C’è qualcosa che non torna nel centrosinistra

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Dopo esserci lambiccati sul tema primarie, adesso tutti sembrano convinti che bisogna farle (più o meno). Le amministrative ed i referendum hanno insegnato che a sinistra la partecipazione popolare è un’arma in più per vincere e per cambiare. Ma c’è un ma. Tutti dicono che bisogna fare le primarie, ma poi aggiungono che bisogna prima fare la coalizione e soprattutto il programma. Non mi torna qualcosa.

Le primarie dovrebbero servire ad allargare il più possibile la partecipazione. Ma se facciamo prima la coalizione, alle primarie parteciperebbero solo i militanti dei partiti che accettano di stare in coalizione. Ed i senza tessera? Non dovrebbero partecipare? E le donne di “se non ora quando”? sono escluse? Ed i comitati referendari che hanno chiesto che si evitassero le sigle dei partiti nei comitati? Sono fuori? E quelli che da anni non votano? Esclusi anche loro? Ma se escludiamo tutti questi, dove sarebbe il valore aggiunto, l’allargamento di cui tutti parlano?

Altra cosa. Prima il programma condiviso, poi la scelta del leader. Ma se così fosse, perché chiamare i cittadini a scegliere il leader se una volta eletto deve fare quello che sta scritto nel programma deciso dalle segreterie? Su che cose lo scegliamo? Sulla base dei gusti sessuali dei leader? Le primarie devono servire a scegliere la persona che incarna una visione, un programma, un’idea dell’italia che vogliamo.

Allora per fare primarie vere e non falsate dai soliti giochetti delle segreterie, ogni candidato presenti il suo programma e lo sottoponga ai cittadini italiani. Tutti, nessuno escluso.

Saranno loro a dire da chi vorranno essere governati e per fare cosa. A me sembra chiaro che il percorso debba essere questo. Chi non lo capisce (o fa finta di non capire) evidentemente spera di giocare sporco. C’è chi vuole contrattare scelte liberiste che devono essere salvaguardate, chi invece cerca di salvare la sua presenza con atteggiamenti giustizialisti. Ma davvero questi pensano che gli italiani possano ingoiare una farsa del genere?

Se volete politiche liberiste, presentatele e sottoponetele al giudizio degli elettori. Se volete salvaguardare la vostra presenza ed il vostro ruolo, smettetela di gridare e dite cosa volete fare per l’italia. Noi non vediamo l’ora di dare il nostro parere su quello che siete e su cosa volete fare.

Si facciano le primarie subito. E vinca il migliore. E la migliore idea dell’Italia.

Mario Liso

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Mario Liso 3 luglio 2011 - 01:01

La sinistra si è sempre contraddistinta oltre che per la sua prolissità, per la capacità di fare analisi spietate sul proprio conto. chi le faceva più dure, chi buttava più fango era quello che aveva più ragione. IEra considerato onesto intellettualmente, perchè sapeva parlare duramente e male di se stesso. Era un giudizio di meiro molto positivo che elevava l’autore nell’olimpo dei giusti.
Il mondo nel frattempo, caro vito, è cambiato. Tutto questo accadeva con gioia dei sinistri fino al 2008, poi con la disfatta, qualcuno ha iniziato a chiedersi se tutta questa onestà intelletuale era funzionale alla propria esistenza, oppure era deleteria. I risultati del 2008 hanno dato la risposta. I maestri in eccellenza di questo stile sono stati i prefessori de il Manifesto. hanno sempre saputo onestamente parlare male della sinistra per elevare spiritualmente il loro status politico.
Dicevo che i tempi sono cambiati. I partit sono morti e lo diciamo tutti. Ma tutti torniamo periodicamente a chiedere azioni ai partiti ed ad accusarli di essere poco presenti, poco attivi, morti, in poche parole.
Oggi i singoli che militano nei partiti a malincuore accetterebbero una organizzazione come quella che aveva il PCI, ad esempio. oggi nessuno è disposto ad accodarsi alle decisioni delle segreterie, perchè tutti hanno voglia di poter esprimere la propria opinione, la propria idea, la propria linea politica, senza aspettare che la mamma partito gliela detti. Io stesso ho scritto questo articolo per esprimere mie riflessioni personali sul tema primarie, senza aspettare che qualche organismo di qualche livello me lo concedesse. L’ho fatto e stiamo qua a parlarne.
Non si può volere un partito leggero ed allo stesso tempo lamentarsi che il partito è leggero.
Bisogna scegliere: vogliamo un partito che ci dica cosa fare e se sgarriamo ci caccia via, oppure vogliamo un partito agorà dove ognuno porta il suo contributo? Io scelgo il secondo
Non mi preoccupo affatto dei piccoli burocrati. E’ povera gente. Combatte per occupare un posto pensando di potersi elevare nei cieli, non sapendo che quel posto è costruito sulla sabbia, dato che SEL come sappiamo bene è solo transitorio ed i posti che avranno occupato, perdendo consensi e relazioni e rapporti, evaporeranno come neve al sole. Ho compassione per questi strateghi del nulla.

