Con Sel per aprire una nuova storia della sinistra

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Non ricordo l’ultima tornata elettorale che mi abbia fatto vivere il piacere della vittoria, l’emozione forte di appartenere a un partito, a una coalizione, che vincono una battaglia capace di aprire per la sinistra un nuovo capitolo nella storia di questo Paese.

Forse le elezioni politiche del ’96, il successo di Romano Prodi, Rifondazione Comunista all’8,6%, un centrosinistra che aveva saputo fermare Berlusconi dopo soli due anni dalla sua comparsa nell’agone politico.Sì, è stata quella l’ultima volta in cui ho avuto l’impressione che potessimo cambiare il Paese, che potessimo consentire alle realtà sociali con le quali avevamo lottato di irrompere positivamente nella politica, che forze diverse di un centrosinistra ampio fossero in grado di collocare la propria visione in un futuro comune, perché utile al Paese prima che a se medesime.

Poi, la storia è nota. Possiamo leggerla come ci pare, trovare giustificazioni raffinate alle scelte fatte, ma se vogliamo essere onesti culturalmente, dobbiamo riconoscere che raramente in Italia, dal dopoguerra, la sinistra è riuscita a infilare con tanta precisione balistica una sequenza così meticolosa di errori, tali da convincere la maggioranza degli italiani, del nostro popolo, che il governo del Paese non è nel nostro Dna. Non intendo soffermarmi su questi errori, peraltro noti e non ancora metabolizzati, dalla crisi del Governo Prodi del ’98 all’autosufficienza di Veltroni nel 2007.

I patimenti dell’oggi di una sinistra frammentata, rancorosa, sconfitta elettoralmente, inchiodata alle proprie angustie sono figli di quelle scelte e dell’incapacità di prendere atto che il Novecento è finito e con esso l’idea che una sinistra si possa ricostruire semplicemente confermando la tradizione ideologica fissata in simboli invalicabili.

Non è la fine delle grandi culture della sinistra, è la fine della loro rappresentazione partitica in frazioni sempre più minoritarie nel Paese. Peraltro, le grandi culture comunista, socialista e ambientalista vengono mortificate da quanti pensano di ereditarne la storia facendola vivere in percentuali elettorali grottesche. Non vi è nulla di coraggioso o di coerente nell’insistere a rinsaldare percorsi politici che appartengono solamente alla fissità noiosa di gruppi dirigenti, i quali riconfermano ogni volta certezze chiare solo a loro.

Non vi è nulla di “politicamente corretto” nel coinvolgere centinaia di compagne e compagni in prospettive di futuri successi che non si realizzano mai. Le stesse battaglie che fanno parte della storia della sinistra – la pace, il lavoro, i diritti – non potranno affermarsi senza la credibilità e la forza di un soggetto unitario. Questo è il punto. Cos’altro serve per capire che non c’è alternativa se vogliamo tornare, come sinistra, a contare nel Paese, se vogliamo far rivivere la cultura politica delle grandi tradizioni italiana ed europea?

Le scorciatoie, le illusioni, le abbiamo percorse tutte. Le abbiamo vissute e pagate a caro prezzo. Ora serve il coraggio, che in politica come nella vita fa la differenza, di abbattere i totem, di superare i rancori, di mettere a disposizione di un unico progetto le nostre appartenenze, la storia travagliata di tutta la sinistra. La federazione, la federazione delle federazioni, i cartelli elettorali non hanno alcuna possibilità di restituire al nostro Paese una sinistra utile. Servono solo per confermare le differenze, per lasciare inalterate le organizzazioni esistenti, peraltro sempre più marginali. Servono solo per confermare l’incapacità di guardare avanti. Quindi non possono né avere credibilità, né suscitare interesse e passione tra i tanti che chiedono una sinistra unita.

Naturalmente nulla è più difficile che realizzare ciò che è ovvio. Viviamo di fantasie ammantate di interpretazioni scolastiche sui bisogni delle masse, sui cicli che si aprono e si chiudono, sui movimenti, sui complotti contro la sinistra. In cinquecento in tutto il Paese ci dividiamo su queste analisi, mentre qualche milione di donne, uomini, giovani da diversi anni ci dice che siamo fuori dal mondo.

Per provare a rientrare in questo mondo, occorre la forza della politica, quella con la P maiuscola, quella capace di parlare del lavoro, della laicità, dell’ambiente, della giustizia, dell’istruzione, delle politiche sociali in termini di diritti da confermare anche in tempi di “saldi della Carta Costituzionale”. Una politica che non può ulteriormente concedersi il lusso o il flagello delle divisioni. Servono atti precisi da parte delle organizzazioni di sinistra, che decidano di sciogliersi per costruire in tempi rapidi la Sinistra in Italia. Francamente mi pare questa non una, ma l’unica possibilità per ritornare a essere protagonisti, per non continuare a prenderle, per essere credibili nel Paese e per non mancare più di rispetto alle grandi culture politiche cui apparteniamo.

