Elezioni subito

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Dopo quello che è accaduto oggi in Parlamento, è il momento che le opposizioni unite richiedano le elezioni anticipate. L’ipotesi di governo tecnico è senza fondamento e credibilità e non corrisponde alle reali esigenze del Paese. Il governo tecnico è una sorta di abracadabra che funziona per i palazzi immaginari della politica. Invece sarebbe utile che le opposizioni insieme chiedessero le elezioni anticipate. In Spagna l’annuncio di elezioni anticipate ha avuto persno un effetto naturale e benefico  sull’andamento delle quotazioni dei titoli di Stato; da noi, per ragioni misteriose, le elezioni sono esorcizzate da diverse parti dello schieramento politico.

Bisognerebbe avere la generosità di capire che oggi è il momento di seppellire il cadavere putrescente della seconda Repubblica, di fare i conti con il berlusconismo dal punto di vista culturale e non solo politico. In Italia vincerà il centrosinistra e per far cadere Berlusconi non servono giochetti e manovre che rafforzano il palazzo, mentre creano fratture insanabili con i cittadini e con la società, già sfiduciata. E’ necessario piuttosto connettersi con i movimenti.

Un governo tecnico dovrebbe servire a dare risposta a problemi tecnici, ma qui non ci sono problemi tecnici, ci sono solo problemi politici. I problemi dell’Italia riguardano una drammatica e sconvolgente crisi economica, finanziaria, sociale, ambientale e persino un elemento di rottura antropologica, visto che le nuove generazioni sono sbalzate fuori dalla prospettiva di un futuro produttivo.
In Italia abbiamo bisogno di un cambiamento politico per rispondere politicamente alla crisi, non con ricette di macelleria sociale mascherate dalla aureola della tecnicalità e della tecnocrazia. Abbiamo bisogno di rispondere politicamente alla domanda: chi paga la crisi? Quindi prima il centro sinistra si libera delle formule magiche degli apprendisti stregoni e di un certo politicismo, prima ci si accorge che il centro sinistra è vincente nel cuore della società italiana, che c’è una domanda forte e formidabile di cambiamento, e meglio sarà per il Paese.

Non vorrei che fosse l’opposizione a dare l’impressione, in alcune delle sue componenti, di svolgere un ruolo di stampella nei confronti del berlusconismo morente. Sarebbe un abbraccio mortale.

Nichi Vendola

Ci sono 28 commenti per questo post
Amedeo 13 ottobre 2011 - 16:36

Non ci sono scorciaotie ne governi dei tecnocrati: ELEZIONI SUBITO!

Nino 13 ottobre 2011 - 15:27

fa rimanere di stucco l’affermazione di taluni secondo i quali con questa classe dirigente del centrosinistra sarebbe possibile tagliare le spese militari, indirizzarsi verso la greeneconomy, tassare i patrimoni dei ricchi, spostare la spesa verso il lavoro ed imporre la tobin tax.
Tagliare le spese militari, quando c’è una sottomissione totale verso gli usa?
Spendere a vantaggio del lavoro, imporre la tobin tax e la patrimoniale, quando la bce è considerata l’oracolo di delfi?

Per fare ciò è necessario avere una classe dirigente autonoma. Chi in cuor suo pensa che bersani, letta, d’alema, franceschini, veltroni e di pietro siano autonomi da usa e bce?

Piero 12 ottobre 2011 - 21:56

Nichi
E’ mai possibile che mentre raccogliamo le firme per ridurre gli
armamenti non siamo capaci di chiedere di fermare la guerra.
Com’è possibile vivere con una così enorme contraddizione all’interno di SEL.In politica Nichi,lo sai meglio di me,i sentimenti non contano niente.Contano le dichiarazioni.Contano i fatti.Ed allora,benedetto Iddio al quale anche tu credi, trova il tempo di farla questa dichiarazione.

