Brevi Impressioni sparse e a caldo…che sono forse le meno riflettute ma le più sincere.

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Poi nei prossimi giorni approfondiremo….

Siamo partiti, ora dobbiamo diventare un partito.

La platea di Roma era assai diversa da quella di Bagnoli : avere eletto i  1200 delegati su liste prevalentemente chiuse ha ridotto parecchio lo spazio per coloro che vengono da esperienze politiche fuori dai piccoli partitini e questo era un dato evidente. Costoro erano in netta minoranza.

Siamo  partiti stavolta mi pare chiaro, ma per fare un Partito bisogna pedalare ancora parecchio. Il primo congresso sarà a giugno 2010 e li adotteremo statuto e profilo e programmi definitivi. Ma i documenti sui principi, le regole e i primi elementi programmatici discussi in questi due giorni sono una base di partenza abbastanza seria. Ascoltando l’assemblea un primo profilo della Sinistra che vogliamo essere si capiva, e anche i titoli e i contenuti delle battaglie che faremo sul lavoro, sullo sviluppo sostenibile, sulla legalità, sui diritti civili, sull’informazione e sulla difesa della Costituzione. Alla Costituente hanno finora aderito 25.000 persone, un piccolo popolo che dovrà allargarsi grazie alla iniziativa politica che sapremo mettere in campo e alla nostra capacità di radicamento nei territori. Abbiamo un portavoce , Vendola,  che si è conquistato sul campo questo ruolo sia come politico sia per le  capacità di governo dimostrate in Puglia.  Abbiamo un simbolo che finalmente sta nelle mani degli aderenti. Non sono invece ancora certa che ci sia un vero gruppo dirigente unitario e autonomo dalle varie appartenenze. Il coordinamento nazionale è troppo grande (32 persone) e averlo votato in blocco non è stata una grande prova di democrazia e di partecipazione. Si è temuto che se si fosse andati al voto con la possibilità di esprimere preferenze qualche sensibilità politica sarebbe restata fuori…era un rischio reale , ma anche non riuscire a votare mai con il voto segreto sulle persone e con le preferenze è una pratica che non possiamo adottare all’infinito. Del resto non siamo noi che chiediamo una legge elettorale che non si fondi su liste chiuse e che ci sia la possibilità di esprimere preferenze? Lo stesso deve valere al nostro interno. Oggi non è stato così.

Abbiamo visto la presenza di molti giovani ( ragazze e ragazzi) appassionati e interessati ma un po’ ai margini. Ma averli fa sperare bene.

Dovremo anche lanciare una seria sottoscrizione finanziaria perché senza risorse la politica non si fa in nessun modo.  Ci servono alcuni milioni di euro a mio parere e chiedere ai 25.000 aderenti di mettere da parte un euro al giorno ( un caffè) per 200 giorni ( fino al congresso di Giugno) ci porterebbe ad una cifra consistente. Del resto Obama ha raccolto di più chiedendo poco a tutti che non con le grandi sottoscrizioni.

La passione e la speranza

La passione e la speranza circolavano abbastanza nella due giorni che abbiamo vissuto, soprattutto nei gruppi di lavoro tematici più che nella plenaria, nello sforzo di individuare proposte precise che chiariscano in che cosa si distingue dagli altri soggetti politici questa sinistra, nella cura dei dettagli,  nelle puntuali elaborazioni condotte su temi quali il lavoro, la scuola e la formazione, la pace e il disarmo, l’informazione, le politiche ambientali e di riconversione dello sviluppo. Guardatevi una volta tanto i materiali usciti quando saranno pubblicati e vedrete che un lavoro intenso è stato compiuto. Se i giornalisti scrivessero della sostanza  un primo abbozzo del nostro profilo si poteva cogliere facilmente.  Una Sinistra radicale nei principi e nei contenuti, con una cultura di governo delle contraddizioni. Che vuol dire capace di cercare le risposte alle grandi e piccole contraddizioni, alle ingiustizie crescenti e che vuole farlo senza populismi facili ma diventando  una Sinistra popolare, autonoma, che compete con il Pd  e con le altre forze di opposizione  pur nella  ricerca comune di una nuova coalizione alternativa al centro destra.

Una scena prevalentemente  maschile

La conferenza stampa che aveva annunciato e presentato l’assemblea vedeva al tavolo solo i segretari dei partitini tutti maschi , i primi tre interventi di apertura dell’assemblea sono stati maschili, così come le conclusioni di ogni sessione è stata puntualmente affidata ad un uomo autorevole. Un altro uomo autorevole guida , anch’egli non eletto ma nominato, il Comitato Scientifico votato oggi, un organismo che affianca il coordinamento nazionale e che avrà il compito di  produrre elaborazione, ricerca, confronto su temi cruciali, di fornire stimoli alla iniziativa politica di tutta l’organizzazione. Il portavoce nazionale è un uomo. Io non metto in discussione nessuno di quegli uomini singolarmente presi sia chiaro, critico fortemente una forza politica che si rappresenta  prevalentemente con uomini.  Credo non serva a nulla rivendicare con urla e strepiti un altro modo di rappresentare ciò che siamo. Sono convinta che questa rappresentazione non rispecchi la realtà di ciò che siamo .Una Sinistra di donne e uomini…dovrebbe andare da se….e se non va da se la faremo andare in quella direzione con cura e fermezza. Credo che lo faranno le donne coprendo ancora una volta l’ incomprensibile ritardo culturale dei maschi. Donne  autorevoli , che hanno nomi e cognomi, storie lunghe o brevi, giovani e vecchie. Donne libere.

Fulvia Bandoli

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Mariuccia - Genova 24 dicembre 2009 - 22:05

Musacchio dice che bisogna capire che cosa devono fare i gruppi dirigenti. Trovo che abbia molta ragione. Bisogna dare a questo embrione di partito una struttura interna, suddividere le responsabilità, cominciare a stabilire “chi fa che cosa”, al di là delle fondamentali discussioni sul chi siamo e dove andiamo che tanto chi appassionano…
Mi permetto di suggerire un campo di intervento di cui, in quest’ultima assemblea, si è sentito molto la mancanza: un ufficio stampa degno di questo nome. Chi ha esperienza di comunicazione, all’interno del gruppo dirigente (e ce ne sono di compagni…) dovrebbe secondo me porsi il problema di formare, organizzare, coordinare un gruppo di giovani compagni (magari romani, che così è più semplice…) con i quali costruire una struttura che sia in grado di far uscire uno straccio di comunicato stampa dopo un’assemblea nazionale. Perché non credo che sia stato solo l’embargo dei media a determinare il silenzio stampa intorno al nostro appuntamento (a parte alcune eccezioni oltrettutto neanche apprezzabili…) ma penso che anche noi non siamo stati in grado di comunicare contenuti organizzati e di un qualche spessore. E non che non ce ne siano stati…
Secondo me qualcuno, all’interno del gruppo dirigente, deve farsi carico di questo aspetto. Se poi, invece, i comunicati ci sono stati – prima, durante e dopo come dovrebbe accadere – ma non sono stati pubblicati, allora scusate. Però non ne ho trovato traccia neppure sul sito, a parte quello “a margine” dei compagni socialisti. Se venissero pubblicati almeno lì potrebbero poi essere “rimbalzati”, nelle sedi periferiche, agli aderenti (per tenerli informati) e agli organi di stampa locali.
E poi ci vuole qualcuno che tenga i rapporti con i giornalisti, li curi in modo diretto… Insomma, ci vuole un ufficio stampa “vero”, identificabile, riconoscibile come tale. Ora abbiamo un portavoce ufficiale e riconosciuto, ma abbiamo ancora bisogno di qualcuno che comunichi ciò che ha da dire a nome di tutti noi.

Omar 24 dicembre 2009 - 12:31

QUANDO ADERIAMO AI REFERNDUM CONTRO NUCLEARE E PRIVATIZZAZIONE ACQUA???????

Lucia Perrone 24 dicembre 2009 - 09:26

Lucia. Prima di tutto voglio dire a giulianae Fulvia di RESISTERE! Può sembrare un punto di vista di donne , invece siamo in tanti a pensarla così, anche a Roma lo eravamo, si sentiva nell’aria , si avvertiva intorno a noi.Anch’io avrei preferito votare le persone e, per evitare che i nuovi, gli sconosciuti fossero esclusi (questo è stata la motivazione addotta da quelli che hanno voluto dentro tutti..?) avrei dato loro , in qualche modo, la possibilità di farsi conoscere dall’intera assemblea prima del voto. Quando si crede in un metodo, si trova il modo per non farlo fallire.
Non è possibile, infatti,utilizzare quando servono i volti nuovi e le nuove adesioni per poi decidere che di questi si può fare a meno nei momenti decisivi e quando si decidono gli organi nazionali, dove sembra che le postazioni sono già occupate in maniera preventiva…!!
Ebbene, io e come me , tanti anche nel mio territorio (Altamura-Bari)avendo fatto politica da semopre fuori dai partiti, ma stando sempre a inistra, abbiamo ritenuto per la prima volta di iscriverci a questo nuovo partito condividendo soprattutto il programma ma anche le regole.
Sono sicura che non avevamo capito male, che le intenzioni sono quelle dichiarate, ci dobbiamo liberare però di qualche resistenza a praticare le nuove regole necessarie per riportare la politica diffusa nel quotidiano e far si che i partiti non diventino luoghi chiusi, roccaforti per pochi.

Restiamo e RESISTIAMO insieme sperando che la prossima scadenza nazionale, il vero congresso si svolga in questo senso, vi invitiamo a riportare all’interno del Coordinamento queste istanze.
Non deludiamo i giovani e meno giovani che si sono avvicinati ed hanno tentato di ritrovare fiducia e spazio in un partito. Non permettiamo che , delusi dalle pratiche abbandonino la politica e si disperdano nel NULLA che è intorno a loro.
Lucia Perrone

Stefano Dall'agata 23 dicembre 2009 - 21:04

Care/i,
per come la vedo io (ma ho il torto di vedere i bicchieri mezzi pieni) abbiamo vinto.
Sei candidature indipendenti che abbiamo promosso e per cui abbiamo raccolto le firme sono nel coordinamento nazionale (Bandoli, Clark, Sgrena, Deiana, Salacone, Zan), si tratta di 150 firme, pari al 12,5 % della platea dei delegati.
È un fatto. Chiediamo a Vendola di tenerne conto (Nichi ha la responsabilità, e non come MPS, ma come SEL).
Un altro fatto è il nostro modo di operare, e le dimissioni di Fulvia dalla direzione di SD speriamo che siano un bell’esempio da seguire.
Ora si tratta di costruire SEL, renderla forte e organizzata.
Mi permetto di chiedervi (a chi è stato eletto) di sottoporre a Nichi e all’intero coordinamento la questione del dover porre in opera all’interno di SEL la fine delle pratiche intimidatorie, che sono una costante della politica e dei partiti, ma che sono contrarie a quei principi della nonviolenza che sono stati ribaditi da Nichi nel suo discorso (non è possibile che qualcuno si sentisse scomunicato perché si era candidato, e che altri abbiano ricevuto il veto di candidarsi) e di farlo nominando (nome e cognome) chi si è comportato in un certo modo.
Till Victory, Stefano

Dario 23 dicembre 2009 - 20:02

sono d’accordo con te gianni e non aggiungo altro.

