Ieri notte, in Commissione Giustizia al Senato è passata, con un emendamento del Governo, la totale riscrittura delle regole che riguardano le intercettazioni telefoniche e ambientali. D’ora in poi, se questa norma sarà approvata anche dall’aula del Senato e poi in terza lettura dalla Camera, sarà molto più difficile per gli inquirenti usare questo strumento di indagine indispensabile per perseguire i reati, soprattutto quelli più gravi.
Secondo le nuove disposizioni per attivare gli ascolti saranno necessari, come è già oggi, i “gravi indizi di reato” ma correlati, a differenza della normativa odierna, con “specifici atti di indagine” che provino la responsabilità dell’indagato. Come se non bastasse si pone un rigido limite temporale alle intercettazioni che non potranno superare i 75 giorni, anche se ne dovessero servirne altri ancora per l’accertamento del reato.
Non sarà più il Gip ma tre giudici del capoluogo distrettuale a rispondere alla richiesta del pubblico ministero. Infine niente tabulati e niente microspie a meno che il giudice non sia certo che in quell’ambiente si sia consumato o stia per consumarsi un delitto.
Come si vede sono norme capestro che non c’entrano nulla con la tutela della privacy ma puntano soltanto a comprimere, fino a renderlo inutilizzabile, uno strumento di indagine senza il quale sarà praticamente impossibile perseguire i reati più gravi e, non è certo un caso, quelli commessi dai “colletti bianchi”.
E’ stato già ricordato che senza le intercettazioni nulla si saprebbe di tutta la ragnatela di corruzione che sta venendo a galla in questi giorni e che colpisce uomini vicinissimi al Presidente del Consiglio. Questa legge serve dunque a raggiungere due obiettivi : colpire la libertà di informazione e aiutare corrotti e grandi criminali. C’è ancora tempo per fermarla.
Carlo Leoni
caro UGO FRANCESCO CALVO,non sò personalmente dove stiamo entrando,ma sò perfettamente da dove siamo usciti,siamo usciti da una sconfitta ideologica,culturale e politica senza precedenti nella storia repubblicana di questo paese,lo sai perchè:perchè le nostre classi dirigenti di riferimento hanno bloccato la richiesta di uguglianza del vivere civile in questa nazione o meglio una maggiore giustizia sociale,ecco perchè la sinistra tutta fà fatica non dico a riemergere ma quantomeno a galleggiare in questo mare di egoismo nazionale.-l’deologia l’abbiamo bella e svenduta in nome e per conto della globalizzazione,di un mondo senza frontiere,nobile negli intenti ma nella praticità della vita quotidiana si è tradotto semplicemente in una cannibalizzazione dei diritti e delle tutele del mondo del lavoro,a tutto vantggio del dio denaro e dei mercati finanziari,non a caso a sinistra siamo rimasti orfani,orfani di un ideale da contrapporre allo strapotere del mondo finanziario,guarda caso dopo una parvenza di normalità dovuta alle note vicende economico finanziarie che ben conosciamo, hanno ricomonciato come prima e più di prima a riggettare scompiglio e paura nei vari stati sovrani sottoposti di nuovo ad attacchi speculativi,scaricando di nuovo sù intere popolazioni il costo delle loro razzie globali.-alla fine del TUO ragionamento poni delle domande,le condivido,sè saremo conseguenziali con una proposta alternativa,potremmo diventare anche noi un punto di riferimento in quello che Tù chiami globalizzazione della politica.-un saluto da un semplice ma convinto mil/te di SEL.alfonso di tullio.