducendo nel Paese contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare, contro il razzismo. E’ evidente il tentativo di ridurre, agli occhi dell’opinione pubblica, ogni forma di dissenso a fenomeno marginale e localistico. La verità è che si tratta di battaglie che raccolgono il consenso della maggioranza del Paese. Battaglie grazie alle quali la sinistra ha l’occasione di essere forza egemonica. La raccolta di firme contro la privatizzazione dell’acqua, ad esempio, riceve in ogni parte del Paese migliaia di adesioni. Eppure i grandi media sembrano non prestargli sufficiente attenzione, esclusa qualche trasmissione ‘illuminata’.
4. Tornando al territorio… tu sei assessore regionale nel Lazio. A Roma sono all’ordine del giorno aggressioni e intimidazioni di stampo fascista. Alcuni definiscono queste azioni delle “bravate”. Non credi che siano, al contrario, parte di un problema molto più complesso, che investe e riguarda in primo luogo la politica e l’amministrazione della città?
A Roma e nel Lazio la presenza di frange di estrema destra è preoccupante. Il loro radicamento nei territori coincide spesso con fenomeni di violenza, di intolleranza, di xenofobia e di omofobia. Da quando Alemanno si è insediato in Campidoglio si sono moltiplicati i pestaggi verso gli stranieri, le aggressioni politiche e le violenze nei confronti degli omosessuali. Tutti ricorderanno l’attentato al ‘Coming out’ e i tanti fatti di cronaca degli ultimi anni. D’altronde l’ascesa di Alemanno fu accolta con grande entusiasmo dai gruppi neofascisti. Basti ricordare i saluti romani in Piazza del Campidoglio. Quegli stessi saluti romani che hanno accolto Renata Polverini in occasione dell’inaugurazione della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali.
5. I migranti di Rosarno adesso si trovano a Roma, ma l’opinione pubblica sembra aver già spento i riflettori, dimenticandosi di loro. La politica?
E’ vero che gran parte dell’opinione pubblica ha spento i riflettori. Ma è altrettanto vero che ancora esiste una rete di solidarietà, fatta di associazioni, volontari e di alcuni soggetti politici come Sinistra Ecologia e Libertà che non hanno mai abbassato la guardia contro il razzismo e l’intolleranza. Giovedì scorso, ho preso parte al sit-in attraverso il quale 200 lavoratori africani di Rosarno, presenti nella Capitale, chiedevano aiuto e diritto d’asilo. Insieme ad una loro delegazione, abbiamo incontrato il vice Prefetto. La richiesta d’incontro era partita dalla Rete Antirazzista Romana. Il Vice Prefetto ci ha assicurato la sua piena disponibilità a trattare il caso. E’ stato questo un esempio di collaborazione proficua tra società, politica e istituzioni. Una modalità che deve diventare consuetudinaria se si vuole ricreare quel tessuto sociale che si è da tempo smarrito. Un compito che deve essere svolto anche lontano dai riflettori.
Ylenia Daniello
E’ uno scandalo. ha fatto bene Nieri a denunciare l’episodio. In Italia si stanno restringendo in modo preoccupante gli spazi di democrazia. Bisogna in tutti i modi manifestare il nostro dissenso e ritornare a lottare per una società più giusta e libera. voglio esprimere la mia solidarietà e la mia stima a Nieri