Camallo 23 dicembre 2009 - 16:56

finalmente “”fusse che non fusse la volta bona”

Gianni 23 dicembre 2009 - 16:45

Se ci sarà ancora qualcuno a SINISTRA, ci sentiamo e vidiamo a primavera. Constato ché più tentate di spiegarmi cosa è successo e le “funzioni” del Comitato Scientifico, più non capisco. Sarà tutta colpa mia, ma non date la colpa al “nemico esterno”, all’informazione distorta,ecc. fate la vostra battaglia.
Giuro di non aspirare a “diventare il più citato dei nostri più agguerriti detrattori”, cara Mario Liso Tessera n° 319, semplicemente tutte le volte che dovrebbe succedere qualcosa di importsnte per la SINISTRA in Italia và quasi sempre a finire ……. in casino….
Ciao e Auguri

Peppe Giudice 23 dicembre 2009 - 12:20

quello che ho inviato prima è la DICHIARAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SOCIALISTE PRESENTI ALL’ASSEMBLEA COSTITUTIVA DI SEL

Peppe Giudice 23 dicembre 2009 - 12:19

Premesso che :

– la scelta di abbandonare la costruzione del nuovo partito di SEL non trova alcun senso nella maggior parte del mondo socialista; – è sempre più evidente la necessità di costruire un soggettonuovo nei comportamenti e nell’organizzazione con una forte caratterizzazione, sul piano dei valori, degli ideali di uguaglianza, democrazia e laicità, che per noi del mondo socialista rappresenta il naturale approdo all’unico progetto di rinascita della sinistra che consideri il patrimonio di idee, di cultura e di programmi, della storia del socialismo italiano, elemento essenziale delle proprie ragioni costitutive, all’interno di un processo di ridefinizione dell’identità e degli obiettivi del socialismo europeo; – tale soggetto politico deve rappresentare il superamento dell’anomali a della sinistra italiana, ma anche contribuire ad aggiornare la strategia del movimento socialista a fronte della grave crisi economica e sociale internazionale indotta dal liberismo, da un lato, e dall’altro, essere riferimento politico per un progetto ed un programma che sappia riaprire la speranza e la fiducia in una qualità dello sviluppo attenta ai diritti del lavoro, alla qualità sociale, alla difesa della natura, alla dimensione strutturale dei processi dii riforma, ad una crescita sociale culturale più ricca in quanto diversamente ricca.

Il mondo socialista disponibile a seguire il percorso originario di SEL, preso atto del superamento degli elementi che hanno imposto una storica divisione a sinistra e dell’interesse generale, a favorire la più ampia partecipazione al progetto costituente della maggior parte delle forze originarie, si impegna a costruire una nuova unità della sinistra attraverso la definizione di un percorso costituente aperto, così come si era concordato all’Assemblea di Bagnoli, articolato in fasi progressive definite con tempi e modi concordati e certi, al fine di consentire il ricongiungimento di un mondo socialista disperso e la piena maturazione di una scelta verso il progetto costituente di SEL.

Questo è il documento che abbiamo consegnato direttamente nelle mani di Vendola all’assemblea di Roma che trova il consenso delle persone presenti all’assemblea che allegheremo e sul quale è nostra intenzione aprire un confronto all’interno del partito a tutti i livelli chiedendo la convocazione immediata di un congresso straordinario, così come per altro già deciso nel Consiglio Nazionale di luglio.
Pensiamo che l’ultimo sondaggio che ci vede allo 0,3% debba essere l’ultimo campanello d’allarme per un gruppo dirigente che sta portando il partito nell’oblio.

La parola d’ordine quindi deve essere Congresso Subito!!!

Firmatari:

Sara Pasquali – delegata SEL di Roma

Marco Andreini – delegato SEL La Spezia

Franco Bartolomei – Segretario Ass.ne SocialismoeSinistra

Mauro Beschi – CGIL Nazionale

Pier Luigi Camagni – delegato SEL di Milano

Carmen Cetrone – delegata SEL di Bari

Sergio Ferrari – Segretario Ass.ne Labour

Michele Ferro – Comm.ne Nazionale SEL del documento politico

Anna Gaviglio – delegata SEL di Genova

Anna Germoni – delegata SEL di Macerata

Flavio Merlo – delegato SEL di Vicenza

Carmelo Giuseppe Nucera – delegato SEL Reggio Emilia

Domenico Mecorgliano – delegato SEL di Alessandria

Angelo Pedani – delegato SEL di Livono

Renzo Penna – delegato SEL di Alessandria

Antonio Russo – delegato SEL di Trani

Matteo Saracino

Giorgio Pesce – Presidente Ass.ne SocialismoeSinistra

Battistoni Alessandro – delegato SEL di Roma

Stefano Ferrari – delegato SEL di Roma

Gioacchino Assogna – delegato SEL di Roma

Anghelone Francesco – delegato SEL di Roma

Marco Zanier – redazione SocialismoeSinistra

Carlo Felici – redazione SocialismoeSinistra

Manrico Macilenti – redazione SocialismoeSinistra

Renato Gatti – redazione SocialismoeSinistra

Marco Mercanti – delegato SEL castelli romani

Mario Liso Tessera N° 319 23 dicembre 2009 - 10:04

A Gianni
Ti Pregherei di evitare di diventare il più citato dei nostri più agguerriti detrattori. Abbiamo un partito, è compito di tutti, nessuno escluso, farlo crescere, ma anche difenderlo dagli attacchi esterni.

Roberto Musacchio 23 dicembre 2009 - 08:52

Condivido sostanzialmente la analisi di Fulvia a partire dalla diversa composizione della Assemblea rispetto alle precedenti. Io ho ritrovato molti in più della ex Rifondazione e mi ha fatto anche piacere ma non c’è dubbio che siano stati più capaci di passare il filtro delle assemblee regionali. Come Fulvia penso che i documenti preparatori fossero interessanti e collettivi. Io aveva partecipato alla commissione programma e non era stata scontata.Ancora, mi sembrano buone le indicazioni politiche che vengono principalmente dall’intervento di Vendola e dagli ordini del giorno. Tra queste anche ciò che riguarda prese di posizione utili al lavoro politico come sull’Afganistan, la base di Vicenza e,visto che sono possibili referendum su quetse materie, acqua, nucleare e precarietà del lavoro. Negli odg è scritta la nostra posizione che è abbastanza ricca anche perchè facciamo parte dei tavoli di movimento su acqua e nucleare e abbiamo dato vita ad un tavolo delle sinistre sul lavoro. Utile anche l’appoggio alla legge di iniziativa popolare della Fiom sulla democrazia del lavoro. Mi pare però che di tutto ciò si sia discusso poco in plenaria e solo in parte nei gruppi di lavoro. Come si è discusso poco del rapporto con le altre sinistre, politico ed elettorale.Se non vanno insieme discussioni su democrazia e politica non cresciamo. E’ mancata anche la discussione su cosa debbono fare i cosiddetti gruppi dirigenti. Se pensiamo che da un lato fatichiamo addirittura a farci vedere nelle manifestazioni ma che dall’altro cominciano ad esserci forum tematici permanenti per quanto inadeguati, si poteva fare meglio. Va bene votare i dirigenti, ma forse è il caso di discutere anche che debbono fare e chi lo debba fare.La forma delle candidature sorrette da firme non è detto che fosse la più democratica perchè si presta anche a esclusioni di minoranze politiche e territoriali. Se è giusto votare sempre è bene discutere come. Le cose che avevano più superato le vecchie appartenenze oltre ad alcune pratiche di genere o qualche territorio mi paiono i forum tematici e bisogna valorizzarli di più. Come occorre fare del comitato scientifico un luogo vero di elaborazione e pratica connesso proprio ai forum

Tiziano Domenici 23 dicembre 2009 - 08:29

C’è un problema, serio,reale che si evidenzia da interventi come quelli di Gianni: per chi è, in qualche modo, esterno al dibattito di SEL le informazioni arrivate dai giornali e anche dalle televisioni danno un’immagine caricaturale del dibattito che c’è stato a Roma il 19 e 20 ( vedi Repubblica di stamani).
Il problema ovviamente non è di Gianni o di altri compagni, anche se forse una lettura più attenta dei documenti e anche degli interventi presenti sul sito darebbe un’immagine più reale di ciò che è accaduto.
Non voglio edulcorare niente, nè l’asprezza del dibattito nè i limiti dei risultati dell’Assemblea ma è evidente che c’è un problema enorme di comunicazione verso l’esterno che sta, certamente, nella nostra collocazione politica e , dunque, del fastidio, evidente, che la nostra nascita provoca in altri soggetti organizzati o mediatici a sinistra ( vedi Manifesto) ma anche nel fatto che, nonostante il grande impegno dei compagni che lavorano, ad esempio, intorno al sito, di fatto, non abbiamo ancora una struttura per comunicare minimamente efficiente.
Credo che su questo dovremo concentrare molto i nostro sforzi e su questo chiedere ai compagni uno sforzo economico che ci consenta, in una fase delicatissima del nostro percorso, di avere una maggiore visibilità.
In un altro commento avevo parlato di “gufi” e “avvoltoi” che , voglio precisare, non sono dentro SEL ma fuori, magari politicamente “contigui” ( vedi Aprile) ma che non sono particolarmente lieti della nostra partenza : proprio per questo avere strumenti comunicativi adeguati è assolutamente indispensabile.

Andrea 23 dicembre 2009 - 08:28

gianni rispetto la tua idea ma 6 solo critico e per niente propositivo! diamoci tutti da fare per ottenere un risultato onorevole alle regionali e ottenere qualche assessore.e poi a giugno subito il partito!
io,e tanta gente vota pd perche’ non ha una valida alternativa.e se ci alleaiamo,correndo in coalizione i voti aumentano!

Antonio Nannipieri 23 dicembre 2009 - 01:04

@Gianni – capisco le critiche, che in parte ho espresso anche io, sia qui che a Roma, ma tu non basarti solo sulle cronache de L’Unità, e tieni presente che in tribunale non siamo noi a volerci andare. Ci sono state delle cose positive e vanno raccolte. Attendi allora fino ad aprile, cosa più che legittima, spero che ci rincontreremo per la preparazione del congresso.

