Basta missioni militari: con quei 4 miliardi asili e parchi giochi

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La recente manovra economica del governo ha messo in ginocchio il sistema delle autonomie locali e il taglio di 9 miliardi si scaricherà sui cittadini con la cancellazione di sevizi essenziali, tagli alle politiche ambientali,aumento della tassazione locale. Una contraddizione inaccettabile se la mettiamo in relazione con l’aumento delle spese militari e i costi delle missioni militari.

La morte del 41 militare italiano in afghanistan ci aggiorna il conto umano inaccettabile di queste guerre . Bisogna riprendere l’iniziativa politica e sociale di sel ed aggrdire il nodo manovra economica – costi delle missioni militari – tagli ai servizi locali lanciando una vera e propria campagna di mobilitazione capace di coinvolgere tutti i gli amministratori locali di SEL.

Per questo il 17 settembre nell’ambito della festa regionale di SEL a Firenze abbiamo convocato una grande iniziativa di tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali di SEL per una giornata di discussione e di lotta contro la manovra economica, le spese militari e per rilanciare un nuovo modello di welfare municipale ed economia ecologica del territorio per uscire dalla crisi e riconquistare la speranza ne futuro.

Paolo Cento

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Maurizio 28 luglio 2011 - 10:28

Io la porrei più “pragmaticamente”. Accantoniamo per un attimo il giudizio sull’intervento, ovvero sulla necessità di intervenire in Afghanistan. A dieci anni dall’inizio della guerra: abbiamo migliorato le condizioni degli afghani? L’Afghanistan è uno stato democratico? Il mondo è più sicuro? Penso che potremmo rispondere tranquillamente con tre no. E allora, che senso ha stare lì? Veder morire i nostri militari che sono lì perché pagati bene, a differenza dei vari lavori che uno è costretto a fare in Italia, ha un senso? Ha un senso veder morire civili afghani come mosche? Ha un senso mettere come presidente afghano il fratello del più grande produttore di oppio mondiale? E allora portiamo via i nostri militari, risparmiamo sulle spese (tra l’altro, vorrei vedere i bilanci delle varie caserme sparse per l’Italia, i costi del vitto e dell’alloggio, dato che si parla di sprechi) e soprattutto, risparmiamoci lutti inutili.

Andrea F. 27 luglio 2011 - 19:36

Come mi piace dire in questi casi, siamo di fronte alla politica estera “dell’ingrasso del maiale” : prima si ingrassano questi questi loschi figuri finanziandone le attività più o meno lecite, magari anche irrispettose dei diritti umani, quando poi sono pronti per essere scannati li si bombarda; non mi si racconti che intervenendo in Afghanistan si hanno a cuore gli interessi delle donne e dei bambini (se poi vediamo qualche scena ,diciamo commovente, di qualche soldato italiano che prende in braccio qualche bimbo afghano, è perché forse abbiamo un po’ di decenza in più rispetto agli americani che ovunque arrivano sparano quasi alla cieca); dov’erano gli usa e la nato quando i talebani presero il potere? Ma ovvio, stavano a guardare, e sotto sotto li sostenevano.

Daniele 27 luglio 2011 - 19:07

Dimenticavo, SEL non siede in parlamento e quindi non credo usufruisca di finanziamento ai partiti.

Daniele 27 luglio 2011 - 19:05

Caro Carlo, proprio avevo questa testa non mi sono raffermato ed ho rinunciato ad un bel posto sicuro di tutto riposo.
Ed allora, bando alle ipocrisie, i nostri militari sono in Afghanistan solo per il lauto stipendio che prendono e non certo per le donne e le bimbe afghane che, dopo dieci anni di occupazione e democratizzazione, continuano ad essere stuprate e a non avere diritti civili.
Il PD vota a favore delle missioni di pace solo per non disturbare la lobby dei militari, ciao Carlo, un giorno, quando ti renderai conto dell’inutilità dei 41 morti italiani e delle migliaia di morti afghani (che evidentemente contano niente in confronto alla vita di italiano) mi darai ragione.

Stefano Pariselli 27 luglio 2011 - 15:59

Come è possibile costruire una ipotesi di alternativa di governo (non dico di società!)alleandosi con un partito, quale il Pd, che vota missioni di guerra per opportunismo o per convinzione profonda? I temi della politica estera, della pace e della guerra, non rimandano solo a scelte etiche di fondo ma ad ancora più complesse elaborazioni di ordine politico-culturale, rispetto alle quali il Pd mostra una totale indifferenza e indisponibilità. I senatori piddini che non partecipano al voto sulle missioni di guerra per dissenso dalla linea ufficiale della segreteria rappresentano la quintessenza dell’impotenza e dell’ipocrisia…

Ambri 27 luglio 2011 - 13:39

PIU’ GIUSTO E DEMOCRATICO, CONDIVIDO AL 100%, CIAO A TUTTI

Alessio 27 luglio 2011 - 13:36

il PD sul tema delle missioni riesce a essere più di destra della lega! vorrei che i piddini spiegassero agli italiani perchè invece di chiedere alla gente di fare sacrifici non si possono ridurre le spese militari… E’ assurdo, il PD continua ad essere il partito più guerrafondaio e atlantista in Italia, d’altronde tranne l’iraq il PD si è sempre schierato x i bombardamenti: guerra del golfo 1991, jugoslavia, kosovo, afghanistan, libano, libia… complimenti, tra poco eguaglieranno mussolini!