Vito Saturno 2 luglio 2011 - 20:02

Caro Mario, soltanto ora leggo la tua brevissima quanto eloquente risposta al commento di Maurizio. “Vendola è già oltre SEL, l’ha detto al congresso. SEL è nelle mani di piccoli burocrati. Vendola fa di più”. E stavolta sono perfettamente d’accordo. Ho già scritto più volte che il prodigio pugliese è una cosa, merito di Vendola e di tanti di voi, ma che la nostra regione (che è anche quella delle mie radici) non è l’Italia, dove purtroppo in troppe realtà locali le cose per SEL non stanno per niente come avremmo il diritto di aspettarci e di pretendere. Quando ho lanciato l’appello a creare sul serio il CANTIERE, un CANTIERE operativo e non quello virtuale delle “narrazioni”, attorno a quei pochi capisaldi del primo Cantiere rimasti caparbiamente attivi dopo l’improvvida e frettolosa confluenza senza condizioni in SEL, ho ricevuto adesioni da tante parti d’Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania, Molise, Calabria e finanche da Bari: sì, proprio da Bari. Da ogni parte sono arrivate segnalazioni accorate e spesso irritate, proprio di quella situazione che tu sottolinei: SEL E’ NELLE MANI DI PICCOLI BUROCRATI, mentre Vendola, aggiungo io, vola alto. Da solo vola. Da Cireneo mediatico col fardello della croce di tutti. Questi piccoli burocrati, come tu stesso li definisci, illividiti per gli spazi che non trovavano più nelle parrocchiette di provenienza, si sono impossessati di ogni pur minimo posto di comando, cittadino, provinciale, regionale, sbarrando accuratamente le porte alla Società Civile, vista soltanto come una massa di portatori d’acqua e come tale trattata. Portatori d’acqua: per chi e per che cosa? Salvo pochi casi limite, generalmente portatori d’acqua per i soliti noti, riciclati di altre stagioni politiche e, in nome del solo antiberlusconismo privo di altri seri contenuti, per ectoplasmi di cosiddetto centrosinistra, come vassalli ubbidienti di un PD senza spina dorsale, senza idee e senza più credibilità, miracolato più per il “fattore c…” di prodiana memoria, che per meriti autentici, ma aggrappato a ogni piega del potere di governo e di sottogoverno locale. Soprattutto di sottogoverno. “Serve tanta umiltà cristiana – ha scritto Curzio Maltese sul Venerdì di Repubblica n. 1214 del 24 giugno scorso – a Nichi Vendola e a SEL, miracolati da un successo che non ne colma i limiti. Al governatore della Puglia si può consigliare di viaggiare più spesso oltre la tratta Bari-Roma, verso l’Europa, frequentare di più le esperienze dei verdi tedeschi e francesi e poi rendersi conto di chi gli si agita intorno. Le sembra che assomiglino ai consiglieri di Cohn-Bendit, Fischer, Ozdemir? A volte è più difficile capire la vittoria che la sconfitta”. Mi irrita, non ti so dire quanto, sentir dire che governare (ripeto: senza altro progetto che quello di mettere deretani sopra poltrone, poltroncine, strapuntini e sgabelli) sia l’obiettivo prioritario, magari avallando scelte ambientali e urbanistiche sciagurate. Anche restando in Giunte col PD che privatizza l’acqua, come è avvenuto ormai da anni nelle cosiddette “regioni rosse”. E i compagni eletti in SEL, lì che cosa fanno? Che cosa aspettano a dimettersi? Tanto, per assicurare la “governance”, verrebbero sostituiti con gente del Terzo polo. Obiettivo prioritario, a mio parere, è darsi delle idee e battersi per esse con ogni briciolo di energia, sostenendole con le unghie e con i denti anche di fronte a potenziali alleati. Soprattutto di fronte ai potenziali alleati, prima ancora di sedersi al tavolo delle trattative col cappello in mano. Per dimostrare di meritare, con la coerenza e l’impegno, la fiducia che si chiede agli elettori. Dove sta scritto che il partito maggiore esprima le migliori idee? Dove sta scritto che il partito maggiore esprima i migliori uomini? Vogliamo dare la patente di grandi statisti agli artefici del disastro della Sinistra, ai principali responsabili delle vittorie della destra, quella destra che oggi scopriamo battibile non per meriti della Sinistra e tanto meno del centrosinistra, ma per demeriti della destra stessa? Nessun dottore ci ha mai ordinato, né potrà mai farlo, di occuparci di politica. Nessun dottore ci ha mai ordinato, né potrà farlo, di diventare vassalli devoti di chicchessia, soprattutto di chi non lo merita, di chi ha dimostrato per vent’anni di non meritarlo: la fronte alta, la schiena dritta e la mani pulite, sono sintomi di buona salute psicologica e non solo ortopedica, oltre che sintomi di igiene morale. Io (vitosaturno@hotmail.com) considero i “piccoli burocrati” che infestano le strutture periferiche di SEL, gente miope, con lo sguardo rivolto all’indietro verso situazioni e prassi non più ripetibili, ma ostinatamente riproposte. Piccoli burocrati ansiosi di ritornare “alla casa del padre”, che non ammazzerà il vitello grasso, ma continua nel suo progetto di ammazzare noi. Penso a quante energie giovani si stanno respingendo e indirizzando al Popolo Viola, al vituperato Movimento 5 Stelle, alla prateria del mugugno e del rifiuto della politica. Gli allontanati a causa degli atteggiamenti dei piccoli burocrati, sono assai più numerosi e agguerriti dei reclutati: qualcuno lo faccia presente a Vendola. Penso ai miei figli, attivi nelle Associazioni e nei Comitati, attivi nella preparazione della raccolta di firme per le tre Leggi di Iniziativa Popolare per cui il CANTIERE Umbria è in prima fila, assieme a 60 altre Associazioni e Comitati (Lavoro precario, Economia sommersa e criminale, Costi della Politica: chi ne vuol sapere di più, mi scriva), ma assolutamente contrari a iscriversi a qualsivoglia partito politico, vecchio o nuovo. Il vento nuovo che soffia sempre più impetuoso (altro che la buffonata del manifesto PD che, sollevando la gonna di una ragazza, offende soprattutto le donne) sta creando una nuova coscienza civile alla quale i partiti, compreso SEL, non sanno, non possono e, lasciami aggiungere, non vogliono dare risposte. Leggo su questo sito articoli dei più alti “gerarchi” di SEL, sui più disparati argomenti: bellissime parole e frasi di grande effetto retorico, perlopiù condivisibili. Ma poi, come si traducono in pratica? Non dirò che si tratta perlopiù di aria fritta. Dico soltanto che non si può andare avanti menando il can per l’aia, evitando accuratamente di indicare indirizzi precisi di politica economica e sociale, come se si volesse fare la rivoluzione “senza calpestare le aiuole”. Dico, ma io ho notoriamente un pessimo carattere, che non si può continuare a evitare di indicare un progetto di Società nuova, etica, civile, laica, solidale e pragmatica. E, sempre perché ho il mio pessimo carattere, dico che non si può sperare che un progetto di Società e di modello di sviluppo di quel genere, possa essere partorito da stati maggiori formati in larga parte da relitti di altre epoche e da giovani rettili affamati di carriere e disposti a governare a fianco di chiunque, a qualunque costo, anche a costo di annullarsi e screditarsi, pur di entrare nel numero di quei 500.000 parassiti che vivono esclusivamente di politica in Italia. Infatti: governare con chi e per che cosa? E, infatti, al di là dei vaniloqui di troppi tifosi, al di là delle chiacchiere di gerarchetti e burocrati riciclati, al di là delle affascinanti “narrazioni” di Vendola, SEL (a parte la scelta aprioristica e acritica di stare in un centrosinistra senza programma e senza leader, tanto per occupare e rioccupare posti e postarelli, scelta che non sono io soltanto a ritenere suicida) non ha da proporre una SUA originale idea di Società, né un SUO programma di governo (che cosa fare, in quali tempi e in quali modi, tanto per essere concreti: perché QUESTO INTENDO PER PROGRAMMA), non dico per i cinque anni di una ipotetica legislatura che potrebbe vederci vincenti, ma neppure per i primi cento giorni di quella ipotetica legislatura. La destra si sta riorganizzando e i segnali sono ben più che allarmanti, stanno sotto gli occhi di tutti e il peggio deve ancora venire. Le nostre speranze devono restare affidate alle bizze di Bossi e della Lega, per andare a votare quanto prima, con questo schifo di legge elettorale, che permette ai vertici di nominare i “prescelti” per i seggi in Parlamento? Legge elettorale che spiega le grandi manovre dei pretendenti ai primi posti nelle liste. Legge elettorale che ci obbligherebbe, per evitare la tagliola dello sbarramento al 4 per cento, all’ammucchiata. E noi uno straccio di idea non ce lo vogliamo dare, così, tanto per far vedere che la Sinistra esiste e può gareggiare col centro (quello formato da PD, IDV, finiani, casinisti e cani&porci) mettendo in campo una netta superiorità morale, se non numerica? Vogliamo far crescere una SEL orgogliosa di idee credibili e spendibili, per avere maggior forza contrattuale al tavolo di quelle trattative dalle quali peraltro continuiamo a restare platealmente esclusi, mentre i centristi (PD e IDV) corteggiano il Terzo polo? O vogliamo stare al gioco solito del traccheggiamento logorante e defatigante del PD, che ci presenterà il piatto all’ultimo momento, da prendere o lasciare, come sempre? O vogliamo continuare, come accattoni, a bussare a quella porta che non si apre? La Sinistra, oltre che senza idee, deve rimanere ancora per tanto tempo senza progetto, senza orgoglio e senza memoria? Vogliamo aprire un dibattito su questi temi, oppure dobbiamo continuare a dare spazi a temi rispettabilissimi quanto marginali, tipo l’omosessualità, il mobbing e la canna libera?

Carla Cirillo 1 luglio 2011 - 23:30

Anche io temo che, mentre continuiamo a discutere, non ci rendiamo conto che l’Italia sta per cadere a pezzi. Speriamo che non sia, come si diceva una volta, che mentre i medici studiano il malato muore.

Felice Besostri 1 luglio 2011 - 21:29

Questa discussione mi pare che ignori che la legge elettorale è decisiva per la strategia elettorale dei competitori. Le primarie son essenziali quando si chiede di designare un capo della lista o della coalizione, che si trascina ilpremio di maggiranza. Le liste colizzate devono avere un programma comune per legge. Il programma po essere fatto dopo le primarie, in cui si siano confrontati candidati con i loro prigrammi, visto che non è un concorso di bellezza o di simpatia. Trovato i candidato, chi vince le primarie diventa il candidato della coalizione, ma non con il suo programma, ma con una sintesi. Ebbene la sez. IV della Corte d’Appello di Milano in settembre dovrà deciderede mandare in Corte proprio il premio di maggioranza, le liste bloccate e l’indicazione del capo sulla scheda. Inoltre è partito il referendum sulla legge elettorale con quesiti che se accolti porterebbero alle stesse conseguenze, ma con in più l’omogeinizzazione al 4% della soglia d’accesso. Dunque preliminare è sapere se siamo d’acordo con i referendum o vogliamo mantenere il porcellum? Senza capo le liste si possono coalizzare ma con un programma comune, che mi sembra il minimo. Denza premio di maggioranza le coalizioni sono libere e non forzate e tutto si gioca sul consenso elettorale. La sinistra deve avere un consenso tale che PD+ Terzo Polo non abbiano la maggioranza. A quel punto il Terzo Polo potrebbe allearsi con la destra, ma sarebbe chiaro che è meglio che dover fare noi sinistra politiche di destra. Ilsolo modello vincente a sinistraè quello islandese: due sinistre che hannoinsieme la maggioranza assoluta. La prima frutto di un’allanza tra socialisti e comunisti con una parte di ambientalisti edel prtito delle donne da un lato e dall’altra un’unione di tutti quelli che si erano opposti alla fusione. Due sinistre capacidi elaborare un programma comune e di avere su quello la naggioranza assolutra senza premi di maggioranza ed altri trucchi