Gianni 23 dicembre 2009 - 00:45

Profondamente deluso.
Avevo deciso, di non impegnarmi fino a dopo le Regionali, in tempi non sospetti, però pensavo “Forse non impegnasi per il 19 e il 20 è un gesto di supponenza, di orgoglio fuori luogo”.
Leggendo le cronache dell’Unità e altri comenti (andate in tribunale per il simbolo??)e tra l’altro la reazione di Mezzetti Coord Emilia Romagna in assemblea, trovo conferma ai miei dubbi: “non vale la pena di impegnarsi per un gruppo dirigente da Fava a Mussi (responsabile del comitato scientifico…… Che cacchio è???) e con “parole nuove, il nuovo che avanza, ma vuote nella pratica democratica” Vendola, quando ognuno pensa soprattutto a ritagliarsi una poltrona, uno strapuntino per i cavoli suoi…….
Cari compagni se voi continuate vi ammiro, se volete stare a fare le sentinelle ai vari depositi di benzina o di dinamite (vi raccomando la lettura delle vignette di Bonvi Strumtruppen) siete da ammirare per il coraggio e la speranza infinita che avete!!!
Io se tutto và decentemente e non in ….a mi farò vedere ad aprile per fare una cosa quasi seria spero, dove le regole valgano dall’inizio alla fine di uno straccio di Congresso, perchè in fondo ma molto in fondo credo ancora che sia possibile e sia NECESSARIA una SINISTRA in Italia…….
AUGURI
Gianni

Chiara Tamburini 22 dicembre 2009 - 23:39

grazie Fulvia! ero scappata abbastanza inferocita alla fine dell’assemblea, e sono contenta di vedere che non ero l’unica a pensarla così :-p sottoscrivo tutto ciò che dici e continuo a rimboccarmi le maniche perchè queste pratiche finiscano per sempre. quanto alla rappresentanza di genere, in belgio abbiamo due portavoce: un uomo e una donna! e i nostri 3 delegati erano 2 donne e 1 uomo.
un abbraccio forte e buon lavoro, ci rappresenterai tutti al meglio!

Antonio Nannipieri 22 dicembre 2009 - 23:15

Ecco!!! Questo per esempio è un bellissimo segnale. Grazie compagna Bandoli, tu rinforzi la mia speranza.

Fulvia Bandoli 22 dicembre 2009 - 22:04

Care compagne e cari compagni naturalmente ogni tanto leggo i vostri commenti e rifletto su quel che dite e scrivete…concordo su parecchie cose su altre no ma le rispetto e ci penserò su. Ma dopo due giorni confermo anche a mente fredda quel che ho scritto a caldo. Vorrei precisare al compagno Antonioni che non dovrebbbero esserci interni ed esterni…non siamo forse tutti esterni se sta nascendo un partito nuovo nel quale tutti stiamo entrando per la prima volta, dalla stessa porta e con gli stessi diritti e gli stessi doveri? La questione dei partititini fondatori non va negata ma affrontata a viso aperto e con chiarezza. Avevo presentato un emendamento che purtroppo non hanno ritenuto di discutere nel quale proponevo che i partiti nominassero uno o due loro rappresentanti nel coordinamento, mentre gli altri membri sarebbebro stati invece votati. Così da distinguere in questa fase di transizione fino al congresso che c’è una differenza tra membri nominati e mebri eletti, perchè se i partitit hanno ancora una funzione e io non la nego non può assolutamente però essere quella che hanno avuto finora, pervasiva, invasiva, e che ha segnato il nostro percorso come troppo chiuso. Insomma credo che si potesse fare meglio e che votare fosse indispensabile, la rappresentanza di coloro che temevano di restare fuori sarebbe stato meglio garantirla con una nomina piuttosto che non andare al voto per nessuno come è stato.
Abbiamo inoltre creato un precedente che ci verrà riproposto da altri…se non siamo sempre tutti d’accordo ( i partiti cosiddetti fondatori) non votiamo mai? Spero invece che presto si comprenda che i fondatori adesso sono tutti i 25000 aderenti a sinistra ecologia e libertà, che i partiti hanno un ruolo di servizio e di accompagnamento del processo ma di servizio e che non siamo e non abbiamo deciso di essere una somma e neppure una Federazione travestita. Intanto o mi sono dimessa da tutti gli organismi di Sd dei quali facevo parte, perchè già da tempo mi sentivo solo una persona come tante di Sinistra e Libertà ma adess se sto nel coordinamento nazionale questo solo riconosco e in questo soltanto vado a dicutere e a prendere le mie decisoni
Auguri a voi, Fulvia bandoli

Luisa 22 dicembre 2009 - 18:59

Ho fatto parte di grandi organizzazioni politichge e sociali e so quanto sia difficile realizzare sostanzialmente la democrazia di partecipazione che spesso affonda in mille vischiosità. Mantengo dunque un atteggiamento laico, aperto e duttile. Ma la modalità di definizione del coordinamento nazionale il 20 a Roma mi ha trovata in netto disaccordo. Penso che la scelta di non far votare i delegati sia stata sbagliata per ragioni di principio e per la qualità politica che deve contraddistinguere questa forza. Infatti le pastoie che ci hanno avviluppato in questi mesi con il congresso dei Verdi e le “nobili” reazioni dei socialisti, rendono necessario lasciarsi con determinazione alle spalle pratiche di relazione non chiare nè trasparenti, per fare un deciso passo in avanti verso un partito veramente partecipato da tutti in piena titolarità. E’ vero che la proposta di assumere tutte le candidature è stata votata dall’assemblea, ma temo che anche fra di noi prevalga uno spirito di adattamento che non premia il senso critico. Senza contare che la votazione è avvenuta in un clima di confusione tale che nel mio settore non si è proprio votato per la seconda opzione. E poi vorrei richiamare il valore delle regole che ci diamo, le regole rappresentano ciò che veramente ci mette tutti sullo stesso piano, senza privilegi di casta. Le regole sono l’anima della democrazia in una organizzazione.
Spero proprio che Giuliana rimanga nel coordinamento, perchè, al di là della sua legittima esasperazione, esprimeva un’esigenza vera nel suo intervento. E penso proprio che ciò fosse proporzionale al suo attaccamento a SEL, come per tutti noi. Abbiamo bisogno di lasciarci alle spalle le manovrine dei vari sottogruppi che a Roma sono state particolarmente attive e di guardare avanti tutti insieme.

Omar 22 dicembre 2009 - 18:10

Italia dei Valori e Verdi hanno dato il via alla raccolta firme, in tutte le piazze d’Italia, per 3 referendum abrogativi:
-NO all’acqua privata
-NO al nucleare
-No al processo breve salva-Silvio
e NOI COME SINISTRA COSA FACCIAMO???

Enrico Antonioni 22 dicembre 2009 - 18:03

@ Giuliana Sgrena: cara compagna mi riesce proprio difficile comprendere come tu possa scrivere quello che hai scritto qui sotto (giusto o sbagliato che sia non importa, è quello che pensi e come tale ha valore) ed accettare, nello stesso tempo, di essere nel coordinamento eletto (o nominato).
Se contesti in radice, come legittimamente fai, la natura stessa del coordinamento allora devi rinunciare a farne parte. Lo so che è discorso antipatico e anche ingeneroso. Ma a stare con un piede dentro e uno fuori si perde presto di credibilità.
Peraltro il discorso degli “esterni” che non contano nulla è molto forzato. Visto che gli “esterni” erano sia tra i delegati che nel coordinamento.

Antonella 22 dicembre 2009 - 17:25

Per chi accusava la stampa di non curarsi di SeL… è pronto un articolo su Repubblica.it… ovviamente il giornalista ha carpito i passi più significativi di ciò che è successo il 19 e 20 a Roma… e i commenti pubblicati su questo sito… mah..

Antonio Nannipieri 22 dicembre 2009 - 13:37

Compagna Bandoli, ti conoscevo poco, ti sto conoscendo nel corso di questa esperienza e diventi sempre più il mio punto di riferimento nella dirigenza nazionale. Se lo chiedi tu, 1 euro al giorno per 200 giorni, cioè 200 euro, io (che posso) sono anche disposto a darli. Siccome però qualcosa a Roma (io c’ero) ha lasciato a desiderare, come tu sei riuscita a esprimere mantenendo uno spirito costruttivo, prima di dare questo contributo consistente mi aspetto dei segnali dal Coordinamento Nazionale. Segnali di unità tra i 32 del coordinamento, sennò finisce che per le candidature alle regionali si faranno cose sgradevoli. Segnali di apertura verso i territori, sennò finisce che quelli dove il processo è più avanzato restano sottorappresentati, a vantaggio di quelli dove le componenti sono più strutturate. Mi è stato chiesto di comprendere le esigenze di rappresentanza delle componenti storiche, di comprendere la necessità di non creare fratture in questo momento, di comprendere l’importanza di avere una velocità adeguata alla delicatezza del processo. Comprendo tutto, ma anche la dirigenza nazionale faccia uno sforzo di comprensione nell’altra direzione, specialmente ora è fondamentale.
Infine due questioni organizzative:
1) la prossima volta le cose siano organizzate meglio, perchè certi passaggi hanno fatto ridere;
2) sbrighiamoci a riorganizzare i nostri spazi web, perchè questo luogo è inadeguato allo sviluppo di una discussione complessa per argomenti.

Andrea 22 dicembre 2009 - 13:32

io penso che tanta gente,come me,se non ci fosse sinistra ecologia e liberta’ non saprebbe dove sbattere la testa per scegliere il partito da votare.quindi crediamoci fino in fondo!! vi ricordo che idv di di pietro parti’ dal 2.2 e ora e’ quasi all 8%!