Credo in Sinistra Ecologia Libertà perché è una forza nata con questa ambizione, un movimento che vuole unire e che proprio perciò non ha alcun interesse a realizzarsi come un’ulteriore nicchia delle buone intenzioni. Oggi il rischio è accontentarci di ciò che abbiamo – e non è poco, a partire da un leader che sa vincere e suscitare passioni vere che vanno ben oltre Sel e considerando anche i nostri risultati elettorali in alcune regioni e città, la Puglia e Lamezia Terme per esempio, che dimostrano come l’aspirazione iniziale di Sel, laddove venga portata avanti compiutamente, produca risultati importanti.

Il rischio, dicevo, è accontentarci di ciò che abbiamo e rassegnarci a prendere atto che ancora una volta le organizzazioni della sinistra stanno reagendo a questa ulteriore batosta confermandosi nei propri recinti. La qual cosa potrebbe portare anche noi a ritenere chiusa la fase della ricerca di spazi ampi di unità. Al contrario, ritengo necessario dotarci da subito di un tessuto organizzativo vero per consentire a tutte e tutti coloro che hanno aderito e stanno aderendo a Sinistra Ecologia Libertà di portare avanti con ancor più determinazione il compito per cui siamo nati: costruire una forza di sinistra unica, utile, appassionata, credibile, capace di riaprire una storia nuova in questo Paese.

Gianni Confalonieri, Sinistra Ecologia Libertà Lombardia

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Carlo55 3 maggio 2010 - 11:04

…ma di che cosa state farneticando voi due ,caruccie salvetti,state parlando a Voi stessi, non vi siete accorti? e fate dire cose che nessuno ha scritto.
Non rispondete alle sostanze dei post e vi rivelate dei nostalgici ….neosocialisti?(ripeto sic!)da anni ’80,periodo di craxiana memoria vera disgrazia del Nostro Paese che sta correndo verso il baratro del disfacimento! La confusione evidentemente in questi nostri due …regna! Insistete pure ma non potete dire che SEL e quello che dite VOI!Poi il vostro disvelato anticomunismo provocatorio, state certi che non troverà spazio…se non a destra!

Matteo Salvetti 2 maggio 2010 - 18:27

Mi trovo pienamente d’accordo con Franco. Nella FED c’è un problema di fondo: il fatto di ritenersi ancora fieramente comunisti e soprattutto di parlare come se il mondo fosse fermo a 20 anni fa. Non si parla di terzaiarizzazione dell’economia, si esalta l’operaio quando la maggior parte dei lavoratori presta servizio nel settore terziario…un settore nel quale i diritti del lavoro sono sempre e costantemente messi a dura prova (vedi aperture domenicali, consiizone occupazionale femminile etc etc). la FED pensa a livello locale di sostenere una tipologia di sviluppo industriale “pesante” sul modello di modernizzazione comunista. In pù, se si parla con vecchi membri della FED si scopre una certa insofferenza verso gli immigrati, al di là dei proclami ufficiali. Si capisce quindi che non vogliono e forse non possono 2crescere” o elaborare idee alternative, Del resto, se lo avessero fatto, sarebbero già in SEL. Meno chiara mi pare la posizione di Salvi: uno che scriveva tempo fa u libro sulla rosa del socialismo europeo…Non lo capisco. Quando tempi sarann maturu, FED e altri movimenti aderiranno a SEl..ma ne deve passare di acqua sotto i ponti…e non certo per colpa nostra.

Franco Carucci 1 maggio 2010 - 09:58

Benissimo Carlo55. E dai tu. I Partiti LENINISTI (Insisto) del PDCI e di Rifondazione Comunista (vuoi forse negare che sono partiti comunisti?) SI SCIOLGANO, come hanno già fatto SINISTRA DEMOCRATICA e MOVIMENTO PER LA SINISTRA per fondare il nuovo partito di SINISTRA, ECOLOGIA E LIBERTA’ e se non condividono nome e logo, in fase congressuale, propongano di modificarli. Se non sono disposti a sciogliersi è evidente anche ad uno sprovveduto come me che al massimo sono disposti a federarsi o a coalizzarsi. Se vogliamo rifondare la sinistra, sicuramente e sui programmi andrà bene la coalizione. Una federazione, al contrario, sarebbe la riproposizione, in scala minore e minoritaria oltretutto, di La Sinistra-L’Arcobaleno. Insisto: miseramente fallita. Dopodichè insisti pure sulle tue teorie, cosìcome io insisto sulle mie idee.

