Catastrofe sociale

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Il governo Berlusconi sta costruendo un’operazione di propaganda e di maquillage sui costi della politica, peraltro gonfiati di sprechi in questi anni di governo delle destre, per nascondere il senso reale della manovra economica in preparazione: la manovra sarà nei fatti una gigantesca tassa patrimoniale sui poveri e sui ceti medi.
Il grosso dei 45 miliardi di euro sarà pagato dalla patrimoniale dei poveri, estraendo dalle tasche degli italiani, esattamente dei ceti medi e bassi, tutto quello che si potrà estrarre. Sarà una gigantesca catastrofe sociale, si tornerà ad iniettare nelle vene della società italiana ulteriori drastiche medicine fatte di tagli, di perdita di servizi per i cittadini. Attenzione però, a furia di questo tipo di cure, rischiano di uccidere l’ammalato, rischiano di mettere in ginocchio il nostro Paese per sempre.

Nichi

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Antonio Marano 2 luglio 2011 - 13:09

La prima cosa che mi viene in mente leggendo l’articolo di Nichi è che stiamo vivendo sugli allori delle recenti vittorie elettorali e referendarie. Di fronte alla minaccia di una manovra economica-finanziaria che stà per dare la mazzata finale al ceto medio- basso ,personalmente non vedo iniziative di piazza o mobilitazioni (nelle sedi istituzionali, sui canali TV/web etc…)degne di tale nome . Di fronte ad iniziative , ventilate dal governo, che toglieranno dagli impicci la classe Confindustriale e la Finanza (vampiro della economia reale) , i “pezzi” della sinistra non trovano accordi su iniziative atte a contrastare ( in maniera efficace)l’avanzare dei provvedimenti annunciati. Questo governo , parassitario e fittizio non ha sciolto un solo nodo dei problemi reali della stragande maggioranza dei cittadini italiani alle prese con la disoccupazione ,la miseria,le pensioni di fame e mai rivalutate ,con i danni e i disastri ambientali etc…. . Stesso dicorso , inerzia quasi comatosa , vale per i sindacati (ad esclusione di quelli di base) che si prestano a quasi tutto quello che gli viene sottoposto dal governo, giustificando tali compromessi col fatto che il “mondo economico” (europeo e mondiale) è in crisi , ma la crisi di chi?. Chi sono gli autori di una crisi economica che non finisce e che forse non finirà mai più in quanto strutturale , endemica e anche voluta come “ristrutturazione sociale”.

Ale69 1 luglio 2011 - 19:41

Per Felice Di Giandomenico:ho lasciato due post per te sul forum “una piazza per il programma”.Ciao.

Luciano Chiodo 1 luglio 2011 - 16:18

Provo a fare una ulteriore e breve considerazione, partendo dalla dichiarazione di Nichi Vendola, che mi scuso se ho male interpretato, e dagli ultimi interventi di CarloI, di Carla Cirillo, di Eraldo, che condivido:
Non mi dilungo sulla gravità della situazione economica, le cui responsabilità sono delle destre, ma anche di nodi e problemi storici e strutturali che la sinistra non ha saputo o voluto affrontare, vedi il Mezzogiorno e in particolare Napoli e la Campania, o quelle parti qualificanti del Programma del Governo Prodi che non sono state attuate, come il superamento della Legge 30, la tassazione delle rendite finanziarie, ecc.
Ora, quello che apprezzo di SEL è che è l’unica forza politica che si pone il problema di una svolta radicale per fermare il declino del paese, e Nichi Vendola ha approfondito spesso e in modo chiaro e convincente questa visione complessiva.
Ma mi sembra che ora, che l’elezione dei sindaci e i referendum hanno dimostrato che c’è la possibilità di inaugurare una fase politica nuova, ma che vede anche, il continuo aggravamento dei problemi economici e sociali, non riusciamo a fare il salto di qualità per avviare una fase di sviluppo economico, sociale e etico.
Ma la premessa, scusate se mi ripeto, è il problema della lotta alle diseguaglianze e per la redistribuzione delle risorse, a partire dalla riforma del sistema politico, che deve essere certamente complessiva e articolata ma che deve avere come punti centrali l’eliminazione dei privilegi personali e la definizione di forme di finanziamento pubblico trasparenti e controllabili.

