Siamo così giunti al capolinea. Nel Pdl i conti sono stati sistemati. Berlusconi ha riunito l’ufficio di presidenza e ha messo di fatto fuori dal partito chi non era in linea: Fini e suoi. Se una cosa del genere fosse successa a sinistra, ovvero cacciare qualcuno senza dargli nemmeno la possibilità di difendersi o di essere sentito, si sarebbe gridato allo stalinismo, dimenticando magari che Stalin i processi li faceva. Farsa, ma li faceva. Invece, i giornali di regime, compreso l’inguardabile e insostenibile TG1, con l’editoriale del suo direttore Minzolini, hanno gridato e esaltato questa rottura come un divorzio salutare, con tanto di pazienza per le gerarchie vaticane, che in quanto a divorzi si sa, non li hanno mai digeriti. Nemmeno quelli ‘salutari’.
A questo punto, i cosiddetti “finiani”, formeranno gruppi parlamentari, determinanti nell’equilibrio parlamentare che appoggia l’esecutivo. Cosa accadrà dunque? Fini per il momento garantisce l’appoggio al governo, ma avverte che voterà solo quei provvedimenti che riterrà compatibili con l’interesse generale. Ergo, come ha giustamente detto il Ministro Maroni, il governo navigherà a vista. Quanto potrà durare? Poco! Lo sanno tutti. E lo sa soprattutto colui che ha voluto l’accelerazione verso la rottura: Silvio Berlusconi. Il premier infatti vuol tornare presto alle urne e con questa legge elettorale. Sa bene che più che passa il tempo e meno probabilità ha di una sua riconferma. Il tempo lo logora e anche la sua età non lo aiuta. Ormai è anziano. Nemici ne ha molti, non solo Fini e finiani. Tremonti per esempio è uno di questi. Infatti a Berlusconi ha imposto una manovra economica abbastanza impopolare, della quale il premier avrebbe fatto volentieri a meno.
Inoltre, giusto ieri, ha anche attaccato velenosamente quello che Berlusconi ritiene sia il suo miglior alleato attuale: il nostro Nichi Vendola. Infatti, proprio in questi giorni il titolare dell’economia, ha rifiutato il piano di rientro sanitario della regione Puglia accusando Vendola di far fare alla Puglia la fine della Grecia, adducendo fra le sue motivazioni che prima vengono i numeri e poi la politica (sic!). Silvio invece vorrebbe proprio Vendola come sfidante, anche se è benissimo a conoscenza che può essere battuto da questo “giovanotto”. E perché questo percorso, apparentemente così illogico? Berlusconi è convinto che se lascia le cose come stanno, Fini, Tremonti, Casini, Bersani, lo faranno cascare tramite un gioco di palazzo. Si formerebbe infatti un governo di larghe intese, nel nome della governabilità e della competizione delle nostre imprese, con la benedizione di Marchionne, Mercegaglia, Draghi e via dicendo. Governo di larghe intese che avrà fra i primi punti una nuova legge elettorale, che farebbe fuori in un colpo solo, lo stesso Berlusconi e Vendola (scomodo ai vertici del PD).
Per impedire questo, a Silvio non converrebbe altro che pubblicizzare un po’ Vendola sulle sue tv e sui suoi giornaletti, per far conoscere Nichi a quel 25% di italiani che ne ignorano l’esistenza, il che avvantaggerebbe certo il suo sfidante nell’immediato, ma che darebbe peso e prestigio, e Silvio lo sa, a colui che nel centrosinistra vorrebbe giustamente tornare alle urne, per decretare non solo la fine di Berlusconi, ma l’avvio della fine del Berlusconismo. E noi? E noi di Sinistra Ecologia Libertà dobbiamo senza indugio seguire Nichi in questa sua lucida follia e tentare il tutto per tutto. Primo, perché un governo delle larghe intese, sarebbe solo propedeutico a Sergio Marchionne e a chi come lui vorrebbe riportare l’Italia all’Ottocento con lavoratori schiavi, senza diritti e con paghe serbe (400 euro al mese); secondo perché sarebbe la disfatta totale delle sinistre e di quel che di moderato ne resta, come il PD. Se Nichi sfidasse Berlusconi, le probabilità di vittoria sarebbero concrete. Del resto lui sarebbe il giovane e l’altro un pezzo di paleontologia. E poi finalmente un non moderato, uno marcatamente di sinistra guiderebbe paese.
Tocca a noi militanti di Sinistra Ecologia Libertà, ai ragazzi delle fabbriche di Nichi e all’intero popolo del centro sinistra, che magari vota o ha votato PD o IDV, il compito di lavorare sodo a questa impresa. Forse una speranza, non solo sta rinascendo, ma addirittura si starebbe concretizzando. Ad aprile 2011, forse. Dico forse, perché Berlusconi potrebbe essere anche tentato di andare al voto ora, in autunno, senza dar modo al centrosinistra di fare le primarie. In questo modo, di sicuro la vittoria sarebbe nuovamente sua e si farebbe ‘incoronare imperatore’. Comunque vada, compagne e compagni, dobbiamo prepararci di nuovo ad un grosso lavoro e ad una nuova lotta!
Ivan Moscardi
Coordinamento regionale SEL Toscana
Ragione al PD?
un bel governo con Tremonti premier e magari la santanchè per la riforma dello statuto dei lavoratori…tiziano mi spiace dirlo ma proprio non ci siamo…