Piero 12 ottobre 2011 - 21:37

NUOVE GUERRE SONO IN ARRIVO

Caro Nichi
Sembrava quasi certo che dopo la Libia toccasse alla Siria. Oggi sembra invece che tocchi all’Iran.Il cambiamento probabilmente è dovuto al fatto che la guerra in Siria è stata
giudicata ben poca cosa.Gliene serve in questo momento una molto
ma molto più grossa e quella all’Iran è considerata adeguata
anche perchè l’Iran possiede molto probabilmente ordigni nucleari e di certo vettori per portargli sugli obbiettivi.
Dovesse servire in questo momento agli Stati Uniti una guerra molto estesa,l’Iran potrebbe risultare l’obiettivo giusto da attaccare.
Ricordiamo da Firenze,Pistoia e da tante altre parti al compagno Vendola che devi ancora fare quella famosa conferenza stampa per chiedere l’uscita delle truppe NEOCOLONIALI ITALIANE IN GUERRA OLTREMARE.
Nichi,devi in ogni modo ed in fretta trovare un’ora di tempo
per incontrare i giornalisti e le TV per chiedere il ritiro.
Non può SEL un minuto di più essere giudicata un partito
NEOCOLONIALE.Se non fai questo,che poi è la cosa più ovvia da fare specie per te che non c’è alcun dubbio che sei contro la guerra,noi avremo politicamente azzerata la nostra credibilità a sinistra e nei movimenti.
Altrimenti devi dire chiaramente qual’è il motivo per cui non lo fai.

Giuseppe Romano 12 ottobre 2011 - 20:31

SONO TURBATO, TURBATISSIMO, INDIGNATO!

Grido a favore delle dimissioni del governo Berlusconi!

La mancata approvazione, da parte della Camera, dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato è un fatto, come tanti, senza precedenti. In evidenza è l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla sua coalizione di maggioranza. Questa situazione istituzionale scandalosa unita al malessere delle masse popolari e proletarie implicano riflessi a brevissimo termine che non possono sfuggire agli osservatori più attenti, ai pensatori d’avanguardia. In un Paese normale un bel voto di sfiducia al governo in carica non lo negherebbe più nessuno. In un Paese normale; ma siamo in Italia. Il 15 ottobre, sabato, un’oceanica manifestazione nazionale di giovani, di lavoratori, di precari, a Roma, rivendicherà con convinzione il diritto a marciare verso i palazzi del Potere, contestando profondamente la natura del sostegno politico a quest’esecutivo che, fin tanto che avrà i numeri, non mollerà mai il Potere. La svolta è a portata di protesta indignata; è vicina. Si possono chiedere le dimissioni di Berlusconi, alla luce delle contraddizioni della sua stessa maggioranza, e, sulla spinta di una grandissima indignazione popolare e proletaria, imporre le dimissioni. Con una mobilitazione continuativa e radicale il governo è destinato a cadere! Della qual cosa anche il Sig. Presidente della Repubblica non potrà che prenderne atto ed agire di conseguenza. Mi pare logico. Alla fiducia comprata di un Parlamento di nominati seguirà una sfiducia di massa dalla portata definitiva. E’ l’esito sperato e previsto. Alle piazze di Roma, d’Europa e mondiali!

Giuliano Ciampolini 12 ottobre 2011 - 17:39

Caro Nichi, Elezioni subito e le argomentazioni che hai utilizzato… sono proprio quello che, anche a mio parere, era necessario dire con forza e con chiarezza (e meglio non poteva essere detto).

Un abbraccio.
Giuliano
P.S.: Caro Nichi, perchè ti risulta così difficile dire “basta con i bombardamenti in Libia, basta con l’assedio delle città dove c’è il rischio di una catastrofe umanitaria e di una carneficina: è necessario che l’Italia e l’Onu contribuiscano ad una soluzione diplomatica/umanitaria”.

In marzo Sel nazionale ha approvato un Documento che condivido: NO A GHEDDAFI, NO ALLA GUERRA”: perchè dopo quel documento SEL è piombata nel silenzio totale sulla guerra in Libia?
Dicendo la nostra opinione (sulla Libia e sull’Afghanistan) probabilmente, non ci ascolteranno… ma è importante per affermare la nostra coerenza e la nostra DIGNITA’ politica e – a nome di tutta SEL – il NO alla carneficina finale nelle città assediate in Libia devi dirla tu, il nostro Presidente.

