In un’intervista a Il Mattino, a cura di Adolfo Pappalardo, Nichi ragiona sul voto delle amministrative: “Sono un varco storico, il centrosinistra deve capire che proposte credibili possono vincere anche le sfide più impensabili’ e sul caso Napoli ammette ‘è stato un errore correre con due nomi della sinistra”.
Vendola: «La sinistra ha sbagliato a correre divisa uniti con il Pd vinciamo anche prove impossibili» Intervista al leader di Sel: «purtroppo le primarie qui sono state una resa dei conti ma dalle altre parti hanno funzionato. Il centrodestra vedeva due vittorie sicure a Milano e Napoli. Così non è stato, il centrodestra arretra ed è nervoso», ragiona sicuro Nichi Vendola, governatore pugliese e leader di Sel. Poi subito dopo sulle due città aggiunge: «Il centrosinistra deve capire che proposte credibili possono vincere anche le sfide più impensabili».
II governo è andato sotto alla Camera per 5 volte, parte dei Responsabili Si tira fuori e la Lega tuona. È il primo effetto delle amministrative?
Il centrodestra mi sembra oggi un raggruppamento di pugili suonati, incapaci di gestire una crisi che gli scoppia tra le mani. Arroganti e incapaci. Arroganti come quando in commissione bocciano una normativa di civiltà minima sull’omofobia. E incapaci perché i voti parlamentari si sono rivelati capitomboli. Li tiene insieme solo il coraggio della paura. Ma mi pare che la diga si sia rotta e questi sono i primi effetti. Perché le amministrative sono un varco storico: due vittorie sicure, la capitale del Sud e del Nord, si sono rovesciate in due sconfitte secche per loro. Non solo perde la Moratti e il berlusconismo viene ammaccato irreparabilmente nella sua vetrina più scintillante ma la destra di Cosentino non riesce a mangiarsi Napoli in un boccone nonostante un impegno finanziario considerevole».
Poche ore fa lei ha detto “il vincitore di queste elezioni sono le primarie”. A Milano ma non a Napoli.
«Hanno funzionato anche a Bologna, a Torino, a Cagliari. A Napoli si sono purtroppo trasformate in una resa dei conti interna al Pd: il penultimo degli errori».
E l’ultimo errore?
«Correre con due nomi della sinistra».
Beh, un errore anche di SeL.
«Noi non abbiamo scelto che il centrosinistra si spaccasse, tutti sanno il percorso che abbiamo intrapreso per scegliere. E la mia ossessione è stata sempre riferirsi all’intero popolo del centrosinistra».
Ha detto “ora ventre a terra per lui”. Ma de Magistris non vuole apparentarsi con Sel e Pd. Dovrebbe farlo?
«Sono stato uno dei primi a sentirlo ma niente considerazioni pubbliche su quest’argomento, potrebbe sembrare una moneta di scambio per sostenerlo. Che lo faremo, a prescindere, sia chiaro ma sugli apparentamenti, decideranno i dirigenti campani».
Quattro per cento a Napoli, 4,6 a Milano con un vostro candidato: non molto per SeL.
«È il contrario: a Milano la civica per Pisa-pia ha preso 113,5, il nostro bacino elettorale è stato diviso. A Bologna sopra il 10, sopra il 6 a Trieste: i dati dicono che andiamo verso il 10 per cento. Siamo il quarto partito nazionale, il secondo del centrosinistra. Io comunque ho dato priorità non al mio partito ma alle sfide e rivendico il mio contributo. Con queste amministrative si è aperta la partita del futuro: un Paese che sembrava ingessato con un centrodestra sempre più eversivo, e un centrosinistra sempre più depressivo, ha avuto una straordinaria scossa democratica: l’Italia si è spostata a sinistra e ci sono buone ragioni per pensare, come si diceva nel ’68 francese, “questo è solo un inizio”».
A che punto è il laboratorio con il senatore pd Latorre?
«C’è un pezzo del Pd che, con più forza e determinazione esprime un progetto libero dall’ideologia dell’autosufficienza e senza inseguire una deriva neocentrista. Tutti dentro al centrosinistra ne traggano unalezione: solo una proposta credibile di alternativa riesce a colpire il cuore degli elettori e a vincere le sfide più impensabili».
Peserà il Terzo polo al ballottaggio: cosa decideranno, secondo lei?
«Non daranno indicazioni divoto: una parte si asterrà, una minima parte voterà per il candidato di destra, per la maggior parte quello di sinistra».
Poteva sin dall’inizio appoggiare de Magistris: pentito?
«No, penso che per me oggi è più facile continuare a svolgere il ruolo di costruttore di un ponte tra le due coalizioni di centrosinistra»
Più volte sulle pagine di questo giornale ho manifestato il mio disappunto per la scelta di S.E.L. ad allearsi col PD , ma ancor più grave è stato non sostenere De Magistris . La palude nella quale è affogata l’ “idea” non lascia dubbi sull’errore commesso dal partito S.E.L. e in particolare dal suo segretario che non ha ben capito – sono sicuro di un errore – con chi si andava ad apparentare . I cittadini che hanno votato De Magistris ( in particolare che non vuole vendere il proprio voto )hanno visto meglio di Vendola . Si faccia esperienza sugli errori è un atto di grande saggezza , caro Nichi ti stimo moltissimo ,sei stato tu che mi hai ridato (sono un vecchio compagno militante) la forza di riprendere a lottare per la mià città, per i lavoratori, per chi è disoccupato, per chi combatte con le “armi” che possiede la delinquenza organizzata .Chiudo dicendo che I candidati al consiglio comunale del PD , che ancora non conoscono il loro destino elettorale, in questo momento stanno cercando alleanze innaturali, compromissorie, avverse a qualsiasi ideale politico che ci distingue dal “comitato di affari di Lettieri . La palude continua , il popolo continua a vendere il voto , l’affare non deve sfuggire a discapito di Napoli, dei Napoletani, dei figli dei napoletani , del futuro ,quel poco che si intravede dal finestrino di una cella di un “carcere” .