Carlo55 30 aprile 2010 - 15:32

…e dai con le definizioni precostituite….
Carucci…ma perchè hai così paura!!!di confrontarti con chi ha uno sguardo e una visuale che non è la tua?
e poi perchè già stabilisci già sin d’ora che SEL sarà una federazione di partiti di cui quelli Leninisti (sic! ma dove sono?).
..e perchè con quelli di tradizione socialdemocratica altrettanto falliti? forse che si? si può fare? Non siamo più nel ’900 mettiamocelo in testa! e non siamo nemmeno al ’21.Non fosse altro che SEL non sarà certo subito da oggi una cosa come la intendiamo noi,
ma dei giovani di oggi che deveno lottare e costruire il loro futuro:
SEL DEVE ESSERE DAVVERO UNA FABBRICA! con una forte capacità di innovazione di prodotto che supera tutto ciò che non ha funzionato ed è diventato obsoleto.
Quindi comprese le esperienze sia a est come a ovest dell’Europa del ’900 se vogliamo riferirci a elementi ideologici.
L’identità politica personale resta un’altra cosa.Io non ci tengo nemmeno a ribadire come premessa, ad ogni confronto di che fede sono;
ma mi interessa a cosa mi viene proposto e se incontra le aspirazioni e i desideri che

mi muovono in concreto al superamento dello stato di cose presenti….in meglio .. sul piano della promozione Umana.

Franco Carucci 30 aprile 2010 - 14:18

progetto partito SINISTRA, ECOLOGIA, LIBERTA’ ovvero partito di SINISTRA (non necessariamente comunista o socialista o socialdemocratco che dir si voglia ma plurale), ECOLOGISTA (è parte del suo nome), LIBERTARIO (è parte del suo nome e vuol dire anche partito NON LENINISTA ma aperto e plurale). Per come la vede un nessuno come me, da libertario e da pluralista, un’ennesima esperienza di federazione di SEL con i partiti comunisti (ATTENZIONE non con i compagni comunisti che in Sel sono la maggioranza) sarebbe un ennesimo equivoco di fondo ed un ennesimo fallimento. Con tutto il rispetto per la LIBERTA’ ASSOLUTA CHE NESSUNO SI DEVE PERMETTERE DI METTERE IN DISCUSSIONE, di DIFENDERE o costituire tutti i partiti comunisti che si vogliono. Auguri a loro, ma molti come me hanno già cambiato strada e non intendono tornare sulla vecchia.

Pablito 30 aprile 2010 - 13:40

Ciao a tutti, sono uno studente di economia di 23 anni e di una famiglia moderata, ho votato per la prima volta SEL alle scorse regionali perchè mi sembrava l’unico partito che avesse idee chiare, moderne, di sinistra non nostalgica…
Questo partito ha potenzialità enormi, una collocazione politica ideale, un leader carismatico… penso che tantissimi elettori PD, forse la maggioranza, lo voterebbero senza problemi se iniziassero a conoscerlo; quindi non dividetevi, non rinchiudetevi dentro etichette a correntine ormai superate: fate passare un messaggio chiaro, univoco; sostenete con convinzione il vostro leader che nel 2013 ha una possibilità quasi unica di diventare premier e cambiare finalmente l’Italia.
Saluti

Carlo55 30 aprile 2010 - 12:24

…ma veramente il dibattito tra i compagni di FED,è da considerarsi escludente a priori,ai fini del progetto di SEL, come qualcuno ha già stabilito nei precedenti post?…stabilito da lui?…non interessa proprio il punto di vista di chi con altri criteri e strumenti di analisi critici,comunque affronta con passione lo sforzo di comprendere quali nuovi orrizzonti si delineano e come affrontarli,nella attuale fase di crisi mondiale del sistema produttivistico- consumistico,mentre si e già definito a pripori che SEL non può che essere una entità politica adirittura NEOSOCIALISTA!(sic!).Di che?…di che cosa?…e fosse anche così..quale sarebbe la critica neosocialista al sistema? I diritti civili, cosi come oggi li si intendono, e per esempio,annoverano il primo e fondante, dell’identità di ogni persona nel sociale, quale il diritto al lavoro secondo le proprie e sigenze e aspirazioni? Qual’è la critica neosocialista,e come intende cambiare radicalmente il sistema di valori fondati oggi su una ideologia del capitalsmo selvaggio ove tutto è merce e mercificato? perfino l’essere umano?…quindi Compagni prima di certificare cosa SEL è o sarà,non chiudiamo a priori già Noi ogni prezioso contributodi altri che sono comunque impegnati ad un severo e sofferto lavoro di ricerca, al pari nostro,di ugni possibile convergenza utile al progetto di UNA SINISTRA del XXI° secolo nel nostro paese…e in EUROPA. Le passate esperienze del ’900, se sono passate sono passate per tutti!!!!!Compagni!
ConvinceteVI!!!
Certi termini come neosocialismo sanno pure loro di vecchio!..e del resto sono già apparsi nella fase politica a partire dagli anni ’80 del secolo scorso.
Quindi,che sboccino mille fiori ,mille esperienze,che ognuno sappia apportare una propria svolta,sia individuale che colletiva.
Abbiamo bisogno sicuramente di alcune cose comuni, a mio avviso: Il metodo della non violenza anche verbale nel reciproco riconoscimento e rispetto;la totale aprioristica assenza di esclusione di ogni contributo teso ad arricchire la comprensione di una nuova “NARRAZIONE” come si usa dire oggi, utile al progetto di SEL; la valorizzazione e promozione di ognuno che trovi ad ogni livello l’ispirazione ad un impegno sul progetto di SEL e…e…e….

