Articolo 21: “Il 1 saremo in piazza”

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Articolo 21 ci sarà perchè saremo ovunque si riuniranno donne e uomini per contrastare il degrado ed il fango che stanno travolgendo l’Italia. Ci saremo anche per dire no ad ogni forma di bavaglio e di censura, perchè non si tratta solo di ribellarsi alla espulsione di questo o quell’autore dalla rai, ma anche e soprattutto di difendere il diritto dei cittadini alla libera scelta e ad essere informati.

Continueremo  a lavorare, perchè almeno su questi temi, si possa arrivare ad una sola grande manifestazione che metta  insieme quanti amano la Costituzione, come per altro voi medesimo avete più volte auspicato.

Beppe Giulietti, portavoce articolo 21

Tommaso Fulfaro, segretario articolo 21

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Mario 21 settembre 2011 - 14:45

Regione Umbria
Giunta Regionale

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

N. 1037 DEL 19/09/2011

OGGETTO: DGR n. 990 del 12.09.2011. Adempimenti conseguenti.

PRESENZE
Marini Catiuscia Presidente della Giunta Presente
Casciari Carla Vice Presidente della Giunta Presente
Bracco Fabrizio Componente della Giunta Presente
Cecchini Fernanda Componente della Giunta Presente
Riommi Vincenzo Componente della Giunta Presente
Rometti Silvano Componente della Giunta Presente
Rossi Gianluca Componente della Giunta Presente
Tomassoni Franco Componente della Giunta Presente
Vinti Stefano Componente della Giunta Presente

Presidente: Catiuscia Marini

Segretario Verbalizzante: Catia Bertinelli

Efficace dal 20/09/2011. Il funzionario: FIRMATO

LA GIUNTA REGIONALE

Preso atto, di quanto riferito dal relatore, l’Assessore Franco Tomassoni, che di seguito si riporta:
Con nota prot. n. 0126088 del 12.09.2011, ho dato incarico al dott. Emilio Duca, Direttore regionale alla “Salute, Coesione sociale e Società della conoscenza” di acquisire in via ufficiale, con ogni sollecitudine e comunque entro sette giorni dal ricevimento della richiesta stessa, informazioni e/o atti in merito agli sviluppi apparsi sugli organi di informazione, concernenti le vicende giudiziarie interessanti il Direttore generale dell’Azienda USL n. 3 con sede legale in Foligno.
Il dott. Duca, con nota prot. n. 0126094 del 12.09.2011, ha provveduto, contestualmente, a dare seguito alle suddette disposizioni, inoltrando apposita richiesta alla dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli, Direttore generale pro tempore dell’Azienda USL n. 3 di Foligno.
Delle suddette richieste di informazioni veniva data comunicazione alla Giunta regionale la quale, con deliberazione n. 990 del 12 settembre 2011, ha dato “mandato all’Assessore Tomassoni e al Direttore Regionale alla ‘Salute, Coesione sociale e Società della conoscenza’ di relazionare in merito alle informazioni e/o agli atti acquisiti, anche al fine dell’adozione di eventuali provvedimenti da assumere”.
In data 19 settembre 2011 è pervenuta via fax la risposta dei Legali della dott.ssa Rosignoli, del seguente tenore: “La informiamo che i Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica di Perugia hanno depositato, ai sensi dell’art. 415 bis c.p.p., gli atti delle indagini relative al procedimento n. 12539/08 R.G.N.R.. La lettura di tali atti ci consente di affermare che sarà possibile chiarire nelle competenti sedi giudiziarie la totale estraneità della dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli alle ipotesi delittuose contestate.”