Maurizio 12 ottobre 2011 - 17:28

Dato che l’articolo preposto non si può commentare… spero che i responsabili dell’insano manifesto di oggi di Roma, che stanno facendo fare al Partito una magra figura, si dimettano da tutti gli incarichi. In primo luogo per il danno arrecato alla nostra immagine. In seconda battuta, ma non meno importante, perché quel manifesto mostra come queste persone abbiano un’idea alquanto strana di Sinistra, non riconducibile a quella del nostro Partito e dei suoi membri.

Fabio Roggiolani 12 ottobre 2011 - 17:07

CF

che non è sinonimo di codice fiscale perchè hai una faccia, condivido per filo e per segno la tua riflessione.
Ti chiedo se possibile di inoltrarmela in maniera integrale per pubblicarla su http://www.ecquologia.it.
Con la politica del debito la sinistra fu messa nell’angolo e il paese devastato dal cemento, non si esce dalla crisi se non sappiamo cambiare la politca della spesa per riorganizzarla e riorientarla verso il lavoro e le famiglie basandosi sulla green economy.
Si può avremo più ricchezza reale e più lavoro, che dignità ha un popolo se non sa contare sulle proprie forze?
Tobin tax, patrimoniale su patrimoni elevati, riduzione profonda delle spese militari ecc ecc
Si può fare ma senza averne paura, la sfida è sul riformismo reale non sulla purezza assoluta o relativa che nessuno ha SEL compresa.

Fabio Roggiolani 12 ottobre 2011 - 16:52

condivido le riflessioni di cf, e invece non condivido le litanie se con prc udc fds oppur pd idv indignados ma come si fa a ecc.
Ma il gruppetto del soli è meglio, isolati meglio ancora aspettando che il capitalismo ruini e poi noi…….

CF dice cose sacrosante, il bilancio catastrofe è il trucco della finanza che ha corrotto le menti e le speranze.
Siamo diventati popoli di strozzini e speculatori invece che di artisti, artigiani e lavoratori.
La Grecia delle pensioni a 48 anni elegge Caramanlis, oppure che aspetta l’eroico popolo greco a chiedere la fine delle spese militari e il tentativo imbecille di far la guerra con 15 milioni di greci a 80 milioni di turchi?
DC e PSI con il silenzio (ma che potevano fare dire di no?) dei sindacati e di tutte le opposizioni fecero regali a tutti, crearono eserciti di clientes nelle ferrovie, nella forestale,nello stato ecc ecc.
Pensioni dopo 15 anni di lavoro,abbiamo un milione di persone che sono andate in pensione a 39 anni!!!!!
E per far questo abbiamo spremuto i popoli del terzo mondo e ci siamo corrotti dentro.
Oggi si può costruire una politica frugale e felice in uno stato e in una economia che da lavoro ed è rinnovabile.
Su questo dobbiamo confrontarci.
Caro CF vorrei i tuoi articoli per il sito http://www.ecquologia.com vorrei davvero che cominciassimo a scrivere queste cose e a sistematizzarle.
2miliardi alle rinnovabili hanno reso 3,5 miliardi di iva e 150.000 posti di lavoro.
Dopo Bretton Wood ovvero la fine del rapporto dollaro oro la economia finanziaria ha lasciato la realtà distruggendo e distruiggendoci.
Le risorse per il welfare, per le famiglie per ……. ci saranno.Governa chi sa cambiare lo stato di cose presenti, si riunisce in solitudine chi pensa generosamente e con tutta la nostra stima solo alle cose future.
Ma di cosa avete paura?
La paura è indotta dal potere come il clientelismo e ne è l’altra faccia, lo stato o ti compra o ti terrorizza.