Carlol 1 luglio 2011 - 12:14

@Luciano Chiodo : Caro Luciano io appoggio la tua sottolineatura sulla debolezza di SEL nell’evidenziare il tema dei costi della politica. Mi sembra che il mio richiamo al libro di Salvi e Villone sia abbastanza chiaro in proposito. Ho solo cercato di mettere in luce come nella dichiarazione di Vendola si critichi prima di tuttoil tentativo del governo e della destra populista di deviare l’attenzione su un aspetto della manovra (peraltro molto ridimensionato a quanto pare) nascondendo l’essenza dell’obiettivo della “patrimoniale dei poveri”.
Questo vuole far emergere Vendola. Tuttavia concordo pienamente con te quando sostieni che SEL dovrebbe mettere in piedi una campagna per demolire i privilegi della politica. Se la direzione di SEL non lo fa è la base e gli elettori che lo devono imporre.
Questo è un paese in cui prevale la tendenza al privilegio di cui ha partecipato e partecipa il ceto politico di “sinistra” con il codazzo dei clientes e si sono incancrenite posizioni neocorporative molto forti che bloccano il dinamismo interno della società.
Se vogliamo costruire una nuova sinistra bisogna fare piazza pulita, nel senso che la piazza cui noi vogliamo partecipare deve essere sgombra da postazioni di privilegio.

Carla Cirillo 1 luglio 2011 - 12:05

La drammaticità della situazione consiste nel fatto che in Italia tutti i problemi irrisolti potrebbero scoppiare contemporaneamente nei prossimi mesi. L’intenzione del governo è quella di vivacchiare per altri due anni. In tutto questo non ci sono proposte chiare anche da parte di Sel. Per sinteticità condivido gli interrogativi posti da Salvatore e Luciano Chiodo, ma anche la perplessità di chi chiede considerazioni dopo la firma posta dalla Cgil con la contrarietà della Fiom. Penso che perdere i due mesi di luglio e di agosto, perchè si sa che nel nostro paese tutto si ferma d’estate, è un errore che la sinistra dovrebbe evitare di commettere. I problemi si sono talmente aggravati che attendere i mesi di settembre e ottobre potrebbe essere anche fatale. Sono troppe a settembre le situazioni che si presentano come insostenibili ( i ventimila disoccupati della scuola cosa faranno? )Intanto una idea molto pratica sarebbe quella di utilizzare i circoli territoriali di Sel, la fabbriche di Nichi, le associazioni dei cittadini e quant’altro per corsi gratuiti di educazione al consumo che insegnino alle famiglie ad affrontare la crisi economica facendo la spesa direttamente dai contadini, pulendo la casa con prodotti naturali, tutto quello che serve per evitare spese inutili e razionalizzare quello che c’è. Sarebbe un modo efficace sia di contrastare la crisi modificando gli stili di vita sia di non lasciar passare due mesi senza fare niente di concreto. Lo stesso vale per i sindacati che dovrebbero, in questo momento, educare le famiglie di operai e cassa integrati comunque ad affrontare i momenti difficili senza sentirsi soli.

