Dichiarazione per un’alimentazione e un’agricoltura sani

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Pubblichiamo questa interessante dichiarazione tratta dal sito  http://fooddeclaration.org/

Noi sottoscritti riteniamo che sia necessario un sistema alimentare sano per affrontare le sfide urgenti del nostro tempo. Abbiamo alle spalle mezzo secolo di produzione alimentare industriale fondata su combustibili fossili a buon mercato, risorse abbondanti di terra e di acqua e sull’impulso a massimizzare il raccolto globale di calorie economiche. Di fronte a noi ci sono costi crescenti dell’energia e del cibo, un clima che cambia, minori riserve di acqua, una popolazione in crescita e il paradosso della fame e dell’obesità diffuse.

Queste realtà impongono un approccio radicalmente diverso dal cibo e dall’agricoltura. Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunità, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale. La qualità del cibo, e non soltanto la sua quantità, dovrebbe orientare la nostra agricoltura. Il modo in cui produciamo, distribuiamo e prepariamo il cibo deve onorare le nostre diverse culture e la nostra comune umanità, fornendo non solo un sostentamento ma anche giustizia, bellezza e piacere.

I governi hanno il dovere di proteggere la popolazione dalla malnutrizione, dal cibo malsicuro e dallo sfruttamento e di difendere dal degrado la terra e l’acqua da cui dipendiamo. Individui, produttori e organizzazioni hanno il dovere di creare sistemi regionali in grado di fornire cibo sano alle loro comunità. Noi tutti abbiamo il dovere di rispettare e onorare i lavoratori della terra senza i quali non sopravviveremmo. I cambiamenti che qui chiediamo sono cominciati, ma è giunto il momento di accelerare la trasformazione del nostro cibo e della nostra agricoltura e di mettere a disposizione di tutti i loro benefici.

Riteniamo che i 12 principi seguenti debbano orientare la politica alimentare e agricola per far sì che contribuisca alla salute e alla ricchezza delle nazioni e del mondo. Una politica alimentare e agricola sana:

  1. Costituisce il fondamento di società sicure e prospere, comunità sane e persone sane.
  2. Dà a tutti accesso a cibi acquistabili e nutrienti.
  3. Impedisce lo sfruttamento degli agricoltori, dei lavoratori e delle risorse naturali, il predominio dei genomi e dei mercati e il trattamento crudele degli animali da parte di qualunque nazione, società o individuo.
  4. Accresce la dignità, la sicurezza e la qualità della vita di tutti coloro che lavorano per nutrirci.
  5. Impegna risorse per insegnare ai bambini le tecniche e le conoscenze essenziali per la produzione, la preparazione, la nutrizione e il piacere del cibo.
  6. Protegge le risorse finite dei suoli produttivi, l’acqua dolce e la diversità biologica.
  7. Cerca di eliminare i combustibili fossili da ogni anello della catena alimentare e di sostituirli con risorse ed energie rinnovabili.
  8. Prende spunto da una base biologica anziché industriale.
  9. Alimenta la diversità in tutte le sue forme: diversità delle specie domestiche e selvatiche, diversità dei cibi, dei sapori e delle tradizioni, diversità della proprietà.
  10. Richiede un dibattito nazionale sulle tecnologie impiegate nella produzione e permette alle regioni di adottare proprie linee guida in questo campo.
  11. Impone la trasparenza affinché i cittadini sappiano com’è prodotto il cibo che mangiano, da dove viene e che cosa contiene.
  12. Promuove strutture economiche e sostiene programmi per agevolare lo sviluppo di reti regionali e il cibo giusto e sostenibile.

L’aspirazione a un cibo e a un’agricoltura sani ci unisce come persone e come comunità al di là dei confini geografici e delle barriere sociali ed economiche. Impegniamo i nostri voti, i nostri acquisti, la nostra creatività e le nostre energie per questa causa urgente.

Ci sono 5 commenti per questo post
Damiano Bettinaglio 30 luglio 2010 - 12:24

proposta: perché all’interno del 1° congresso di SEL di ottobre proviamo a far partire un luogo di discussione e di elaborazione sull’agricoltura? una sorta di autonomia tematica?

Mino 29 luglio 2010 - 14:24

Ci metto dentro anche la caccia. Io vedo la caccia come la possibilità di approvvigionarsi di carne biologica, allevata a terra, utilizzando direttamente una risorsa naturale che va gestita con oculatezza e preservata dalla distruzione dell’ambiente naturale.

Fabio Mischi 29 luglio 2010 - 13:03

ho sottoscritto e mi auguro che altri lo facciano.Sono problemi , come dice Michele, già oggi di assoluta importanza e lo diverranno sempre di più.

Penny 29 luglio 2010 - 00:10

E’ il contesto più importante della politica di un paese. Italia avrebbe delle risorse in abondanza per l’agricoltura. Sono d’acordo con Michele. Era da tanto che aspettavo sul vostro sito questo tema. Purtroppo è pieno di grosse problematiche. Fattorie e aziende indebitate fino al collo, grazie della politica europea che ha iniziato diverse decine di anni fa a rovinare le basi di ogni sano ragionamento in questo campo. Mercati pressanti, dove non conta la qualità ne dei prodotti ne dei produttori ne degli animali ne della terra. Anzi in Italia vaste zone inquinatissime di qualunque porcheria. Chi vuole coltivare e vivere in modo anche molto umile, si trova tanti ostacoli davanti. Vorrei tanto che vi rendiate conto della realtà a livello proprio terra a terra, perche mi sta tanto a cuore questa facenda e perche li c’è proprio tanto tanto da fare.

Michele 28 luglio 2010 - 18:39

sottoscrivo in pieno.
Queste problematiche nel prossimo futuro saranno più importanti di quelle industriali. prepariamoci

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