Alfonsodt 12 ottobre 2011 - 16:24

caro NICHI come si fa a non condividere quello che Tu hai scritto
il problema però è un altro,visto che lo schieramento con cui apparentarci è quello classico,PD,IDV e noi di SEL,più i movimenti e compagnia cantando il problema dicevo è un altro,con quale programma?colgo quello che Tu dici e rivendichi,chi paga cosa,
ma siamo sicuri che quelli che fino ad oggi sono per la filosofia liberista domani vorranno mettere i paletti e creare giustizie sociali? non è che ci troveremo una volta vinte le elezioni come il popolo greco che sta subendo la più amara e catastrofica recessione politica ed economica della sua vita il tutto imposto dalla BCE e dal governo franco tedesco,ma che viene eseguito fedelmente da un governo che a parole si definiva di centro sinistra?cosa voglio dire con ciò, attenzione caro NICHI che non ci fanno fare la fine del gambero,che credeva di andare avanti ma si è ritrovato per sua iattura molto ma molto indietro.- i processi vanno governati ed è giusto che ci sporchiamo le mani,però attualmente vige una sola filosofia di pensiero ed è quella dominante del liberismo economico finanziario,metterci attualmente sulla ferrovia con questo treno impazzito potrebbe crearci non pochi problemi,se prima non si inizia un discorso di condivisione a livello europeo sul chi e come si deve pagare questa crisi.- questo debito nazionale abnorme è il frutto di circa 20 anni di sciacallaggio politico finanziario,qualcuno mi può spiegare adesso perchè tutto si deve risolvere con due anni di tempo? ringrazio anticipatamente chi vorra rispondere a questa mia semplice e modesta domanda.-con l’affetto e la stima di sempre alfonso di tullio mil/te SEL.

Pino 12 ottobre 2011 - 15:08

Per Luca ..io non lo so come si fa…e nemmeno mi interessa saperlo….. so solo che se le scelte di SEl sono dettate da interessi puramente elettoralisti …posso tornale tranquillamente da dove provengo ..il movimento…tra l’altro sono uno di quelli che ha fondato SEL nella mia città, convinto di creare un organizzazione differente, allargata non gerarchizzata e democratica….con una visione politico-economicada non assimilabbile a quella odierna…

Nino 12 ottobre 2011 - 15:06

la federazione non è molto diversa da sel. Appoggio del movimento del 15 ottobre e poi alleanza democratica con il pd, per qualche poltrona in parlamento.

Cf 12 ottobre 2011 - 15:00

IL paradosso che si fà fatica a cogliere è che proprio una politica disattenta rispetto alla stabilità dei conti pubblici ed alla necessaria riduzione del debito, comporterà uan “macelleria sociale”. Perchè per far fronte alla spesa sociale occorrono risorse ed in assenza di esse non è possibile l’erogazione dei servizi. A differenza di come – superficialmente – si crede occorre ridurre il debito pubblico proprio per evitare di trovarsi nella situazione disastrosa e “pesante” della Grecia. Che è bene ricordare – ad i troppi smisurati – è chiamata oggi a tagli drastici non a causa di oscure e capricciose divinità (o enti finanziari) ma per l’insostenibile debito pubblico accumulato nel tempo. La Grecia paga oggi il prezzo della sua stessa dissennatezza (ètà pensionabile molto bassa, apparato publico elefantiaco, spesa pubblica senza controllo), aggravato da un diffuso indebitamento anche delle famiglie (mentre l’indebitamento privato in Italia è molto più contenuto) che rende il paese sostanzialmente incapace di assolvere agli impegni assunti. Come sarebbe ora di comprendere tutti che riduzione del debito pubblico e contenimento della spesa pubblica NON significano automatico taglio delle spese sociali, di quelle per l’istruzione e la sanità. In questo stà – e deve stare – la differenza tra l’attuale governo e quello auspicabile del centrosinistra: Non tagli alla spesa sociale (come ha fatto Tremonti) ma eliminazione della spesa improduttiva attraverso la razionalizzazione e la riduzione degli enti e delle società pubbliche, l’accorpamento delle funzioni (che significa NON riduzione del personale o riduzione dei servizi ma riduzione delle strutture organizzative e conseguenti unità dirigenziali; in Italia abbiamo nel pubblico impiego un numero di dirigenti elevatissimo che potrebbe essere ridotto ad 1/5 di quello attuale), riduzione dei centri di erogazione (con riduzione enorme della spesa per la gestione ordinaria e l’apertura di sedi che funzionano parzialmente e che potrebbero tranquillamente essere accorpate senza ridurre quantità e qualità dei servizi) e riduzione significativa dei costi della politica (a partire dalla riduzione di indennità, vitalizzi e numero di eletti). Invece la difesa tout-court della spesa pubblica attuale (ed ancor peggio pensare di aumentarla) porterà il paese diritto verso il baratro dell’insolvenza…allora si che si taglieranno le spese sociali e gli stipendi pubblcici (perchè a quel punto non si avrà altra scelta, proprio come stà accadendo in Grecia). Certamente occorrerà agire anche sul fronte delle entrate, introducendo una patrimoniale ordinaria (sui patrimoni significativi e non sul risparmio accantonato dalle famiglie) e iniziando una seria lotta all’evasione. Ma le entrate derivanti da queste azioni non dovranno certo servire a sostenere ulteriore spesa pubblcia (continuando così ad indebitarci) ma a ridurre la pressione fiscale che ha raggiunto in Italia livelli non sostenibili. Perchè – questo l’atro aspetto imprescindibile – se voglaimo rilanciare l’economia per ridurre il livello di disoccupazione occorre favorire i consumi e ridurre il costo del lavoro per le imprese (obbiettivi, entrambi, conseguibili riducendo la pressione fiscale). Se poi invece vogliamo andare avnati così come adesso, continiamo a sostenere una linea politica che prescinda dalle reali possibilità, come se avare la consapevolezza di un’ingiustizia o di un diritto bastasse per rimuovere la prima o assicurare il secondo. Ma poi non lamentiamoci quando davvero saremo ridotti come la Grecia.

