Lo stato in cui versa attualmente il nostro paese allarga sempre di più il range delle priorità, rendendo difficile stabilire cosa sia più urgente. In coda purtroppo a tutte le agende setting dei media e del governo, vi è la questione dei diritti civili.
A legislazione invariata, ci troviamo dinanzi a una società che rispetto ad alcuni anni fa è sicuramente più omofoba (vedi l’aumento dei casi di aggressioni) e più razzista. Entrambi questi aspetti sono il risultato di una politica governativa improntata sul razzismo e sull’intolleranza, sull’assenza di ogni qualsivoglia campagna di sensibilizzazione unitamente ad un silenzio – anche se con sfumature diverse – da parte di tutti i partiti all’opposizione rappresentati in Parlamento.
In più aggiungiamo che autorevoli esponenti di governo (di solito leghisti) hanno “sdoganato” l’epiteto razzista, la battuta becera, il dileggio e il disprezzo verso le persone omosessuali fino ad arrivare alla legittimazione della discriminazione (Bossi ha affermato più volte che è giusto che se uno vuole insultare i gay lo possa fare).
Sono mancate negli ultimi anni le voci contrarie. Questo è un dato allarmante. Da un lato la sinistra non è rappresentata in Parlamento e questo ha tolto voce a una parte laica ed amica, e dall’altro, la drammatica crisi economica ha catalizzato l’azione di sindacati e forze sociali sui problemi del lavoro e del reddito delle famiglie, facendo scivolare in basso – e quindi togliendo “voce” – alle rivendicazioni lgbtq.
Di fronte ad un panorama così sconsolante il movimento lgbtq invece di unirsi e mettere assieme forze e strategie per arginare e possibilmente coordinare la reazione alla deriva razzista, si è “scomposto”, continua a litigare ed è incapace di esprimere una linea unitaria.
Nel Documento proposto al 1° Congresso Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà dal Forum Nazionale dei Diritti Civili, (primo documento approvato a Firenze), si è ribadito un concetto che mi piace sottolineare: è necessario che ci sia un “EFFETTIVITA’ DEI DIRITTI”. Questo perché uno dei più grandi ostacoli che impedisce l’adeguamento dei diritti civili in Italia, a quelli Europei richiesti dal Trattato di Lisbona, è la convinzione da parte di molti che la nostra Costituzione già tuteli, nella sua conformazione attuale, i diritti di tutti i cittadini. Questo è stato il motivo per il quale non si è ritenuta opportuna una legge che riconosca dei crimini legati all’omofobia, né una che riconosca quelle coppie legate da vincoli affettivi e quindi suscettibili di tutta una serie di diritti e doveri. Perché tutto ciò che serve, si dice, è contenuto nella nostra Costituzione, espressione dei valori portanti della società italiana…
Egr.Dott.Vendola , sono in Sicilia dal 1997 ( nato a Milano e cresciuto a MIlano) ma vedo che qui in Sicilia è tutto fermo.
I ragazzi appena laureati scappano all’Estero mi sembra come nei film quelli veri sull’immigrazione. Ho constatato che il governo tecnico mi sembra più politico. Quanti problemi questo meraviglioso SUD ma quale alternativa potrà esserci?
Se vogliamo assomigliare a quella vera EUROPA dove diritti e civiltà si assomigliano dobbiamo cambiare la mentalità e insegnarla da piccoli nelle scuole senza discriminare se è bianco o nero o sposato o gay.
Io sono fiducioso.
Cordiali saluti