Diritti civili, le nostre proposte

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Lo stato in cui versa attualmente il nostro paese allarga sempre di più il range delle priorità, rendendo difficile stabilire cosa sia più urgente. In coda purtroppo a tutte le agende setting dei media e del governo, vi è la questione dei diritti civili.

A legislazione invariata, ci troviamo dinanzi a una società che rispetto ad alcuni anni fa è sicuramente più omofoba (vedi l’aumento dei casi di aggressioni) e  più razzista. Entrambi questi aspetti sono il risultato di una politica governativa improntata sul razzismo e sull’intolleranza, sull’assenza di ogni qualsivoglia campagna di sensibilizzazione unitamente ad un silenzio – anche se con sfumature diverse – da parte di tutti i partiti all’opposizione rappresentati in Parlamento.

In più aggiungiamo che autorevoli esponenti di governo (di solito leghisti) hanno “sdoganato” l’epiteto razzista, la battuta becera, il dileggio e il disprezzo verso le persone omosessuali fino ad arrivare alla legittimazione della discriminazione (Bossi ha affermato più volte che è giusto che se uno vuole insultare i gay lo possa fare).

Sono mancate negli ultimi anni le voci contrarie. Questo è un dato allarmante. Da un lato la sinistra non è rappresentata in Parlamento e questo ha tolto voce a una parte laica ed amica, e dall’altro, la drammatica crisi economica ha catalizzato l’azione di sindacati e forze sociali sui problemi del lavoro e del reddito delle famiglie, facendo scivolare in basso – e quindi togliendo “voce” – alle rivendicazioni lgbtq.

Di fronte ad un panorama così sconsolante il movimento lgbtq invece di unirsi e mettere assieme forze e strategie per arginare e possibilmente coordinare la reazione alla deriva razzista, si è “scomposto”, continua a litigare ed è incapace di esprimere una linea unitaria.

Nel Documento proposto al 1° Congresso Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà dal Forum Nazionale dei Diritti Civili, (primo documento approvato a Firenze), si è ribadito un concetto che mi piace sottolineare: è necessario che ci sia un “EFFETTIVITA’ DEI DIRITTI”. Questo perché uno dei più grandi ostacoli che impedisce l’adeguamento dei diritti civili in Italia, a quelli Europei richiesti dal Trattato di Lisbona, è la convinzione da parte di molti che la nostra Costituzione già tuteli, nella sua conformazione attuale, i diritti di tutti i cittadini. Questo è stato il motivo per il quale non si è ritenuta opportuna una legge che riconosca dei crimini legati all’omofobia,  né una che riconosca quelle coppie legate da vincoli affettivi e quindi suscettibili di tutta una serie di  diritti e doveri. Perché tutto ciò che serve, si dice, è contenuto nella nostra Costituzione, espressione dei valori portanti della società italiana…

Leggi tutta la relazione

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Vittorio 28 novembre 2011 - 18:52

Egr.Dott.Vendola , sono in Sicilia dal 1997 ( nato a Milano e cresciuto a MIlano) ma vedo che qui in Sicilia è tutto fermo.
I ragazzi appena laureati scappano all’Estero mi sembra come nei film quelli veri sull’immigrazione. Ho constatato che il governo tecnico mi sembra più politico. Quanti problemi questo meraviglioso SUD ma quale alternativa potrà esserci?
Se vogliamo assomigliare a quella vera EUROPA dove diritti e civiltà si assomigliano dobbiamo cambiare la mentalità e insegnarla da piccoli nelle scuole senza discriminare se è bianco o nero o sposato o gay.
Io sono fiducioso.
Cordiali saluti

Francesco Bullegas 19 novembre 2011 - 20:00

Che i cattolici del PD non riconoscano i legami omosessuali come degni di rispetto e di tutela (e quindi, ad esempio, vogliano cacciare Agedo e Famiglie Arcobaleno dalla Consulta per la Famiglia di Bologna; la Repubblica) non sorprende più nessuno. Che un esponente laico del Partito Democratico come Sergio Chiamparino apra all’alleanza con l’UDC di Casini (l’Unità) desta qualche preoccupazione, mitigata dalla manifestazione d’orgoglio per aver celebrato il matrimonio tra due lesbiche. Che Sinistra Ecologia e Libertà scarichi il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, invece, indigna. Non tanto per l’infelice scelta in sé, quanto per le giustificazioni addotte: non ragioni (comunque poco condivisibili) di realpolitik, ma palesi falsità riguardo alla sentenza della Corte costituzionale, che, nell’interpretazione distorta presentata da Alessandro Zan sul sito di SEL, avrebbe precluso la via alle nozze gay. Peccato che sia vero esattamente l’opposto…

http://www.ilgrandecolibri.com/2011/10/europa-e-africa-secondo-voi-dove-sta.html

Federico F. 15 novembre 2011 - 11:09

Signori, ma avete dato uno sguardo oltr’Alpe?
La Francia ha avuto i PACS 12 anni fa. Oggi i PACS sono la soluzione al problema dei diritti LGBT più misera ed obsoleta del panorama Europeo. Ma essendo comunque “una qualche sorta di soluzione”, in Francia non riescono più ad ottenere il matrimonio.
Le soluzioni graduali funzionano in Scandinavia magari, ma qui nel Sud Europa? Guardiamo a Spagna e Francia. In Italia con il Vaticano?????? Zan è completamente ingenuo o ha rinunciato all’”obiettivo ultimo”, se pensa di arrivare al matrimonio chiedendo prima il contentino delle unioni civili. I legislatori non ci concederebbero più niente per i prossimi 30 anni.
Se il matrimonio deve essere svecchiato svecchiatelo!! Piuttosto proponete una riforma del diritto matrimoniale che ne preveda sia un alleggerimento sia un’estensione. Pensate a prima ad estenderlo a tutti e poi ad alleggerirlo per tutti.
Ma mai e poi mai datene una versione “leggera” ai gay. Sempre a colludere con il pregiudizio culturale che i gay “alleggeriscono” i valori sociali dell’impegno relazionale. Sarebbe anche molto pericoloso come messaggio culturale.
Se anche SEL scenderà la china indicata da Zan, i gay possono tranquillamente votare il PD.

Celeste Buratti 27 ottobre 2011 - 20:41

Al Congresso fondativo del nostro partito è stato votato un ordine del giorno che conferma l’impegno di SEL per l’accesso ai matrimoni civili anche alle persone gay e lesbiche. Questo documento fa tornare indietro il nostro Partito. Ricordiamo ai compagni del nazionale che le decisioni si assumono in prima istanza nei Congressi degli iscritti. Documenti come questo rischiano di farci perdere consenso e fanno allontanare le persone che hanno creduto e credono nel messaggio innovativo di questo partito. Non siamo il PD.

Salvatore Savastano 27 ottobre 2011 - 18:54

la mia posizione e come quella di Sel del Congresso….Si al Matrimonio!!

Francesco Romano 27 ottobre 2011 - 13:28

Se non si intraprende una battaglia seria, dura, ferma sul VERO obiettivo che ogni partito di sinistra serio in qualunque paese del mondo sosterrebbe, e cioè una CHIARA e NETTA posizione sul fatto che Sel vuole in primis il DIRITTO AL MATRIMONIO per le persone non eterosessuali e il conseguente diritto alla GENITORIALITA’ di queste, per me Sel può pure sciogliersi in quanto inutile. Partiti contenitori di tutto e del nulla senza senso come il PD esistono già. E le mere unioni civili, che pure si possono fare, non sono la soluzione che la civiltà contemporanea si aspetta.

Stefano 27 ottobre 2011 - 13:26

Allineatevi alla linea moderata e clericale del pd, continuate a cianciare di “alleanza con l’udc” (quello che non vuole neanche una legge contro l’omofobia perchè è la sua chiesa la prima mandante morale delle violenze omo/transofobe) e perderete una valanga di voti. Chi sostiene Sel vuole una sinistra che parli come il partito socialista spagnolo (che al momento, vorrei ricordarvi, ha proposto di ridurre i privilegi garantiti alla chiesa cattolica). Forewarned is forearmed.

Mauro Cioffari 27 ottobre 2011 - 10:04

@Bia Sarasini, l’obiettivo ce lo siamo dati al Congresso fondativo di Firenze dove abbiamo votato un ordine del giorno che rivendica la “Possibilità per le persone, nel quadro di un effettiva parità di diritti, di scegliere liberamente con chi contrarre MATRIMONIO indipendentemente dal genere dei contraenti”.
Questo obiettivo non cambia a meno che l’assemblea congressuale non venga convocata di nuovo per decidere in tal senso e sconfessare la sua precedente scelta.
Le forme per raggiungere l’obiettivo Matrimonio Civili per gay e lesbiche si riducono ad una: proporre ed approvare una Legge in tal senso.

Saverio Aversa 26 ottobre 2011 - 23:33

@Bia Sarasini. Volendo considerare quello che scrivi come “oro colato”, non credi che un testo intitolato “Diritti civili, le nostre proposte” pubblicato sul sito nazionale di SEL provochi dei commenti, delle reazioni? Anche perché annulla di fatto il 1° ODG approvato al Congresso fondativo. Se il Forum è un luogo di discussione, perché la mia contro relazione non ha avuto nessuna risposta e non è stata pubblicata sul sito di SEL nonostante io l’abbia spedita anche ai redattori dello stesso? Le osservazioni che faccio hanno lo stesso diritto e la stessa dignità di essere conosciute come quelle espresse da Alessandro. Ma lasciando stare tutto questo, non si può non considerare, e Zan lo sa benissimo, che il movimento lgbtqi, dopo quasi tre decenni di battaglie al ribasso, finalizzate anche ad un minimo riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, avendo incassato soltanto degli insuccessi, ha deciso che la rivendicazione più giusta è quella che chiede uguali diritti. Da troppo tempo nel nostro Paese chi non è eterosessuale è un cittadino di serie B e a questo cittadino non si può dire che deve ancora aspettare decenni prima di diventare di serie A perché nel frattempo bisogna cambiare la legge sul matrimonio.

Bia Sarasini 26 ottobre 2011 - 17:35

Dovrebbe essere chiaro che la relazione di Alessandro Zan fa parte di un lavoro e discussione, dentro il Forum dei diritti civili, che è un luogo aperto di confronto ed elaborazione, tra iscritti e non iscritti. E che il forum non è la sede che stabilisce la “linea”, ammesso che si voglia/ si pensi di stare in un partito che dà la linea. Inviterei tutt* a discutere e partecipare ai lavori del forum, a iscriversi alla lista di discussione. Mi permetterei di aggiungere, nel merito, che una volta stabiliti gli obiettivi, si tratta di trovare le forme per raggiungerli. Alessandro considera che il matrimonio così come è, in Italia, è molto arretrato, per tutt*. Basti pensare al divorzio. Non mi sembra che questo significhi svendersi ai cattolici, anzi.

Carlo55 26 ottobre 2011 - 14:51

…Serena…guarda che sono d’accordo con Te! La mia, sul matrimonio,è una opinione personale.Come SEL hai ragione dobbiamo guardare più avanti con coraggio.E le proposte per legiferare in materia di diritto di famiglia complessivamente deve tenere conto anche delle sensibilità più ampie dalle stereotipate,concettualmente,forme di intendere la famiglia,la coesione sentimentale e affettiva tra le persone,che nella società in divenire possono conformarsi.Innanzitutto i Diritti;giusto per tutti!Oggi ovviamente ragioniamo su un diritto al riconoscimento del matrimonio e unioni civili per le COPPIE OMOSESSUALI,per il fatto che non è permesso ancor prima che giuridicamente,eticamente e culturalmente.E allora le differenze non sono sui diritti leggittimi,ma antropologici.Ma per ritornare alle nostre contingenze e in concreto, fermo restando i nostri obbietti di lotta,che sono per noi un valore politico,mi sembra che la Road-map tracciata dal Forum non abbia concrete e altre possibilità alternative.

Emanuele 26 ottobre 2011 - 11:47

Non si accettano contentini per i diritti umani: bisogna puntare alla piena equiparazione!

Serena Marciano 26 ottobre 2011 - 11:44

…e scusate quel ” non lo so” verso la fine, accentato.
Un orrore! :)

Serena Marciano 26 ottobre 2011 - 11:28

ieri pomeriggio ho provato a pubblicare un commento senza riuscirci, per probabili motivi tecnici.
Riportava la nota di Zan e il mio sentito ringraziamento per aver chiarito meglio la posizione di SEL sui diritti per le persone non etero.
In quel commento ponevo con forza la necessità di una sinistra coraggiosa che sappia guardare avanti, oltre ciò che l’attuale contingenza ci impone. Non credo più alle mediazioni a ribasso per le quali, in un passato non molto lontano, abbiamo pagato un prezzo amaro. Penso invece che la gente sia molto più avanti dei partiti e che oggi il tema del matrimonio tra persone non etero spaventi molto di più la Casta. SEL è un’altra cosa, i suoi iscritti sognano e non hanno paura.
Il matrimonio è di destra e borghese? Non lo sò, magari sarà anche così, ma fino al giorno in cui sarà negato a@ cittadin@ lesbiche, gay o trans, che siano di centro di destra o di sinistra, borghesi o proletari, io sarò meno libera.

Carlo55 26 ottobre 2011 - 10:16

…chi ha speculato nelle intrepretazioni sul documento del forum,fin’ora ha preso un abbaglio e non ha ponderato bene il senso delle deduzioni a cui,i compagni che si sono impegnati nella riflessione,sono pervenuti.Come si voleva dimostrare, e con i chiarimenti di Alessandro Zan di seguito,si chiarisce che non viè nessuna rinuncia all’obbiettivo di legalizzare il matrimonio delle coppie di fatto etero e omo,in concreto,la posizione del docuemento seppur apparentemente di tendenza moderata, tiene conto del costesto socio-politico e dei rapporto di forza, che l’attuale contingenza ci IMPONE,come terreno di lotta alla realizzazione dei nostri obbiettivi stessi.Per quanto mi riguarda,il matrimonio,inteso nel suo valore assunto storicamente nei tempi da un potere etero-maschilista,volto a perpetuare la proprietà privata dei PATRIMONI,e il potere del maschio sul genere femminile (…l’origine della famiglia e della proprietà privata.-F.Engels)e sulla società,non mi ha mai interessato:per assurdo allora perchè non rivendicare anche istituti di unioni di piccole comunità di persona oltre a due,come unioni civili anch’esse quali scielte di vita personale e sostenuti anch’esse da vincoli d affettività, mutuo riconosnoscimento e solidarietà, delle persone che desiderano costruire un percorso d vita altro sia dal matrimonio che dall’uninone civile a due,naturalmnete con gli stessi diritti e doveri di tutti? Il Matrimonio è di destra e borghese.

Saverio Aversa 25 ottobre 2011 - 22:56

Credo sia opportuno riportare qui il commento di Alessandro Zan pubblicato su un altro sito. Voglio cogliere l’occasione per ringraziarlo di aver fatto chiarezza sulla questione. Le sue parole confermano la posizione di Sel sui diritti ancora negati alle persone lgbtqi.

“Sono favorevolissimo al matrimonio. Ci mancherebbe! La mia storia di lotta per i diritti civili penso parli chiaro. Non vorrei che le mie parole fossero strumentalizzate per fini meno nobili. Il documento sui diritti civili che ho presentato al Forum di Sel è una base di discussione non è la posizione di Sel. La mia riflessione partiva dall’opportunità di ottenere al più presto una legge sulle Unioni Civili (questo Parlamento non è riuscito manco ad approvare una legge anti-omofobia) per dare diritti, tutela giuridica e riconoscimento alle coppie gay e alle coppie etero che convivono e non vogliono accedere al matrimonio attuale che dal mio punto di vista non è un istituto giuridico idoneo a rappresentare le esigenze di una coppia di oggi (tempo di divorzio lunghi, eccessivamente vincolante).
Il matrimonio spagnolo e quello port…oghese sono molto diversi e più aggiornati di quello vetusto italiano. In più la Corte Costituzionale ha detto delle cose che rendono più difficile perseguire quella strada. Dopodichè sono favorevolissimo al matrimonio e sulla totale paritá dei diritti non si scherza ma politicamente indicavo una strada a mio avviso più facilmente percorribile per arrivare a un istituto delle Unioni Civlili più moderno e che dia un riconoscimento di diritti alle coppie lesbiche e gay e contemporaneamente alle coppie etero, e oggi sono tantissime, che convivono e sono come le coppie omosessuali considerate dei fantasmi dallo Stato. Spero di essere stato il più chiaro possibile. Grazie a tutt*
Alessandro Zan”

Marco Da Firenze/prato 25 ottobre 2011 - 18:09

Non credo che saremmo arrivati ad una completa parità di fronte alle istituzioni del paese fra etero e gay/lesbiche/trans(matrimonio civile compreso)grazie a SEL, ma pensavo almeno di avere dei compagni e delle compagne di strada coerenti, sinceri. Adesso trovo che, nella prospettiva di una larga larghissima alleanza da Sel all’UDC, l’istanza GLBT viene sacrificata alla Real Politik, più o meno come hanno già fatto a loro tempo i DS-PDS-PD. E le critiche antropologiche all’istituzione matrimoniale, in un momento in cui a gay e lesbiche viene negato l’accesso al matrimonio perché li si considera indegni/indegne, sono assolutamente fuori dal mondo. E’ come se a Rosa Parks, che non poteva stare sugli autobus dei bianchi, fosse stato detto che non doveva arrabbiarsi perché l’autobus era un mezzo superato e presto saremmo arrivati al teletrasporto.