Luciano Chiodo 1 luglio 2011 - 09:06

CarloI, io sono convinto che la proposta di Tremonti sui tagli della politica era solo strumentale, ma resta il fatto che può sortire una presa tra la agente perché questo problema, con gli effetti della crisi economica, è diventato ancora più evidente.
I compensi della politica in Italia sono di gran lunga fuori dalle medie europee e, se non si parte da qui, è impossibile fare una battaglia contro gli squilibri sociali del nostro paese e contro lo scandalo dei compensi dei manager (Marchionne, ma non solo).
Noi su questo problema, semplicemente non diciamo niente, nell’Odg. conclusivo dell’Assemblea Nazionale di SEL, è liquidato in due righe: “Sul terreno dei diritti civili, sostenere almeno tre campagne immediatamente: quella sul diritto di cittadinanza dei migranti; quella per il riconoscimento di piena parità dei diritti per le persone omosessuali, a partire dal riconoscimento delle unioni civili, e per una legge contro l’omofobia; per il testamento biologico, nel rispetto dei diritti e delle libertà di scelta delle persone. È inoltre indispensabile lanciare una proposta per la riduzione dei costi della politica e per la riforma della legge elettorale.”
Dichiarazioni di principio come questa sono presenti nei documenti programmatici di tutti i partiti, è invece necessario elaborare proposte precise che facciano percepire SEL come la forza che vuole rinnovare e riformare la politica complessivamente, per ricostruire un rapporto di fiducia e di credibilità tra i cittadini.

Felice Di Giandomenico 1 luglio 2011 - 08:33

Come volevasi dimostrare Tremonti – grazie anche alle intimidazioni leghiste – ha fatto un altro bel regalo all’Italia con una manovra che lascerà tranquilli politici e super benestanti ma in compenso colpirà duro gli enti locali e statali e – come logica conseguenza – le tasche dei cittadini.
E’ l’ennesima presa in giro di un governo che, come dice giustamente Nichi, ci porterà alla catastrofe. I contraccolpi di questa manovra si faranno sentire tra un paio d’anni, come affermano alcuni eminenti analisti. Nessun taglio ai vitalizi dei politici (ed erano previsti o sbaglio?), né al loro “salario” di appena 20.486 euro mensili.
Forse gli unici a rimetterci – ma non è ancora detto – saranno i proprietari dei SUV che, poveretti, potrebbero veder maggiorato il loro bollo auto.
Certo è veramente assurdo – come diceva il compagno Maurizio Landini nel suo discorso durante la serata per la festa dei 110 anni della FIOM – che i signori di questo governo sono gli stessi che adesso ci vengono a spiegare che dovrebbero essere coloro “che prendono 1200 euro al mese a risolvere i problemi di questo mondo”. Ormai in Italia per i più vivere sta diventando un problema serio. Aumenti di luce e gas, ritocchi ai ticket sanitari, trattenute sempre più evidenti nelle buste paga dei lavoratori dipendenti. E restano in sospeso altri problemi che questa manovra renderà ancora più complessi da risolvere come il precariato e la disoccupazione.
Insomma l’equità sociale sta andando decisamente a farsi benedire in questo paese. Il pericolo di mettere in ginocchio “per sempre” l’Italia” è concreto e non va sottovalutato.
Restare in silenzio anche in questo frangente o appellarsi al quel senso di responsabilità civile (come già fatto da Bersani) sarebbe svilente per tutte le forze di sinistra. E’ inutile parlare di cappi al collo se poi non si fa assolutamente niente per allargare e magari togliere questi infami capestri dalla collottola dei ceti medio bassi. Diventa un’ulteriore presa in giro – forse ancora più insopportabile della manovra tremontiana.