Mario Liso 1 luglio 2011 - 09:42

Per la prima volta infatti, più che un candidato alle elezioni si andrebbe a scegliere un leader di coalizione.
Quale dovrebbe essere il ruolo politico legato ad una singola figura? Quale significato avrebbero a questo punto i partiti, se la loro autonomia è messa in tutto o in parte nelle mani di un tale capo? Staranno alla coalizione come oggi le correnti stanno ai partiti? Quali aspetti del loro potere le dirigenze di partito vorranno o dovranno cedere al leader di coalizione? In che modo verrà scelto lo staff che lo affiancherà, e come si rapporterà tale staff con le attuali segreterie di partito? Di quali e quanti poteri avrà bisogno questo supersegretario per non essere logorato anzitempo dai partiti in suo sostegno e diventare un generale senza truppe al momento del bisogno?
In ballo c’è la struttura stessa della politica, che rischierebbe di formalizzare e cristallizzare un livello di aggregazione superiore a quello dei partiti, con regole tutte da scrivere – come si formalizza una coalizione? come si entra in una coalizione esistente? quanto conta un partito in una coalizione? come si esce da una coalizione? – e con necessità di intervento e controllo che si estenderebbero ben al di là della semplice figura del leader.

Mario Liso 1 luglio 2011 - 00:35

Cero maurizio. Vendola è già oltre sel. l’ha detto al congresso. sel è nelle mani di piaccoli burocrati. vendola fa di più.

Maurizio 30 giugno 2011 - 17:58

No, no, non c’è astio nei confronti di nessuno. Solo in alcuni casi mi è sembrato che Vendola considerasse SEL come una sua creatura, da gestire come meglio credeva, senza ascoltare nessuno. Insomma in alcuni casi non capivo (e ancora non capisco, a dir la verità) se siamo un partito (o un movimento, chiamatelo come vi pare) o un comitato elettorale. Tutto qua. Nessun astio nei confronti di Vendola, ma a differenza di molti in questo sito non lo considero l’Infallibile.

Mario Liso 30 giugno 2011 - 16:19

Non c’è bisogno di inviare la mail a chiccessia. Se ci abituiamo a ragionare nel giusto modo, le cose accadono naturalmente. Altro è l’astio che non porta da nessuna parte.

Maurizio 30 giugno 2011 - 10:10

@ Mario: sono d’accordo col tuo ultimo intervento. Adesso invialo per mail a Vendola, mi sembra che spesso e volentieri se ne dimentichi (scusate di nuovo l’acidità).

Mario Liso 30 giugno 2011 - 00:10

@carlol
carissimo. io non penso di essere in contraddizione. tutte le cariche sono elettive e quindi rappresentative. chi viene eletto è eletto in nome di. Nichi Vendola è stato eletto presidente di sinistra ecologia libertà. Questo lo pone al servizio di chi l’ha eletto, non in posizione apicale come dici. Quindi è sel che fa il programma, con la necessartia mediazione di nichi. Non mi interessano i sistemi e metodi degli altri. Noi, l’italia, da molto tempo siamo stati culla di diritto e di democrazia. Non abbiamo da imparare nulla da nessuno. Possiamo invece insegnare qualcosa ad altri. Ti ringrazio per l’interlocuzione.

Carlol 29 giugno 2011 - 23:51

@Mario Liso : Brevemente. Mario quando rispondi devi metterti d’accordo con te stesso.

Perché o vale l’idea, secondo il tuo primo parere, che ogni candidato formula un proprio programma o vale quella, espressa nel tuo secondo giudizio, che il candidato porta avanti un programma definito da tutta SEL.

Io dico che SEL deve fare un salto di qualità altrimenti non potrà rappresentare un punto di riferimento politico per una vasta area. Qui si tratta di riorganizzare gli aspetti fondamentali di un setttore politico, le sua basi di esistenza programmatica, perciò il programma non può che essere una costruzione sociale.

Naturalmente il fatto che sia concepito come un processo sociale non annulla il contributo individuale al programma. Al contrario, di una maggiore creatività
individuale si avrebbe bisogno in questo frangente contro l’ossificazione del pensiero.

Però facciamola finita con una sinistra che prima diceva “facciamo come in Russia” e ora “facciamo come negli Stati Uniti”. Le primarie pongono il problema di una strutturazione più democratica di una organizzazione politica. Ma la democrazia non si esaurisce nella scelta del segretario di un partito. Questa verticalizzazione eccessiva, nel senso di un interesse esclusivo verso la principale posizione apicale di un partito, non rende pienamente conto della necessità di strutturare secondo criteri democratici un partito. Qualcuno sa che cosa sono i caucus e conosce l’esistenza dei superdelegati negli Usa? Inoltre, le primarie statunitensi sono un metodo di elezione per delegati e non diretto.
Cerchiamo di andare al nocciolo delle cose e non di ripetere con un cattivo copia-e-incolla metodi adottati da altri. Sono d’accordo su come procedere in parte con Alfonso Gianni.

In qualche modo sono anche d’accordo con Maurizio a patto che SEL definisca in modo chiaro quali sono i punti, gli elementi del suo programma politico e poi si
vada a confrontare con quello degli altri. Se SEL non ha ben in chiaro quali sono gli aspetti fondamentali del suo essere e agire politico come potrà avere un’esistenza indipendente? Rischia come il PD di fare la banderuola che sventola dove va il vento.

Ivan 29 giugno 2011 - 19:58

Caro Jimmy Renzi,già il fatto che si chiami centrosinistra e non solo sinistra indica che c’è qualche problema,infatti in questo centrosinistra c’è una parte che è favorevole alla mattanza marchionne,alla tav,alla privatizzazione,al precariato,all’austerity.Fare lo stesso errore commesso a Torino non sarebbe qualcosa di utile al nostro Paese.

Vito Saturno 29 giugno 2011 - 19:38

@ Mario: resto della mia idea, mi dispiace contraddirti e non sai quanto mi dispiace. Ma la storia (che ormai a scuola non si insegna più, tanto i nostri predecessori era tutti scemi) ci racconta che i “duri e puri”, anche a costo dei sacrifici, delle incomprensioni, delle derisioni, delle discriminazioni, della galera, della vita, “fanno la storia”: gli altri, i “volemosebbene”, i “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”, i “tengo famiglia”, i “per governare ci si deve sporcare le mani assieme al PD”, generalmente non fanno la storia. Vanno a caccia di poltrone, privilegi, auto blu e consulenze. In sintesi, fanno soltanto i loro interessi, i comodi loro e, più o meno consapevolmente, gli interessi e i comodi dei loro “soprastanti”, i “caporali” raccoglitori di cervelli di tifosi all’ammasso, consensi e, in ultima analisi, voti. Per la casta, per questa “moderna e intelligente” casta alla Cetto Laqualunque che ci dispensa pillole di saggezza a piene mani. Mi sai dire che cosa sarebbe oggi l’Italia, senza i duri e puri come Nenni, Pertini, Spinelli, Terracini, Rosselli, Matteotti, Di Vittorio, Gramsci, eccetera? Scusa, ma preferisco stare in quella buona compagnia di duri e puri. E, se mai si verificassero le condizioni per stilare un programma comune con il millantato centrosinistra per esserne l’ala sinistra e collaborare con le forze centriste del PD (quello dei D’Alema, dei Veltroni, dei Fassino & compagnia bella), dell’IDV e del Terzo Polo, io penso che dovremmo avere ben chiari i punti per noi irrinunciabili di azione politica, dovremmo difenderli con le unghie e con i denti e in questo modo lavorare per incidere sulla Società italiana, se ce lo lasceranno fare, del che dubito. Ma per farlo, occorrono mastini. E non ne vedo. Altrimenti, si sta dignitosamente a casa. Per me, le mani se le sporchi chi ha voglia di sporcarsele. E abbiamo il dovere sacrosanto di denunciarlo.