Carlo55 30 aprile 2010 - 11:34

..ma chi la stabilito che SEL è già un progetto socialista,libertario ecologista,ecc. ecc. ecc. come alcuni hanno scritto tracciando già da ora una barriera con i COMPAGNI ,signori..,COMPAGNI!!della FED che sono impegnata in un duro,laborioso e sofferto dibattito pure loro al pari di noi di SEL, per cui ..come detto da qualcuno le loro sono metodi e criteri di dibattito, obsoleti rivolti al passato ed addirittura…una comunità politica di persone inutili!!
Credo che questo giudizio espresso,(leggere i post precedenti)siano di una tale violenza e supponenza che rasentano la provocazione e non aiutano a fare passi in avanti: questi si che che chiudono ogmi dibattito.
Perchè mi si deve spiegare, prendendo le categorie già più sopra definiti di SEL,NEOSOCIALISMO:come la mettiamo con la globalizzazzione e il futuro del mondo? il modello liberista-liberale produttivistico come può essere compatibile con l’ispirazione ecologista di SEL che vogliamo?…e quindi allora di quale neosocilismo si parla?…lo stato a questo punto come intendiamo sia attore dei destini dei diritti di cittadinanza? e tra i diritti di cittadinanza si devono estrapolare i diritti legati al momento economico,quindi al LAVORO,quale identità degli individui alla riafferanzione dellla loro dignità e libertà all’esistenza?
Qundi, compagni di ogni osseranza, si SEL dovrà essere,sarà quello che il cammino intrapreso definirà nel corso deli dibattiti e del tempo necessario allla sua formazione: ogni prefatta definizione ideologica, anche il ternine NEOSOCIALISMO, sa di vecchio!!!mi sembra già una chiusura mentre abbiamo davvero bisogno che mille fiori sboccino,che mille bandiere sventolino,che mille pratiche trovino la loro concreta realizzazione.Uniche condizioni, se vogliamo chiamarle cosi,ritengo debbano essere;LA NON VIOLENZA ANCHE VERBALE, L’ACCETAZIONE DI OGNI DIVERSITA’DI PENSIERO UTILE AL DISEGNO,LA PROMOZIONE E APPREZZAMENTO ANCHE DELLE INDIVIDUALITA? OLTRE A QUELLE COLLETTIVE e..e…e….

Mazzo 29 aprile 2010 - 13:53

Le ideologie sono morte.
Le idee sono moribonde …
Ci restano solo i sogni !

La speranza di una sinistra moderna, all’interno di un forte raggruppamento di centro – sinistra, dove i dirigenti e le teste pensanti, discutono, dibattono e perseguono una linea unica, dalla parte della gente senza personalismi e velleità di protagonismo.

Davide 28 aprile 2010 - 19:38

Sono pienamente d’accordo con Spartaco. Certo le discussioni serene non devono e non possono mancare, ma poi serve capacità di sintesi per posizionarsi unitamente nella difesa dei diritti universali dell’essere umano. Perché continuare nella frammentazione politica, nella parcellizzazione degli schieramenti, quando ci sono problemi che ci accomunano e che, già solo col buon senso, dovrebbero ispirare unità d’intenti a 360 gradi? Forse che la stabilità del lavoro, l’acqua, l’energia pulita, la giustizia sociale, il diritto allo studio e tutte le altre cose che ora non cito, sono argomenti che esulano dalla nostra agenda politica? O forse rappresentano problemi marginali rispetto alle debolezze strutturali dei nostri organismi di riferimento? Non è autolesionista questa cultura dell’interiore conflitto permanente, attraverso il quale poi si sdogana la mentalità leghista in base alla quale detti problemi vanno rimossi alla radice con interventi quasi al limite della concezione eugenetica della razza? Perché perpetuare gli errori del PD e del centro-sinistra in genere anche dentro SEL? Ovviamente, sono solo banali domande retoriche, allorché affrontate col più naturale principio del buon senso.

