Benvenuto signor ministro dell’Interno e insieme a lei benvenuti al sottosegretario Alfredo Mantovano, al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, al commissario antiracket Giosuè Marino, a tutte le autorità statali, civili, militari e religiose. Benvenuti a tutti voi cari amici convenuti.
Voglio ringraziare con gratitudine ed affetto la Federazione italiana antiracket (Fai) per aver scelto la nostra città che oggi ospita quest’incontro nazionale in occasione del ventesimo anniversario del movimento antiracket e per aver scelto di tenere l’incontro in questo salone del municipio inaugurato poco più di un anno fa dal presidente della Repubblica Napolitano in visita in città.
Lamezia è un pezzo della Calabria e del Sud che non si è rassegnato e che ha intrapreso la via del riscatto civile e democratico. La nostra storia passata è segnata da tante difficoltà, da vicende drammatiche e da cadute politiche ma anche da riprese e da fermenti.
Qui è nata l’associazione antiracket, c’è stata la prima serrata dei commercianti contro le estorsioni in Calabria, il Comune si è costituito parte civile nei processi di mafia e in uno di questi la sentenza di primo grado ha stabilito un risarcimento record di 5 milioni di euro.
Per la prima volta in Tribunale il vice presidente dell’associazione antiracket, l’amico Rocco Mangiardi, ha indicato gli autori dell’estorsione ai suoi danni.
La giunta comunale sta continuando a tenere alta la guardia con grande impegno e preoccupazione. Anche ultimamente non ha esitato con atti deliberativi forti ed impegnativi a costituirsi parte civile nei confronti di un imprenditore e a risolvere completamente i rapporti.
Così come sta studiando di predisporre delibere di indirizzo per chiudere i rapporti di fornitura sia di beni che di servizi nel caso in cui intervengano procedimenti e misure giudiziarie in via cautelare.
Nell’ambito di questa dinamica positiva per Lamezia, è maturata la decisione, che mi commuove e mi inorgoglisce, dell’onorevole Tano Grasso di accettare la nostra proposta di diventare assessore comunale di questa amministrazione e della nostra città.
Il progetto del tutor antiracket, da lui ideato, è una proposta che ha caratteri innovativi e di grande intelligenza e che offre spunti interessanti e concreti, perché lega sicurezza e sviluppo mettendo in campo una rete che dalle istituzioni alla società civile mobilita un intero territorio al suo sostegno.
Noi sosteniamo con convinzione questa idea e crediamo che possa consentire alle imprese di insediarsi e investire qui nel nostro territorio.
Signor ministro, il metodo dell’integrazione delle decisioni, delle risorse e dei compiti tra enti locali, regioni e Stato nelle sue diverse articolazioni, è il metodo che lei sta promuovendo in tante parti d’Italia e che anche a noi ha portato e porta risultati.
Nel momento più critico della vita della nostra comunità venne stipulato nel Ministero da lei oggi diretto, il “Patto Calabria Sicura”, alla presenza dell’onorevole Minniti che è oggi qui, saluto e ringrazio.
Auspico, come ho già avuto modo di segnalarle nel mio breve promemoria, che ci possa essere un tavolo interistituzionale, un luogo operativo che coinvolga Governo, Regione, Provincia, Comune, coordinato dal Prefetto di Catanzaro, che saluto, su un problema gravissimo della città, sociale prima ancora che di ordine pubblico e che riguarda l’attuale insediamento dei Rom.
Stiamo intervenendo con i finanziamenti del Pon Sicurezza ma c’è bisogno di un intervento organico e risolutivo, di prendere in considerazione ipotesi radicali con finanziamenti adeguati.
Così come unitamente agli altri comuni chiediamo che le assunzioni dei vigili urbani possano derogare il patto di stabilità.
In questa sala non più tardi di un mese fa si è svolta la Conferenza per la sicurezza regionale. Ringrazio le forze di polizia, i prefetti e la magistratura.
Sempre in questa sala il 14 novembre è stato firmato l’accordo di programma quadro tra la Regione, la provincia di Catanzaro, saluto la presidente Wanda Ferro, e il Comune di Lamezia Terme per l’attuazione di importanti investimenti strategici finalizzati alla valorizzazione delle funzioni regionali di questa città. La piena attuazione del “Patto per lo sviluppo”, nei prossimi anni, è fondamentale non solo per Lamezia ma per la provincia e l’intera regione.
Naturalmente sappiamo che quando ci sono grossi investimenti si attirano appetiti e interessi. Perciò ribadiamo che gli appalti importanti del Patto per lo Sviluppo saranno gestiti dalla Stazione unica appaltante regionale.
So bene che i prossimi anni saranno molto difficili. La situazione di pericolo e sovraesposizione in cui si trovano tanti amministratori in Calabria è gravissima.
Sono stato a Sant’Agata d’Esaro dove addirittura il sindaco è stato accoltellato, c’è la vicenda del sindaco di Montauro e anche quella emblematica di Isola Capo Rizzuto di cui ha parlato ieri anche Don Tonio Dell’Olio di Libera in una bellissima lettera a Corrado Augias su Repubblica. Lei signor ministro che è un uomo particolarmente radicato nel territorio, sa bene cosa i comuni e gli enti locali tutti, stanno vivendo per i tagli legati alla manovra finanziaria. Se a questi si aggiungono, come accade quotidianamente in Calabria, i rischi legati all’incolumità degli amministratori la situazione diventa insostenibile. Per questo signor ministro colgo l’occasione odierna per farmi portavoce delle preoccupazioni e al tempo stesso della volontà di resistere di tanti amministratori calabresi.
Lamezia è un’importante risorsa ma ha bisogno di aiuto e collaborazione e il suo sindaco è strumento di questa possibilità di buona amministrazione e buona politica, che segue la strada del bene comune come anche la chiesa locale e il vescovo ci invitano a fare. So anche, naturalmente, che il bene comune tanto auspicato, se viene praticato, viene spesso derubricato da significati negativi come inciuci e trasversalismi. Io e la mia Amministrazione affrontiamo questo sforzo con rigore morale e spirito di servizio.
Nei prossimi mesi svilupperemo quanto iniziato negli anni scorsi: un luogo permanente istituzionalizzato di confronto tra Comune, e i rappresentanti istituzionali del territorio, ai consiglieri regionali e ai parlamentari della città, e a loro ribadisco la nostra disponibilità a lavorare in sinergia recependo anche loro proposte.
Mi permetta signor Ministro, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, vorrei ricordare a noi qui presenti che tra i suoi precedessori c’è stato anche un nostro concittadino, come lei due volte Ministro dell’Interno, Giovanni Nicotera, lui Ministro del Regno d’Italia e lei della Repubblica italiana. A questo proposito, senza vanità, daremo, finito questo intervento, come ricordo di questa visita un libro sulla storia di Lamezia.
Concludo oggi che è l’anniversario della strage di via d’Amelio nella quale morirono il giudice Borsellino e le persone della sua scorta.
Questa sera anche a Lamezia ricorderemo il giudice Borsellino, il giudice Falcone e le persone morte insieme a loro.
E con questi ricorderemo i nostri martiri, l’ispettore di polizia Salvatore Aversa e sua moglie Lucia Precenzano, i lavoratori Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, il giudice Francesco Ferlaino.