Salvatore 1 luglio 2011 - 06:38

Ogni giorno che passa è sempre più chiara la posizione del nostro governo. Come un brigante del 1800 si apposta agli angoli delle strade più battute per rapinare gli incolpevoli passanti. Così si apposta nei pronto soccorso e nelle farmacie e profitta, chiedendo balzelli odiosi, del bisogno, lucrando sulla salute dei cittadini. Poi, come sempre, si infila nelle pompe di benzina e nei garage dei cittadini e esige il “pizzo” su benzina e macchine, come ben più collaudate imprese criminali fanno con le stentate imprese che sopravvivono al loro abbraccio mortale. Ma non paga, questa banda di grassatori, impegna anche il futuro, minando gli anni a venire con tagli, aumenti, furti ai danni di amministrazioni e cittadini. Che piaccia o meno, su questo dovremo confrontarci, se vogliamo essere, ora un’opposizione, domani un’alternativa credibili. Dovremo anche confrontarci con le centinaia di migliaia di nuovi disoccupati che i tagli a scuola e amministrazioni prospettano per il futuro. Pensando all’articolo della costituzione che da allo Stato il compito di favorire e creare, se necessario, lo sviluppo economico atto a creare benessere e occupazione, mi viene da pensare che siamo in un periodo di illegalità costituzionale che dura ormai da troppo tempo. Ci distraiamo in sterili polemiche, in tatticismi, e, a volte, indecentemente, in entusiasmi poco giustificati sul “vento che cambia”. Il vento cambierà, è certo, ma cambierà gonfiando le nostre vele solo se ci impegneremo a fondo in una politica del lavoro che dia risposte concrete ed IMMEDIATE. Una politica sociale tesa a proteggere sempre di più il cittadino, includente e non al risparmio, tenendo presente che il welfare si riforma creando lavoro e benessere, non tagliando i servizi. Una politica culturale che investa nell’istruzione, nella cultura in tutti i suoi aspetti, nella creazione di possibilità, per i nostri giovani, dovute ad una scuola moderna, statale, completa. E bisognerà anche pensare ad un federalismo legato alle risposte immediate di cui ha bisogno non il Paese, ma i cittadini che in esso vivono. Sfatiamo il tabù del federalismo, che tutt’altra cosa è dal pastrocchio che presentano i leghisti. L’autonomia locale serve a dare risposte rapide ai bisogni del cittadino, e le forme ed i termini che si usano per definire questo decentramento di responsabilità non può essere “IL” tema del dibattito. La sostanza dev’essere la ricerca di una forma di governo efficiente e rapida, a contatto con l’amministrato e non “biblica” nei tempi di risposta, dotata di finanze e potere legale e, perché no, legislativo. Come ci poniamo di fronte a queste sfide? Saremo in grado di dare risposte “ideologiche” cioè che segnino un PRINCIPIO, una linea guida che segnerà le nostre azioni di governo?

Piero 1 luglio 2011 - 01:29

Non mi sembra che questo accordo,firmato anche dalla CGIL,sia
molto diverso da quello che firmarono gli altri sindacati mesi
orsono e che sembrava ricalcato quasi parola per parola da quello fatto da Mussolini nel 1925 a palazzo Vidoni e che
cancellò la democrazia in fabbrica.

Carlol 1 luglio 2011 - 00:46

@ Luciano Chiodo : La formulazione di Nichi Vendola non credo che in questo caso voglia significare la non importanza della riduzione dei costi della politica ma che il governo di centro-destra (il quale ha aumentato i costi della politica durante questi anni) usa la questione della riduzione dei costi della politica come paravento per nascondere il vero obiettivo della manovra.
Tuttavia è vero che SEL e tutto il centro-sinistra, forse ad eccezione di IDV, non ha fatto del problema dei costi della politica un cavallo di battaglia del proprio programma. Sinistra democratica, Mussi, dove siete? Sembra paradossale? Non credo. Ho qui davanti il libro di Cesare Salvi e Massimo Villone “Il costo della democrazia” in cui si sostiene chiaramente come anche le forze del centro-sinistra siano state conniventi e beneficiarie degli “scandalosi privilegi della classe politica”. In questo bel testo si evoca il tema sollevato anni fa da Milovan Gilas sulla creazione di una “nuova classe” e si fa riferimento addirittura a Sant’Agostino quando paragonava lo Stato e la classe di governo a una “banda di ladri”.
A pg 54 nell’edizione del 2007 è scritto : “dalla politica trae il reddito un esercito di quasi mezzo milione di persone” che costa ogni anno 1 miliardo e 850.000 euro (cifra sottostimata).
La sinistra si farà scavalcare a “sinistra”, come si diceva una volta, dalla destra populista?
Il punto è : la classe plotica sarà in grado di una auto-riforma oppure per demolire i suoi privilegi bisogna passare per il suo cadavere?