Spartaco Innocenzi 28 aprile 2010 - 18:55

I più fieri avversari di SEL non è la destra,ne tantomeno il PD:siamo noi stessi.Si,questo maledetto vizio dei ma,dei però,sempre pronti a spaccare il capello in quattro;sempre alla ricerca della verità assoluta,a dilaniarsi in nome del”io sono più a Sinistra di te” mentre la destra xenofoba sta mietendo successi in tutta Europa;ogni giorno leggiamo i bollettini di guerra che ci dicono che migliaia di lavarotari perdono il posto di lavoro rendendo drammatica la vita di migliaia di famiglie.Se non capiamo che quel barlume di speranza e futuro, soprattutto per le nuove generazioni,lo possiamo realizzare solo unendoci e nello stesso tempo contaminandoci con altri soggetti della società civile,saremmo sconfitti per sempre.Le chiacchiere lasciamo il tempo che trovano.

Matteo Salvetti 28 aprile 2010 - 17:58

Non vorrei essere stato frainteso: non voglio affatto coltivare settarismi ma, una volta stabilita la nuova unione neosocialista ambientalista della sinistra del futuro con chi ci sta – e quindi anche con compagni ex RC- si tratta di far crescere questo progetto. Rispetto chi vota SEL,ma mi pare sia un elettorato “conservatore” alla pari- a destra- della Fiamma tricolore o degli stessi socialisti e verdi rimasti nei loro microcosmi politici. La fedeltà alla linea..la simbologia-…la totale mancanza di autocritica..il culto delle figure mitiche del passato..No, queste cose non fanno parte di SEL che si proietta al futuro della sinistra. E non mi preoccuperei del quorum: con coerenza e a picoli passi, facendo uscire SEL dal rango di partito della sinistra pugliese, arriveremo oltre il 6% da soli. Le alleanze sono altra cosa, come detto. Per me va benissimo un fronte comune con chi ci sta.

Peppe Giudice 28 aprile 2010 - 17:54

credo che Franco abbia ben capito che che io vivo il mio essere socialista non come una rivendicazione di identità fine a se stessa ma come la ricerca di un nuovo progetto socialista (quello che è stato definito “socialismo del XXI Secolo”) quale alternativa concreta e storica all’attuale modello sociale ed economico. Un socialismo in grado di tenere insieme le ragioni del lavoro e della giustizia sociale con quelle della libertà e dignità della persona e del rispetto dell’ambiente naturale.
Questo credo sia il solco e l’orizzonte strategico in cui deve incanalarsi il soggetto Sinistra e Libertà. Che è diverso sia da una visione corrotta e subalterna del riformismo (vedi PD) sia dalle archeologie ideologiche di chi non ha superato il trauma della caduta del Muro di Berlino.

Andra Valsusa 28 aprile 2010 - 17:02

franco carucci…be la federazione non ha proprio nessuna intenzione di fondare solo un partito comunista..affatto..vuole costituire una sinistra plurale…è quella la proposta della federazione..infatti ha fatto svariati appelli a sinistra e libertà per una maggiore unità..bo secondo me questo settarismo danneggierà entrambi le formazioni e se continua così non vedo nulla di nuovo all’orizzonte..nulla..perderemo entrambi sia SeL sia la federazione..perchè molti non capiscono ancora(anche nella federazione) che più ci dividiamo e più la gente si allontana da noi…anche da SeL non pensate..

Paolo 28 aprile 2010 - 16:45

Splendido intervento di Gianni Confalonieri!
Ha proprio ragione, non sono la federazione, la federazione di federazioni o i cartelli elettorali che avranno la possibilità di restituire al nostro Paese una sinistra utile, ma il solve et coagula in un nuovo progetto, una nuova – per dirla con coen-bendit – cooperativa politica che SEL incarna e di cui è figlia, anche se ancora con molte, troppe contraddizioni. Hai ragione, ora il rischio è quello di accontentarci e questo sarebbe il fallimento, la morte vera e propria del progetto. Andiamo avanti, la strada intrapresa sembra essere quella giusta, ma non basta, bisogna sognarla e camminarla ancora di più, con ancora più convinzione e apertura.
Grazie Gianni per da voce a tanti!

Franco Carucci 28 aprile 2010 - 16:05

@andrea valsusa. Sono cinquant’anni che a sinistra si sperimentano unioni di sigle e di partiti. Tutti i tentativi sono falliti miseramente. Guarda com’è andata a finire La Sinistra-L’Arcobaleno. L’unità si fa sui valori di fondo, sulla progettualità e sui contenuti, non a partire dai vertici. Occorre scontrarsi su questo, non glissare. E se Fed e Sel in futuro vorranno fondare un partito unico dovranno sciogliersi per abbracciare un progetto comune e su questo costituirsi in partito unico. Ma non vedo tutta questa voglia di sciogliersi da parte di RC e PDCI, se non per fondare un ennesimo Partitino SOLTANTO Comunista….In SEL ci sono ANCHE compagni comunisti, non soltanto…la differenza è notevole. Non obiettare che nella FED c’è SOCIALISMO 2000 di Cesare Salvi (tra l’altro credo che siano rimasti in due o tre compreso Massimo Villone che stimo molto)….appunto FED è una Federazione, non un partito)….Auguri a chi vuole insistere con i Partitini Comunisti (a proposito quanti ce ne sono? Ho perso il conto…)