Luca 12 ottobre 2011 - 14:53

Per Pino e Nino domandolo alla FdS al PRc al PdCI come si fa che si alleano in regione Liguria con UDc idem savona ecc e persino in un comune della Sicilia si allea con FLI capito con SEL fuori chiedilo loro forse tu lo sai!

Carlo55 12 ottobre 2011 - 14:43

ops…scusa…Nichi…molto somessamente…ma l’aureola santifica,mi sembra…non maschera…no?

Carlo55 12 ottobre 2011 - 14:38

…Nichi è stato chiaro!…l’alternativa e il cambiamento si costruisce insieme…e rispondendo alla domanda dirimente che ha posto…Chi paga la crisi?…solo da qui potremo capire chi sono gli attori del cambiamento vero e ‘inizio di una nuova epoca!Come è stato detto si vince solo con il più ampio consenso,con i movimenti, e l’Italia migliore.

Nino 12 ottobre 2011 - 14:35

eppure pino, si fa.
Sel in questo modo pensa di acchiappare i moti di quelli che sono contrari alle politiche della bce e poi, ovviamente, di andare ad allearsi con chi questa politica condivide.
Alla fine i posti al governo si ottengono!

Pino 12 ottobre 2011 - 14:07

scusate non capisco ….forse per l’età…ma come si fa ad appoggiare la manifestazione del 15 cm e allo stesso tempo fare un alleanza elettorale con il PD e IDV …forse vi sono delle affinità che non colgo????forse avvallare e opporsi alla politica della BCE e alle banche è uguale???……..se qualcuno me le spiega…in ogni caso se devo scegliere tra il movimento e il PD …non ho dubbi scelgo il movimento..

Nino 12 ottobre 2011 - 13:36

cf, quindi, auspicherebbe, essendo il rigorista che è, per l’italia gli stessi tagli che sta subendo la grecia.
Se questi sono gli alleati o gli elettori di sel, meglio gli avversari.