Enrico G. 27 luglio 2011 - 11:34

Seppure l’aspetto economico non sia affatto irrilevante, e vi ritornerò alla fine di queste brevi riflessioni, credo che vi siano molteplici ulteriori motivi per ritirare le nostre truppe da ogni partecipazione alle così dette “missioni di pace”. Innanzitutto la questione etico-morale, spesso dimenticata ma ritengo sempre più attuale, legata al concetto di salvaguardia delle persona umana, dei suoi diritti, del suo valore, che certo non si realizza armi un pugno, se non in una società dedita alle barbarie.
La stessa nostra Costituzione all’Art. 11 ben indica il ripudio dell’Italia alla guerra, e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Dunque non si vede come il Parlamento possa autorizzare, con Leggi ordinarie, qualsivoglia forma di intervento armato, se non violando palesemente il dettato Costituzionale.
Infine, e purtroppo, molto spesso, questi interventi, che abili manipolatori definiscono come umanitari, nascondono una mai sopita voglia da parte degli Stati a rinforzare la fabbrica delle armi.
Purtroppo l’acquisto di queste armi, (recentemente sono stati acuistati alcuni bombardieri dal Governo Italiano, utili forse per qualche altra missione umanitaria), trova ampio spazio nei sofferti bilanci Statali, senza che su quelle spese si operino tagli di alcun tipo.

Carlo 26 luglio 2011 - 17:30

Daniele ma con quella testa come hai fatto a fare l’ufficiale di complemento? ma chi cavolo ti ha reclutato? Forse ti hanno preso in una manifestazione pacifista degli anni 90?
Non guardate solo i costi, pensate anche un po alle donne afgane che vengono sposate – stuprate – a 10 anni dai talebani. Oppure ai bambini che non possono nemmeno andare a scuola. Forse ti senti più povero con 1 miliardo all’anno in meno nelle casse dello stato?
Lasceresti davvero un popolo in mano ai santoni col turbante?
Cii sono altri punti in cui tagliare, uno a caso? il finanziamento ai partiti soldi inutili che vengono sprecati in chiacchiere: questo sito è un esempio, sostenuto con i soldi dei contribuenti.

Daniele 26 luglio 2011 - 16:46

Vorrei fare quattro conti, da ex ufficiale di complemento, e sempre nel più profondo rispetto per i nostri morti; un militare impiegato in missione all’estero in zona di guerra riscuote uno stipendio che è pari al quadruplo del normale stipendio da militare, quindi, se lo stipendio normale è di circa 1.000 euro al mese diventa di circa 4.000 euro, a questo vanno aggiunti i contributi e tutte le spese per il vitto, l’alloggio ed il vestiario (trascuriamo l’armamento); si giunge ad una spesa di circa 8.000 euto per militare impegnato (escluso l’armamento).
Teniamo conto che, al momento attuale, tra Afghanistan, Libano, Libia, Bosnia, Mozambico e non ricordo più quali altri stati, i militari italiani impiegati sono circa 10.000, si arriva alla cifra di 80.000.000 di euro al mese, armamenti esclusi.
L’Italia della manovra lacrime e sangue per il popolo, spende ben 80.000.000 x 12 = 960.000.000 di euro = 1 miliardo di euro (più l’armamento), pari a 2.000 miliardi delle vecchie lire all’anno per le sue manie di grandeur, per permettere all’ex bombarolo di pavoneggiarsi nel suo completino da pilota durante le visite ai contingenti militari.
Se questo servisse a qualcosa, ben venga, ma dieci anni di guerra in Afghanistan hanno dimostrato che la democrazia non si impone con i bombardamenti.
Disimpegno subito dall’Afghanistan e da tutti i teatri di guerra!, dove sono finite le grandi manifestazioni pacifiste degli anni ’90 ?.

Giacomo Livorno 26 luglio 2011 - 16:32

Sulla razionalizzazione potrei anche essere d’accordo, ci vorrebbero però regole più chiare. Le FFAA europee sono utopia allo stato puro, come tante altre cose a livello europeo. Poi, per quanto riguarda i militari nei ministeri, il dipendente pubblico non in divisa non sarà mai in grado di fare quello che fa quello in divisa, per tanti motivi diversi. In zona di operazioni poi, la cosa è semplicemente impensabile.

Davide De Alexandris 26 luglio 2011 - 16:14

Le spese militari a mio avviso sono razionalizzabili.
Oltre a rivedere le nostre partecipazioni alle missioni estere (valutabili caso per caso, ma sicuramente contrari a partecipare a missioni di guerra “senza se e senza ma”), possiamo spingere per una integrazione europea della difesa e per “trasformare” i militari che svolgono funzioni di impiegati in impiegati semplici.
Il costo di una singola unità militare,anche se fa l’impiegato di concetto presso il ministero, è sicuramente superiore a quella di un impiegato che fa lo stesso compito.

Sempre dipendenti pubblici, ma non in divisa.

Gloria 26 luglio 2011 - 15:23

Credo che il 17 settembre sia troppo tardi e comunque propongo una raccolta firme per far scegliere a noi se fare una guerra dispendiosa o se aumentare tasse e tagli a servizi essenziali!

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