Non abbiamo mai smesso di chiedere il pagamento dell’ICI sulle attività commerciali delle Chiese. Ora, Mario Monti, non certo anticlericale, annuncia nel merito nuove regole, anche per porre fine a un lungo contenzioso con l‘Europa. Cade dunque, quello che è stato un tabù politico per la classe dirigente del nostro paese. Risorse significative rimpingueranno le casse dei Comuni. Con un’attenzione, anzi direi un allarme: l’introito non può sparire nel gorgo del grande calderone del debito. Sono risorse che vanno usate per la priorità madre del nostro paese: il buon lavoro, la “buona crescita”. Si può utilizzarle per abbattere il lavoro precario usato dai comuni per i servizi alla persona e alle famiglie, anche quelli erogati tramite il terzo settore.
Si creerebbe più lavoro per le donne e i giovani e si qualificherebbe la rete delle infrastrutture sociali: servizi per l’infanzia, per gli anziani, I disabili, contro la dispersione scolastica… La stabilità del lavoro è la condizione di un buon servizio. Con ciò si garantirebbero diritti importanti ai ceti sociali più deboli, si darebbe un po’ di fiato al sempre più debole welfare locale taglieggiato dalle finanziarie nazionali. Sel deve sostenere la scelta del pagamento dell’Ici da parte delle Chiese e, assolutamente, il loro uso mirato. Rigore, giustizia, creazione di buon lavoro possono essere in questo caso un tutt’uno.
Marisa Nicchi
Tutto questo è solo un polverone che avete sollevato e che come volevasi dimostrare non ha prodotto nulla di significativo. Avete montato la solita offensiva anti-cattolica, inventandovi cavolate del tipo: “basta che un edificio commerciale abbia una cappellina in un angolo perché sia esente da imposte”; oppure: “la Chiesa possiede i 2/3 del patrimonio immobiliare italiano”; oppure: “la Chiesa costa ogni anno 10 MILIARDI di euro allo Stato”, sono stronzate come queste ad essere al vostro stesso livello e a parlare chiaro per voi, per come vi siete dati a una propaganda di stampo nazistoide.
Citiamo alcuni fatti. Cominciamo dall’incursione con tanto di telecamera nascosta del vostro amico radicale Mario Staderini nella Casa del Clero a Roma. Su internet si legge centinaia di migliaia di volte (n pieno stile Goebbels) che quella sarebbe la prova del fatto che nella realtà ecclesiastica non si paghi l’Ici in immobili con finalità commerciale. Tuttavia il giornale Avvenire ha dimostrato con la pubblicazione delle fatture che la Casa del Clero ha pagato l’Ici regolarmente fino a due anni fa e che in seguito tale la tassa è stata sostituita da un’altra imposta che si applica agli edifici storici, anch’essa regolarmente pagata. Detto in breve la Casa del Clero è in regola coi pagamenti previsti per legge. Stessa cosa è avvenuta a Ferrara, con un video dei radicali in cui si sosteneva che diversi enti ecclesiastici non pagavano l’Ici, cosa che è stata invece smentita dal Comune di Ferrara, che per altro aveva dato per leggerezza informazioni sbagliate a riguardo. Eppure entrambi i video sono ancora su youtube, subissati da commenti ingiuriosi da parte di utenti anticlericali, commenti contro la Chiesa, contro i cattolici e contro la religione cattolica. Ma dite un po’, com’è che a leggere le vostre parole sembrerebbe che nella Chiesa non si paghi un centesimo di Ici, e che oltretutto in alternativa ne uscirebbero soldi a pioggia?
Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Infatti ciò che si è deciso è semplicemente che nelle situazioni controverse in cui un’attività commerciale non è prevalente si pagherà l’Ici soltanto per la parte destinata ad uso commerciale. Questo sui titoloni dei vostri giornali è stato tradotto in “La Chiesa finalmente pagherà l’ICI”, in quanto voi avete seminato la menzogna secondo cui non la paghi, e che oltretutto non la paghi per legge, mentre in realtà esistevano tutt’al più situazioni controverse, in cui voi avreste voluto che se ad esempio in un monastero si mettono in affitto dieci stanze i monaci dovessero pagare l’Ici per l’intera metratura dell’edificio, come se fosse da intendersi in toto come un “edificio commerciale”. Resta da chiarire la situazione di scuole, asili e via dicendo, ma immagino che ci si guarderà bene dal danneggiare ciò che supplice alle carenze dello Stato, addebitando somme spropositate in base alla metratura degli edifici in cui si svolgono suddette attività, come se tale metratura rappresenti un indice di ricchezza. Eh sì, perché bisogna capire che non stiamo parlando affatto di un indice di ricchezza. Stiamo parlando di un qualcosa di estremamente arbitrario, a cui peraltro voi di sinistra state cercando di dare un valore assoluto, facendone lo stendardo di una lotta di affrancamento da un presunto clericalismo che avete voi nella testa. La verità è che avete sollevato tutto un polverone mentre nessuno si è opposto alla reintroduzione della tassa sulla prima casa, oltretutto incrementata dalla rivalutazione degli estimi catastali.
Vorrei ricordare a questo proposito che l’ICI, venne introdotta dal Governo Amato nel 1992 (decreto legge n.333/92) e che prima non esisteva affatto. Doveva trattarsi di una misura eccezionale, e difatti si fu chiamata ISI, ossia Imposta Straordinaria sugli Immobili, finalizzata a fronteggiare la crisi del ’92. Successivamente fu tramutata in ICI, ossia Imposta Comunale sugli Immobili, a divenuta tassa ad perpetuum, almeno fin quando voi politici non ne avete fatto la pietra di base per una campagna elettorale schifosissima, a seguito della quale l’Ici sulla prima casa è stata tolta, per poi adesso essere reintrodotta senza uno straccio di opposizione, con un sovrapprezzo che ci farà pagare anche per quei pochi anni in cui non l’abbiamo pagata. Grazie tante. E tu e altri, anziché rilevare questo scandalo vi siete dati a questo polverone mediatico sulla Chiesa e sul mondo cattolico, al fine di far passare il messaggio secondo cui tutti devono pagare l’CI, o meglio, l’IMU, in quanto si tratta di un qualcosa di sacrosanto e dotato di un valore assoluto e insindacabile. Avete sollevato un gran polverone contro la Chiesa per nascondere lo scandalo della reintroduzione rincarata di una tassa iniqua, che colpisce i cittadini per il semplice fatto di avere un tetto sopra la testa. Le vostre promesse sono ridicole. Quei soldi non serviranno affatto a questa o a quella delle grandi finalità che vi riesce di indicare per ingannare la gente. Quei soldi serviranno solo ad aumentare la torta da spartirvi tra voi, che avete sempre derubato il popolo italiano e continuate a derubarlo ancor più in tempi di crisi, dove la crisi per voi è solo un pretesto in più per arraffare quanto più vi riesce.
Noi cattolici non dobbiamo avere nessun rispetto per ciò che voi siete, così come voi non ne avete di noi. Avete finito di mettere in soggezione la gente. Voi non siete affatto per una politica sociale, e non fate affatto l’interesse dei meno abbienti, cosa di cui vi vantate di continuo senza che questo si traduca mai in una pratica, ma anzi. Voi vi mettete di continuo su un piedistallo vantandovi di volere il bene dei poveri, ma chi vuole bene ai poveri fa del bene ai poveri, mentre voi non fate un cazzo per nessuno se non per i potentati che avete alle spalle e per le militanze che vi reggono il moccolo del radicamento sul territorio, a cui date ampie ricompense pagate attingendo a piene mani dalle tasche degli italiani.