Luca 22 dicembre 2009 - 12:58

Pur avendo un’altissima stima della compagna Giuliana, stavolta non posso non dissentire almeno in parte con la sua chiave di lettura. Come detto anche da altri, credo che l’inizio, seppur non esaltante, sia comunque una buona base di partenza quantomeno dal punto di vista programmatico. Credo che Giuliana abbia ragione quando parla di imposizioni e piccoli correnti che hanno fatto in modo che l’accordo fosse al ribasso, ma penso anche che finalmente abbiamo iniziato il percorso di un progetto di partito che è stato fortemente voluto dal basso, dalla base di quei cittadini che insieme a Giuliana hanno creduto in una sinistra realmente nuova e rappresentativa di una società in continuo mutamento. Una società in cui la sinistra deve dare voce a tutte le nuove istanze e necessità; deve essere portatrice di un nuovo modello di società più libertaria, più attenta all’integrazione delle differenze; deve scommettere sull’ambiente trattandolo come una risorsa di ricchezza da rispettare ed accudire e non come un qualcosa da depredare. Non si poteva credere, ed infatti non è successo, che qualche ormai noto personaggio si facesse da parte dai ruoli dirigenziali anche se ormai rappresenta poco più che sè stesso, ma la forza proveniente dal basso che ci ha portato alla nascita di questo straordinario progetto, potrà avere la forza di cambiare anche queste rappresentanze solamente se persone come te, come Fulvia, come Fava e Vendola lavoreranno convintamente su questo progetto non solo all’interno delle istituzioni ma anche e soprattutto nella società. Un abbraccio ed ringraziamento sincero a Giuliana, Fulvia e tutte quelle persone che hanno reso possibile la nascita di Sinistra e Libertà.

Giuliana Sgrena 22 dicembre 2009 - 12:05

@lorenzo per quel che può servire, scrivi una lettera ai giornali interessati. Io l’ho già fatto

Omar 22 dicembre 2009 - 12:01

vorrei solo ricordare che la brava Compagna Bianca berlinguer nel suo TG 3 nazionale di domenica sera non ha detto una parola dell’assemblea Nazionale di SEL…..VERGOGNA!!!!!!!!!!

Lorenzo Foschi 22 dicembre 2009 - 11:41

da lunedi mattina che cerco, su tutti i quotidiani, un qualcosa che parli di cosa è successo in Italia nei giorni 19 e 20 dicembre a Roma. La settimana prima, ad iniziare dalle televisioni, abbiamo assistito ad un susseguirsi di notizie inerenti al pateracchio che ha messo su Rutelli. Noi niente di niente!!!!…ad iniziare dall’unità che tolta l’intervista concessa da Mussi sabato mattina, il resto, niente!!Stamattina, ho acquistato come sempre il Manifesto, con la convinzione di trovare un qualcosa di questo nuovo percorso della sinistra italiana. Anche quì NULLA!! Questa cosa cosa mi ha fatto veramente incazzare, anche il Manifesto!! Da domani mattina mi orienterò all’acquisto di un nuovo quotidiano.

Lorenzo Foschi 22 dicembre 2009 - 11:34

da lunedi mattina cerco, su tutti i quotidiani, un qualcosa che almeno parli di cosa è successo in Italia nei giorni di sabato e domenica 19 e 20 dicembre

Silvio Salvemini 22 dicembre 2009 - 11:32

Mi permetto di solidarizzare con Giuliana Sgrena e la ringrazio di cuore per il coraggio e la determinazione mostrati in una situazione così difficile. Non si possono accettare certe “difese d’ufficio” su ciò che è avvenuto a Roma, senza tener conto delle premesse e delle promesse fatte a seguito di un consistente malcontento emerso a Bagnoli (basta con le appartenenze e le rendite di posizione, dar voce alla base, avviare un serio processo costituente, “una testa un voto”). Non si può sempre dire “si ok ci sono state delle imperfezioni ma l’importante è andare avanti”, liquidando sbrigativamente in due parole chi vuole capire la natura di queste “imperfezioni” e soprattutto chiarire in quale direzione si pensa di andare. SEL deve decidere una volta per tutte se perseguire sulla strada dei cocci tenuti insieme da un debole nastro adesivo per sfruttarne le sembianze in ambito elettorale, oppure se davvero vuole sperimentare forme e metodi nuovi in politica per provare a rinnovarla. Non si può tutte le volte giocare su tali ambiguità, col goffo tentativo di mettere insieme qualsiasi ingrediente presente nella dispensa con la presunzione che il risultato non diventi un pasticcio indigeribile per molti. Risultano stucchevoli anche le false contrapposizioni uomini vs donne, giovani vs navigati, milinanti di partito vs società civile, comunisti vs socialisti vs ecologisti. Sono le idee, i valori, le esperienze, la passione a dover determinare la leadership, le regole, le strategie, le tattiche che ne conseguono e non come si continua a fare le provenienze, gli incarichi istituzionali pregressi, il peso elettorale, l’età o il genere. Ecco perché in questi giorni sono emerse lamentele forti proprio sui ritardi nell’elaborazione di un manifesto di riferimento e la mancanza di regole semplici e precise da rispettare senza deroghe. Invece si è ricaduti nelle solite pratiche dei conciliaboli a latere, di documenti e delegati calati dall’alto all’ultimo momento, di regole bizantine studiate appositamente in modo da pre-determinare i risultati (alla fine nemmeno si sono rispettate). Tutte osservazioni emerse anche su questi forum, nonostante i filtri, dalla passione vera di chi ha dimostrato col proprio impegno di credere in una sinistra in fase di rinnovamento.

Francesco 22 dicembre 2009 - 11:31

Penso che non si possa che condividere il pensiero di Fulvia Bandoli. E penso che non si possa che ringraziare Giuliana Sgrena. Perché resiste.
E quindi mi rappresenta: sono un militante di SEL della prima ora, nel senso che ho vissuto da vicino, dall’Ambra Jovinelli in poi, la rinascita della sinistra. Sono uno di quelli che non può vantare una militanza precedente, perchè questa è la mia prima tessera. Sono uno di quelli che non hanno mai votato PCI perchè i miei 18 anni sono arrivati più lenti dello scioglimento del partito. Sono uno chesi sente spesso messo da parte dalle decisioni dei dirigenti, discriminato a causa del suo CV. Eppure io credo in SEL. Non volevo parlare solo di me. Perché credo che siano in tanti/e a condividere la mia storia. Siamo fuori delle correnti, dalle lobbies interne, siamo inermi davanti ai giochi meschini di Nencini, ai ricatti di un gruppo e poi di un altro. Però credo che siamo tanti: siamo quelli che rimanevano a casa, perché aspettavano la nascita di un partito (“soggetto politico”) di sinistra. Ci sentivamo di sinistra anche quando si ragionava nei recinti del post-comunismo, post-socialismo, post-qualcosa. Meritiamo rispetto. Dopo il pacchetto all-inclusive ingoiato a Bagnoli, dopo le regole cambiate in corsa a Roma, dopo il simbolo cambiato con meno di un anno di vita (per evitare di andare dal notaio?), cosa ancora ci aspetta? Attenti a non tirare troppo la corda, a non tradire le nostre aspettative, quelle di un partito internamente democratico, più forte della somma degli zerovirgola, e che, secondo me, può fare a meno di chi vuole andare per altre strade, o rallentare la corsa. Io lotterò nel mio piccolo perché SEL cresca.
Ringrazio Giuliana, perché difendendo ciò in cui crede difende anche me, per cui mi auguro che non si senta sola perchè la sua battaglia è anche la mia.

Alessandro Ragusa 22 dicembre 2009 - 09:18

A differenza di Bagnoli, a Roma abbiamo avuto 32 candidature sottoscritte da almeno 25 delegati ciascuna. Esasperando volutamente il ragionamento, includerle tutte all’interno del coordinamento nazionale è stato un metodo per aumentarne la rappresentatività (territoriale, di genere ecc. ecc.). La proposta di Mattioli è stata votata dai delegati dunque accettata dalla maggioranza. Attenzione, a differenza di Bagnoli, dove votammo il coordinamento su lista bloccata (mi chiedo perchè chi adesso alza la voce allora non fiatò…) a Roma si è votato in blocco un coordinamento già abbastanza rappresentativo dell’Assemblea. E’ decisamente un passo in avanti ed in un momento “fluido” come questo credo che sia stata anche la soluzione migliore per transitarci al congresso. Allora mi chiedo, qual’è la discriminante fra un metodo democratico ed uno che non lo è? Il rispetto ferreo delle regole o la possibilità di farle cambiare dalla maggioranza se lo ritiene opportuno?
La necessità, quella vera, non è dare “prova di democrazia” esprimendo una preferenza. La necessità vera è che il nuovo partito possa selezionare i suoi organi dirigenti sul campo, per meriti acquisiti nel lavoro politico ed amministrativo quotidiano, partendo dai territori ed arrivando ai livelli superiori.
La necessità, quella vera, è che tutti i candidati siano in grado di dirigere un partito. Ecco, io personalmente, avrei proprio invertito le cose, il coordinamento l’avrei bloccato nuovamente ed avrei inserito tutti i dirigenti politici di provata ed affermata capacità. Avrei invece tenuto aperto il comitato scientifico affinchè potesse essere il luogo dove elaborare un programma nuovo, una nuova idea di sinistra, tenendo conto delle esperienze (non necessariamente politiche) di chi vi partecipava.

Matteo Cognini - Sel Ancona 22 dicembre 2009 - 08:22

Cara Fulvia,
non puoi saperlo ma temoo fa sul mio spazio in facebook, dopo uno dei tuoi tanti interventi azzeccati dell’ultimo periodo ho scritto, riportandolo, Fulvia Segretario. Semplicemente perchè credo tu stia rappresentando ottimamente quel mix necessario al nostro movimento tra istanze dei territori e pragmatismo e lucidità di una parte della dirigenza nazionale. Mix senza il quale non può nascere ed esistere secondo me il partito di sinistra del nuovo secolo. Sottoscrivo appieno quanto affermi: l’assemblea di Roma non è stata il massimo…ma nemmeno il minimo. E, data le premesse, cioè gli ultimi due anni di errori e reticenze, non era escluso a priori che si andasse a casa col minimo…e che si andasse a casa definitivamente.
Per tutto questo concordo anche con la compagna Giuliana Sgrena: credo fortemente che essere di sinistra sia molto difficile e troppi si fregiano di questo titolo; è difficile perchè presuppone una forte coerenza tra pensiero ed azione. Ma proprio per questo motivo le chiedo, io che tante volte vengo preso da pessimismo, non solo di non andare a casa ma di impegnarsi e spendersi: abbiamo bisogno di persone come te cara Giuliana, appassionate della Politica con la P grande. E, come si evince anche dall’intervento di Fulvia, se poi queste persone appassionate sono donne è anche meglio. Buon lavoro a tutti.

