il Forum sulle Politiche Internazionali di Sinistra Ecologia e Libertà si riunirà venerdì prossimo 16 aprile alle ore 14.00 presso la sede di Sinistra, Ecologia e Libertà a Via Goito, 39 (Roma) con il seguente ordine del giorno
a. sessione di brainstorming su Sinistra e politica estera, nella quale si identificheranno le questioni tematiche e le aree geografiche centrali per l’elaborazione e l’iniziativa politica
b. organizzazione del lavoro di elaborazione teorica, produzione di documenti specifici, contatti con soggetti “esterni” a SEL
c. come assicurare la comunicazione ed il coinvolgimento degli aderenti a SEL non residenti a Roma
d. monitoraggio delle attività del Parlamento Europeo e rapporti con i partiti di sinistra europei
e. identificazione di iniziative “politiche” , adesione del Forum alla Marcia Perugia-Assisi e partecipazione al Forum Sociale Europeo di Istanbul ed
Sulla base dei temi emersi nel brainstorming, il Forum potrebbe proporre la stesura di alcuni brevi paper di discussione e di analisi e proposta che potranno essere prodotti sia da partecipanti al Forum ma meglio ancora da soggetti esterni specializzati nei temi.
Questi paper poi saranno discussi con esperti, militanti, aderenti a SEL e rappresentanti dei movimenti sia su blog (una delle ipotesi è quella di aprire unblog dedicato) che con una serie di incontri ( almeno uno a Nord, uno al Centro ed uno al Sud) per poi produrre le tesi o il documento politico da portare al Congresso.
Nel corso delle prossime riunioni del Forum si provvederà anche a mettere a punto le modalità per assicurare una partecipazione diretta degli aderenti di SEL alle discussioni, ed all’elaborazione collettiva .
Anche a tal riguardo si riportano di seguito quattro domande “generali” che potrebbero guidarci nella discussione iniziale:
a. quando si parla di riforma della governance globale, in senso democratico e multipolare, c’è chiarezza sul se questa si dovrà continuare a basare su assunti geopolitici e geostrategici che non escludono anzi presuppongono una politica di potenza che prevede anche l’uso della forza armata? Per dirla ancora più crudamente a sinistra si è tutti d’accordo che la forza mite dell’Europa che vorremmo non deve misurarsi in chiave antiamericana con un esercito europeo ed una conseguente corsa agli armamenti? Ma anzi perseguire il disarmo come strategia di costruzione di relazioni giuste ed eque tra gli stati?
b. quando si parla di pace e costruzione di relazioni eque tra popoli, si ha ben chiaro quali siano oggi le vere sfide? E che la necessità di uscire dalla trappola dei combustibili fossili , riconoscendo il debito ecologico nei confronti del mondo di maggioranza serve non solo a ridurre le emissioni di gas serra ma anche a prevenire conflitti possibili su risorse scarse o per lo meno evitare che tale scarsità diventi strumento di politica di potenza? Per dirla crudamente: a sinistra sono tutti convinti dell’urgenza di superare il mito dello sviluppo, e della liberazione della classe operaia attraverso la crescita dei consumi e del potere d’acquisto delle merci?
c. quando si parla di diritti umani, e di promozione e rispetto degli stessi, e della protezione degli esseri umani, si riesce a fare un passo in avanti, uscendo dalla trappola ideologica che vede questa come estensione di una politica “imperiale” e piuttosto provi a studiare a fondo i limiti ed i rischi di forme di ingerenza umanitaria?
Ovvero, si ritiene urgente iniziare a produrre una chiave di lettura e delle risposte alternative alla deriva securitaria su scala globale, e pratiche di promozione dei diritti che siano fondate sulla diplomazia popolare, la nonviolenza, e la solidarietà e giustizia ecologica ed economica?
d. Quando si parla di diritti civili e di esportazione della democrazia come uno dei pilastri della politica estera etica, si può ipotizzare una modalità di promozione e sostegno ai diritti umani, civili e politici, che sia scevra di relativismo culturale? Come si deve ad esempio affrontare il tema dei diritti di genere e delle donne in società e culture “altre” nelle quali tali diriti sembrano essere subalterni ad imperativi religiosi o etnici?
Per ulteriori informazioni: francescomartone1@gmail.com
chi ha scritto potrebbe mandarmi la sua mail così da includervi nella mailing list del forum? Grazie a presto.