Bernardo 25 ottobre 2011 - 18:00

Mi domando, ma se anche la sinistra sceglie di non lottare per il matrimonio gay, chi deve farlo?
mi rispondete per favore?

Roberto 25 ottobre 2011 - 17:32

Giustamente si dice che in questo modo SEL sceglie una strada più graduale, più realistica data la situazione culturale e politica dell’Italia in questo frangente storico. È proprio questo il punto. Che alla fine da discussioni con una coalizione più ampia esca fuori un compromesso, che potrebbe essere quello delle unioni civili, siamo d’accordo. Non è il massimo, ma mi accontento. Però si arriva a questo compromesso da posizioni chiare espresse da punti di vista differenti (si legga, da partiti e gruppi differenti). Visto che quella dei cattolici del PD è chiara (no no no a qualsiasi riconoscimento) credo che SEL non dovrebbe aver paura di farsi portavoce della posizione più avanzata in direzione opposta. Se si comincia a fare i compromessi con se stessi, si dimostra ben poco coraggio e poi finisce che non si porta a casa niente. Bisogna dare anche ai cattolici più intransigenti la sensazione che le unioni civili siano il male minore e per farlo è necessario paventare il ‘rischio’ matrimonio (parlarne apertamente è già un’arma mica da poco nell’Italia di oggi). E non lo si fa decisamente abbassando la posta in gioco…

Alberto Serio 25 ottobre 2011 - 17:21

Ragazzi io sono un cittadino non iscritto. Non so se il povero Alessandro Zan sia una vittima di una cospirazione di partito o di un fraintendimento a catena che sa di quei malintesi che si autoalimentano. Cito dal testo che ha scritto :”Il giudice della Corte però sottolinea che la scelta, realizzabile non soltanto con l’estensione dell’istituto matrimoniale, ma anche in modi diversi, sia di esclusiva spettanza del Parlamento”.Quindi mi pare che lui abbia riportato la stessa cosa che dite tutti, cioè che la Corte dice che la Costituzione deve colmare un vuoto legislativo, attraverso il matrimonio e altre forme. Lo ha scritto, esattamente come dite voi. Poi fa un ragionamento che mi sento al di là di qualunque schieramento politico, di condividere: una coppia o un qualunque vincolo affettivo non può sentirsi riconosciuto soltanto all’interno dell’istituto del matrimonio, non è possibile che il mio legame sia tutelato solo se mi sposo, perchè potrei non sposarmi per una miriade di motivi. E devo essere rispettato e avere diritto alla stessa uguaglianza. Per questo è vero secondo me che prima occorre una riforma generale dei diritti civili, affinchè tutte le coppie etero e omo, sposate e non, vengano TUTTE riconosciute. Questa è la vera uguaglianza. Poi è giusto che tutti possano sposarsi. Ma non possiamo chiudere tutta la centralità del diritto di famiglia attorno al matrimonio. E’ una finta uguaglianza. Soprattutto in Italia dove l’istituto del matrimonio civile è di fatto molto sovrapponibile a quello cattolico.

Antonio Iabichino 25 ottobre 2011 - 16:57

Caro Alessandro allora, mi permetto di risponderti sia al tuo post che alla tua proposta e spero di essere abbastanza chiaro, perché su questa questione dei diritti e il diritto alla uguaglianza giuridica delle persone omosessuali non è mai chiaro nessuno dei politici, nemmeno Vendola e se vuoi possiamo parlarne senza polemiche sin nei minimi dettagli… Ci guardiano assieme i video delle sue dichiarazioni e li discutiamo.

Io credo che il diritto all’accesso all’istituto giuridico del matrimonio debba essere consentito a coppie etero e gay in egual modo, questo è un principio di uguaglianza che deve assolutamente passare, non possono esserci un matrimonio (farraginoso o meno che sia) per gli etero e le unioni civili (moderne) per i gay. Io come persona omosessuale debbo avere lo stesso diritto di una coppia etero di accedere al matrimonio “farraginoso”.

Dobbiamo essere chiari su un punto, se vogliamo le unioni civili, queste debbono essere previste sia per gay che per etero. Ma questo non deve escludere il diritto al matrimonio per le persone omosessuali (farraginoso cosi com’è) non ha importanza se vetusto.

Detto questo io proporrei allora la modernizzazione dell’Istituto del matrimonio assieme alla battaglia per le persone omosessuali di potervi accedere. Quello che è improponibile è l’Istituto giuridico delle unioni civili o come vogliate chiamarlo, per i gay o per gay ed etero e lasciare l’istituto giuridico del matrimonio solo per gli etero solo con la scusa che questo è ormai vetusto!

Perché sai caro Alessnadro Zan questo mi puzza che non vogliate scomodare la chiesa e il voto dei cattolici. Io ritengo invece che i tempi siano già maturi e sia giunta l’ora che il diritto di famiglia e il matrimonio non abbiamo piu il copyright del Vaticano ma siano visti da un punto di vista laico e moderno.

Le famiglie sono le coppie etero, con o senza figli, le famiglie sono le coppie formate di 2 uomini o 2 donne con o senza figli, vengano questi da relazioni precedenti, adottati, affidati, da utero in affitto all’estero, ecc… perché ogni una di queste formazioni sociali , ovvero FAMIGLIA, anzi FAMIGLIE sono meritevoli di tutela e di rispetto perché nate da un progetto di amore reciproco*. Non credo sia difficile da capire!

Il dibattito puo seguire ma senza ipocrisie e senza paure!

Antonio Iabichino 25 ottobre 2011 - 16:53

Riporto qui il post in risposta al commento di Alessandro Zan, postato su Gay.it Vedi link in fondo al presente pos.

Caro Alessandro allora, mi permetto di risponderti sia al tuo post che alla tua proposta e spero di essere abbastanza chiaro, perché su questa questione dei diritti e il diritto alla uguaglianza giuridica delle persone omosessuali non è mai chiaro nessuno dei politici, nemmeno Vendola e se vuoi possiamo parlarne senza polemiche sin nei minimi dettagli… Ci guardiano assieme i video delle sue dichiarazioni e li discutiamo.