Tiziano Domenici 22 dicembre 2009 - 08:05

Costruire è difficile, complicato e , soprattutto non percorriamo una strada rettilinea, priva di curve, ostacoli e fermate.
C’è un’impazienza legittima, necessaria, molti di noi solo da poco hanno tagliato ponti dietro le loro spalle e non sono state operazioni indolori, altri, come me, i ponti li avevano tagliati 10,20 anni fa e solo ora credono di aver trovato uno strumento nuovo per fare, finalmente, politica.
Dunque, è chiaro, che non possiamo essere soddisfatti se la partenza risente ancora di qualche eredità, poco ideale e molto legata a logiche di potere, del passato.
Vorrei dire che sono, e non è la prima volta che mi accade, totalmente d’accordo con Fulvia ma proprio per questo, per la sua lucidità, voglio, vorrei quasi dire “esigo” se non suonasse male questo verbo, che il suo contributo in questa fase, complicata di passaggio di qui al Congresso, appaia forte e chiaro nel dibattito dentro e fuori il Coordinamento Nazionale, così come quello di Giuliana Sgrena, di Lisa Clark, di Elettra Deiana , di altri compagni e compagne che hanno idee chiare su ciò che dobbiamo “essere” condizione indispensabile per sapere cosa dobbiamo “fare”.
Ci aspettano mesi impegnativi, fuori e dentro il partito ( già il fatto di poter usare questo sostantivo, in qualche modo mi conforta)e, con tutti i limiti evidenziati nell’Assemblea e che dobbiamo superare rapidamente, ci sono , a mio parere, le condizioni per andare avanti.
Capisco l’amarezza di Giuliana Sgrena che, ricordiamolo, non è un fatto individuale ma riguarda molti compagni, soprattutto tra coloro che non hanno appartenenze recenti alle spalle e che interpreta, soprattutto, il possibile disagio di coloro , e sono tanti, che ,all’esterno di SEL, guardano a noi come un approdo potenziale , tuttavia sarebbe disastroso far prevalere in questa fase i dubbi e le amarezze.
Dunque io mi aspetto di poter ancora contare su questi contributi, importanti, i bilanci li tireremo più avanti e io, forse contagiato dall’ottimismo della volontà, penso che potranno essere positivi.

Aldo G 22 dicembre 2009 - 02:18

Cara Giuliana, di fronte alle tue lamentele sulla reale democrazia in SEL ti suggerirei di aderire ad un partito vero e collaudato, dove le regole non siano solo questione di forma ma anche di sostanza!

Francesco 22 dicembre 2009 - 01:49

Cara Giuliana innanzitutto vorrei manifestarti la mia solidarietà, l’ho fatto anche in assemblea ma erano momenti concitati e tu eri giustamente molto incazzata, il comportamento della presidenza è stato deplorevole.Capisco il tuo sconforto ma proprio per quello che hai detto in assemblea la tua presenza nel coordinamento è necessaria per evitare che questa creatura muoia ancor prima di nascere.
Io sono tornato da Roma soddisfatto a metà, si il percorso và avanti,abbiamo un simbolo,un portavoce unico,un buon coordinamento nazionale e sopratutto abbiamo deliniato il nostro profilo programmatico ma purtroppo ancora una volta abbiamo difficoltà a praticare la democrazia tra di noi. Proclamiamo sempre il principio di una testa un voto ma se poi non si vota mai a cosa serve???Io ho paura che il metodo adottato a Roma venga riprodotto a “caduta” nei territori, che a differenza dei vertici sono molti più avanti nella costruzione di un soggetto veramente unico.Inoltre spiace aver costatato l’incapacità dei nostri diregenti: se si voleva garantire qualcuno si poteva benissimo fare una lista “bloccata” o “semi-bloccata” e si sarebbe evitato il casino in assemblea. Ultima cosa: come è possibile che dopo tanti errori e tante sconfitte in un’assemblea di uomini e donne di sinistra manchi quasi totalmente lo spirito critico???

Antonio 22 dicembre 2009 - 00:02

mancano i delegati della Associazione socialismo e sinistra perchè ?
non capisco alcuni leader sono corsi dietro a blariani e dintorni e si sono dimenticati della memoria storica del socialismo ‘vero’.
mi sembra che il sindacato non sia rappresentato.
inoltre mancano rappresentati di quelli organizzazioni di sinistra che rappresentano il popolo delle partite iva e delle cooperative.
la solita cultura genericista ?????
adesso abbiamo la commissione tecnica , vediamo ….il problema è UNIRE la cultura della vera politica ( quindi l’ideologia come analisi della società e dei rapporti di potere con l’ ECONOMIA DELLA CONOSCENZA E DEI SAPERI.
speriamo che c è la caviamo !!!

Antonio 21 dicembre 2009 - 23:58

mancano i delegati della Associazione socialismo e sinistra perchè ?
non capisco alcuni leader sono corsi dietro a blariani e dintorni e si sono dimenticati della memoria storica del socialismo ‘vero’.
mi sembra che il sindacato non sia rappresentato.
inoltre mancano rappresentati di quelli organizzazioni di sinistra che rappresentano il popolo delle partite iva e delle cooperative.
la solita cultura genericista ?????
adesso abbiamo la commissione tecnica , vediamo ….il problema è UNIRE la cultura della vera politica ( quindi l’ideologia come analisi della società e dei rapporti di potere con l’ ECONOMIA DELLA CONOSCENZA E DEI SAPERI.
spertiamo che c è la caviamo !!!

Gianni Tramonti 21 dicembre 2009 - 23:57

Nonostante l’ombra del modo di elezione del coordinamento e della insoddisfacente risposta alla questione del rinnovamento e della rappresentanza di genere, mi sento più leggero dopo la conclusione della nostra assemblea.
Sono convinto che se si fosse osato di più, chiedendo ai delegati di farsi carico dell’interesse nostro, di noi tutti, a garantire una rappresentanza a tutte le “provenienze”, il risultato sarebbe stato raggiunto; perché ho fiducia nella maturità e consapevolezza delle persone, delle compagne e dei compagni che stanno partendo insieme a me per questo viaggio.
Certo, se così fosse stato, la conclusione sarebbe stata più coerente con il progetto che stiamo costruendo e la fiducia in noi stessi più forte.
Premesso questo però, non condivido alcuni giudizi drastici per le seguenti ragioni:
Il principio democratico della elezione con voto segreto non è stato sicuramente praticato a partire da molti territori (Ravenna è uno di questi). Vi sono diffidenze e paure che vanno riconosciute per essere superate; più che diversità ideali e programmatiche, spesso si tratta di comportamenti e pratiche diverse, diverse modalità di relazione dentro e fuori dell’organizzazione. La domanda che mi sono posto nuovamente al momento del voto è:
vale la pena risolvere immediatamente queste contraddizioni anche a rischio di cristallizzare diffidenze e paure che sono destinate a evaporare nel lavoro che svilupperemo nei prossimi mesi? La risposta che mi sono dato è NO.
La leggerezza che oggi provo, è data dal fatto di avere definito un percorso abbastanza preciso per la fondazione di un partito, con la definizione di un profilo identitario e un documento programmatico abbastanza precisi, un organismo dirigente, un portavoce autorevole e indiscusso, un termine per il congresso di fondazione. Insomma abbiamo tutto quello che ci serve per fare politica, ad essere presenti nei territori, nelle lotte, dentro e fuori dalle istituzioni.
Nel frattempo, il principio “una testa, un voto”, sta scritto nella carta delle Regole e, se necessario, può essere fatto valere sia nelle decisioni dei coordinamenti che nelle assemblee; Iniziare a praticarlo da domani, è una sano esercizio in preparazione del congresso, e l’allargamento a 32 del coordinamento nazionale può dare un contributo in questa direzione.
Gianni Tramonti Sinistra Ecologia e Libertà di Ravenna

Angelo Chiaramonte 21 dicembre 2009 - 23:37

Sono contento di avere firmato per la candidatura di Fulvia Bandoli, del tutto trasversale e non certo riducibile a una parte di SEL, perchè esprime sempre con chiarezza quello che pensa,e con molta efficacia ed onestà intellettuale.Si spera di arrivare a un Congresso in cui scegliere fra persone e idee diverse non sia più un problema ma una normale espressione, per dirla come Alfonso Gianni, della democrazia rappresentativa “borghese”.

Andrea Tombelli 21 dicembre 2009 - 23:28

Carissime Giuliana e Fulvia,
torno un po’ quì a trovarvi :) ed ogni volta vi sento più vicine.

Non è facile fare un nuovo partito di Sinistra e siamo tutti molto coraggiosi e determinati , come dice chiaramente Fulvia adesso abbiamo un PARTITO e dobbiamo PARTIRE.

Qualcuno in precedenza ha già affrontato questo tema e non voglio certo rivendicarne la parternità ma noi siamo una anomalia nello scenario politico italiano.

Siamo il primo partito voluto e creato dalla Base, mentre i vertici chi con un motivo chi con un’altro ne vogliono rallentare la nascita.

Forse spaventa a qualcuno la partecipazione attiva della base e magari non lo fa nemmeno in cattiva fede solo che ha perso un po’ di sogni strada facendo.. e Noi dobbiamo invece crearne ancora tanti.

E’ per questo che ho condiviso le perplessità di Giuliana all’assemblea ho votato la sua mozione e mi sono guardato intorno eravamo in tanti ma certamente meno di una quinta parte dei presenti.

Tu parlavi di poca esperienza nel comunicare ai militanti Giuliana? Allora da Amico prima che da Compagno ti voglio dire una cosa senza che tu debba risentirtene Giuliana.

Essere militanti di un partito significa anche ripettare le idee degli altri Compagni ed imparare anche ad essere minoranza senza per questo covare rancore per i compagni che in quel momento son maggioranza.

Compagn* potremo affermarci solo se riusciremo a dimostrare prima a noi e poi agli altri che siamo capaci di ottenere una sintesi in ogni occasione e momento, se siamo a questo punto non è certo solo colpa di berlusconi e del centrodestra in generale.

Le persone hanno bisogno di riferimenti certi e un soggetto politico convincente deve far capire che riesce comunque a decidere fosse anche violando una regola appena fatta ma ponendo questa violazione alla scelta degli iscritti.

Per questa ragione pur avendo votato contro l’ampliamento del numero dei membri del coordinamento, una volta che la stragrande maggioranza dei delegati ha invece votato a favore ne ho preso atto e con umiltà ho votato a favore del nuovo gruppo dirigente.

Ecco se ti è utile una testimonianza di come ragiona un “vecchio” militante del PCI orfano per più di 20 anni di un vero riferimento politico , questo è quello che sento io.

Con tanta stima ed ammirazione

Andrea Tombelli

Gabriele Ischitella 21 dicembre 2009 - 23:07

Compagna Giuliana, non credo che ci possa essere qualcuno che ti dirà di andare via, siamo andati a Roma con l’intento di unire, di cominciare a fare i primi passi di un lungo cammino. Tu hai ragione da un punto di vista Formale, perchè ci eravamo dati delle regole che alla fine abbiamo disatteso. Ma dal punto di vista sostanziale accettare la proposta Mattioli (anche se fuori dalle regole) è stata cosa buona e giusta, perchè abbiamo superato un ostacolo che in questa fase avrebbe potuto innescare delle crepe difficilmente sanabili.Come ben sai, all’esterno della sala plenaria giravano liste e contro liste. Deprecabile, non lo metto in dubbio,ma io credo che se avessimo votato sarebbero passati uomini legati ai partiti e movimenti fondatori di SeL,legittimando tutti quei personaggi che facevano circolare quelle liste.
Penso invece che noi siamo come un neonato che sta imparando a camminare, ma votando tanti “indipendenti”, sarebbero rimasti fuori. Invece abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di arrivare con regole precise al Congresso. Partendo magari da quelle che sono scaturite dalla discussione che abbiamo avuto in seno al Forum tematico con Gennaro Migliore. Siamo vivi, siamo tanti uomini fatti di carne e nervi, nervi che dobbiamo imparare a dominare. Compagna Sgrena, bisogna far passare l’idea che ora più che mai il Coordinamento Nazionale deve dare le linee guida, per far sì che a giugno 2010, s’arrivi al Congresso senza dover per forza mettere in scena la disfida dei Sinistrati. Mettiamoci in marcia e se non ti dovessero far lavorare, scrivi come adesso sul Sito, noi non lasceremo far cadere l’appello senza far sentire la nostra voce.ciao….

Gabriele Salvatore
Ischitella FG

Stemi 21 dicembre 2009 - 22:06

Cara Giuliana un paio di anni fa ti ho incrociato in Aeroporto a Roma, io in partenza per Milano tu per un paese scandinavo, volevo salutarti, complimentarmi per la tenacia della tua vicenda personale. Non lo feci mi sembrava così inutile, invece oggi mi ritrvo a dissentire dal tuo intervento. Non ho capito a quale componente di SEL ti riferissi e sono sincero. Non ero presente all’assemblea a Roma, anche perchè a Milano è stata fatta una scelta nel momento di scegliere i delgati che giustamante ha privilegiato la presenza delle donne e dei giovani, rispetto agli uomini di mezza età che rappresntano SEL sul Territorio che ci sono semplicemente perchè per passione ci credono. Sul territorio non ci sono aderenti che cercano posizioni o visibilità, semplicemente non ci sono. SEL potrà sopravvivere e poi vivere se il suo progetto potrà essere declinato anche a livello locale. Più che ai nomi del Coordinamento doivrebbe interessare agli aderenti le linee guida del orizzonte politico, mi dispiace che nel ragionamento di molti si sposti su un secondo piano quasi inifluente quello che dovrebbe essere il succo. Anche a me non è piaciuta la conferenza stampa di tre minileader di partitino aggravata dall’assenza femminile.
C’è un argomento che mi sembra sia stato disatteso nella sostsanza meno nella forma l’Ecologia. Occorre che SEL si dia un profilo distinto e ragionato. Sarà facile dire NO alle Centrali Nucleari, meno proporre soluzioni compatibile con l’ambiente. Qualcuno ci sta pensando? non mi interessano i nomi…..

Giuliana Sgrena 21 dicembre 2009 - 21:12

A parte l’apprezzamento per la lucidità di Fulvia dopo quanto avvenuto nell’assemblea di Roma, io vi devo confessare lo sconcerto di fronte alla capacità di assorbimento e alla acriticità di fronte a tutto quello che ci viene propinato dai nostri “leader”. Scusate il linguaggio crudo e poco diplomatico dovuto a scarsa dimestichezza con la militanza in un partito. Ma vi rendete conto o no che avete rinunciato a scegliere chi deve preparare il congresso e questo pregiudicherà, temo anche se spero di no, lo svolgimento dello stesso? Non parlo a vanvera, ho avuto una esperienza poco esaltante nel vecchio coordinamento nazionale, dove non avendo nessuna legittimità essendo stati imposti in modo poco ortodosso alla fine dell’assemblea di Bagnoli. Ieri è successo la stessa cosa? Perché? Perché invece di mantenere le regole che ci eravamo dati abbiamo subito nuovamente un ricatto da una componente di Sel. Quando la smetteremo di subire ricatti e affermeremo la nostra sovranità con le decisioni prese con una testa un voto? Come si fa a smentire tutte le dichiarazioni che facciamo? Come possiamo negare in modo così plateale le modalità più elementare della democrazia senza ribellarci? Quale nuovo soggetto politico costruiremo se continuiamo a farci ricattare da simulacri di partiti? Come possiamo chiedere ai nostri elettori di credere alle nostre parole se restano slogan vuoti in cui nemmeno nei crediamo? Tutti i bei discorsi sono pura demagogia se non sono suffragati da una pratica conseguente. Come si può sacrificare tutte le aspirazioni giuste di contare se tutto poi viene immolato in nome di una formula pattizia? Patti di chi, tra chi. Se era una federazione di partiti camuffata da nuovo soggetto politico, sarebbe stato meglio dirlo subito così sarebbero rimasti anche i socialisti. Noi “esterni” eravamo importanti finché dovevamo raccattare voti, ma adesso non contiamo più nulla. Certo io non avrei più il coraggio, dopo l’assemblea di ieri, di andare davanti ai miei elettori a sostenere quel progetto in cui ho creduto e credo ancora, ma non sono più sicura che siano in molti a crederci. Scusate l’amarezza. Sono sicura che ci sarà chi mi dirà di tornarmene a casa, ma non potrà impedirmi di battermi per difendere un progetto che non è più solo dei partiti promotori ma è diventato di tutti noi che ci crediamo. E anche tra militanti e dirigenti dei partiti promotori c’è chi ha fatto il salto di qualità e ha capito che non c’è futuro al di fuori di Sinistra, ecologia e libertà. Se lavoriamo insieme non tutto è perduto, ma la partenza è avvenuta con il piede sbagliato.

Vanni Maltoni 21 dicembre 2009 - 21:04

14 donne su un totale di 32 tuttavia non mi sembra poi malaccio, considerato che (qui accetto il contradditorio, ma è una mia convinzione) le donne che si interessano alla politica sono circa la metà rispetto agli uomini. Anche su questo forum, i 2/3 dei commenti sono maschili.

Armando Bacchetti 21 dicembre 2009 - 19:34

certo non poteva essere piu profondo,aveva 17 anni ,ci ha pensato tutta la notte,precedente
pero per lui e per Sel il20 dicembre erano due destini che si incontravano per la prima volta
e decidevamo di andare avanti insieme per i prossimi anni.Era comprensibilmente emozionato
ma l’importanza che per lui aveva l’avvenimento
gli ha dato la forza di dire le cose ordinatamente fino in fondo e come le pensava
questo assieme al contributo della compagna Lisa Clarck sono una parte sostanziale del contributo che la toscana a voluto portare
alla conferenza di roma,ci tenevamo perche
in toscana abbiamo apprezzato la solidarietà
e la comprensione che il”Partito”
ha avuto per noi volevamo restituire e ringraziare in questo modo tutta l’ssemblea
speriamo di esserci riusciti, altrimenti la prossima volta cercheremo di fare meglio.

Riccardo Bernori 21 dicembre 2009 - 19:31

Sono emozionato perchè vedo la nascita di un partito che sento VERAMENTE mio. Voglio che non si arrenda mai, io non lo farò.

Antonio Caruso 21 dicembre 2009 - 19:22

Non si può non convenire sulle giuste osservazioni fatte da Fulvia Bandoli.Tuttavia va tenuto conto che una prima assemblea nazionale con tanti delegati non poteva evitare le incongruenze lamentate.Intanto al congresso di creazione del partito la differenza tra i sessi non potrà essere inferiore al 40 per cento(per me andava meglio il 50) mentre si dovrà a mio giudizio tenere conto dei giovani soprattutto quelli della società civile.La politica ha veramente bisogno di un reale cambio generazionale.
A mio giudizio la vera sfida che SEL ha davanti è quella di darsi un profilo che lo caratterizzi e distingua rispetto al basso profilo partitico nazionale perchè solo così potrà attirare consenso e adesioni perchè senza di queste si andrebbe poco avanti.
Partito di protesta ma soprattutto di proposta
cominciando dal territorio fino al nazionale incalzando il PD che rimane comunque il riferimento principale se si vorrà diventare anche partito di governo dove possibile.
Il lavoro è tanto e non privo di difficoltà perchè il tutto avviene in un contesto difficile fatto di confusione e rassegnazione.
Soprattutto non dimenticare mai che i referenti principali di SEL dovranno essere i lavoratori,i disoccupati ed i precari.Ma senza dimenticare la questione morale,la difesa della costituzione,l’ambiente soprattutto dopo il recente sostanziale fallimento sul clima.

Carlo Bornaccini 21 dicembre 2009 - 18:59

le parole di Fulvia Bandoli sono come al solito quelle giuste. la critica c’è , ed è giusto che ci sia , ma c’è la passione , la voglia di costruire , di correggere, ma anche la consapevolezza che l’orizzonte verso il quale ci muoviamo è quello di chi ha la nostra sensibilità ed la nostra cultura. Buon lavoro a tutti noi.

Fulvia Bandoli 21 dicembre 2009 - 18:57

Caro Titta le palle non c’entrano nulla e la mia non è una lamentazione. Io faccio battaglie concrete e stop. Guardo la realtà e così mi sembra e pare che non sia la sola a pensarlo. Un partito di donne e di uomini è un dato Costituztivo mi sa che sottovaluti la cosa e le questioni personali non c entrano nulla.

Fulvia Bandoli 21 dicembre 2009 - 18:34

Non mi pare di avere fatto una lagnanza perchè non è nel mio carattere, io faccio battaglie politiche e le vinco o le perdo come tutte e tutti. Ho constatato un dato e se a Titta non fa problema a me si. Le palle c’entrano poco e mi pare un modo non molto costruttivo di discutere. Un partito di donne e di uomini è un partito di donne e di uomini. Punto
Anche ad alfonso gianni vorrei dire che se legge attentamente il mio breve scritto vedrà che non ho ridotto a quella cosa il mio pensiero, anche se io la ritengo una cosa Costituente molto importante e ho la presunzione di pensare che anche molte altre compagne abbiamo la stessa opinione. Se poi mi sbaglio lo vedremo con il tempo.

Titta 21 dicembre 2009 - 18:00

Ne ho francamente le palle (e uso volutamente e consapevolmente l’espressione PALLE) piene della solita lagnanza (rituale, stanca, immancabile e prevedibile…) sulla non adeguata rappresentanza femminile. SE si scrive che Vendola e Mussi sono ottime persone perfettamente indicate a svolgere i loro ruoli, perché mi dovrei stracciare le vesti perché hanno i cromosomi X e Y?