Ale69 29 giugno 2011 - 13:33

Per Mario .Premesso che ritengo bisogna esplorare seriamente e tenacemente ogni possibilità di accordo con il PD,questa esplorazione non deve però essere portata avanti a qualsiasi prezzo:in altre parole tra l’essere duri e puri e svendere i propri principi a puri fini elettorali o di potere, una via di mezzo ci deve pure essere.Ecco perchè insisto nel dire che ha ragione Maurizio,le primarie devono servire a definire NEL CONCRETO le cose che ognuno si propone di fare.Ma un preliminare passaggio per la costruzione di una comune cornice di valori e principi da perseguire è ineludibile,perchè come dice pure Massimo del PD,non vi è un Partito solo come il partito democratico americano,ma più Partiti con vedute differenti e lo vediamo quotidianamente. All’amico del PD voglio però puntualizzare una cosa:non prendiamoci in giro,te lo dico senza acrimonia,sul fatto che le primarie del PD sono aperte a tutti i cittadini.Lo sanno anche i sassi che almeno per quel che concerne l’elezione del segretario nazionale che a decidere sono i grandi apparati:la vittoria di Bersani in quelle dimensioni schiaccianti era già stata anticipata da mesi dalle consultazioni interne.Anzi per essere chiari una delle prime cose da fare in quell’incontro chiarificatore su cui batte Maurizio è anche stabilire regole trasparenti per lo svolgimento delle primarie,onde evitare casi vergognosi come quelli di Napoli.

Marco Barbieri 29 giugno 2011 - 13:32

Io la vedo più semplice (e più dura). Se vincesse il centro-soinistra (e se fosse presidente del consiglio Vendola), come faremmo a NON fare come Papandreu (Socrates, Zapatero)? se lo sappiamo, diventa chiaro che Nichi rappresenti un programma diverso da quello di ogni altro possibile candidato. Ma mi pare chiaro che NON lo sappiamo, e che non lo sappia neppure Vendola, al momento. E anche che nessuno (quasi) si preoccupi di questo. Il che vuol dire che ci stiamo appassionando (chi si appassiona) alla politica politicante, e non ai problemi reali.

Pino 29 giugno 2011 - 13:21

Primarie o non primarie la questione è molto semplice se devo ingoiare una prospettiva di governo che non tiene in nessun conto delle spinte di traformazione societarie provenienti dal basso …be scusate ma io torno a non votare

Mario Liso 29 giugno 2011 - 12:42

@vito saturno
Si vito. sarebbe bello essere da soli e fare tutto ciò che crediamo. da duri e puri.
questo servirebbe a sel. indubbiamente. potrebbe crescere e rendersi agli occhi degli elettori come partito affidabile.
Ma noi lavoriamo per SEL e le sue fortune, o per cambiare il paese?

Giorgio Parisi 29 giugno 2011 - 12:25

Scusatemi!

Volevo mettere in grassetto solo il titolo e maldestramente o messo in grassetto il tutto occupando un spazio verticale spropositato.

Giorgio Parisi 29 giugno 2011 - 11:40

Vi mando il testo di una bellissima canzone di Giovanna Marini di 42
anni fa, che temo pochissimi conoscono.

Raccomando il finale

Viva Voltaire e Montesquieu
Dal centrosinistra all’autunno caldo (1963-1969)

Evviva Voltaire e Montesquieu,
potenti per molta ragione!
hanno minato un regime
mangiandone ogni briciola buona.

Perché e in nome di che
non dovremmo divorare ciò che nutre,
anche in una istituzione
che prepariamo alla distruzione?

Ha bestemmiato!

Questo grido l’aspettavo: è un puro che ha parlato.
Lo conosco – il puro – mi è entrato
dentro da anni, mi ha
violentato,
si è confuso con me
a un punto tale che
non so se non son io che ho gridato.

Riveste ogni mia intenzione
di polvere sottile ed antica,
cosi che tutto ciò
che al di fuori di me
di purezza e di virtù è ammantato

richiama dal mio interiore
la polvere sottile,
la scuote e
malgrado me
scruto attentamente e sto a sentire.

E sempre nascosto nella folla
in ogni angolo oscuro;
guardatevi dal buio,
dal gruppo chiuso e austero,
guardatevi – che non nasconda il puro.

Annidato come pipistrello nero,
ascolta con le orecchie e senza cuore,
privo di cervello e di piacere, ma ha
le regole imparate dal manuale.

Ha bestemmiato.
Ha tradito e s’è sporcato.
È un profanatore.
Allontanatelo.
È il pungolo della morte.
È un’ammonizione per i nostri ottimisti.
È uno scandalo infamante.
Lo coviamo ingenuamente.

Ha bestemmiato,
odio la purezza.
ha tradito e s’è sporcato,
odio l’onestà.
È un profanatore,.
odio il rigore,
Allontanatelo,
troppo facile!
è il pungolo della morte,
mascherati di virtù,
è un’ammonizione
a giustificazione
per i nostri ottimisti,
che mancate di invenzione!
è uno scandalo
vi aggrappate
infamante
a verità prefabbricate,
e lo coviamo
pur sapendo
ingenuamente!
che ora tutto è cambiato.

Gridano i puri,
tirano fuori dei valori
sacri, intoccabili a priori
e non importa se siamo molto
ignari del significato di questi tesori.

Servono solo a linciare
il profanatore,
sorreggono il potere
e sono utili per chi non ha il coraggio
di scegliere
e vivrebbe nel terrore.

Il puro per difetto:
ecco il primo assassino.

Ha sempre il sospetto
che chi gli sta vicino
nasconda un valore che lui non ha,
perché è puro per difetto
di passione – o meglio affetto
da una passione difettosa.

È’ l’amante della regola:
eccola lì, grassa, prosperosa,
portata a spalla dai morti
che si mescolano ai vivi,
loro bianchi e consunti,
lei ridente e volitiva li schiaccia col suo peso
in uno stato continuo di morte protettiva.

Trema il puro per difetto
che venga a mancare
chi la regola la sa inventare:
lo protegge, lo difende,
se lo ingrazia nel terrore
se c’è chi osa sregolare.

Ascoltatela la sua fine tragica:
trascinato dal profanatore,
che è la sua sorgente di vita e il suo tormento
- lui lo sa e lo insegue non lo lascia un momento -
si ritrova all’aperto in uno spazio sconfinato,
si perde si sente morire,

Per salvarsi cerca, rabbioso, l’errore.
A volte succede che muore da eroe,
aggrappato alla sua regola stretto stretto,
che non vuole mollare.

Ma evviva Voltaire e Montesquieu,
potenti per molta ragione!
hanno minato un regime
mangiandone ogni briciola buona.

Perché e in nome di che
non dovremmo divorare ciò che nutre,
anche in una istituzione
che prepariamo alla distruzione?

Ha bestemmiato!
grida il puro immacolato,
quello per eccesso.

Con questo è impossibile parlare:

Chi sei? dimmi il tuo nome
quello in cui credi;
e sei anche tu
alla ricerca dell’errore? Quale?

« Intellettuale io non sono,
non ho professione, né nome, né posto,
fuori dall’istituzione per evitare la contaminazione.

Certo mi vuoi limitare, con quelle tue definizioni,
vuoi ridurmi a uno sporco mercante di idee comuni;
e tu così mi combatti, lo so,
ma io ti sfuggo,
non ho identità,
non ho volto, non ho sostanza:
sono la verità.
Una sola idea ho e non importa se non ha
niente a che vedere col mondo,
certo un giorno l’avrà.

Nascosto fra voi con la mia idea,
aspetto e non mi sporco:
basta che vostra mai non sia,
che non arrivi in porto ».

Così parla il puro per eccesso,
lontano da ogni compromesso
ma accade a volte, per una svista,
che non è altro che un puro teppista.

Sa tutto senza dubbio né timore,
sfruttando gli altri in nome del rigore
e forse – ma tardi – anche lui saprà
che è cullato proprio dalla società.
Si crede per nascita un eletto,
infatti è come un figlio di papà,
non gli serve imparare e capire
e non sa
che è assai lontano dalla libertà

Rimani nel tuo limbo
vuoto di paragoni,
che nessuno ti avvicini
beato ed immacolato
estraniato e fallito
per non essere consumato
estraniato e fallito
per non essere consumato.