Piero 1 luglio 2011 - 00:24

L’accordo mi sembra riportare i lavoratori nella situazione
che erano durante il fascismo o forse peggio:niente diritti,
niente contratti,niente sciopero,niente delegati,niente assemblee,meno salario,lavoro massacrante con i sindacati a
manganellare e dare olio di ricino per tenere a bada i lavoratori.Sosteniamo tutti la FIOM per impedire questo massacro.

Luciano Chiodo 30 giugno 2011 - 23:09

Caro Nichi, sono un cofondatore e iscritto di SD prima e di SEL poi, ma non sono d’accordo con il tuo ragionamento. In questo modo non dici cosa pensi tu, e cosa pensa SEL, del problema dei costi della politica. Giusto parlare di catastrofe sociale, è da anni che è in corso, nel nostro Manifesto Programmatico diciamo che in Italia sono aumentate le diseguaglianze sociali, cioè i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Bene, allora cosa bisogna fare? Mi sembrerebbe coerente e conseguenziale che SEL si ponga come capofila e riferimento, di un’azione politica per l’eguaglianza sociale, per ridurre le diseguaglianze, e non si può non partire dai privilegi della politica. Non solo sarebbe sbagliato lasciare questo tema a Grillo, ma se lo avessimo posto noi, in tempo e in modo corretto, la demagogia di Tremonti non avrebbe avuto spazio. Non possiamo liquidare questo problema con argomenti deboli come, ad esempio, che il risparmio economico sarebbe comunque insufficiente, o, altro esempio, che la politica non può essere una prerogativa solo dei ricchi. Intervenire sui privilegi della politica ci permetterebbe di presentarci veramente come una forza politica nuova, rivendicando, giustamente, la necessità di un sistema di finanziamento dei partiti, che però deve essere trasparente e controllabile.
Queste sono idee, ma da SEL non ne ho sentite altre.
Condivido anche quanto già sottolineato da altri interventi sull’assenza di una nostra posizione, quantomeno visibile, sull’accordo tra Confindustria e Sindacati.

Luciano Chiodo 30 giugno 2011 - 23:07

Caro Nichi, sono un cofondatore e iscritto di SD prima e di SEL poi, ma non sono d’accordo con il tuo ragionamento. In questo modo non dici cosa pensi tu, e cosa pensa SEL, del problema dei costi della politica. Giusto parlare di catastrofe sociale, è da anni che è in corso, nel nostro Manifesto Programmatico diciamo che in Italia sono aumentate le diseguaglianze sociali, cioè i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Bene, allora cosa bisogna fare? Mi sembrerebbe coerente e consequenziale che SEL si ponga come capofila e riferimento, di un’azione politica per l’eguaglianza sociale, per ridurre le diseguaglianze, e non si può non partire dai privilegi della politica. Non solo sarebbe sbagliato lasciare questo tema a Grillo, ma se lo avessimo posto noi, in tempo e in modo corretto, la demagogia di Tremonti non avrebbe avuto spazio. Non possiamo liquidare questo problema con argomenti deboli come, ad esempio, che il risparmio economico sarebbe comunque insufficiente, o, altro esempio, che la politica non può essere una prerogativa solo dei ricchi. Intervenire sui privilegi della politica ci permetterebbe di presentarci veramente come una forza politica nuova, rivendicando, giustamente, la necessità di un sistema di finanziamento dei partiti, che però deve essere trasparente e controllabile.
Queste sono idee, ma da SEL non ne ho sentite altre.
Condivido anche quanto già sottolineato da altri interventi sull’assenza di una nostra posizione, quantomeno visibile, sull’accordo tra Confindustria e Sindacati.

