Futuro? Annullato per privatizzazione di Alba Sasso

  |     |   5 commenti

A qualche settimana di distanza dalla approvazione del disegno di legge delega sull’Università e a una lettura più approfondita del testo appare dolorosamente chiaro che la chiave di lettura della riforma dell’Università Gelmini-Tremonti è  proprio nella legge 133. Nel taglio di  un miliardo e mezzo di fondi per il finanziamento ordinario delle Università. ( In realtà quattro miliardi, sommando le varie voci, nei prossimi cinque anni). E nella ripetizione costante (11 volte) del “senza ulteriori oneri per lo Stato”. Una visione vecchia- dice Gelmini – quella di valutare un progetto di legge solo a partire dall’impegno di spesa. Sarà, ma l’Italia è il paese che ha disinvestito di più in istruzione e ricerca negli ultimi quindici anni ed è l’unico che in piena crisi economico e finanziaria si rifiuta di investire nel sapere, nell’innovazione, nella ricerca. E il recente rapporto di Bankitalia conferma come l’investimento in sapere e conoscenza sia oggi l’ investimento più produttivo, soprattutto nel Sud.
Un’ultima drammatica conferma di tutto questo viene dalla cancellazione , avvenuta in Senato, di 80 milioni di euro, ultima tranche dei fondi  previsti dal ministro Mussi nella finanziaria 2007, per il piano triennale di assunzioni per 4200 ricercatori. Non solo non ci sono fondi per Università e ricerca , ma il tesoro con un vero colpo di mano si riprende quelli già stanziati. Un’intera generazione di ricercatori, dopo i quarantenni già in fuga verso altri paesi, rischia di non avere futuro. Perché quegli ottanta milioni dovevano servire anche a pagare i già assunti. Adesso tutto ricade sui fondi , sempre più ridotti, a disposizione delle Università. Insomma un patrimonio di investimenti in sapere e intelligenza  che viene regalato a paesi più lungimiranti. Un lavoro, quello di tanti ricercatori precari che in questi anni hanno contribuito a reggere le sorti dell’Università, buttato via.
Tutto questo non è un caso, ma una scelta precisa.  Vogliamo stare dalla parte dei giovani, dice Gelmini. Ma questo disegno di legge delega   cosa fa per attrarre nella ricerca e nella didattica universitaria quelli che i documenti europei definiscono “ i migliori talenti”? Da una parte, come queste ultime vicende ci dicono, si tagliano risorse per consentire l’accesso, con concorso, ai ruoli di ricercatore per gli attuali precari. Dall’altro si istituisce la figura, già prevista peraltro dal decreto 180, del ricercatore a tempo determinato, con un percorso di cattedra (tenure track) dalle prospettive incerte. Dove andranno a prendere i soldi le Università per confermare i ricercatori dopo sei anni, anche quelli che hanno dimostrato di essere bravi e bravissimi, se non si stanzia  un budget all’inizio del percorso, come si fa laddove esiste veramente questa forma di reclutamento? E chi se la sentirà di affrontare magari dopo anni di dottorato e di assegni di ricerca un percorso così incerto? I migliori non sceglieranno altre strade? Fa i conti con questa realtà il Ministro Gelmini quando afferma perentoriamente : “Così saranno assunti i più bravi”?
E perché se si sta dalla parte dei giovani, da questo disegno di legge i giovani (docenti e studenti) sono allontanati da tutti i luoghi della decisione e della valutazione e si riducono le rappresentanze elettive nei consigli di amministrazione? Per la verità tutto questo risponde a una logica centralista e dirigista, che chissà perché, dovrebbe migliorare il funzionamento e la qualità del lavoro, addirittura la didattica delle Università italiane. E’ vero, forse l’autonomia in questi anni è stata spesso interpretata solo  come autodeterminazione del ceto docente o come puro decentramento amministrativo. Non è una buona ragione per eliminarla di fatto trascinando in questa scelta partecipazione e democrazia. Abbiamo già provato, nei sistemi pubblici, i consigli di amministrazione con esterni, per esempio nelle Fondazioni lirico-sinfoniche o  i manager esterni, per esempio nelle Asl . E se ne facessimo un bilancio?  Visto che viviamo in un paese dove i privati non accorrono numerosi a incrementare risorse per cultura o sistemi  formativi.
Così come appare surreale il modo con cui viene affrontata la questione del diritto allo studio e della “valorizzazione del merito”, uno dei principi ispiratori della legge stessa (art.1,comma 3).  Si prevede   un  fondo per il merito che eroga premi di studio: buoni (una quota parte dei quali da restituire) e prestiti d’onore. A questo fondo gestito dal ministero dell’economia e che si avvale di fondi privati (e di eventuali trasferimenti pubblici) si accede con delle prove nazionali (quiz?). La gestione dell’operatività del fondo viene infine  demandata alla Consap spa,concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, con socio unico Ministero dell’economia. Derubricate le borse di studio e commissariato il Miur, tutto passa appunto nelle mani dell’economia. Insomma prestiti agevolati invece che diritto allo studio. Indebitamento futuro e assenza di interventi concreti per “ i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi”. Anche questo a favore degli studenti e nel rispetto dell’articolo 34 della Costituzione? Sa il Ministro, e si chiede perché, nello scorso anno l’immatricolazione degli studenti universitari è scesa nazionalmente del 3%  e del 6% nel Sud?
Nessuno pensa che l’Università italiana  funzioni al meglio, ma forse prima di mettere mano a riforme, dichiarate epocali, bisognerebbe avere elementi  di conoscenza e di valutazione dell’esistente che non siano solo sloganistici luoghi comuni, dettati da quella che qualcuno chiama bulimia denigratoria.    E bisognerebbe soprattutto ascoltare i soggetti della vita dell’Università, in primo luogo gli studenti.
A meno che non si abbia appunto un’altra idea. Che  in un  paese che progetta il lavoro del futuro come estensione della condizione di precarietà l’Università sia un optional o una prerogativa riservata a chi ha i soldi per pagarsela. Dove non si garantisce uguaglianza di opportunità né nel corso degli studi né nell’accesso alla docenza, anzi si  riproducono e si cristallizzano   le diseguaglianze presenti nella società. E dove  il riconoscimento del merito diventa una lotteria.
L’impressione di fondo è che mentre si parla di “riforma” si lasci andare alla deriva la barca dell’Università pubblica, sottraendole risorse finanziarie e umane . Si introducono modelli aziendali mentre l’azienda università è in crisi per mancanza di appunto di risorse,  si parla di merito e si sostituiscono le borse di studio con sussidi e prestiti gestiti da una società assicurativa, si parla di governance e si riduce autonomia, partecipazione, collegialità.
Perciò occorrerà nei prossimi mesi una grande capacità di riflessione, di analisi, di proposte,  di mobilitazione per seguire l’iter della discussione parlamentare,
per riportare l’attenzione sociale e politica sui temi dell’istruzione e dell’Università,  del diritto al sapere e della funzione strategica dei sistemi formativi per la crescita civile e democratica del  Paese. Il lavoro non ci mancherà.