L’idea è nobile e pura
e noi poveri sporchi
lottiamo spalla a spalla
col corrotto ed il compromesso,
intralciati dal puro per difetto
e linciati dal puro per eccesso:
e restiamo offerti ed indifesi
a una sola tua bella parola,
stupenda per armonia
tra fervore e teoria,
stupenda per armonia
tra fervore e teoria.

Ma evviva Voltaire e Montesquieu,
potenti per molta ragione!
hanno minato un regime
mangiandone ogni briciola buona.
Perché e in nome di che
non dovremmo divorare ciò che nutre,
anche in una istituzione
che prepariamo alla distruzione?

Verrà il giorno, se vogliamo,
di tagliar la testa al sovrano
e di mandare a morte la corte;
ci saremo assicurati lunghi anni di vita,
giustamente nutriti dalla morte.

Distruggiamo, divoriamo
ogni corte ch’è sempre bieca e forte
ed ogni mito
che nasce già esaurito;
e lui dirà: « A me, che vi ho nutrito, vestito,
creato? »,
e noi:
« Sì a te, nostro re »;
e lui:
« Senza di me dove finirà la nazione? ».
« La tua testa è la soluzione,
non preoccuparti più per noi »
« Chi vi guiderà, chi vi sceglierà la sorte? ».
« La strada è nostra, l’entrata è la tua morte ».
« Ingrati, ve ne pentiréte presto,
quando guerra e fame… ».
« D’ora in poi scegliamo noi ».

E così,
mio grande sovrano,
anche per te
arrivò la fine,
ma noti opporti a ciò che accade per preparazione;
basta adattarsi a essere strumenti
di un grande disegno di evoluzione
fatto di vita, morte, pace e distruzione.

Ma evviva Voltaire e Montesquieu,
potenti per molta ragione!
hanno minato un regime
mangiandone ogni briciola buona.
Perché e in nome di che
non dovremmo divorare ciò che nutre,
anche in una istituzione
che prepariamo alla distruzione?

« Liberaci dal male »,
gridiamo all’intellettuale:
« Tutti a scandalizzarsi
e nessuno a scandalizzare ».

Dove vai, intellettuale?
Eri nato per portare
una sana rovina, e ti sei
ridotto a prefetto di disciplina;
dove vai? dove vai? dove vai?
Hai gli occhi, ma li chiudi
e ti lasci portare
fuori dal mondo, e poi
parli senza far male a nessuno
e il tuo dolore lo soffriamo noi.

I puri ti han tagliato la testa,
le mani, le gambe ed il potere,
ma eri tu che lo dovevi fare,
intellettuale.

Ma io ci penso e poi mi dico quale
è quello che ci libera dal male.

Tutti legati in un modo tale che
non si potranno mai più liberare.

Per primo c’è quello che ha fiutato
nella vita di essere un fallito
e, ritirato tra i puri per difetto,
non violenta più il suo intelletto.

E quello puro per eccesso,
che rifiuta ma divora lo stesso,
perché non può non divorare:
ma farlo senza ammetterlo
è tra tutti i sistemi di gran lunga il peggiore.
Succede che, invece di minare,
finisce lui stesso ad ingrassare
il regime e adesso non è più
solo puro per eccesso,
ma è anche puro fesso
e irrimediabilmente integrato.

C’è poi quello che ha minato e divorato,
ma poi il morto se lo è ritrovato
dentro, e lo vive dandogli il suo nome,
e resuscitato nella sua persona.

I puri t’han tagliato la testa,
le mani, le gambe ed il potere,
ma eri tu che lo dovevi fare,
intellettuale.

O beati manichei

Per la vostra purezza pagano gli altri,
non pagate voi.

O beati manichei

Ma evviva, evviva il compromesso
riconosciuto come tale,
usato come arma insidiosa,
a un taglio solo ma mortale;
e non quello che chiamate con i vostri
risonanti e stupendi sostantivi,
solamente per salvare il rigore
di voialtri, sofferti e falsi puri!

O beati manichei!

Ma evviva quello che ogni giorno
sceglie e sa
quel genere di guerra
che gli va
e ha il coraggio di dichiararsi dentro
la società,
impegnato ogni giorno a creare
la preziosa ostilità!

O beati manichei!

Ma guardiamoci intorno e vediamo
l’uomo puro, ma puro davvero,
circondato da un lato dai bianchi
manichei onnipresenti
e dall’altro, con mille seduzioni,
lusingato e soffocato dal potere;
e tutti insieme gli tagliano la testa,
e mani, le gambe ed il volere.

O beati manichei!

E più noi ci tuffiamo nel fango,
più la strada nascerà sotto di noi,
invece di andare sotto ai piedi
di quegli altri del governo; e poi
come può un piatto di bilancia
essere abbassato, se noi al solito,
per paura di un piatto non pulito,
restiamo appesi in aria come spiriti?

O beati manichei!

E intanto trionfano i governi,
i re, i regimi ed il potere
e a noi ci dà baldanza di sapere
che siamo sempre la minoranza.

Com’è bello stare in pochi ma eletti,
o che sollievo le mani pulite,
le manterremo fino alla morte;
ma come ci servono le mani sporche!

La mia lettera sta per finire,
vi saluto con molto affetto;
non ho deciso di morire,
ma una volta per tutte di troncare
con la purezza, l’onestà e il rigore
e affrettarmi invece a pensare
e parlare per tagliare la testa,
le mani e le gambe al potere;
perché i fatti
me li han fatti venire
in mente e da tempo ricordare,
con la loro importante lezione,
Voltaire e Montesquieu,
potenti per molta ragione.

Maurizio 29 giugno 2011 - 10:59

@Mario: infatti è proprio quello che diciamo. Prima si fissano i cosiddetti “paletti”: se si vuole privatizzare acqua, sanità, istruzione, trasporti e compagnia, per quanto mi riguarda,quella non può essere la mia coalizione, anche se la proposta viene dal PD. Si decidono cioè valori e punti cardine del programma per poi fare le primarie. Ed è come in un partito: quando ci si entra, si può anche non essere d’accordo con la linea politica e con certe posizioni, ma si accettano valori e statuto del partito stesso. Si accettano cioè le linee generali. Poi si fanno i congressi. Altrimenti tutti potremmo stare in tutti i partiti, o in tutte le coalizioni, o in tutte le associazioni. Così non è. Non si vuole limitare la partecipazione, ma è inevitabile e giusto che si limiti la partecipazione alle primarie a coloro i quali condividono i valori del centrosinistra. Non voglio elettori del PDL alle primarie del centrosinistra, non per una sorta di “razzismo” nei loro confronti, ma perché incompatibili con me per definizione.

