Una grande potenzialità che il nostro Paese non riesce ancora a valorizzare completamente sono le donne, vere acrobate che si dimenano tra lavoro, famiglia e società.
Si evidenzia così come nel nostro paese permanga una cultura che, a trent’anni dall’inizio del processo di femminilizzazione del mercato del lavoro, stenta ancora a riconoscere il mutato ruolo della donna in seno alla famiglia e alla società, e che è ben lontana dal fornire effettiva sostanza al principio delle pari opportunità.
Rispetto ai paesi del Nord Europa, dove le donne lavorano senza per questo rinunciare alla maternità e i tassi di occupazione femminili sono elevati, l’Italia si caratterizza da un bassissimo livello di fecondità e da un altrettanto modesto tasso di occupazione femminile, uno dei più bassi dell’Unione Europea. Non solo, il nostro Paese si colloca agli ultimi posti della graduatoria in materia di spesa pubblica per la famiglia, la casa e l’esclusione sociale, cui dedica una piccolissima parte del Pil, contro una più elevata media europea.
In Italia, infatti, esiste una forte carenza di servizi per l’infanzia, oggi l’offerta pubblica di servizi copre solo in parte la domanda, lasciando inaccolte molte delle richieste effettive.
La gravidanza, rappresenta per le donne lavoratrici una vera problematica: tante infatti, tra quelle occupate al momento della gravidanza, non lavorano più dopo il parto, perché si licenziano, perché è scaduto un contratto che non è stato rinnovato, perché sono state licenziate.
D’altronde la maggior parte dei datori di lavoro ritiene la maternità un problema, perché le donne, di norma ritenute più determinate e affidabili degli uomini, tornano al lavoro meno motivate e disponibili.
Siamo di fronte ad una società economica discriminante nei confronti delle donne, grazie alle quali la famiglia italiana può formarsi e crescere. Siamo giunti ad una condizione non più sostenibile, non più gestibile, ecco perchè “SEL” che attualmente incarna sensazioni e prospettive della nuova Sinistra italiana deve, partendo dalle prossime elezioni regionali, proporre politiche che vadano oltre il tanto discutere di pari opportunità, passando velocemente ad un fattivo sistema di equità sociale.
“Sinistra Ecologia Libertà” deve farsi carico di queste croniche anomalie che, specialmente in questa epoca di profonda crisi economica, vanno a ledere il già traballante impianto che sorregge la nostra società fondata su un modello famigliare.
Occuparsi a “piene mani” di queste criticità, significa anche generare una positiva dinamica nei rapporti fra “SEL” e la gente comune: fiducia, trasparenza, reale intendimento dei sentimenti, delle ansie e delle paure che ci accomunano.
Pensate cosa voglia dire, e quanto sia importante essere compresi. La comprensione come primo passo verso un reale cambiamento di tendenza che possa sostituire l’esclusione con l’inclusione.
Andrea Sironi
Grazie Andrea, grazie Nichi per il tuo post, certe volte, come donna, mi viene uno sconforto.