Ci sono 5 commenti per questo post
Tiziano 19 novembre 2009 - 00:17

è necessario che si elabori una posizione più largamente condivisa sull’università. Purtroppo le posizioni di ds-pd hanno logorato ulteriormente un’università che, già in cattiva salute, dall’autonomia didattica e finanziaria (primi anni 90), passando per 3+2 e legge 133 non ha fatto altro che scavare sempre più giù. Questo disegno di legge rappresenta il colpo di grazia. è arrivata l’ora di dire no all’aziendalizzazione dell’Università, no alla precarizzazione dei saperi, no alla frammentazione del 3+2 per poter ricominciare a pensare ad un’Università realmente formativa (e non professionalizzante).

Domenico Da Enna 17 novembre 2009 - 23:14

Il processo di privatizazione portato avanti da vent’anni a questa parte non poteva non coinvolgere anche (soprattutto) la scuola pubblica e l’università.’E una scelta ideologica(ovviamente) che la destra berlusconiana sta portando avanti con determinazione,anche perchè la sinistra ha le ali tarpate( e anche le idee,visto che spesso i ds ,oggi PD,hanno scimmiottato le destre nel tessere le lodi alla miracolosità del…mercato!).Perciò,non facciamoci prendere dallo scoramento,rimbocchiamoci le maniche e con SEL prepariamoci a risalire la china,arricchendo di contenuti e iniziative politiche il progetto che ci sta tanto a cuore.

Vito Zito 16 novembre 2009 - 20:09

Alba Sasso, attualmente, è la Presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario (ADISU) della regione Puglia. E’ stata anche parlamentare dei DS. Non ha mai aderito al PD, anzi, se n’è subito dissociata e ha ederito a SD…ma attenzione non è una poltronista, è una compagna molto preparata, sulle questioni della scuola e dell’università e da quando c’è lei a dirigere l’ADISU le cose funzionano!

Alessio 16 novembre 2009 - 17:37

perdonate l’ignoranza, ma non conosco gli autori dei due ultimi articoli.
Potreste, per cortesia, riportare con un * a fine articolo di chi si tratta?

Pina Fusco 16 novembre 2009 - 17:18

Cara Alba, mi ricordo di te. Faccio parte del CIDI. Venisti a Campobasso per la riforma Moratti, secoli or sono. Forse sarebbe opportuno preparare del materiale. Non un vero e proprio dossier, ma un pieghevole. Le strutture periferiche si potrebbero far carico della distribuzione. Che ne dici? Si può lavorare un po’ anche nella strana situazione in cui ci troviamo.

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

Lavoro. Precarietà. Intervento di Nichi Vendola

Sono infastidito quando le prime domande sono sempre sulle alleanze, sulla leadership ecc…Penso che il tema piu’ scottante con cui la politica e il centrosinistra debbono fare i conti e’ la precarieta’, il fatto cioe’ che c’e’ un’intera generazione che fatica ad agganciare una prospettiva di  collocazione della propria vita nel futuro. Un’intera generazione che [...]

1 di 10 Comunicati stampa

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè