Dopo esserci lambiccati sul tema primarie, adesso tutti sembrano convinti che bisogna farle (più o meno). Le amministrative ed i referendum hanno insegnato che a sinistra la partecipazione popolare è un’arma in più per vincere e per cambiare. Ma c’è un ma. Tutti dicono che bisogna fare le primarie, ma poi aggiungono che bisogna prima fare la coalizione e soprattutto il programma. Non mi torna qualcosa.
Le primarie dovrebbero servire ad allargare il più possibile la partecipazione. Ma se facciamo prima la coalizione, alle primarie parteciperebbero solo i militanti dei partiti che accettano di stare in coalizione. Ed i senza tessera? Non dovrebbero partecipare? E le donne di “se non ora quando”? sono escluse? Ed i comitati referendari che hanno chiesto che si evitassero le sigle dei partiti nei comitati? Sono fuori? E quelli che da anni non votano? Esclusi anche loro? Ma se escludiamo tutti questi, dove sarebbe il valore aggiunto, l’allargamento di cui tutti parlano?
Altra cosa. Prima il programma condiviso, poi la scelta del leader. Ma se così fosse, perché chiamare i cittadini a scegliere il leader se una volta eletto deve fare quello che sta scritto nel programma deciso dalle segreterie? Su che cose lo scegliamo? Sulla base dei gusti sessuali dei leader? Le primarie devono servire a scegliere la persona che incarna una visione, un programma, un’idea dell’italia che vogliamo.
Allora per fare primarie vere e non falsate dai soliti giochetti delle segreterie, ogni candidato presenti il suo programma e lo sottoponga ai cittadini italiani. Tutti, nessuno escluso.
Saranno loro a dire da chi vorranno essere governati e per fare cosa. A me sembra chiaro che il percorso debba essere questo. Chi non lo capisce (o fa finta di non capire) evidentemente spera di giocare sporco. C’è chi vuole contrattare scelte liberiste che devono essere salvaguardate, chi invece cerca di salvare la sua presenza con atteggiamenti giustizialisti. Ma davvero questi pensano che gli italiani possano ingoiare una farsa del genere?
Se volete politiche liberiste, presentatele e sottoponetele al giudizio degli elettori. Se volete salvaguardare la vostra presenza ed il vostro ruolo, smettetela di gridare e dite cosa volete fare per l’italia. Noi non vediamo l’ora di dare il nostro parere su quello che siete e su cosa volete fare.
Si facciano le primarie subito. E vinca il migliore. E la migliore idea dell’Italia.
Mario Liso
La sinistra si è sempre contraddistinta oltre che per la sua prolissità, per la capacità di fare analisi spietate sul proprio conto. chi le faceva più dure, chi buttava più fango era quello che aveva più ragione. IEra considerato onesto intellettualmente, perchè sapeva parlare duramente e male di se stesso. Era un giudizio di meiro molto positivo che elevava l’autore nell’olimpo dei giusti.
Il mondo nel frattempo, caro vito, è cambiato. Tutto questo accadeva con gioia dei sinistri fino al 2008, poi con la disfatta, qualcuno ha iniziato a chiedersi se tutta questa onestà intelletuale era funzionale alla propria esistenza, oppure era deleteria. I risultati del 2008 hanno dato la risposta. I maestri in eccellenza di questo stile sono stati i prefessori de il Manifesto. hanno sempre saputo onestamente parlare male della sinistra per elevare spiritualmente il loro status politico.
Dicevo che i tempi sono cambiati. I partit sono morti e lo diciamo tutti. Ma tutti torniamo periodicamente a chiedere azioni ai partiti ed ad accusarli di essere poco presenti, poco attivi, morti, in poche parole.
Oggi i singoli che militano nei partiti a malincuore accetterebbero una organizzazione come quella che aveva il PCI, ad esempio. oggi nessuno è disposto ad accodarsi alle decisioni delle segreterie, perchè tutti hanno voglia di poter esprimere la propria opinione, la propria idea, la propria linea politica, senza aspettare che la mamma partito gliela detti. Io stesso ho scritto questo articolo per esprimere mie riflessioni personali sul tema primarie, senza aspettare che qualche organismo di qualche livello me lo concedesse. L’ho fatto e stiamo qua a parlarne.
Non si può volere un partito leggero ed allo stesso tempo lamentarsi che il partito è leggero.
Bisogna scegliere: vogliamo un partito che ci dica cosa fare e se sgarriamo ci caccia via, oppure vogliamo un partito agorà dove ognuno porta il suo contributo? Io scelgo il secondo
Non mi preoccupo affatto dei piccoli burocrati. E’ povera gente. Combatte per occupare un posto pensando di potersi elevare nei cieli, non sapendo che quel posto è costruito sulla sabbia, dato che SEL come sappiamo bene è solo transitorio ed i posti che avranno occupato, perdendo consensi e relazioni e rapporti, evaporeranno come neve al sole. Ho compassione per questi strateghi del nulla.