Cf 12 ottobre 2011 - 13:27

Immagino che chi, come Nino, sostengano che la soluzione dell’attuale crisi passi attraverso l’aumento della spesa pubblica, sia anche in grado di spiegare con quali risorse si dovrebbe assicurare tale ulteriore spesa. Mi chiedo sinceramente come sia possibile ragionare oggi utilizzando come parametro di riferimento la condizione di un secolo fà (la crisi mondiale del ’29), trascurando i profondi, radicali ed irreversibili cambiamenti intervenuti nel frattempo nella società. Quando si fanno affermazioni come quelle di Nino si ha la consapevolezza del grado di indebitamento del paese? e che quel debito è detenuto per circa 2/3 da stranieri (banche e privati di altre nazioni, così come – in parte – dalla stessa BCE), senza i quali l’Italia NON sarebbe in alcun modo in grado di assicurare (attraverso l’acquisto nel tempo dei titoli di stato) la copertura finanziaria di quel debito. Chi fà affermazioni come quelle di Nino (o le condivide) si rende conto che se – per mancanza di fiducia – non si rinnovassero i titoli di stato alla loro scadenza (ovvero se gli italiani, ma soprattutto gli stranieri suddetti non continuassero nel tempo ad acquistarli) lo stato resterebbe senza i soldi necessari alla mera gestione ordinaria, non sarebbe in grado – dato l’alto indebitamento attuale – di pagare gli stipendi stessi dei dipendneti pubblici o erogare le pensioni maturate? Altro che aumentare la spesa pubblica. Possibile che non si comprenda che l’indebitamento è una condizione di estrema fragilità?; in primo luogo perchè gli interessi passivi che maturano su di esso (i titoli di stato non vengono acquistati per filantropia ma a fronte del riconoscimento di un interesse, che aumenta con l’aumentare del rischio insolvenza) ed in secondo luogo perchè il possesso di esso da parte di stati o enti esteri ci rende più dipendenti da loro (dato che non possiamo correre il rischio di un loro disimpegno, dobbiamo accogliere le loro istanze. O si crede che non ci siano relazioni tra le nostre scelte di politica estera e militare con il possesso di una consistente parte del nostro debito da parte di Francia e Germania?). E se dobbiamo utilizzare le risorse aggiuntive che otteniamo da ulteriori tassazioni o dalla lotta all’evasione per coprire und ebito sempre maggiore, come si pensa sia possibile aumentare la spesa pubblica tanto auspicata da Nino? Ma forse si pensa che basti andare al governo per cambiare le cose, indipendentemente dalla realtà. Non rendendosi conto che l’Italia non è un pianeta a se stante che gravita in una sua orbita indipendente, ma è parte di questo mondo globalizzato rispetto al quale è in un rapporto di interdipendenza inscindibile. Il IXX secolo è finito da tempo e sarebbe ora che ce ne accorgessimo tutti.

Giuseppe 12 ottobre 2011 - 13:14

Purtroppo caro Nichi l’ultimo capoverso che hai scritto è molto veritiero, dalla famosa BICAMERALE in poi sembra che quando il centro destra entra in difficoltà e litigano furiosamente tra di loro, ecco comparire un DALEMA, un FASSINO, un GENTILONI, un VELTRONI che con i loro discorsi e/o peggio ancora con i loro atti vanificano gli sforzi e le speranze per un cambiamento reale e non di facciata. Non ho citato BERSANI che mi sembra come quei sindaci e/o amministratori locali che ogni mattina devono chiedere e chiedersi se hanno ancora la maggioranza e possono esercitare le loro funzioni.
Le lezioni di MILANO, NAPOLI, CAGLIARI, BOLOGNA per citare i più
famosi sembra non abbiano insegnato niente.
Per cui elezioni subito anche con qualsiasi coalizione che si riesce a costruire e vada come vada, noi e l’ITALIA MIGLIORE ne guadagnerremo in credibilità e dignità.
La speranza e il sogno per un futuro migliore nonostante tutto non li perderemo mai. ORA TOCCA A NOI.

Nino 12 ottobre 2011 - 12:22

cf, finalmente, è chiaro.
Prima si taglia la spesa pubblica e il debito e poi si può pensare al rilancio dell’economia.
Quindi per cf i due tempi prodiani, prima la stabilizzazione economica e poi il rilancio economico, sono ancora attuali, dimenticando che, essendo da tre anni in una crisi economica simile a quella del 29, quindi, c’è bisogno di piu’ spesa pubblica.
Non è difficile comprendere che, essendosi realizzata da vent’anni questa filosofia, i risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti.
Anche le riflessioni di cf dimostrano, però, che a sinistra la filosofia rigorista si è radicata con particolare pericolosità.
Con questi alleati o elettori sel non speri di eliminare il berlusconismo o il tremontismo.

Berardino Cesi 12 ottobre 2011 - 11:48

In base ai sondaggi di Ballarò, la coalizione SEL+IDV+PD sarebbe nettamente in testa. Il problema è poi come queste percentuali si trasformano in seggi con la legge elettorale, al senato si potrebbe rischiare un nuovo semi-pareggio. Comunque alla domanda sulla credibilità dell’alternativa di centro sinistra, il popolo ha riposto in maggioranza NO. Sarebbe ora che il PD si svegliasse e cominciasse a porsi il problema di cosa fare di una parte della sua dirigenza che a mio modo di vedere sta diventando un vero ostacolo.