Vista la sopra riportata comunicazione dei legali della dott.ssa Rosignoli;
Ritenuto, allo stato, che la Giunta regionale non è stata messa in condizioni di conoscere le accuse formulate alla dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli;
Viste le recenti notizie di stampa locale ove la stessa dott.ssa Rosignoli rappresenta le difficoltà obiettive determinate dall’indagine penale;
Ritenuto opportuno assicurare la massima serenità nell’azione gestionale dell’Azienda USL n. 3 di Foligno, anche al fine di far cessare ogni forma di strumentalizzazione potenzialmente idonea a precludere il buon andamento dell’azione amministrativa;
Rilevata la necessità di riorganizzare il sistema dei servizi in outsourcing del Servizio Sanitario regionale mediante la realizzazione di una struttura e/o ente strumentale delle aziende sanitarie regionali;
Ritenuto che la dott.ssa Rosignoli è in possesso delle qualità organizzative e gestionali per concorrere alla realizzazione e per l’eventuale gestione dell’istituenda struttura;
Visto l’art. 9, comma 8 della legge regionale 20 luglio 2011, n. 6, nonché l’art. 6, comma 2, del contratto di prestazione d’opera individuale per le funzioni di Direttore generale dell’Azienda USL n. 3 di Foligno stipulato tra Presidente della Regione Umbria e la dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli;
Vista la legge regionale 1 febbraio 2005, n. 2 e la normativa attuativa della stessa;
Ritenuto di deliberare ai sensi in particolare dell’articolo 17, comma 1 del Regolamento interno di questa Giunta, stante la esclusiva discrezionalità politica del provvedimento;
A voti unanimi espressi nei modi di legge,

DELIBERA

1) ai sensi dell’art. 9, comma 8 della legge regionale 20 luglio 2011, n. 6, nonché dell’art. 6, comma 2, del citato contratto di prestazione d’opera individuale per le funzioni di Direttore generale dell’Azienda USL n. 3 di Foligno, la dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli viene assegnata all’Assessorato alla Tutela della salute, sicurezza nei luoghi di lavoro e sicurezza alimentare con l’incarico di riorganizzare il sistema dei servizi in outsourcing del Servizio Sanitario regionale, mediante la realizzazione di una struttura e/o ente strumentale delle aziende sanitarie regionali, anche al fine dell’eventuale direzione della stessa; la mancata accettazione della mobilità disposta con il presente atto comporta la risoluzione del suddetto contratto;
2) la dott.ssa Rosignoli mantiene il trattamento economico in atto il cui onere è a carico della quota del Fondo sanitario regionale assegnato alla Direzione regionale Salute, Coesione sociale e Società della conoscenza;
3) di stabilire, in attuazione di quanto previsto dall’art. 12 quater, comma 3, della Legge regionale 20.1.1998, n. 3, così come integrato dall’art. 10 della l.r. n. 6/2011, di attribuire le funzioni di Direttore generale dell’Azienda USL n. 3 della Regione Umbria con sede in Foligno al Direttore Sanitario dell’Azienda stessa, dott. Sandro Fratini fino alla nomina del direttore generale;
4) di attribuire al dott. Sandro Fratini, proporzionalmente al periodo di svolgimento delle funzioni di cui al precedente punto 3), un’indennità pari alla differenza tra la sua attuale retribuzione e quella percepita dal direttore ge nerale, prevedendo un trattamento economico annuo complessivo di € 132.212,96 (centotrentaduemiladuecentododici/96) – al lordo di oneri e ritenute di legge;
5) di stabilire che disposizioni di cui ai punti 1) e 3) del presente dispositivo hanno efficacia a decorrere dal 28.09.2011;
6) di dare atto che la Presidente della Giunta regionale emanerà apposito decreto relativo a quanto disposto al punto 1);
7) di dare atto che in attuazione di quanto disposto ai punti 1) e 2) sarà sottoscritta una integrazione contrattuale tra la Presidente della Giunta regionale e la dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli;
8) di notificare il presente provvedimento alla dott.ssa Maria Gigliola Rosignoli, al dott. Sandro Fratini e all’Azienda USL n. 3 della Regione Umbria con sede a Foligno per gli adempimenti conseguenti.

