Non c’è dubbio che la protesta messa in atto dai magistrati in occasione delle cerimonie per l’inaugurazione dell’anno giudiziario abbia avuto della modalità clamorose. Ma clamorosa è, soprattutto e ancora di più, la condizione in cui versa la giustizia in Italia. Tornano alla mente le parole di Piero Calamandrei quando affermava che nelle aule di tribunali era meglio scrivere che la legge non è uguale per tutti. Il ministro Alafano ha reagito alla protesta dei magistrati affermando che d’ora in avanti non incontrerà più i vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati ma soltanto i dirigenti degli uffici giudiziari facendo finta di non sapere che questi ultimi hanno semplicemente responsabilità direttive e non rappresentative dell’intera magistratura.
Alfano e Berlusconi continuano a parlare di magistrati politicizzati e ti “toghe rosse” quando invece l’Associazione Nazionale Magistrati, dentro la quale le componenti di sinistra sono sempre state minoritarie, rappresenta la totalità dei magistrati italiani. La verità è che ciò che in occasione delle cerimonie inaugurali, sia in Cassazione che nelle varie corti di appello, hanno detto i responsabili degli uffici giudiziari, sono esattamente le stesse cose che ha denunciato l’Anm e cioè una drammatica carenza di organici, strumentazioni tecniche da paese arretrato, stanziamenti pubblici quantitativamente risibili per far fronte ad una mole di lavoro impressionante.
Sono queste le cause che determinano non solo la insopportabile lunghezza dei processi, ma una condizione di sostanziale ingiustizia perchè in tale caos soltanto chi è ricco e potente può avere gli strumenti per far valere le proprie ragioni mentre il normale cittadino è sempre più disarmato.
Quello che in magistrati hanno denunciato di fronte a questo disastro è il fatto evidente agli occhi di tutti che il governo non sta facendo nulla per risolvere questi che sono i problemi veri e drammatici della giustizia ma si preoccupa soltanto dei processi di Berlusconi lasciando andare alla deriva una sistema già in profonda crisi. Ogni volta che Berlusconi va al governo suona sempre la stessa musica. Cominciò nel 94 con il decreto Biondi, proseguì ossessivamente su questa linea durante tutta la legislatura 2001-2006 e la stessa cosa sta facendo stavolta prima con il Lodo Alfano poi con l’ipocrisia del processo breve e del legittimo impedimento.
Berlusconi e i suoi non fanno che ripetere che la sinistra sarebbe il partito dei giudici. La sinistra è in realtà per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e piuttosto che il partito dei giudici vuole essere vicino a tutti i cittadini ancora di più. Purtroppo Silvio Berlusconi è riuscito in questi anni nel miracolo comunicativo di sommare lo scontento di tanti cittadini verso il malfunzionamento della giustizia con i suoi propositi di impunità. Questo contro circuito va spezzato perchè può avere effetti devastanti per l’intero sistema democratico.
L’unico modo per farlo è quello di ripor.tare in primo piano i problemi concreti nei quali si dibattono tutti gli operatori del diritto e milioni di cittadini italiani che rivendicano giustizia. Ma perché questo sia possibile bisogna innanzitutto sbarrare la strada alla visione castale e oligarchica promossa dal centrodestra.
A questo sono chiamate con urgenza tutte le forze di opposizione nessuna esclusa
Carlo Leoni
QUALCHE GIORNALE IN COMBUTTA CON IL PM DI DIGERONIMO VOGLIANO FAR FUORI VENDOLA TRAMITE LE VIE GIUDIZIERIE DATO CHE PER VIA ELETTORALE NON CI RIESCONO.SI SETE ODORE DI COMPLOTTO CONTRO VENDOLA.SPERO CHE SI PRENDANO INIZIATIVE PER TUTELARLO PERCHE’TUTELANDO LUI SARA’TUTELATA LA SINISTRA ITALIANA,QUALCUNO HA PAURA DI LUI E DELLA RINASCITA DELLA SINISTRA.PER INFO SU QUESTE NOTIZIE FALSE SU VENDOLA http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it