Felice Di Giandomenico 12 ottobre 2011 - 11:13

Due i punti messi in evidenza da Nichi in questo suo intervento sui quali dobbiamo tutti convergere: l’importanza di una costruttiva connessione con i vari movimenti e l’invito a certa parte del centrosinistra a liberarsi delle formule magiche e, aggiungerei, a liberarsi di quella saccenza, di quella chiusura mentale e indisponibilità al dialogo che tanti danni hanno arrecato all’intero paese in tutti questi anni. Ora non possiamo permetterci di far fronte anche alle paturnie e alle mille e passa anime del PD; se la vedano tra loro ma almeno non mettano i bastoni tra le ruote a chi ha voglia di cambiare sul serio questo stato di cose attraverso iniziative politiche e mobilitazioni di massa.
Da ieri questo governo – già malridotto e fiaccato da faide interne – è ufficialmente giunto al capolinea. Non dobbiamo e non possiamo più permettergli di sopravvivere causando ulteriori disastri al paese; Berlusconi e quei pochi leccapiedi che gli sono rimasti fedeli stanno trascinando l’Italia alla rovina, economica, politica, sociale, morale.
Questa volta l’opposizione non può permettersi di tentennare come al solito, il momento è propizio per dare uno scossone alla politica italiana ridotta ai minimi termini da un manipolo di personaggi tanto squallidi quanto deleteri. Giusta anche la sottolineatura di Nichi riguardo al fatto che l’opposizione possa dare l’impressione, in alcune delle sue componenti, di svolgere un ruolo di stampella nei confronti del berlusconismo morente. Purtroppo è una sensazione che – almeno a me personalmente – mi perseguita da anni…
Caro Nichi, se ciò fosse non sarebbe un abbraccio mortale ma una disfatta di proporzioni immani per questo nostro povero paese. Per questo elezioni presto, elezioni subito.

Giuseppe Prete 12 ottobre 2011 - 10:53

TERGIVERSARE CERCANDO LA CREAZIONE DI IMPROBABILI GOVERNI TECNICI CON GOVERNI DI INCIUCI IN UN MOMENTO CRITICA PER LA NAZIONE VUOL DIRE FARE GLI INTERESSI DEL GOVERNO ATTUALE, NICHY VENDOLA HA INDICATO LA STRADA DA SEGUIRE,E LE Z I O N I S U B I T O ,NOI SIAMO PRONTI