Io credo che il diritto all’accesso all’istituto giuridico del matrimonio debba essere consentito a coppie etero e gay in egual modo, questo è un principio di uguaglianza che deve assolutamente passare, non possono esserci un matrimonio (farraginoso o meno che sia) per gli etero e le unioni civili (moderne) per i gay. Io come persona omosessuale debbo avere lo stesso diritto di una coppia etero di accedere al matrimonio “farraginoso”.

Dobbiamo essere chiari su un punto, se vogliamo le unioni civili, queste debbono essere previste sia per gay che per etero. Ma questo non deve escludere il diritto al matrimonio per le persone omosessuali (farraginoso cosi com’è) non ha importanza se vetusto.

Detto questo io proporrei allora la modernizzazione dell’Istituto del matrimonio assieme alla battaglia per le persone omosessuali di potervi accedere. Quello che è improponibile è l’Istituto giuridico delle unioni civili o come vogliate chiamarlo, per i gay o per gay ed etero e lasciare l’istituto giuridico del matrimonio solo per gli etero solo con la scusa che questo è ormai vetusto!

Perché sai caro Alessnadro Zan questo mi puzza che non vogliate scomodare la chiesa e il voto dei cattolici. Io ritengo invece che i tempi siano già maturi e sia giunta l’ora che il diritto di famiglia e il matrimonio non abbiamo piu il copyright del Vaticano ma siano visti da un punto di vista laico e moderno.

Le famiglie sono le coppie etero, con o senza figli, le famiglie sono le coppie formate di 2 uomini o 2 donne con o senza figli, vengano questi da relazioni precedenti, adottati, affidati, da utero in affitto all’estero, ecc… perché ogni una di queste formazioni sociali , ovvero FAMIGLIA, anzi FAMIGLIE sono meritevoli di tutela e di rispetto perché nate da un progetto di amore reciproco*. Non credo sia difficile da capire!

Il dibattito puo seguire ma senza ipocrisie e senza paure!

http://www.gay.it/channel/attualita/32607/Esponente-gay-di-Sel-come-Vendola-Nozze-gay-Meglio-di-no.html?id=32607&title=Esponente-gay-di-Sel-come-Vendola-Nozze-gay-Meglio-di-no.html&fb_comment_id=fbc_10150430492159923_20683579_10150430631914923&ref=notif&notif_t=open_graph_comment#f101101014

Zampa76 25 ottobre 2011 - 16:45

Non ho mai capito la differenza tra unioni civili e matrimonio, se bene o male i diritti sono simili, tranne che nel matrimonio essere più rigidi. Non si potrebbe rendere più semplici e aperti anche alle coppie omosessuali la legge sul matrimonio?
Purtroppo mi rende triste e con poca voglia di andare a votare quando vedo che all’interno della sinistra esistono parecchi individui che sono contrari al matrimonio tra omosessuali, che mettono la loro fede davanti ai diritti dei cittadini e alla costruzione di uno stato laico, mentre nel resto delle democrazie europee, già da diversi anni si muovono coesi.
In Spagna si sta promuovendo una petizione in cui si chiede all’Unione Europea di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli stati della UE (vedi: https://www.peticiongay.com/it/), e guarda un pò, dopo gli spagnoli i firmatari più numerosi sono gli italiani.
Se in Italia siamo riusciti a fare le leggi sul divorzio e aborto con la democrazia cristiana, perchè non dovremmo riuscire a fare una legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso? perchè la sinistra si preoccupa dei voti dei cattolici e non si preoccupa dei voti dei laici, atei e omosessuali?

Serena Marciano 25 ottobre 2011 - 15:33

Ringrazio Alessandro Zan per aver chiarito, sulle pagine di http://www.gay.it, la posizione precedentemente elaborata nel documento del forum diritti e cittadinanza che sinceramente sembrava dire altro.
Una nota importante che permetterà a SEL di corrispondere alle richieste di quant@,in questo paese, sognano un mondo migliore,
anche grazie ad una sinistra più coraggiosa che saprà difendere la proposta per il matrimonio tra persone non etero, senza se e senza ma.
Amiamo, sognamo e non abbiamo paura mi verrebbe da dire
e anche questo dibattito dimostra quanto sia vitale, per un partito come SEL, saper guardare fuori con occhi nuovi.

Riporto la nota, sperando di fare cosa utile a@ molt@ che hanno voluto seguire il dibattito.

“Sono favorevolissimo al matrimonio. Ci mancherebbe! La mia storia di lotta per i diritti civili penso parli chiaro. Non vorrei che le mie parole fossero strumentalizzate per fini meno nobili. Il documento sui diritti civili che ho presentato al Forum di Sel è una base di discussione non è la posizione di Sel. La mia riflessione partiva dall’opportunità di ottenere al più presto una legge sulle Unioni Civili (questo Parlamento non è riuscito manco ad approvare una legge anti-omofobia) per dare diritti, tutela giuridica e riconoscimento alle coppie gay e alle coppie etero che convivono e non vogliono accedere al matrimonio attuale che dal mio punto di vista non è un istituto giuridico idoneo a rappresentare le esigenze di una coppia di oggi (tempo di divorzio lunghi, eccessivamente vincolante).
Il matrimonio spagnolo e quello port…oghese sono molto diversi e più aggiornati di quello vetusto italiano. In più la Corte Costituzionale ha detto delle cose che rendono più difficile perseguire quella strada. Dopodichè sono favorevolissimo al matrimonio e sulla totale paritá dei diritti non si scherza ma politicamente indicavo una strada a mio avviso più facilmente percorribile per arrivare a un istituto delle Unioni Civlili più moderno e che dia un riconoscimento di diritti alle coppie lesbiche e gay e contemporaneamente alle coppie etero, e oggi sono tantissime, che convivono e sono come le coppie omosessuali considerate dei fantasmi dallo Stato. Spero di essere stato il più chiaro possibile. Grazie a tutt*”
Alessandro Zan

Mauro Cioffari 25 ottobre 2011 - 15:10

Ringrazio Alessandro Zan (Forum Diritti Civili e Cittadinanza di SEL) per aver chiarito meglio il significato del documento “Diritti civili, le nostre proposte”: anteporre le Unioni Civili ai Matrimoni Civili, per opportunità politica, è una sua proposta strategica, non del Partito. Rispettabile, ma non condivisibile dal mio punto di vista, poichè contraria alla posizione assunta da SEL nel suo Congresso fondativo. Assieme al Forum Queer di Sinistra Ecologia Libertà mi auguro che SEL continui a battersi per il riconoscimento di entrambe gli istituti giuridici che non sono modelli alternativi ma complementari in una società complessa come la nostra.