Vito Saturno 29 giugno 2011 - 10:46

Caro Mario, cari tutti
Non ho mai cambiato idea: SEL deve fare da sola, infischiandosene del PD: chi ritiene che l’alleanza col PD aprioristica e acritica, sia imprescindibile, vada a iscriversi al PD e non ci faccia perdere tempo. Troppo tempo abbiamo sprecato con la rincorsa a chi ci snobba, con l’attesa di veder aprire una porta alla quale Vendola bussa senza che nessuno gli dia ascolto. Anzi. E’ ora di finirla. E se SEL deve diventare una costola del PD, un vassallo obbediente, una corrente esterna come fu il PSIUP ai tempi del PCI di Luigi Longo, forse abbiamo sbagliato sogno e “narrazione”. Se così dovesse essere, almeno io (vitosaturno@hotmail.com) certamente penso di aver sbagliato sogno. I numeri oggi ci dicono che SEL, anche se si dovesse andare al voto con questo schifo di legge elettorale, può farcela da sola a mandare in Parlamento un buon numero di mastini a difendere le ragioni di una Sinistra vera, nuova e coerente: mastini, ripeto, altro che i quacquaracquà e i pagliacci della finta opposizione del PD! Del resto, la paura blu che attanaglia la destra in questo momento, potrebbe portare alla vittoria uno schieramento tutto di centro (PD, IDV, Terzo Polo) che, escludendo gli “appestati” della Sinistra (SEL e FED), conquisti ugualmente la maggioranza parlamentare. Questo, il gatto e la volpe Bersani & D’Alema lo sanno benissimo. E noi non troviamo l’orgoglio e il coraggio di mandare il PD a farsi f….re? Leggo troppo spesso che un partito nasce con l’obiettivo di governare. Mi ripugna questo mozzicone di programma. Governare, navigando magari a vista, per tirare a campare? No: per candidarsi a governare occorre avere ben chiaro per che cosa e, soprattutto, con chi. E, comunque, non a tutti i costi, tanto per assicurare poltrone e prebende agli “unti dal Signore”. Sennò, si sta dignitosamente a casa, oppure si fa energicamente opposizione. SEL deve proporre un suo programma, coerente e credibile, orientato agli interessi della Società Civile italiana e non a quelli delle banche, della Confindustria, di “lorsignori” cementieri, tangentari e devastatori. Un programma a fronte alta, a schiena dritta e con l’obbligo delle mani pulite. Un programma che propugni un nuovo modello di sviluppo e di società e non la convalida cieca e prona dell’esistente. Un programma che si proponga di tagliare le unghie ai rapaci e mandare a spasso i parassiti ovunque annidati. Un programma che metta i diritti in testa alla lista delle priorità. Ricordiamoci sempre che il popolo italiano, la Società Civile italiana, i lavoratori italiani hanno conquistato diritti SOLTANTO quando il PCI fu all’opposizione (ma la sapevamo fare, con grinta, con tenacia e con passione) e hanno incominciato a perdere diritti SOLTANTO da quando il PDS-DS-PD è diventato partito di governo. Sarà un caso? Io dico di no. Sento dire che governare significa anche “sporcarsi le mani”. Io, che sono un vecchio dinosauro un po’ fesso, rimango convinto che governare non significa necessariamente “sporcarsi le mani”: per me è vero il contrario, le mani pulite sono un altissimo valore, il primo valore, soprattutto per chi governa (e nessuno fa politica per prescrizione medica). O no? Chi ha voglia di sporcarsi le mani in allegra compagnia, ha un’ampia scelta fra sigle politiche dove le mani sporche sono la regola, più che eccezioni. E rendono in termini di carriere e di fortune personali. Vada a iscriversi lì. Perciò, noi si vada da soli, visto che non ci vuole nessuno: dove non sei invitato, come un ciuccio sei trattato (proverbio pugliese: vero, Mario?). Le primarie se le facciano loro, taroccandole a piacere, se così gli aggrada. Cordialmente.

Mario Liso 29 giugno 2011 - 00:49

@alfonso gianni. Si alfonso, hai ragione. Ma c’è un qualcosa che non riesco a capire. Se facciamo prima la coalizione, decidiamo prima chi sono quelli che partecipano e chi invece non c’entra nulla. Perchè impedire a tanta gente di potersi esprimere, al di là della sua appartenenza ad un partito (e ce ne sono tanti attualmente)? E poi, viene prima la coalizione, o il programma sulle cose da fare, o i programmi? mettiamo che per stare in coalizione si decida di chiudere un occhio sulle privatizzazioni, sui diritti civili e sulla partecipazione alle guere nel mondo, e poi le primarie le vince vendola, ti sembra giusto che questo poverino debba essere costretto a portare avanti questo programma? Ma mettiamo anche l’altro caso. Che tutti i candidati presentino un programma, può lo sconfitto poi partecipare ad un governo che ha il programma del candidato vincente, anche se il suo è in netto contrasto con quento pensa e propugna? come se ne esce da questa situazione? Per me bisogna fare come nei congressi dei partiti. Si decide prima di starci dentro, poi si fa la lotta congressuale con mozioni contrapposte, chi vince detta la linea, gli altri l’accettano. Questo è il patto che va fatto prima. senza questo patto non ci sono coalizioni, programmi o primarie che tengano.

Jimmy Renzi 29 giugno 2011 - 00:46

Stiamo parlando delle primarie del centro sinistra. “Centro sinistra” e’ gia’ una scelta di campo. I partiti del centro sinistra impostano le primarie e questo rappresenta il primo livello necessario di organizzazione della coalizione. Il resto deve essere deciso dagli elettori delle primarie. Che non devono limitarsi a votare un leader, ma il programma che quella figura politica rappresenta e sostiene, comprendendo anche gli attori che servono a realizzarlo. Concordo in pieno con Mario Liso.

Jimmy Renzi 29 giugno 2011 - 00:46

Stiamo parlando delle primarie del centro sinistra. “Centro sinistra” e’ gia’ una scelta di campo. I partiti del centro sinistra impostano le primarie e questo rappresenta il primo livello necessario di organizzazione della coalizione. Il resto deve essere deciso dagli elettori delle primarie. Che non devono limitarsi a votare un leader, ma il programma che quella figura politica rappresenta e sostiene, comprendendo anche gli attori che servono a realizzarlo. Concordo in pieno con Mario Liso.

Ivan 28 giugno 2011 - 22:59

Va bene,ma le primarie vanno fatte con i partiti,i movimenti,i candidati,le associazioni con cui c’è affinità di programma ed affinità è diverso da uguaglianza.Altrimenti potremmo fare le primarie anche con il pdl,per dire.Vediamo prima chi è disposto a fare programmi di un certo tipo,poi facciamo le primarie,dove ogni candidato presenta il suo programma specifico.

Stefano Colacicco 28 giugno 2011 - 22:48

Ho letto con attenzione l’articolo di Mario e vorrei esprimere la mia opinione che è nettamente diversa dalla tua e da tanti compagni di Sel.Tu dici che tutti siamo piu’ o meno convinti dalla necessita’ delle primarie, e hai ragione, ma il sottoscritto,è uno di quelli meno convinti,soprattutto se intesa come risoluzione dei problemi,come sento spesso dire ai piu’.Poi aggiungi che si parla di primarie,poi di coalizione, e poi di programma e che qualcosa non ti torna.Neanche a me torna ,ma perche’ la penso esattamente al contrario.Certo che bisogna fare prima il programma e la coalizione, e poi forse..le primarie.Io la vedo cosi’: Sel continua a stilare un programma chiaro e trasparente per governare, con alcuni punti fondamentali imprescindibili,come dovrebbero fare gli altri partiti della teorica coalizione,e con i quali si dovrebbe aprire un dibattito programmatico e strategico sulla linea comune da seguire.Non è con le primarie che si fa’ partecipare la popolazione,ma mettendola a conoscenza con chiarezza e trasparenza,su cosa si vuol fare concretamente per il paese.Se vogliamo dare un segnale di democrazia e di apertura ai cittadini,basta lasciarli liberi di votare per chi preferiscono,perche’ sceglieranno in base a chi reputano piu’ capace di governare il paese, ma all’interno di una forte alleanza che segue una logica ed una filosofia comune.Per come la vedo io,le votazioni sono gia’ primarie : chi prende piu’ voti è il leader,gli altri che hanno scelto di fare la coalizione…si adeguano!La cosa fondamentale è che ci sia coesione e solidita’,basata sulle convergenze delle idee,che gia’ mi sembra un impegno difficile,mentre mi sembra giusto che gli Italiani il leader se lo scelgano direttamente in cabina elettorale.Ovviamente io vorrei Nichi premier tutta la vita,ma se le sue e le nostre idee fossero presenti con quantita’ e qualita’all’interno di un futuro governo Bersani..a me andrebbe bene lo stesso, e a voi??

Francesco Rizza 28 giugno 2011 - 22:13

Credo che le primarie siano un’arma di civiltà ed utilissima, anche se qua in Calabria ho assistito a cose stranissime (come amministratori del Pdl che votavano per falsare i risultati). Evidentemente in Italia non siamo ancora come in America dove un repubblicano non voterebbe mai alle primarie dei democratici e viceversa, ma credo occorra perseverare.
da elettore del centro sinistra, sogno un laeder che sappia parlare alla gente dicendo, magari, qualcoaa di sinistro. Mi spiace l’ultima posizione di Di Pietro che vedo avviato verso terzo polo anche se vorrei proprio sbagliarmi. D’altra parte se per lui nel centro sinistra c’è troppa sinistra può andare dove vuole….
una cosa mi sembra urgente: da elettori vorremmo sapere chi sarà il nostro laeder e vorremmo saperlo presto. fare le primarie all’ultimo momento potrebbe essere, a mio parere, pericoloso perché alla vigilia delle elezioni non conviene estremizzare le differenze

Massimo 28 giugno 2011 - 21:20

Premessa,sono un iscritto del PD.Vorrei sollevare un paio di questioni.La prima:non è vero che alle primarie parteciperebbero solo i militanti dei partiti.Non è mai stato così, e noi del PD abbiamo qualche esperienza.Persino per la scelta del segretario poteva votare chiunque.Io sono stato presidente di seggio e potete credermi.Seconda questione.Il programma.Và discusso e concordato prima tra i contraenti,perchè altrimenti,i candidati ed i partiti perdenti dovrebbero subire un programma che non condividono in toto.Se vincesse Bersani,voi di SEL dovreste accettare il nostro programma.Non credo che la cosa vi entusiasmerebbe.Vale logicamente il contrario.