Cf 12 ottobre 2011 - 10:47

Seguo l’evolversi dell’esperienza di SEL dalla sua nascita (quando ancora la parola Ecologia non era stata inserita nel suo nome), dalla scelta – necessaria ma dolorosa – di avviare un cammino nuovo e distinto rispetto alle esperienze personali e politiche fino a quel momento compiute. Seguo attentamente Vendola da quel momento, anzi dal momento in cui ha tentato – in estremis – di assicurare alla prinicpale forza partitica della sinistra post-PCI un futuro, senza – purtroppo – riuscirci a causa degli egoismi e dei personalismi di una dirigenza politica sempre più arroccata su se stessa (e dalla quale mi auguro che SEL abbia preso definitivamente le distanza). Condivido spesso i suoi lucidi ed accorati interventi, condivido il suo progetto politico, ma – in sincerità – comincio a temere una crescente impazienza che rischia di vanificare il progetto di costruzione di una alternativa politica stabile e duratura e soprattutto, il progetto di un profondo cambiamento di questo paese. Con questo non voglio assolutamente disconoscere la legittimità dell’aspiazione personale di Vendola ad assumere la leadership della coalizione di centro-sinistra che si presenterà alle prossime elezioni, anzi auspico che Vendola riesca in questo intento, ma non al prezzo di mettere a rischio i necessari ed improcrastinabili interventi di stabilizzazione e riordino della spesa pubblica (senza la quale ogni progeto politico – per quanto valido ed auspicabile – non potrà che rimanere carta straccia), come di rilancio dell’economia del paese (senza la quale nessun rilancio occupazionale è possibile). Con questo non voglio sostenere che debba essere necessariamente un governo “tecnico” di transizione ad occuparsi di queste dirimenti questioni (stabilizzazione e riordino della spesa pubblica e rilancio dell’economia) ma è evidente che non si può correre il rischio di un passaggio elettorale dal quale non scaturisca una maggioranza forte e coesa, capace di assumersi l’onere delle scelte difficili che ci attendono (difficili perchè il presupposto necessario a costruire una società più equa e solidale è risolvere SUBITO i problemi attinenti ai conti pubblici ed alla stagnazione economica; e farlo in tempi brevi è tutt’altro che indolore per tutti). Ed è evidente che allo stato attuale il centrosinistra non ha un consenso così ampio da assicurare una netta maggioranza nei due rami del parlamento (e non sarebbe certo l’allargamento a sinistra a risolvere il problema, anzi ne creerebbe altri maggiori in termini di stabilità); anzi è più che probabile che in caso di elezioni con la legge attualmente vigente al senato non si determini la stessa maggioranza della camera. Dunque dei due scenari possibili o si arriva al referendum per l’abolizione parziale dell’attuale legge (o provvede un governo di transizione a recepire il quesito referendario) prima delle elezioni ed in tal caso si dovrebbero anche attuare alcune scelte contingenti non rinviabili in materia di spesa pubblica (l’Italia non reggerebbe un altro anno senza mettere mano alla materia) o – nel caso di elezioni da qui a pochi mesi – si dovrebbe necessariamente orientarsi verso un allargamento della coalizione di governo che comprenda anche il cosiddetto terzo polo (con conseguente mediazione sul programma), senza il quale non saremmo in grado di assicurare la necessaria stabilità dell’azione dell’esecutivo. Da queste due opzioni non si esce; ci si può illuderere di farlo ma non esiste una terza possibilità. E si farebbe davvero un pessimo servizio al paese tutto non fare i conti con i nostri limiti (illudendoci come ha sempre fatto la sinistra in italia negli ultimi 20 anni di godere di un’autosufficienza insesistente) o illuderci che sia la determinazione del leader della coalizione attraverso un processo pre-selettivo aperto come le primarie ad annullare tutto il gap politico-programmatico e di consenso che caratterizza l’odierno centrosinistra italiano.

Franco Mari 12 ottobre 2011 - 09:44

Credo sia utile stampare al più presto questo scritto di Nichi come manifesto da affiggere dove si può.

Armando Bacchetti 12 ottobre 2011 - 02:45

E mai possibile che occorra cosi tanto,per convincersi che le elezioni subito sono l’unico rimedio possibile.Tutte le energie
delle opposizioni dovrebbero essere dirette a stringere le forze
della maggioranza in un assedio continuo e a spendersi nel paese per far pesare la condotta dissennata di questo governo.
Oppure si vuol rischiare che assuma credibilità un progetto
tecnocratico-padronale che riproporrebbe le solite ricette
liberiste,il Pd deve decidersi se vale di più il riproporsi
come il maggior partito di opposizione,punto cardine del
progetto bipolare ,oppure essere forza decisiva di un progetto di cambiamento. Si perchè oggi questa e l’esigenza politica
emergente ,un cambio delle classi dominanti di questo paese,
un progetto di lotta politica che non si risolverà neppure
con i migliori risultati elettorali ,ma che a partire da questi
intrecciandosi con le lotte sociali future può aprire un nuovo
destino per il paese.Noi siamo ancora una piccola forza politica
ma lavoriamo per grandi prospettive,e lavoriamo per tutti
senza sentire l’esigenza che ci venga riconosciuto un merito
particolare,questo dovrebbe essere lo spirito che anima le componenti del nuovo centrosinistra.Sabato prossimo sarà l’ennesima occasione per incontrarsi in piazza a roma con
la parte migliore dell’italia voglio augurarmi che ci sarà
anche ilcentrosinistra o almeno le parti piu dinamiche e convinte della necessità del cambio.
Forza Nichi siamo con te.
armando

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

Lavoro. Precarietà. Intervento di Nichi Vendola

Sono infastidito quando le prime domande sono sempre sulle alleanze, sulla leadership ecc…Penso che il tema piu’ scottante con cui la politica e il centrosinistra debbono fare i conti e’ la precarieta’, il fatto cioe’ che c’e’ un’intera generazione che fatica ad agganciare una prospettiva di  collocazione della propria vita nel futuro. Un’intera generazione che [...]

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