Zitzit88 25 ottobre 2011 - 14:02

Da ex-iscritto rischio di diventare ex-elettore.
La corte ha detto che serve un intervento urgente dei legislatori, non che il matrimonio omosessuale è anticostituzionale. Anzi, da costituzione, emergerebbe al più che l’unico modo per essere riconosciuti come famiglia ed elemento fondante della società, sia sposarsi. L’esatto opposto.
Deluso, deluso, deluso, da una politica al ribasso. Non dico che si debba proporre nella prossima legislatura, ma almeno non cancellarlo dai propri obiettivi.

Gregorio 25 ottobre 2011 - 10:24

Io non sono affatto contrario al matrimonio e fosse possibile mi sposerei con il mio compagno ed adotterei anche un bambino ma comprendo che la realtà politica attuale italiana non permette al momento di raggiungere questo obbiettivo ed è giusto, all’insegna della realpolitik, concentrarsi su obbiettivi condivisi e raggiungibili anche con i nostri alleati che non perdersi in sterili campagne per poi rimanere senza alcun diritto come fin ora, fermo restando che negli anni successivi si continui la lotta per l’eliminazione delle sidegualglianze.

Luca Aversa 25 ottobre 2011 - 09:57

Questo è un passo indietro. La Corte costituzionale non ha detto che i matrimoni gay sono incostituzionali, ma che è necessario uno specifico intervento del legislatore. Avete della Chiesa, come tutti. Dimenticate pure il mio voto.

Elfo Bruno 25 ottobre 2011 - 08:56

Quest’uscita di Zan vi mette a pari col piddì, l’unico partito che è pure la sigla di una bestemmia.

Per il resto, io motivo le mie ragioni qui:

http://elfobruno.wordpress.com/2011/10/25/matrimoni-gay-e-se-anche-sel-fosse-un-partito-di-merda/

Mino Mammetti 25 ottobre 2011 - 01:18

ripuntare al ribasso ora, quando ancora non si è ottenuto nulla, mi sembra sia un volersi uniformare con soggetti con cui andremo, nolenti o volenti a fare le alleanze…e non si sente proprio il bisogno di un PD2 in questo momento,lo sanno fare già bene loro

Maurizio83 25 ottobre 2011 - 00:24

Penso che l’obiettivo a lungo termine sia di poter godere della libertà di scelta tra matrimonio gay e unione civile, tra adozione e forme di procreazione assistita per avere figli nelle coppie gay e così via. Tuttavia, per una necessità sociale di tipo giuridico, ritengo urgente che si ottenga subito la legislazione sui diritti civili e quindi sulle coppie di fatto.
Lo stato italiano deve urgentemente varare un pacchetto di leggi e norme su una serie di temi di primario interesse per i cittadini e per la collettività, tra cui le unioni civili, utili anche a ridare velocemente linfa vitale al paese.
In particolare le unioni civili, in un momento di crisi economica e di debolezza dello stato sociale, possono essere uno strumento a sostegno delle coppie, anche in termini economici, come accade in alcune città per l’accesso alle graduatorie delle case pubbliche.
Ritengo positivo che Sel, da cui sono iscritto prima che nascesse, essendo stato in una delle liste civiche “Sinistra per” nel 2009, ragioni come forza di governo e pensi a quali politiche promuovere prioritariamente ed urgentemente per l’Italia.

Valerio Demetrio Ferrari 24 ottobre 2011 - 21:47

Il problema è sempre lo stesso: politicamente e a livello di voti appoggiare i diritti della comunità lgbtq e difendere l’idea del matromonio o delle unioni civili fa perdere consensi. La gente non è (e sappiamo bene perché) predisposta a sostenere questa causa. Finché non riusciamo a far capire alla gente che è una causa giusta e necessaria, credo che sarà difficile trovare consensi che supportino questa battaglia.

Fabio Giuffrè 24 ottobre 2011 - 12:42

Salve, sono bilingue italo-spagnolo e vi invito a dare una occhiata al sito http://www.cinegay.it, dove ci sono vari video e telegiornali sottotitolati e vi renderete conto che ormai in tutto il mondo è chiaro che la rivendicazione persino della SINISTRA MODERATA E RIFORMISTA ( e in alcune nazioni persino la destra!) è per il matrimonio tra gay con la scelta delle unioni civili per chi la desideri.
Se qui in Italia persino SEL si interroga ancora in un dibattito superato da tempo nelle altre nazioni, allora significa che lo stato di arretratezza in cui versa l’Italia abbraccia tutti i settori politici e sociali.

Serena Marciano 24 ottobre 2011 - 11:38

Ho partecipato alla nascita del Forum Queer SEl insieme ad altr@, perchè già dalle prime riunioni del Forum Nazionale Diritti e cittadinanza, il tema dei diritti delle persone non etero aveva subito un brusco tentativo di mescolare diritti civili e diritti umani tutti nello stesso calderone.
Il Forum Queer SEL, realtà che non ha più bisogno di presentazioni, visto che questa estate alla Festa di Caracalla ha, come diciamo noi a Roma, messo le “toppe” alle tante “ingenuità” dei nostri responsabili nazionali e costruito uno spazio di grande partecipazione rispetto ai temi lgbtqi, ha scritto una lettera al nazionale nella quale offriva tutta la collaborazione possibile per meglio costruire le politiche lgbtqi con e per SEL. Non abbiamo ricevuto risposta e malgrado le realtà territoriali ci chiedano di costruire iniziative e politica, il Forum continua a fare fina che non ci siamo.
Dico questo non perchè senta la necessità di essere “riconosciuta” dalle “istanze superiori” di cui sinceramente faccio benissimo a meno, piuttosto denuncio la caparbietà con cui si continua ad andare avanti in perfetta solitudine senza tenere conto di chi, da tempo, elabora, vive e agisce le politiche lgbtqi a Roma e non solo.
Quindi, paradossalmente, i compagni e le compagne considerat@ di base sono su posizioni non solo più avanzate, ma condivise con molta della soietà civile mentre il nostro nazionale è fermo come fosse una fotografia ingiallita dal tempo. Ci sarebbe da ridere se non fosse, invece, una cosa molto seria.
Se poi c’è qualcuno che vuole “capire meglio” a cosa mi riferisco, non c’è problema, vi faccio l’elenco delle cose fatte dal Forum Queer di SEL nell’ultimo anno e vi assicuro che la lista è lunga!

Paolo 24 ottobre 2011 - 10:53

Di Diritti Civili e dei Diritti, anzi sulla mancanza di diritti nella nostra vita dalla nascita alla morte, parleremo a Salerno il 18 novembre con CERTIDIRITTICERTI nell’ambito di CAMBIARE ROTTA percorso verso la Prima confrenza Politico-Organizzativa dei Circoli cittadini di SEL. Con noi ci saranno Monica Cerutti di SEL, Paolo Patanè di ARCIGAY, esponenti dell’Ass. LUCA COSCIONI, di PAX CHRISTI, CGIL, ecc. Presenteremo la nostra proposta al Comune di Salerno per la Certificazione Anagrafica delle Unioni Civili basate cu vincoli affettivi.

Mauro Cioffari 24 ottobre 2011 - 09:05

Mi chiedo, a questo punto, quale sia la posizione ufficiale di SEL. Matrimonio? Come sostenuto dal documento congressuale presentato dal Forum Diritti (http://www.sinistraecologialiberta.it/congresso2010/download/odg/ODG_N_1.pdf) o Unioni Civili come sostenuto nel documento di Zan?
Unioni civili e matrimoni civili non sono modelli alternativi ma complementari in una società complessa come la nostra credo che un partito di Sinistra, che voglia promuovere l’eguaglianza dei cittadini, dovrebbe proporre entrambe i modelli. La scelta di anteporre l’approvazione di una legge sulle unioni civili all’introduzione di entrambe gli istituti giuridici (matrimonio e unione civile) è una scelta al ribasso. E’ la scelta fatta, nel resto d’Europa, dalle destre.

Mauro Cioffari 23 ottobre 2011 - 19:16

Unioni civili e matrimoni civili non sono modelli alternativi ma complementari in una società complessa come la nostra. E’ necessario, per rendere effettiva la parità tra cittadini, dare riconoscimento giuridico alle coppie di fatto e consentire l’accesso all’istituto giuridico che si preferisce lasciando la scelta ai contraenti di scegliere tra il matrimonio o l’unione civile.
Il diritto, nella maggior parte dei Paesi europei ed extraeuropei, non è rimasto indifferente all’evoluzione dei costumi ed esiste oggi un gran numero di provvedimenti legislativi, in tutto il mondo, che disciplinano le nuove unioni.
Rinunciare, a prescindere, al riconoscimento del matrimonio civile per le coppie non eterosessuali in nome del compromesso al ribasso, significa, secondo me, abdicare alla nostra funzione di un partito che si batte per la parità e l’uguaglianza.
Tanto vale iscriversi al Partito Democratico. Ma non sono così masochista.

Saverio Aversa 23 ottobre 2011 - 14:46

@Fulvia Bandoli Queste proposte sono un passo indietro nel percorso della lotta per i diritti ancora negati alle persone non eterosessuali nel nostro Paese. La battaglia per le unioni civili è cominciata nel 1986 e non ha condotto a nulla se non alla presa di posizione del movimento lgbtqi che ha deciso di chiedere pari diritti e pari dignità. La sentenza della corte costituzionale non ha stabilito che il matrimonio è solo per gli eterosessuali ha invece invitato il parlamento a superare l’evidente discriminazione che colpisce le coppie dello stesso sesso. Sel vuole essere all’avanguardia, accanto al movimento lgbqti o preferisce la retroguardia più moderata del Pd su questo argomento?

Saverio Aversa 23 ottobre 2011 - 14:40

@Carlo55 altro che laicità quello che dici! Il matrimonio civile è un istituto giuridico della Repubblica, che c’entrano le origini religiose? Allora quelli che si sposano solo civilmente sono presi in giro perché fanno un rito cattolico? Stupidaggini! E’ come dire che solo i cattolici possono bere il vino poiché si usa per la messa! La Costituzione stabilisce che tutte le cittadine e tutti i cittadini sono uguali e quindi il matrimonio non è riservato solo alle coppie eterosessuali. Oppure vogliamo che ci siano, per esempio, lavori solo per gli uomini e lavori solo per le donne? Anzi, le donne tutte a casa a fare gli angeli del focolare. Ma fammi il piacere!

Fulvia Bandoli 23 ottobre 2011 - 12:53

nel documento ci sono proposte e il confronto si apre per raccogliere idee e anche critiche se c i sono naturalmente, e per correggere se c’è da correggere, ma nel testo si ripropongono tutte le nostre posizioni emerse al congresso e non si forza sul matrimonio, dicendo però chiaramente che in un secondo momento il tema si porrà, abbiamo forse ( perchè io non ho contribuito a scrivelo) voluto scegliere una strada graduale che porti almeno alla conquista di alcuni diritti di fondo per aprire una breccia vera. Nessun compromesso con potentati cattolici, che queste cose noi non le facciamo.

