Berlusconi, il Cepu e la riforma dell’università

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Qualche giorno fa Berlusconi è andato in visita all’università, cosiddetta telematica, eCampus di Novedrate, in provincia di Como.  La notizia è passata sui quotidiani soprattutto per la pesante battuta su Rosi Bindi, una caduta di stile più degna di un pessimo attore di avanspettacolo, che di un capo di governo.

Nel pieno di una crisi della maggioranza, mentre è in atto una grande mobilitazione negli Atenei, Berlusconi va a rendere omaggio e a fare pubblicità a Francesco Polidori – alias Mister CEPU, il “re della formazione facile a pagamento”: dalla maturità fino alla laurea.  Del Gruppo CEPU fanno parte, infatti,  le Grandi Scuole per ripetenti di lungo corso, l’università presso l’eCampus, gli Istituti Callegari, l’Accademia del Lusso e la Scuola Radio Elettra, quella in cui è riuscito a diplomarsi perfino Umberto Bossi.

E sceglie proprio l’Ateneo eCampus, autorizzato con decreto nel 2006 dall’allora ministro Letizia Brichetto–Moratti, che è l’unica università telematica approvata nonostante il parere contrario del Consiglio universitario nazionale (Cun) e dal Comitato nazionale per la valutazione (Cnvu).  Inoltre, Il Cun ha segnalato alla Gelmini molte incongruenze sul funzionamento delle università telematiche e gli esperti del Cnvu sono attesi entro l’anno a Novedrate proprio per verificare se l’offerta didattica è in linea con gli standard di legge.

E pensare che la Gelmini pontifica sul merito e tuona contro la proliferazione degli atenei statali. Può sembrare una follia ma, come ha detto Mussi: «c’è del metodo in questa follia!”».

Non deve sfuggire che la visita ad un istituto privato è avvenuta proprio mentre il testo della “controriforma” Gelmini è giunto all’esame del parlamento.  Non si può non cogliere il tempismo: da un lato l’ineffabile ministro attacca l’autonomia dell’università pubblica, dall’altro il premier tesse le lodi dell’istruzione universitaria a pagamento.

Così di fronte alle difficoltà in cui versa la scuola e l’università italiana, soprattutto a causa dei tagli indiscriminati e della “precarizzazione” dei docenti, il centro-destra propone un modello di istruzione privato ed elitario.  E’ un disegno lucido che il governo sta conducendo sistematicamente smantellando, pezzo a pezzo, la rete pubblica del sapere.

Quando il progetto di “mercificazione” del sapere sarà compiuto, le scuole e le università pubbliche saranno solo un ghetto per le fasce più deboli che non potranno permettersi di pagare un’istruzione privata. Il sapere come privilegio di classe e non come diritto.

E’ la logica di Berlusconi: «non possiamo pensare che i figli degli operai diventino tutti dottori!».

Umberto Guidoni

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Marco Possanzini 28 luglio 2010 - 10:06

Berlusconi da adepto esoterico massone, prosegue senza tregua lungo le linee del piano di rinascita democratica del gran maestro “unico”, per dirla alla Gelmini, Gelli. Altrimenti, se così non fosse, perchè il Berlusconide si è fatto costruire un mausoleo egizio ad Arcore, in perfetto stile esoterico massone con tanto di piramide e sarcofago? Siamo in mano a questi criminali, dobbiamo aiutare Nichi perchè sparigliare fa rima con Sparecchiare la tavola a questi signori incappucciati. Buon Lavoro a tutti Noi

Pina Fusco 27 luglio 2010 - 22:23

Caro Mario, lo faccio,cercando di superare i miei limiti, ma sento che stiamo in ritardo sugli eventi che precipitano. Comunque vadano le cose, ho sempre pensato che veramente perduta è la battaglia che non osi affrontare. Impegniamoci al meglio delle nostre forze.

Guglielmo 27 luglio 2010 - 07:04

E’ quello che aveva previsto la P2 delegittimare il pubblico a favore del privato.

Mario 26 luglio 2010 - 23:53

cara Pina, ti chiedi come?
io credo sia necessario tornare a parlare con le persone, tenendo alto il livello delle discussioni e cercando di non cadere in facili e banali qualunquismi. La nostra società deve avere una svolta a sinistra e vedo Vendola l’uomo giusto per far ciò. ti saluto e spero che la Cultura ritorni ad essere un segno distintivo del nostro paese
mario

Pina Fusco 26 luglio 2010 - 22:23

Certamente «c’è del metodo in questa follia!”». C’è una linea strategica che lega fatti apparentemente lontani e diversi. Pomigliano, il bavaglio, la destrutturazione della scuola pubblica, la continua violenza alla Costituzione, l’arbitrato, i fenomeni di razzismo, di omofobia,la macelleria sociale, il blocco del turnover, la pensione a 65 anni ecc ecc. Stanno costruendo quella che io chiamo l’Italia dei 4/5: 1/5 di privilegiati e 4/5 di immiseriti che stentano la vita e campano di paura. Faremo a tempo a fermarli? temo di no. La partita si gioca adesso e noi non abbiamo carte buone in mano. L’unica carta buona al momento è Nichi, ma deve riuscire a “sparigliare” e deve farlo sotto il tiro dei cecchini. Che fare per dargli veramente una mano?

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