Questione morale è anche chiudere la porta in faccia ai diritti delle persone gay, questione morale è anche legittimare le violenze frutto dell’omofobia, questione morale è anche minimizzare i comportamenti intolleranti e razzisti.
Ancora una volta, questo Parlamento, con l’affossamento della legge contro l’omofobia alla Camera dei Deputati da parte di Pdl, Lega e Udc, si mostra incapace di capire cio’ che accade nella società e si chiude nel proprio cuore di tenebra.
Nichi
Dato che giustamente osannate la “vittoria della rete”, mi sento autorizzato ad esprimere qui qualche osservazione fuori tema. Ma la libertà di informazione e di espressione si sa…non è censurabile.
Vorrei capire dove si cura il sig. Vendola. Spero rimanga in buona salute per lungo tempo e non abbia bisogno di rivolgersi alla sanità pubblica pugliese. Soffro di una forma tumorale alla pelle e sono stato operato già due volte. A causa dell’insorgere una nuova formazione neoplastica due giorni fa ho richiesto una visita presso l’ambulatorio della clinica di chirurgia plastica diretta dal prof. Pascone, ed è stata fissata per il giorno 13 ottobre. Per una visita urologica richiesta il 15 giugno, non mi hanno neppure risposto. Dovrei ricontattare la segreteria dell’ambulatorio della clinica diretta dal prof. Selvaggi, a settembre. E non continuo solo per non ostentare un vittimismo che non mi appartiene. Vorrei ricevere le stese attenzioni medico-sanitarie riservate al sig. Vendola, curarmi la prostata allo stesso modo di Bertinotti, e via dicendo.
Vendola, immagino tu abbia letto “L’umiltà del male” di Franco Cassano e che ne sia rimato entusiasta, come sempre, innanzi ai suoi lavori. Ho letto quasi tutto di Franco Cassano, intellettuale che stimo, punto di riferimento culturale importante nella mia crescita. Ebbene l’ultimo lavoro è qualcosa di più pesante che una semplice tiratina d’orecchi ai “dodicimila santi”. Oggi Cassano avvisa gli etici-civici di ultima generazione (al pari dei loro telefonini) che rischiano isolamento e sconfitta politica. Un rischio che non può essere eluso scimmiottando “il male” dall’altro verso della medaglia. E se lì è populismo , qui sarebbe cosa? Certo, un bel lavoro , soprattutto pregiato è il filo che da Dostoevskij incrocia Levi per aprire il sipario sulla fragilità dell’essere umano. E poi, ancora, ci sarebbe da discutere.
Ciò che invece non vede Franco è la cecità propria e quella di Vendola e degli “undicimilanovecentonovantanove santi” che ormai parlano solo fra loro ed il libro dell’ultimo a loro si rivolge ed il dibattito ampio che lo ha seguito ha coinvolto sempre e soltanto loro. La parola è sottratta alla fragilità, all’uomo. Loro ne restano gli interpreti inautentici e violenti nei loro circoli ristretti con la loro supponenza nello sfoggio di quella vecchia e mielosa retorica che ancora si ostinano a chiamare cultura.
Vendola, prova ad interessarti di sanità dal lato della fragilità. Chiedi consiglio a noi, agli utenti, ai destinatari del servizio pubblico. Noi lo paghiamo e a noi dovrebbe rimanere destinato. Ma accade tutt’altro. Ed io aggiungo che noi dovremmo amministrarlo. E ti pare che consulenti ed amministratori della sanità e della Regione Puglia, scelti fra i “dodicimila” della primavera barese che quando li incontri neppure salutano, che mai vedremo in fila ai CUP, mai in attesa negli ambulatori pubblici, mai sui bus, mai su un treno locale, mai in bici, mai al mercato, mai dl barbiere di quartiere, ti pare che costoro possano avere a cuore la cosa pubblica? Essi sono, a voler dir bene, “astratti”. Come la vivono la cosa pubblica, cosa sentono in petto quando si parla di “posto letto” ? (oddio, una rima!)