Carlo55 23 ottobre 2011 - 10:29

…ancora una volta si sta facendo una polemica fumosa terminologica tipica del modo di confrontarsi dei movimenti LGBT smarrendo la sostanza che sono i diritti che non ci sono.Il matrimonio intanto è un istituto che ha origini di carattere religioso incorporato dal diritto civile nei tempi moderni e quindi mi pare giusto che una società che vuole affermare e tutelare le scielte dei cittadini di ogni orientamento si ponga il problema di regolare i rapporti di cittadinanza,sul piano dei diritti e dei doveri,riconoscendo al
tri istituti volti a non discriminare le prerogative individuali delle scilete di vita.Questa è laicità.

Andrea Maccarrone 23 ottobre 2011 - 10:23

Alessandro Zan e SEL farebbero bene a non fare come D’ALema, utilizzare argomenti falsi e tendenziosi per giustificare una loro posizione tattica.
La sentenza della Corte Costituzionale non dice affatto che non ci possono essere matrimoni omosessuali in Italia. Se anche noi cominciamo a diffondere certe oscenità giuridiche la vedo proprio brutta.
Il punto è: vogliamo o no piena e completa UGUAGLIANZA? se la risposta è sì per piacere non cominciamo a trincerarci dietro astrusi giri di parole!!!

Mauro Cioffari 23 ottobre 2011 - 10:07

Unioni civili e matrimoni civili non sono modelli alternativi ma complementari in una società complessa come la nostra. E’ necessario, per rendere effettiva la parità tra cittadini, dare riconoscimento giuridico alle coppie di fatto e consentire l’accesso all’istituto giuridico che si preferisce lasciando la scelta ai contraenti di scegliere tra il matrimonio o l’unione civile. Il diritto, nella maggior parte dei Paesi europei ed extraeuropei, non è rimasto indifferente all’evoluzione dei costumi ed esiste oggi un gran numero di provvedimenti legislativi, in tutto il mondo, che disciplinano le nuove unioni.
Rinunciare, a prescindere, al riconoscimento del matrimonio civile per le coppie non eterosessuali in nome del compromesso al ribasso, significa, secondo me, abdicare alla nostra funzione di un partito che si batte per la parità e l’uguaglianza. Tanto vale iscriversi al Partito Democratico. Ma non sono così masochista.

Un mio intervento per approfondire:
https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150873779455508

Saverio Aversa 22 ottobre 2011 - 17:50

Non dimentichiamo che il documento presentato dal Forum Diritti Civili al Congresso fondativo di Sel e che è stato approvato così dice:
“Possibilità per le persone, nel quadro di un’effettiva parità di diritti, di scegliere
liberamente con chi contrarre matrimonio indipendentemente dal genere dei
contraenti”.
“Effettività dei diritti” non cancella “matrimonio” altrimenti quella è una frase subdola.

Salvatore Savastano 22 ottobre 2011 - 17:33

Ragazzi Sel non ha rinunciato al Matrimonio!!

“Ad oggi, dunque, la via del matrimonio tra persone dello stesso sesso- battaglia da perseguire
comunque in futuro – è di fatto preclusa dalla sentenza della Corte. Meglio una legge per la
costituzione di un nuovo istituto giuridico che abbia gli stessi contenuti del matrimonio (quindi
eguaglianza) e che risponda alle esigenze di una società plurale e moderna. A tal proposito la via
giudiziaria non può essere la sola strada percorribile. L’Italia non è un paese di common law dato
che le leggi le fa il Parlamento e non i giudici.” Alessandro Zan

Alessandro dice visto che conosciamo i tempi “lunghi” della cosa proviamo fin da subito ad istituire un nuovo istituto giuridico….e ricordiamoci sempre che Sel nel suo congresso fondativo ha approvato nel manifesto, che anche io ho votato il Matrimonio!!

Saverio Aversa 22 ottobre 2011 - 17:16

Chi ha deciso che le posizioni di Alessandro Zan sono quelle condivise da tutti gli iscritti a Sel? Io non sono d’accordo. Non è che visto che Nichi Vendola si è dichiarato contrario al matrimonio, Sel non può far altro che adeguarsi a questa posizione? Dopo anni di battaglie del movimento lgbtqi italiano sulle unioni civili, si è capito che è necessario chiedere la parità dei diritti per tutte e per tutti e quindi anche il matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Se poi l’istituto matrimoniale deve essere rivisto è un altro discorso. Prima i diritti ancora negati. Sel fa notevoli passi indietro con questa posizione. Non basta avere il leader gay per portare avanti le istanze delle persone non eterosessuali.

Marco 21 ottobre 2011 - 17:56

Condivido quello che dice Carlo55

Angelo83 21 ottobre 2011 - 17:49

Io sinceramente non capisco le persone come Alessio che fanno del matrimonio una questione di principio: io non credo che nelle parole che leggo qui si trasmetta il concetto di essere scesi a patti col matrimonio. Si dice che il matrimonio così com’è ha una struttura obsoleta che spesso costringe le famiglie (ne conosco) a rimanere insieme perchè il divorzio costa troppo oppure a sganciare assegni di mantenimento su criteri assurdi. Quindi occorre intanto riformare il diritto di famiglia per il bene di tutti, anche per quelle coppie etero che non si sono sposate. Come nel resto d’ Europa. Non dobbiamo cadere nella trappola di una cieca emulazione che nulla a che vedere con l’ottenimento dei diritti. Voglio una parità ponderata e di buon senso, non battaglie demagogiche e populiste di principio. Bravo SEL (e Alessandro Zan che mi pare che abbia scritto) per questa lucida analisi.

Carlo55 21 ottobre 2011 - 02:06

…a me sembra tutto coerente…ed anche laico,civile e alternativo…certo per i credenti???…ma resta un problema con la loro fede.Come il divorzio del resto.

Alessio 20 ottobre 2011 - 21:14

è cosi anche sel ha rinunciato al matrimonio gay……….andate al diavolo allora………alla fine non è stato il pd a farsi tirare per la giacca ma voi………infatti vi siete allineati al pd……….da questo momento non faccio più parte di sel……addio

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