IL SEGRETARIO VERBALIZZANTE IL PRESIDENTE

Assessorato regionale “Tutela della salute. Programmazione ed organizzazione sanitaria ivi compresa la gestione e valorizzazione del patrimonio sanitario. Sicurezza dei luoghi di lavoro. Sicurezza alimentare.”

OGGETTO: DGR n. 990 del 12.09.2011. Adempimenti conseguenti.

PROPOSTA ASSESSORE

L’Assessore ai sensi del vigente Regolamento della Giunta regionale,

propone

alla Giunta regionale la discussione del presente argomento.

Perugia, lì 19/09/2011 ASSESSORE FRANCO TOMASSONI

Marco Renzini 20 settembre 2011 - 19:54

Molto bene Articolo 21.
Molto bene Beppe Giulietti.

Pino 20 settembre 2011 - 18:17

Culture per il Cambiamento
“Siamo indignati, costruiamo l’alternativa”.
Appello per un altro mondo
“Siamo indignati, ma indignarsi non basta. Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l’hanno insegnato le vicende degli scorsi mesi. Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore”.
‘Siamo indignati, costruiamo l’alternativa’
Un invito a mobilitarsi per cambiare, il prossimo 15 ottobre.

“Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo”Noi siamo indignati.
Siamo indignati contro i governi europei, che stretti tra la crisi e le politiche liberiste e monetariste imposte dalla Bce e dall’Fmi, accettano di essere esautorati delle funzioni democratiche per diventare semplici amministratori dei tagli della spesa sociale, delle privatizzazioni, della precarizzazione del mondo del lavoro e della costruzione di opere faraoniche, incuranti dell’ambiente e delle popolazioni. Siamo indignati perché le classi dirigenti continuano a proporci l’austerity per le popolazioni, mentre le rendite e i privilegi della finanza, dei grandi possidenti e della politica rimangono intonse, quando non crescono.

Siamo indignati in particolare contro il governo italiano, che ha deciso di rispondere alla crisi con una manovra i cui contenuti cambiano di ora in ora ma i cui pilastri restano sempre gli stessi: taglio ai servizi, privatizzazioni, attacco ai diritti dei lavoratori. Siamo indignati perché il governo ha deciso di abolire per decreto il diritto del lavoro, permettendo alle aziende di derogare ed eludere contratti e leggi, compreso l’art.18 dello Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, proseguendo sulla strada della cancellazione della libertà e della democrazia nei luoghi di lavoro.

Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei luoghi del lavoro e si estende a tutti i lavoratori il ricatto della precarietà, e della clandestinità per i migranti, con cui negli ultimi due decenni si sono livellati verso il basso i diritti e le condizioni di vita di migliaia di giovani, esclusi dal sistema di welfare e da ogni orizzonte di emancipazione.

Siamo indignati perché poco più di 2 mesi fa abbiamo votato, insieme alla maggioranza assoluta del popolo italiano, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per le energie rinnovabili, e ora vediamo il nostro governo riproporre esattamente le vecchie ricette basate sulla svendita dei beni e su un modello di sviluppo energivoro.

“ll nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori”Siamo indignati perché si potrebbe fare altro; perché vorremmo uscire dalla crisi attraverso un grande processo di innovazione, attraverso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo che colga la sfida della riconversione ecologica dell’economia e di uno sviluppo sociale partecipato, basato sulla centralità dei saperi e dell’innovazione. Invece il nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori che si sono mobilitati negli scorsi mesi e preferendo ascoltare la voce delle rendite baronali e dei profitti aziendali.