Vito Punzi 28 giugno 2011 - 20:31

Condivido pienamente le considerazioni di Mario e rimango sgomento constatando come si possa ragionare diversamente. Un qualsiasi preventivo accordo sul programma svuoterebbe di significato le primarie, estremizzerebbe il carattere personalistico del confronto e porrebbe in secondo piano le diverse posizioni dei concorrenti su come tradurre nella pratica i valori che, questi sì, dovranno essere da tutti loro condivisi.

Castelli Vitaliano 28 giugno 2011 - 20:09

votero csx solo se il presidente candidato sara’ del PD e preferibilmente donna ! e se le primarie saranno aperte solo agli elettori del csx. Una volta che possiamo prendere qualcosa di fatto bene dagli americani ( le primarie ) . Figuriamoci se gli elettori di cdx mi devono scegliere il candidato ! Ma vendola e di pietro sono stati scelti con le primarie forse ? insomma senza arroganza posso dire che senza il pd non si va da nessuna parte ?

Ale69 28 giugno 2011 - 20:05

condivido l’intervento di Maurizio:una cornice che chiarisca alla gente e prima di tutto ai partiti stessi del centrosinistra di quello che a grandi linee si ritiene di poter fare insieme O DI NON POTER FARE INSIEME,va tracciato prima dello svolgimento delle primarie.A cominciare,come ho già detto altrove, dalle regole di etica politica che ciascun partito al suo interno dovrebbe darsi.

Luca 28 giugno 2011 - 19:17

Facendo le primarie aperte a tutti anche quelli della destra potrebbero andare a votare il candidato e potrebbero influenzare il risultato verso il candidato che preferiscono.O mi sbaglio?

Alfonso Gianni 28 giugno 2011 - 19:05

Oh, Mario. Ma se non si definisce prima una coalizione che cosa si indica con le primarie. La pre elezione diretta del premier? Non è questo che vogliamo. Almeno mi auguro. Quindi bisogna pur decidere se si va a votare per chi dovrà guidare il centrosinistra, o il destra-centro-sinistra o il centrodestra. Ciò non impedisce ai cittadini di votare in convinzione della bontà del leader che viene proposto. Ma devono sapere in anticipo che coalizione quel leader guiderà. Quanto al programma. E’ giusto dire che ogni leader ha una sua idea del programma. Ma allo stesso tempo la coalizione si definisce non solo e non tanto come somma di forze politiche, ma come insieme di idee e proposte. Come se ne esce da questa (apparente) contraddizione? Non è difficile: affrontando subito la discussione su una griglia programmatica a maglie larghe. Ad esempio: siamo tutti per respingere la controriforma fiscale di Berlusconi (spero), siamo per spostare il peso del prelievo dal lavoro alla rendita, poi ci diferenziamo tra chi vuole una patrimoniale e chi no (come vedi è un caso concreto) Poi questa questione e questa griglia verranno portate a una discussione più ampia e contemporaneamente si possono tenere le primarie sul leader, così che ogni candidato può evidenziare le sue opzioni. O no?

Maurizio 28 giugno 2011 - 18:16

Forse non mi sono spiegato. E’ vero che il programma si costruisce dal basso. E’ vero che Mario dice di fare primarie in base ai programmi dei candidati. E sono d’accordo su questo. Dico però una cosa: le primarie nascono e servono per la scelta del candidato premier di una certa coalizione. Tale coalizione si riconosce su punti fondamentali dell’eventuale agire del governo cui aspira. Chi vince le primarie, rappresenta tutta la coalizione, chi le perde, appoggia il candidato vincente. Detto ciò, un partito che con il suo candidato perde le primarie deve comunque essere d’accordo in linea di massima col candidato che le vince, altrimenti come fa a essere suo alleato? Per questo credo che sia necessario mettersi d’accordo sui valori fondamentali del centrosinistra e su punti fondamentali del programma. E per questo credo che non sia peregrina l’idea di Di Pietro di incontrarsi. Un incontro fra le forze che hanno sostenuto i referendum (che sono punti cardine del programma) è un primo passo per la costituzione di una coalizione, che è inutile nascondersi dietro a un dito, parte dai partiti, perché sono i partiti che si presentano alle elezioni, non altri. Fatto questo, sulla base di alcuni presupposti, si apre la discussione a associazioni, movimenti e quant’altro. Altrimenti, se facciamo il contrario, potremmo tranquillamente fare riunioni con Casa Pound e candidare Bossi a premier. Tanto poi ci sono le primarie che decideranno. Noi siamo parte del centrosinistra, che si riconosce in alcuni valori fondanti. Le primarie sono e saranno del centrosinistra, non “di chi ci sta”. Non ci raccontiamo baggianate, per favore, nè crediamo alle favole. Parlare di primarie, senza chiederci se il mio vicino di casa che vota centrodestra debba parteciparvi è follia. Si partecipa alle primarie se si è di centrosinistra, o perlomeno se ci si riconosce in buona parte nei nostri valori. Punto. Sennò diventa tutto un grande circo.

Pino 28 giugno 2011 - 17:56

Secondo un mio modesto punto di vista i programmi delle varie componenti della sinistra si stanno facendo nel quotidiano, o meglio la società che si intende proporre e costruire ,…..le dichiarazioni sul nucleare, sui beni comuni , sull’autogoverno, sulla democrazia dal basso , sui centri sociali, sulla FIAT e la FIOM , sulla TAV , sulla scuola pubblica eccc.. il programma si costruisce “camminando e domandando” e non su riunioni di apparati asettici o su accordi preelettorali…..toviamo dei compagni di viaggio che condividano le nostre aspettative e andiamo avanti ….differentemetnte il sogno di costruire un alternativa all’attuale sistema si frantumera …

Ernesto 28 giugno 2011 - 17:35

Il programma e la coalizione che l’elettore con la sua indicazione dovrà scegliere, non sono di secondaria importanza,oltre a chi guiderà il centrosinistra.Quindi chi parla di programmi e di compagni di viaggio non pone problemi pellegrini o da snobbare.Bisogna trovare l’assemblaggio giusto per far si che chi sceglie abbia tutte le indicazioni necessarie!

Giancarlo 28 giugno 2011 - 17:34

A me l’articolo di Mario Liso sembra chiarissimo e lo condivido totalmente. Leggendo gli altri commenti mi sembra che ci si ostini ad affermare che se le cose non sono complicate, non sono buone. Questo non perché voglio rifuggire dal riconoscere la complessità della fase e quindi da un approccio sistemico, ma perché credo non sia più rinviabile il ricorso ad un linguaggio che faccia del si, si, no, no, la discriminante delle scelte. Le primarie devono dare la possibilità a più opzioni di confrontarsi, certo la tentazione di taraccorle ci sarà sempre, ecco perché noi dovremmo anche porci il problema della riqualificazione della domanda della rappresentanza. Fino a quando impererà lo scambio finalizzato alla salvaguardia dei piccoli/grandi riposizionamenti personali, mettendo in un secondo piano l’interesse generale, difficilmente SEL sarà percepita come qualcosa di nuovo e autentico nel panorama politico. L’appeal di Vendola rimarrà alto e si allargherà se e solo se, dicevano i matematici, ci sarà congruenza fra il dire e il fare, si consoliderà la REPUTAZIONE, ecco perché non è più il tempo dei bizantinismi.

Corrado 28 giugno 2011 - 17:10

Ma non vi sembra ormai chiaro qual’è il problema?