Andrea Valsusa 28 aprile 2010 - 15:32

caro franco ferrucci..così offendi più di 600000 persone che hanno votato la federazione della sinistra..SeL ha avuto un ottimo risultato al Sud italia ma al nord e al centro la federazione è sempre avanti di più di un punto percentuale…questi sono dati…così come siamo messi ne sinistra e libertà ne la federazione entreranno in parlamento alle prossime politiche…compagni vogliamo questo?vogliamo la scomparsa della sinistra dal parlamento per sempre?io non voglio questo…ma se così stanno le cose andrà a finire proprio in questo modo..invece che cercare l’unità che vuole gran parte del popolo della sinistra continuiamo a darci contro sulle differenze di espressione, sui simboli ecc…non è ridicolo?a me pare propriuo di si…invece che alle differenze bisogna guardare alle similitudini..e poi…non voglio entrare nel merito delle discussioni interne a sinistra e libertà…ma ci sono molte persone di sinistra e libertà che vogliono entrare in coalizione con la federazione..e secondo me questa sarebbe la giusta via..se poi sinistra e libertà preferisce il PD questo è un’altro discorso….saluti a tutti quanti…con i miei interventi non voglio offendere nessuno ma semplicemente lanciare un appello all’unità della sinistra…

Franco Carucci 28 aprile 2010 - 14:55

Quoto peppe giudice. In parole povere bisogna abbattere i vecchi recinti dei partiti storici della sinistra. Non esistono più, punto e accapo! La differenza tra il progetto libertario, socialista ed ecologista di SEL e la FED è che il primo si proietta nel futuro e la seconda vive ancora di vecchi simboli, di schemi superati e di vecchie parole d’ordine che non convincono più nessuno (vedere i congressi di RC e Pdci). C’è un abisso culturale ormai incolmabile.

Luigisalento 28 aprile 2010 - 14:44

io ho sempre votato i verdi, non so di tutte queste storie della sinistra ,divisioni unioni boh scusate…in queste ultime elezioni ho votato per sinistra ecologia e liberta’ e ovviamente per Nichi.Da quando c’è lui la Puglia è piu bella.io voglio un lavoro tranquillo,un mare pulito,un cielo azzurro,una campagna verde come in questi giorni di primavera,andare in bicicletta,ballare la pizzica,bere un po di vino e fare l’amore.
cari compagni(mi piace la parola compagni)sarà un po troppo semplice come programma pero mi va di condividerlo con voi.

Rubano Gerardo Pio 28 aprile 2010 - 14:26

Penso che Gianni Confalonieri, che saluto, abbia fatto un’analisi chiara, cruda ma spero salutare per la psicologia attiva di tanti “sinistrati” che pensano di essere lì, lì per trascinare masse e masse per la creazione della dittatura del proletariato. ( Compagni e persone che rispetto, ma di cui non condivido irrealismo).

Viviamo di fantasie ammantate di interpretazioni scolastiche sui bisogni delle masse, sui cicli che si aprono e si chiudono, sui movimenti, sui complotti contro la sinistra. In cinquecento in tutto il Paese ci dividiamo su queste analisi, mentre qualche milione di donne, uomini, giovani da diversi anni ci dice che siamo fuori dal mondo.>>

Questo siamo… è inutile negarcelo!!
Spero che la tanta passione che ci anima possa svegliare la nostra vita mentale e possa il buon lume di ciascuno farci ritrovare le retta via.

Peppe Giudice 28 aprile 2010 - 14:16

Due osservazioni. Sarei molto più cauto ad esaltare il risultato dell’Ulivo del 96. Si vinse solo perchè la destra e la Lega non fecero l’accordo elettorale. L’Ulivo è stata la premessa della distruzione della sinistra italiana. Quei governi (Prodi, D’Alema ed Amato) fecero una politica chiaramente condizionata dal modello liberista (privatizazzioni, Flessibilità) e l?ulivo rappresntò la subalternità della sinistra al centro.
Secondo: è vero, SEL è qualcosa di profondamente diverso da Rifondazione – da una sinistra minoritaria ed inutile politicamente. La sua forza sarà quella di isporarsi ad un nuovo socialismo che integra in se il tema ecologico.