Alessandro 21 dicembre 2009 - 16:41

Cara Fulvia,
leggo sempre con attenzione i tuoi articoli. Al loro interno avverto quella passione antica che ci coinvolge tutti e ci dà la forza di buttare alle ortiche le nostre piccole convenienze personali per costruire qualcosa di più grande. Consapevoli fin dal principio che qualunque risultato otteniamo il nostro piccolo, personale bilancio energetico ed economico sarà, ahimè, negativo.
Quando abbiamo scelto i 32 del coordinamento nazionale io ho votato a favore. L’ho fatto perché ho ritenuto, in questo modo, di proteggere la biodiversità nel nostro Partito e di continuare il nostro lavoro di progressiva conoscenza. Senza conoscenza non può esserci fiducia reciproca. Tutti quelli che si trovano in questo coordinamento hanno lavorato incessantemente per questo progetto. Per loro il momento del voto è, anche, un momento in cui la platea gli riconosce la fatica espressa e lo stress generato dai rischi corsi in questo ballo con la scopa. Ci sono delle storie personali, ci sono tensioni e affetti e di questo si deve tenere conto. Il voto queste cose non le vede, il voto è binario, uno o zero, dentro o fuori. Per questo motivo, quando si vota, un dissapore si trasforma in un “uno” o in uno “zero”. Ma, noi siamo più complessi di così. La scala cromatica non si riduce a due colori.

La proposta che ho fatto nel forum sulle regole, a mio modesto avviso, permette di risolvere meglio molte conflittualità e dove non è possibile, come minimo di definirne meglio i termini. Il meccanismo che ho proposto di introdurre è quello della votazione pesata (rank voting). In pratica se avessimo votato con questo meccanismo il compito di noi delegati sarebbe stato di assegnare un voto di tipo scolastico ad ogni candidato, secondo una scala definita. Secondo questo modo l’elettore ha di fronte una lista con i candidati e assegna loro dei voti di tipo qualitativo può dire, ad esempio, che Tizio vale 9, Caio vale 7 e Sempronio vale 4.
Questo sistema ha dei vantaggi che sono indubbi: nel meccanismo tradizionale governa quasi sempre una minoranza (maggioranza relativa) creando una situazione, suo malgrado, dove la maggioranza dei votanti è scontenta, in quanto aveva votato per qualcun altro. Secondo il meccanismo di votazione pesata arriverebbe primo il candidato che viene apprezzato dalla maggioranza degli elettori. Il livello di conflittualità si abbassa, perché il delegato non è obbligato dal suo gruppo ad escludere col voto persone per le quali prova simpatia. La lettura del voto diventa molto semplice, è possibile sapere non solo chi è il più suffragato, ma anche il livello di soddisfazione della platea. Questo sistema evita la polarizzazione degli schieramenti.
Secondo me in questo modo avremmo avuto una lettura migliore delle opinioni dei delegati.

Questa è ovviamente una proposta come un’altra, ma credo che in ogni caso dovremmo avviare una riflessione seria sui possibili metodi di gestione della conflittualità interna del Partito. Faccio anche notare che all’assemblea mancava un forum dove riflettere sul modo in cui la tecnologia modifica l’assetto della società.

Alessandro Rendina

Antonella 21 dicembre 2009 - 15:51

Scrivo per la seconda volta il commento:
Grazie Fulvia per la riflessione che credo sia pienamente condivisibile. Voglio condividere un pensiero con tutti: il poco coraggio di alcuni nel portare avanti le proprie convinzioni. Mi spiego meglio, in occasione della votazione a favore del coordinamento allargato a 32 persone avevo seduti dietro 4-5 compagni/e che manifestavano verbalmente la loro contrarietà, ma al momento della votazione erano improvvisamente favorevoli… Io vorrei che ci fosse più coraggio quando si vota, e vorrei anche che il voto non fosse guidato dal principio di uniformarsi alla maggioranza o che si alzasse la delega solo per riflesso condizionato. Sono poco avvezza ai metodi della politica, ma mi infastidisce sentire lamentele e poi nel momento di risolvere vedere la gente che infila la testa sotto la sabbia… In questo senso possiamo tutti migliorare

Principe 21 dicembre 2009 - 15:37

.. finalmente siamo partiti! certo, tutto è e dovrà essere perfettibile, ma la cosa importante adesso era di uscire dalla sfera dei sogni e delle speranze ed entrare in quella del reale.. adesso siamo reali, il resto starà a noi farlo.
Un pezzo di sogno utile che diventà presente e futuro.. nelle nostre mani!
Al lavoro ed alla lotta!!!

Paola Manzini 21 dicembre 2009 - 15:25

Cara Fulvia,come sempre apprezzo la tua sensibilità e la tua lucidità anche se, in questo caso, ho espresso parere favorevole alla proposta di Mattioli.Credo sia stato positivo dare la possibilità a tutti di far parte del coordinamento provvisorio, ho fiducia nei nostri delegati e che da questa scelta capiremo meglio come votare in futuro.
Sono rimasta soddisfatta di queste due giornate:degli interventi e delle proposte emerse nelle commissioni di lavoro, degli interventi dei delegati e di quello di Vendola.Sono uscita più fiduciosa e con una emozione di speranza nel cuore.Ho però anche una preoccupazione da esprimere: la platea non ha accolto e rispettato i continui richiami del coordinatore dell’assemblea, a rimanere seduti e in silenzio.L’ascolto e il dialogo sono le basi della democrazia, che dovremmo praticare prima di tutto tra di noi.
Sono convinta che i cambiamenti possano arrivare solo dalla cura delle relazioni con gli altri, dalla capacità di ascoltare ed interagire nel rispetto reciproco.
Sono comunque ottimista per il futuro.
Un abbraccio e un augurio di Buon Natale
A te e a chi legge.
Paola Manzini

Marcello Gentilini 21 dicembre 2009 - 15:04

Marcello Gentilini
Con la scelta di un portavoce è stato fatto un passo importante: ora si tratta di cominciare a camminare, intervenendo con coerenza e continuità nella politica quotidiana.
Per far questo occorre un nucleo dirigente concentrato sul processo formativo di una nuova forza politica della sinistra. Occorre cioè evitare un impegno “a metà servizio”.
E’ forse il il caso di fare una difficile e problematica scelta fra l’incarico di portavoce e la gara per la candidatura alla presidenza della regione?

Maurizio Cianetti 21 dicembre 2009 - 14:45

Credo che Alfonso Gianni abbia centrato l’aspetto poco rassicurante del percorso di costituzione del nuovo soggetto politico: l’attenzione a non perdere pezzi nominali dei vertici contro la poco attenzione di una proposta politica che ascolti e si faccia ascoltare dalla base e dai cittadini.
La Sinistra si trova chiamata, se vuole sopravvivere, ad una impresa grande. A fronte di un pensiero semplice, emotivo ed empatico nei confronti del carisma del leader della destra italiana, deve saper proporre un pensiero complesso, critico e nello stesso tempo comprensibile. Tutto questo significa studio, assenza di mezze misure, abbandono di alleanze e strategie precostituite dalle gambe corte. Io non sono molto ottimista perchè in questi hanno ho sentito da sinistra solo slogan svenduti facilmente poi nelle competizioni elettorali. Coraggio però, ma impegnamoci in una direzione costruttiva e significativa.

Andrea Tombelli 21 dicembre 2009 - 13:58

Per Luca e Claudia di Firenze approfitto di questo spazio sperando nella comprensione di Fulvia per rigraziarli sinceramente.
Andrea

Antonio 21 dicembre 2009 - 13:56

Proporrei di mettere un modulo che aggiorni in tempo reale le donazione fatte con paypal

Alfonso Gianni 21 dicembre 2009 - 13:42

Quella di sabato e domenica è stata una buona assemblea con un pessimo finale. Peccato. Si è parlato fino all’ossessione di una testa e un voto ma alla fine abbiamo avuto molte teste e solo un vuoto. Non era difficile risolvere il problema della presenza dei verdi o di chi altro nel coordinamento. Bastava dire che otto nomi su 24 dovessero rappresentare le 4 forze promotrici. Almeno si sarebbe potuto votare liberamente sugli altri 16. Invece prima si sono fatte pressioni per diminuire il umero delle candidature e poi si è fatto avanti il Mattioli per contraddire tutto quanto era stato detto fino a quel momento. La democrazia predicata per gli altri, le primarie ad esempio, ma non praticata nella propria casa. Il risultato è un coordinamento fatto di ottime persone, ma totalmente privo di autorevolezza, non essendo stato votato a scrutinio segreto, nome per nome, come si conviene nel più elementare organo democratico. Quando Mussi ha detto che andava bene così perchè altrimenti si perdevano dei pezzi, ho pensato che fosse un intervento contro non a favore della proposta Mattioli, poichè se c’erano dei compagni che se andavano semplicemente pèerchè non risultavano e solo temevano di non risultare eletti, forse non erano dall’inizio in grado di svolgere il compito che veniva loro affidato. Ora si va al congresso. E’ l’ultima spiaggia. Lì spero che si lasci perdere il fiume di retorica sulle nuove forme di fare politica, sulla democrazia, naturalmente di genere, sullo spazio aperto ai giovani e invece si pratichino senza deroghe e eccezionalismi che diventano la regola, le vecchie care norme che regolano la democrazia, naturalmente quella borghese, che almeno consentono ai membri di un partito di fare quello che il partito predica per i normali cittadini

Claudio Paolinelli 21 dicembre 2009 - 13:41

Cara Fulvia, a Roma proprio sabato scorso, ho avuto la possibilità di esprimerti personalmente il mio ringraziamento e la mia gratitudine per le cose che dici e scrivi.

Anche questa volta sono perfettamente d’accordo con le tua considerazioni a caldo. Siamo partiti, e questa è una buona notizia.

Purtroppo però la pessima decisione di modificare le regole in corsa per eleggere il coordinamento nazionale, ha evidenziato che non riusciamo ad abbandonare vecchie pratiche poco democratiche e soprattutto poco trasparenti. E’ un metodo che allontana le persone e le disaffeziona all’impegno politico.

Ma anche in questo caso è stato fatto un passo avanti: qualcuno ha avuto la forza, la prontezza, il senso di responsabilità di denunciare pubblicamente quanto stava avvenendo sotto traccia, di nascosto. Un grido d’allarme lanciato da una giovane donna a nome di coloro i quali pretendono il rispetto delle regole.

Siamo partiti, è vero, ma è necessario correggere le deviazioni particulari.
Spero tanto che il nostro portavoce Nichi di cui ho la massima stima e a cui affido tutte le mie speranze, riesca a portare il nostro Partito in un ambito in cui Democrazia, Trasparenza e Partecipazione siano i nostri pilastri fondativi.