La vera paura di PD ed IDV è quella di presentarsi alle primarie come parte di una coalizione di centrosinistra e di uscirne come parte di una coalizione di sinistracentro (in cui “sinistra” viene prima di “centro”, in tutti i sensi)!

Carlo 28 giugno 2011 - 16:40

Non torna e credo non tornerà(se non abiurando molte delle nostre idee)

Mario Liso 28 giugno 2011 - 16:26

Si apra una discussione ed un confronto dentro sel e si inizia a parlare del programma che il nostro presidente Nichi Vendola deve incarnare. Deve essere il programma di tutti, con la necessaria mediazione e sintesi di Nichi. Sospendiamo la richiesta delle primarie per adesso. Iniziamo a costreuire il percorso di confronto con le altre forze politiche del csx.

Principe 28 giugno 2011 - 16:17

.. sono d’accordo con l’autore di quest’articolo! quindi propongo di cominciare a discutere del profilo programmatico che Nichi dovrà presentare alle primarie: credo, infatti, che sia giunto il momento di dare corpo ad un programma serio e reale (fatto di proposte legge, per intenderci, che superino la fase concettuale..) che realizzi la rivoluzione gentile di cui l’Italia ha bisogno..

Mario Liso 28 giugno 2011 - 15:32

come è difficile scrivere. ho parlato di programmi, necessari per fare le primarie e carlol dice che ho parlato di primarie e non di programmi.

Geronimo 28 giugno 2011 - 15:24

concordo completatamente con Ambri. io credo che la gente sia stufa dei giochetti del centrosinistra. si mettano a sedere, si facciano le primarie come emblema di partecipazione democratica e si cominci a lavorare per gli italiani

Carlol 28 giugno 2011 - 15:06

@Maurizio : è inutile parlare con chi (mario liso e tanti altri) non riesce a capire e a distinguere i problemi. Pensano che il metodo delle primarie sia il toccasana per risolvere le questioni di merito. Che basta la democrazia delle primarie (quali primarie? ci sono vari modelli) per trovare la soluzione all’uscita dalla crisi. Penso che in questo frangente sia necessario concentrarsi sugli aspetti di contenuto, includendo anche il tema di un governo più democratico delle formazioni politiche. Ma io vorrei sapere quali sono i punti cardine a sinistra per uscire dalla crisi globale che attanaglia l’Italia e l’Europa.

Stefano Veneziano 28 giugno 2011 - 15:06

Ogni candidato delle primarie deve presentare un proprio programma, altrimenti in base a che cosa lo si sceglie? In tal modo i cittadini decideranno la direzione del governo, in caso di vittoria, nei successivi 5 anni. Secondo me il PD e IDV le temono un po’, poichè il loro elettorato di centrosinistra leggendo il programma si accorgerà facilmente della loro deriva verso il centro più liberale, per inseguire i vari Colaninno, De Benedetti e gli “incompresi” soggetti politici come Calearo. Così tutti dovranno palesare le loro opinioni su lavoro, diritti sociali e quale orientamento dare alla futura coalizione, creando un po’ di maremoto all’interno dei partiti, quello che vuole Vendola un po’ meno gli altri, visto che il PD si definisce di centro-sinistra, ma di sinistra ha ben poco!!! Spero che Vendola realizzi un programma di sinistra credibile il prima possibile, poichè la gente rispecchiandosi in esso avrà già dato vita anche se simbolicamente al grande partito di sinistra che tutti desideriamo.

Spartaco Innocenzi 28 giugno 2011 - 14:02

Non voglio passare per la Cassandra di turno,ma forse non ci rendiamo conto che il Paese sta percorrendo una selva oscura sia a livello socio-economico che morale.Attenti, ci potremmo risvegliare nel fondo di un precipizio.Debito pubblico alle stelle,Economia stagnante,disoccupazione galoppante,scandali di ogni natura all’ordine del giorno,governo moribondo.Dinanzi a questo quadro inquietante,i nostri eroi del CS continuano imperterriti a parlarsi addosso evitando accuratamente di vedersi.Oggi,non sappiamo ancora quale straccio di coalizione dovrà fronteggiare la destra.Il continuo sussurri e grida non fanno altro che creare sconcerto non solo nei vari militanti,ma soprattutto a quella massa di gente di cui fa riferimento Mario.Il segnale che hanno dato doveva essere di sprone affinchè si creassero le condizioni almeno nell’unità d’intenti di un possibile accordo a prescindere dal programma.E invece no,si continua a giocare a nascondarella rilasciando stucchevoli interviste.Attenti,perchè potreste trovare un accordo quando ormai il Paese è crollato.

Ambri 28 giugno 2011 - 13:29

CREDO CHE LA QUESTIONE SI POSSA RISOLVERE CHIEDENDO A TUTTE LE FORZE DI SX DA CHE PARTE STANNO SENZA SE E SENZA MA, VALE A DIRE; STAI DALLA PARTE DI MARCHIONNE O DELLA FIOM, SEI PER UNA ECONOMIA LIBERISTA O KEYNESIANA, RITIENI OPPORTUNO ADEGUARE IL SALARIO AL COSTO DELLA VITA O MEGLIO PENSARE ALLA PRODUTTIVITA’, SEI PER UN WALFARE ESTESO A TUTTI O PER LA SUA PRIVATIZZAZIONE, RITIENI OPPORTUNO ESTENDERE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI OPPURE MEGLIO RISOLVERE LE QUESTIONI ALL’INTERNO DI UN’ UFFICIO, SEI PER L’ESTENSIONE DEI REFERENDUM SU ALCUNE QUESTIONI CRUCIALI OPPURE NO, LA SCUOLA, SANITA, IL SISTEMA PENSIONISTICO E MOLTO ALTRO SI DOVRA’ ADEGUARE ALLE ESIGENZE DEI TECNOCRATI DI BRUXELLES OPPURE MEGLIO PENSARE A UN SISTEMA COMPLETAMENTE NUOVO CHE METTA AL CENTRO IL BENESSERE DELLE FAMIGLIE E DEL NOSTRO PIANETA E NON QUELLO FINANZIARIO COME ACCADE OGGI, POTREI CONTINUARE PER ORE PERO’ CREDO CHE BASTI UNA SOLA FRASE PER RIASSUMERE TUTTO QUESTO E CIOE’ “NON E’ L’ECONOMIA CHE HA IL PRIMATO SULLA SOCIETA’ MA E’ LA SOCIETA’, LE FAMIGLIE CHE HANNO IL PRIMATO SULL’ECONOMIA” BASTEREBBE QUESTO PER CAPIRE CHI VERAMENTE VUOLE IL BENE DI TUTTI E NON DI POCHI, CIAO A TUTTI

Giuseppe 28 giugno 2011 - 13:17

Ma quando furono fatte nel 2006 non erano aperte a tutti? E non vi parteciparono oltre Prodi, anche Bertinotti, Di Pietro e Mastella? E furono i DS di allora ad introdurle, come partito maggioritario della coalizione, perchè erano assolutamente estranee alle logiche degli altri partiti.

Per me c’è qualcosa che non torna in questo post.

Maurizio 28 giugno 2011 - 13:07

Sì, ok, ma almeno l’ambito della coalizione, i punti cardini del programma, un minimo di idea del Paese, la vuoi dare? Oppure alle primarie del centrosinistra si può candidare anche Berlusconi? Con un programma magari che ricalca il contratto con gli Italiani? Credo che in questo stia il senso del “prima il programma”. Cioè prima diciamo a grandi linee cosa si vuole fare, condizione senza la quale non si può prospettare neanche una coalizione. Poi è ovvio che gli elettori delle primarie sceglieranno il programma vero e proprio, le sfumature giuste (più o meno “radicali”), la persona che rappresenterà il programma nelle elezioni politiche. Altrimenti diventa solo una battaglia fra diverse personalità, proprio ciò che tu vuoi evitare.

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

Lavoro. Precarietà. Intervento di Nichi Vendola

Sono infastidito quando le prime domande sono sempre sulle alleanze, sulla leadership ecc…Penso che il tema piu’ scottante con cui la politica e il centrosinistra debbono fare i conti e’ la precarieta’, il fatto cioe’ che c’e’ un’intera generazione che fatica ad agganciare una prospettiva di  collocazione della propria vita nel futuro. Un’intera generazione che [...]

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