Andrea Valsusa 28 aprile 2010 - 14:12

concordo con andrea girotti su molte cose..la base cioè il popolo di sinistra che non si sente rappresentato dal PD vuole l’unità della sinistra e non continui settarismi come invece matteo salvetti ha affermato(non solo verso la federazione ma anche all’interno di sinistra e libertà)…il nostro popolo vuole l’unità di tutta la sinistra di alternativa..questa unità sia chiaro non deve essere una semplice fusione della federazione e di sinistra e libertà ma deve essere un qualcosa di più, un polo alternativo aperto a tutti e a tutte..ai movimenti e ai singoli cittadini..bisogna in poche parole, secondo la mia opinione, agire assieme, costruire un programma condiviso aperto alle diverse posizioni… le differenze che esistono non devono essere di ostacolo ma anzi devono essere una ricchezza..alcuni esponenti della federazione devono si fare un passo indietro ma anche alcuni esponenti di sinistra e libertà…i punti di incontro ci sono eccome tra le due formazioni e secondo me sarebbe un grave errore politico da parte di entrambe le dirigenze non approfittarne…il popolo della sinistra di alternativa vuole l’unità di tutte le formazioni a sinistra del PD…be io sono tra quelli e spero che entrambe le dirigenze se ne accorgano

Andrea Girotti 28 aprile 2010 - 13:52

a me piacerebbe unirci o perlomeno apparentarci con federazione della sinistra sotto il nome “sinistra italiana”o qualcosa di simile. piu’ voti abbiamo piu’ avremo peso nella futura coalizione dell’alternativa.di certo dobbiamo fare tutti un passo indietro (specie prc e diliberto-che fanno barricate e vogliono solo la piazza) per farne due avanti.la base vuole l’unione della sinistra (vedere il gruppo facebook “vogliamo l’unione dei partiti a sinistra del pd” che ha oltre 6mila aderenti)e secondo me correndo in coalizione (senza quindi il voto utile come accadde con la sinistra arcobaleno)possiamo arrivare almeno al 6%!

Matteo Salvetti 28 aprile 2010 - 13:16

Sinistra Ecologia e Libertà non è Rifondazione comunista e porta avnti una certa idea di sinistra che comunque a mio parere – e avoler essere davvero realisti- ha poco a che spartire con la FED. Lo sappiamo bene tutti. Non si vince e non si fa politica con chi parla un linguaggio superato, non è capace di ascoltare e quindi a sua volta di farsi ascoltare. SEL è nata con radici neo- socialiste ecologiste. Un qualcosa di inedito per il nostro Paese. Si è chiesto a tutti di mettere in secondo piano le porprie appartenenze. Chi era verde o socialista ora è SEL, come tutti gli altri. Quindi – personalmente- non mi fa certo sussultare sentire ancora Vendola definirsi “Comunista…almeno un po’” perchè allora sì, non ha senso la dicisione con la FED. ma in quel caso, se di unione della sinistra “radicale” si tratta, posso benissimo dire che non ci sto. Che le mie idee sono altre. Quindi serve a parere mio un minimo di chiarezza e un congresso partecipato che elegga un leader che come tale dovrà parlare, raopopresentanto SEL e non solo una componente di SEL. Al di là dei socialisti- ai quali appartenevo- anche Sinistra democratica era parte del PSE, ha dato e continua a dare nomi illustri a SEL. Anche questa componente merita rispetto. SEL nella sua impostazione originaria, ripeto, è qualcosa di inedito per la Sinistra nel nostro paese. E solo distanzaindoci dalla FED sarà chioaro a tutti il senso della nostra proproista politica. Che poi, in vista delle elezioni, si debba stringere allenzae, questo è tutto un altro discorso. Ma parlare di fuisioni no.

Andrea Valsusa 28 aprile 2010 - 13:01

stefano boccioli hai perfettamente ragione..la sinistra ha il compito prioritario di tornare attivamente in mezzo alla gente, nella manifestazioni, in mezzo ai movimenti, nelle fabbriche e nelle campagne..capire in primis quali sono i veri problemi della gente e individuare un modo per cercere di risolverli..questo è indispensabile..ma altrettanti importante secondo me è l’unità della federazione e di sinistra ecologia e libertà perchè la gente è molto disorientata da queste continue divisioni, scissioni, settarismi…dove abito io molti comunisti non sono andati a votare per questo motivo..chiedo solo ai dirigenti di SeL di pensare seriamente a questo problema…e perchè no formare un polo chiamato prorpio LA SINISTRA un polo e non un partito aperto a tutti i singoli cittadini e ai singlioli movimenti o partiti che hanno a cuore la costituzione di un polo di sinistra alternativo a tutte le altre forze politiche che sia veramente una alternativa per la gente di sinistra

Stefano Boccioli (perugia) 28 aprile 2010 - 12:47

Io credo che pronunciare la parola sinistra non abbia senso se non è riferita ad un popolo, ad una narrazione, ad una visione del mondo limpida e convincente.
E soprattutto, oggi, a pratiche politiche democratiche, orizzontali e inclusive.
Oggi più che mai occorre la coerenza tra ciò che si predica nella società ed i comportamenti tra noi; il primo avversario è insomma il berlusconismo “in noi”; per questo ritengo utilissimo guardare con curiosità alle fabbriche di nichi (senza per questo considerarle un modello), al popolo viola, e a tutto ciò che rappresenta una critica a rituali vecchi e stanchi.
Sinceramente, ma ovviamente posso sbagliare, non credo che un congresso abbia di per se poteri salvifici. Ritengo molto più importante, oggi, “praticare” da subito la buona politica, quella fatta di “disinteresse”,generosità e umiltà.
Non mi appartiene la distinzione irrigidita tra vecchio e nuovo; penso infatti che ci siano compagni di grande esperienza che possono e devono ancora dare tanto, così come giovani che hanno già introiettato la politica della casta.
Ma di certo non possiamo delegare a nessuno la risoluziome di questi problemi; siamo noi a doverci riprendere LA SINISTRA.
Unire la sinistra, insomma, è molto di più che unire sel e federazione.