Gigliotti 30 giugno 2011 - 22:00

Non ho letto nessuna dichiarazione di dirigenti SEL sull’accordo tra CGIL-CISL-UIL e Confindustria,personalmente,iscritto a SEL ed RSU nella scuola, ho l’impressione che il gruppo dirigente della CGIL,con la complicità del PD,si è posto l’obiettivo di neutralizzare la voglia di partecipazione dei lavoratori,dei precari,dei giovani. Insomma i risultati delle amministrative e dei referendum rischiano di essere cancellati per volontà di CGIL e PD,questi hanno paura del protagonismo di chi vuole un’Italia migliore.

Giuseppe D. 30 giugno 2011 - 19:30

Qual è la posizione di SEL rispetto all’accordo CGIL-CISL-UIL e Confindustria?

Alfonsodt 30 giugno 2011 - 17:41

caro NICHI,con questo governo e questa ideologia dominante far pagare ai pochi che hanno tanto è cosa difficile e assai complicata,invece far pagare ai tanti che hanno poco e cosa più semplice e meno pericolosa,tanto i tanti che hanno poco non hanno nerssun potere,nè mediatico nè tantomeno economico,e poi hanno sempre pagato senza mai lamentarsi,perchè i dipendenti pubblici e privati e i pensionati hanno una ritenuta alla fonte del proprio reddito e non all’estuario delle dichiarazioni a consuntivo,per chi le fa le dichiarazioni naturalmente, qualche tempo fa ho letto da qualche parte che circa duemilioni e cinquecentomila italiani sono completamente sconosciuti al fisco e che circa il 55% di quelli che fanno la dichiarazione a valle del reddito prodotto dichiarano al di sotto dei 16e500E,TU parli di catastrofe sociale,è vero è una catastrofe e sarà una catastrofe ma solo e soltanto per una parte del popolo italiano,anche se maggioritario,personalmente e come me tante altre persone siamo stufi di essre il bancomat dei governi sia essi di cdx che di csx,paghiamo sempre noi e i servizi che riceviamo sono pessimi,sanita,scuola,trasporti,servizi sociali e civili,paghiamo tanto ma riceviamo pochissimo,questa è la mia nuda e cruda verita,ma si sa io sono un estremista di sinistra della peggiore specie,perchè sono anche un iscritto di SEL e quindi queste mie valutazioni sono di parte,bene mi piacerebbe capire come mai a fronte di tagli e ritagli la spesa pubblica è aumentata al 120% del PIL fonti della banca d’italia,srà che anche li si annidano pericolosi sovversivi comunisti di sinistra e forse iscritti anche a SEL?come sempre un caro saluto di sinistra a tutti e a Tè caro NICHI un abbraccio,alfonso di tullio mil/te SEL.

Riccardo 30 giugno 2011 - 16:42

Attenzione però, perchè è facile governare riproponendo sempre la solita:”Cura”. Anzi sempre più dura, perchè peggiorando la situazione politica, economica, sociale(non nell’ordine di citazione), maggiori sono le risorse che servono per provare a tamponare le falle del sistema, dove a pagare sono sempre gli stessi! Poi perchè il grosso della manovra(i salassi economici più pesanti) li hanno previsti dopo la fine di questa Legistratura? Quando questo governo probabilmente non ci sarà più?
Ma è mai possibile che non riusciamo a tirarli giù dal potere? Prima che ci facciano affogare del tutto nelle loro sterili soluzioni?
Ci vuole una sana politica che faccia ritornare al popolo la fiducia! Iniziando a risolvere una volta per tutte i problemi dei costi della politica, della moralità dei politici dei loro privilegi. Senza questi:”Appagamenti”, probabilmente a fere politica ci rimarebbero poche persone che credono in quello che dicono, negli ideali. Poche persone ma naturalmente di grande capacità.

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