Alfonso Gianni 21 dicembre 2009 - 13:40

Quella di sabato e domenica è stata una buona assemblea con un pessimo finale. Peccato. Si è parlato fino all’ossessione di una testa e un voto ma alla fine abbiamo avuto molte teste e solo un vuoto. Non era difficile risolvere il problema della presenza dei verdi o di chi altro nel coordinamento. Bastava dire che otto nomi su 24 dovessero rappresentare le 4 forze promotrici. Almeno si sarebbe potuto votare liberamente sugli altri 16. Invece prima si sono fatte pressioni per diminuire il umero delle candidature e poi si è fatto avanti il Mattioli per contraddire tutto quanto era stato detto fino a quel momento. La democrazia predicata per gli altri, le primarie ad esempio, ma non praticata nella propria casa. Il risultato è un coordinamento fatto di ottime persone, ma totalmente privo di autorevolezza, non essendo stato votato a scrutinio segreto, nome per nome, come si conviene nel più elementare organo democratico. Quando Mussi ha detto che andava bene così perchè altrimenti si perdevano dei pezzi, ho pensato che fosse un intervento contro non a favore della proposta Mattioli, poichè se c’erano dei compagni che se andavano semplicemente pèerchè non risultavano e solo temevano di non risultare eletti, forse non erano dall’inizio in grado di svolgere il compito che veniva loro affidato. Ora si va al congresso. E’ l’ultima spiaggia. Lì spero che si lasci perdere il fiume di retorica sulle nuove forme di fare politica, sulla democrazia, naturalmente di genere, sullo spazio aperto ai giovani e invece si pratichino senza deroghe e eccezionalismi che diventano la regola, le vecchie care norme che regolano la democrazia, naturalmente quella borghese, che almeno consentono ai membri di un partito di fare quello che il partito predica per i normali cittadini: eleggere liberamente i propri rappresentanti mettendo una scheda nominativa in un’urna che tuteli la segretezza e la regolarità del voto. Insomma torniamo al classico, care compagne e e cari compagni. E’ meglio. E’ più garantista.

Luca 21 dicembre 2009 - 13:40

Volevo salutare Andrea!!! Io e Claudia, la mia compagna, ti abbiamo votato in maniera convinta alle primarie a Firenze perchè esprimi sempre in questo spazio di dibattito concetti semplici, comprensibili ed attinenti alla realtà!!!

Alfonso Gianni 21 dicembre 2009 - 13:38

Cara Fulvia, sono un pò sorpreso. Sei proprio convinta che gli unici problemi di SeL sia la sovrarappresentazione maschile? Certo è un problema, ma francamente non mi pare il maggiore se guardiamo a come sono andate le cose. Ribadisco perciò il mio giudizio, nel commento che segue, dettato da uguale amore per la nuova creatura cui abbiamo comunemente dato vita. Solo che non voglio soffocarla.

Spartaco Innocenzi 21 dicembre 2009 - 13:34

Non ho parteciapato alla prima giornata dell’assemblea per cui non posso dare un giudizio sul dibattito svolto sui vari documenti proposti.Avrò senz’altro tempo e modo per leggerli.Invece ero presente ieri e al di là dei vari interventi vibranti e passionali molto applauditi,con la prevedibile ovazione per Nichi Vendola,sono rimasto colpito sin dall’inizio della giornata,dall’affannarsi di incontri più o meno segreti in funzione della nomina del coordinamento nazionale risolto per acclamazione in nome del “volemose tutti bene”.La mia sensazione è che ancora una volta non si è dipanata la matassa dell’appartenenza centellinando a mo di manuale cencelli i vari componenti del C.N.In poche parole vorrei chiedere:è cambiato in modo sostanziale il percorso da Bagnoli a ieri?Siamo sicuri che da qui a Giugno le varie nevi che coprono SEL si scioglieranno strada facendo formando un unico torrente?Credo che sia lecito porsi queste domande,come lecito chiedersi del perchè non siano entrati nel C.N.compagni come il diciasettenne di Firenze o l’altro giovane siciliano.Il cambiamento inizia da qui perchè solo declamarlo è tempo perso.Se vogliamo cambiare tutto affinchè rimanga tutto come prima,non andremo lontano.

Andrea Tombelli 21 dicembre 2009 - 13:20

Un Leader nazionale, un Simbolo, un programma e delle regole condivise e i quadri dirigenti nazonali; tutto questo votato da oltre 1200 delegati dai tesserati nei territori.
Chiamiamolo un po’ come ci pare ma secondo me è già un partito in attesa del congresso Fondativo ma di fatto un PARTITO.

Ora la palla passa ai famosi Territori dei Quali io come alcuni sanno faccio parte e sono promotore di meccanismi per una reale autonomia che parta dai circoli fino ai quadri regionali.

La sfida è Ardua e secondo me solo chi la accetta ha diritto a candidarsi alla guida dei territori nell’ Impresa di recuperare i consensi che mancano ai vari Quorum regionali per noi Toscani il 4%.

Come dice la Fulvia non togliamo niente di ciò che è stato positivo (il 95%) ma quel 5% di circostanze che sono poi state risolte con la diplomazia e la comprensione, dovrà essere l’ultima volta che si verificano.

Oltre tutto è stato creato un precedente ATTENZIONE se è vero che le regole ci vogliono ma anche che non ci dobbiamo far strangolare da queste si entra in un vero campo minato…

Riflettiamoci bene Compagni e cmq sono contento e felice abbiamo finalmente un partito ora il nostro reale successo dipenderà solo dalla rapidità con cui le componenti si fonderanno davvero e i sensi di apparteneza rimarranno soltanto circuiti relazionali e non lobbyes ed interessi.

Un Abbraccio e tanti auguri a tutti

Andrea Tombelli SeL Firenze

http://www.sinistraelibertafirenze.info

Antonella 21 dicembre 2009 - 13:18

Grazie Fulvia, riflessioni più che condivisibili. Vorrei fare una piccola riflessione sul voto dell’allargamento a 32 coordinatori nazionali: tanti voti, anche se alcuni in contrasto con le intenzioni di voto verbale… avevo un gruppo di compagni/e dietro (4-5) che erano contrari a questo allargamento… nel momento del voto tutti quanti/e hanno votato a favore… io mi chiedo perchè?? cosa fa scattare il meccanismo del voto alla proposta che si ritiene più votata e non più corretta? Vorrei solo che alcuni delegati avessero più coraggio nel difendere le proprie convinzioni e che non votassero per riflesso condizionato… ci possiamo tutti migliorare

Tonino Cafeo 21 dicembre 2009 - 12:43

grazie a Fulvia perché nelle sue riflessioni,accanto alla critica,c’è sempre grande amore per ciò che stiamo facendo collettivamente. Spiace constatare che questo sentimento sembra condiviso da poche/i

Raffaele Destro 21 dicembre 2009 - 12:39

Siamo partiti ma siamo partiti male.

21/12/09
Cara Fulvia,
Oggi dopo due giornate partecipate e belle torno a casa con meno certezze di prima e molte piu’ domande.

Serve continuare a dare il proprio cuore ad un progetto al quale in tanti dicono di aderire senza riserve “salvo che . . .” ..
. . . . .il darsi faticosamente delle regole, tentare di lavorare allo interno di queste regole e vedere queste regole disattese a tempo ormai scaduto?

E’ veramente questo il progetto di una sinistra vera diversa dai giochetti di chi pratica la politica con la p minuscola?

Ci credono veramente al progetto tutti coloro i quali prima dicono di accettare delle regole e dubito dopo pentendosi di averle accettate minacciano di abbandonare il progetto perche’ temono chissa’ quale svantaggio “di parte” se si dovesse rispettare quelle regole.?

Quello che e’ avventuto ieri e’ l’aver accettato 32 rispettabili candidature escludendo al tempo stesso altre rispettabili candidature di chi invece rispettose/i di quelle regole non avevano raccolto adesioni (e quindi non erano in elenco).

In molti , ed io tra questi, abbiamo visto in questo, per fretta, per paura, forse per acquiscenza con chi parlava piu’ forte, il perdere una occasione importante per rimarcare una diversita’ , la nostra, rispetto al tanto criticato modo di fare politica di altri .

La maggioranza dei delegati ha legittimanente fatto sua la proposta Mattioli ma al tempo stesso ha accettato che le regole siano tali sulla carta e non nella pratica.

Siamo partiti ma, siamo veramente partiti per arrivare?

Raffaele Destro

Luca 21 dicembre 2009 - 11:56

Non è un inizio indimenticabile ma le prime idee programmatiche mi sembra siano comunque importanti. Portiamo avanti la battaglia delle idee sul territorio ed iniziamo a valorizzare maggiormente le valenti donne che abbiamo nel movimento…a volte sono le piccole cose (ed una rivoluzione rosa in politica è auspicabile) a fare la differenza più grande. Mando un caloroso ringraziamento a Fulvia che, come al solito, ci racconta le cose dal di dentro con schiettezza ed ottica costruttiva

Alessio 21 dicembre 2009 - 11:51

Fulvia mi togli sempre le parole di bocca. Sono completamente d’accordo con te.
Non si puo’ predicare per un mondo diverso e migliore e poi al proprio interno usare quei metodi che a parole rigettiamo!

Luca Luciani 21 dicembre 2009 - 11:27

19/12/2009 –
“I socialisti – afferma una nota dell’Ufficio stampa del Psi – fanno i migliori auguri all’Assemblea nazionale del movimento guidato da Nichi Vendola che si riunisce oggi a Roma, ma ricordano che il simbolo di Sinistra e Libertà non può essere utilizzato senza il consenso di tutti i soci fondatori e neppure parte della denominazione dell’associazione stessa. In questo caso infatti si può ingenerare una confusione che sarebbe lesiva dell’identità dell’associazione Sinistra e Libertà e dei partiti ad essa aderenti. Questo è quanto avverrebbe, se ad esempio, scegliessero di chiamare il loro movimento Sinistra Ecologia e Libertà”.

Gianluca (zaza) 21 dicembre 2009 - 11:23

E’ da un anno che ce la cantiamo e ce la suoniamo..
Sono un po stanchino. Ogni volta che ci troviamo siamo “appena partiti”. Queste cose andavano bene se dette dopo le elezioni europee, a dicembre mi sembra che si sia già perso molto molto tempo per accontentare questo e quell’altro. Intanto che noi ce le cantiamo e ce le suoniamo, berlusconi fa dell’italia quello che vuole. Penso che servano dei fatti, ho sempre creduto in SeL, poi per fare contenti i verdi è diventata SEL, poi è cambiato il simbolo, poi i socialisti si sono chiamati fuori. Che succederà da qui a giugno? Stiamo perdendo troppo tempo a sistemare le cose tra di noi perdendo di vista quello che è la gente!

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