Siamo indignati perché i governi europei inseguono il dogma del pareggio di bilancio, cercando di far quadrare i conti della finanza, appesi come sono ai giudizi delle agenzie di rating o dei mercati di borsa, invece di fare i conti con le esigenze e i bisogni dei loro cittadini. Siamo indignati perché in questo modo non abbiamo più una reale sovranità democratica, che è affidata alle stesse élite finanziarie transnazionali che prima hanno generato la crisi, poi hanno chiesto di essere salvate dagli stati e ora vorrebbero far pagare il conto a noi, giustificando con lo stato di necessità dichiarato della crisi la privatizzazione della vita delle persone e della natura. Siamo indignati perché vediamo il serio rischio che a una vera alternativa al governo di Berlusconi e della Lega, si tenti di sostituire un’alternanza, fatta delle stesse politiche con maggioranze diverse, perché tutto cambi senza che in realtà nulla cambi.

E allora sappiamo che siamo indignati, ma indignarsi non basta. Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l’hanno insegnato le vicende degli scorsi mesi: le grande battaglie per i saperi, le lotte dei lavoratori in difesa del contratto nazionale, i diritti e i beni comuni in Italia, le rivolte del Mediterraneo, ora la crescita di un sentimento di ribellione contro le manovre finanziarie insostenibili e tutto ciò che ci viene propinato in nome della crisi. Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo. Per il 15 ottobre in tanti stanno promuovendo appelli, discussioni pubbliche, verso la giornata internazionale “United for global change”.

“Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un’alternativa”Noi crediamo sia necessario aprire una discussione pubblica nel paese, tra tutti coloro che si stanno prodigando sulla mobilitazione internazionale del 15, ma anche e soprattutto con tutti coloro che pagano sulla loro pelle quanto sta accadendo. Vorremmo, iniziando dalla giornata di sciopero generale del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far sì che quella giornata sia una grande mobilitazione di tutti per l’alternativa, condivisa e partecipata.

Consultazione che vorremmo far proseguire con un’assemblea pubblica a Roma, sabato 24 settembre alle ore 10. Un’occasione importante per qualificare il profilo politico della manifestazione del 15 ottobre, ma anche per far incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro drammatizzazione.

Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un’alternativa politica e di sistema nell’assemblea del 24, con la manifestazione del 15 ottobre, pensando a queste scadenze come a un passaggio e non a un punto d’arrivo, con passione e spirito d’innovazione. Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le politiche di austerity significa immaginare e proporre per il nostro paese e per l’Europa un nuovo modello di sviluppo basato sulla democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

Appello già firmato da:
Ugo Mattei, Guido Viale, Giulio Marcon, Luciano Gallino, Alessandro Ferretti, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Tiziano Rinaldini, Bruno Papignani, Andrea Amendola, Giorgio Molin, Michele De Palma, Laura Spezia, Loris Campetti, Angelo Mastrandrea, don Andrea Gallo, Nicola Mancini, Francesco Raparelli, Luca Cafagna, Mario Pianta, Isabella Pinto, Augusto Illuminati, Gianni Rinaldini, Luca Casarini, Stefano Bleggi, Monica Tiengo, Sergio Zulian, Alessandro Metz, Luca Tornatore, Giuseppe Caccia, Tommaso Cacciari, Michele Valentini, Marco Baravalle, Vilma Mazza, Nicola Grigion, Luca Bertolino, Gianni Boetto, Enrico Zulian, Sebastian Kohlsheen, Olol Jackson, Francesco Pavin, Marco Palma, Cinzia Bottene, Antonio Musella, Pietro Rinaldi, Andrea Morniroli, Egidio Giordano, Eleonora de Majo, Francesco Caruso, Gianmarco de Pieri, Manila Ricci, Daniele Codeluppi, Roberto Musacchio, Patrizia Sentinelli, Roberto Cipriano, Andrea Alzetta, Giovanna Cavallo, Ada Talarico, Massimo Torelli, Claudio Riccio, Luca Spadon, Mariano Di Palma, Francesco Sinopoli, Giuseppe De Marzo, Emiliano Viccaro, Daniele De Meo, Matteo Iade.

Per aderire all’appello: 15ott2011@gmail.com

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