Andrea Valsusa 28 aprile 2010 - 10:31

sinceramente sono perplesso…avviso che non sono di SeL ma della federazione della sinistra..sono un ragazzo piemontese..e sinceramente mi suona irreale questo trionfalismo di SeL alle regionali…nel nord italia, in media, è arrivata all’1,5%..ottimi risultati solo in puglia e altre piccole roccaforti niente di più..e con questo non voglio dire che la federazione abbia fatto meglio anzi..peggio…però io sono dell’opinione che SeL e la FDS non abbiano senso divise..si dice da entrambi i lati di voler unire la sinistra e di formare un nuovo polo di sinistra..che aspettiamo?un miracolo?..premetto che sinceramente non capisco molto SeL..perchè a me sembra che si stia avvicinando più al partito democratico che alla federazione…be se il partito democratico è di sinistra..be io allora sono fascista…la federazione della sinistra ha l’intenzione risaputa di formare un polo di tutta la sinistra comunista, socialista e ambientalista..secondo me con l’unone delle due nostre forze politiche si potrebbe nuovamente contare qualcosa..e attenzione questo non significa un nuovo sinistra arcobaleno..ma un polo aperto a tutti i movimenti..fortemente di sinistra…in poche parole la costruzione di una sinistra a sinistra del PD…questa secondo la ia opinione è la giusta via..saluti fraterni a tutti i militanti di sinistra e libertà ricordando che dal punto di vista programmatico sono molti più gli aspetti che ci uniscono che quelli che ci dividono

Marco 28 aprile 2010 - 10:24

Esatto sandro, parlano bene perchè hanno perso platealmente le elezioni regionali, ma voglono sempre stare nella stanza dei bottoni per poi imprimere gruppetti. In SEL serve aria nuova, gente nuova, hanno fatto il loro tempo non l’hanno ancora capito di farsi da parte? Sono in ogni angolo, coordinatori regionali, capolista etc. etc.

Francesco P. 28 aprile 2010 - 10:21

ci starebbe a pennello come premessa dello statuto di SEL!

Sandro Luciani 28 aprile 2010 - 10:03

Ho creduto anch’io che nel progetto ambizioso di ricostruire una forte sinistra; ora sto diventando scettico. Partecipo a tutte le riunioni di SEL nella mia città, ho partecipato a qualche riunione indetta dalle organizzazioni regionali e non vedo ancora l’inizio di questo percorso. Costantemente si rimanda aspettando non so che cosa. E mentre noi stimo fermi il mondo cammina a velocità impressionante, la crisi economica ci avvolge e noi ci chiacchieriamo addosso a teorizzare non so che cosa.Ci manca un’organizzazione capace e soprattutto che voglia ascoltare la voce dei territori. Dopo oltre un anno sono riusciti a farmi scoglionare (scusate il termine ma rende molto)e con me moltri altri stanno perdendo la verve e l’entusiasmo iniziale.
Il nostro è come l’isola che non c’è di Peter Pan, il partito che non c’è.
Basta con le analisi e le teorizzazioni fatte dai soliti noti. State facendo perdere la pazienza anche ai più convinti. Una cosa vi chiediamo di fare: far partire sul serio questo progetto e poi poi levatevi di torno. forse di questo si ha paura. e come dice marco …..mi faccia il piacere!

Marco 28 aprile 2010 - 08:19

Cose giuste, scritte da uno dei responsabili della disfatta, che hanno alimentato “cartelli elettorali” pur di portarsi a casa una poltrona…. Mi faccia il piacere!

Francesco 27 aprile 2010 - 20:48

Io penso e credo che Nichi e tutta SEL può veramente aprire una nuova storia per la sinistra.Un vecchio detto dice:”chi ci ama ci segua”e io spero in tanti per aprire una nuova era per la sinistra e la strada maestra è ripartire dal basso tra la gente comunicandoci continuamente facendo capire che siamo diversi e cosa SEL vuole proporre in contrapposizione alle politiche liberiste che stanno distruggendo questo paese malato di cancro dal Berlusconismo dilagante spinto da una forza estremista ancora peggio dell’MSI di recente memoria chiamata Lega nord!!

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