E’ legge universalmente nota della politica, che il momento della scelta dei candidati, soprattutto di una coalizione ma anche dei partiti, è il momento più difficile e il meno esaltante, per tutti nessuno escluso. In nessuna regione in cui si vota per le regionali, sono state previste le primarie, eccezion fatta per la Puglia, rinunciando a costruire una candidatura (quella di Vendola), portatrice di una legittimazione popolare e di un rapporto con il territorio ed il PD in base alle sue regole ha candidato alle primarie Francesco Boccia, dimenticandosi, che le primarie hanno senso, quando sono vere ed ogni regione si aggiusta ai suoi problemi e crea le sue trasversalità.
Ha stravinto Nichi Vendola ed è il caso di gridare, affinché tutti lo capiscano che le primarie hanno senso, quando c’è una vera competizione, non quando si deve ratificare ciò che le pietre gridano. Ho la strana sensazione che, nel PD stanno affermandosi faticosamente, quei principi di pluralismo e mediazione che dovrebbero portare, con una coalizione, al governo del paese. Adesso, tutti uniti lealmente sostenete il vincitore, dopo un momento straordinario, ma inutile di finta democrazia, essendo stata la Puglia l’eccezione delle primarie e qualcuno spieghi perché. Dopo l’esito delle primarie, ha affermato Vendola, seduto a fianco di Boccia nella conferenza stampa del dopo voto: “nessuno si senta sconfitto, abbiamo segnato la differenza tra noi e il centro destra, noi il candidato per la presidenza della Puglia non lo scegliamo a palazzo Grazioli ma insieme con una parte rilevante del corpo elettorale”.
I pugliesi si sono espressi ed i numeri non lasciano spazio ad interpretazioni tipo quella di Di Pietro secondo cui “la vittoria di Vendola è la vittoria dei cittadini sugli schemi preconfezionati delle logiche di partito, la sua confusione intellettuale è di una profondità elevata, ma, forse, stavolta ha azzeccato, a forza di provare”. Bisogna prendere atto del risultato, Vendola ha meritatamente vinto e senza se e senza ma, adesso occorre essere determinatissimi a sostenerlo, ricordatevi che le primarie, in Italia, le avete inventate voi e sicuramente sapete (?) che si appoggia chi ha vinto senza tifare per la squadra avversaria (lode al dubbio). Se qualcuno lo farà, si ricordi che una parte del vostro elettorato le vuole, in certi casi è incomprensibile farle, ma negargliele è democraticamente impensabile e poi bisogna sempre appoggiare il vincitore. Alla fin fine, la riconferma di Vendola rappresenta l’esito più unificante, il meno lacerante, per il centrosinistra e segnatamente per il PD.
Al candidato Nichi, il compito di integrare le energie dei sostenitori di Boccia e dei suoi elettori, in un unico cantiere del centro sinistra e l’obbligo di interloquire con le diverse anime della sinistra e delle culture moderate contro un governo che agisce contro gli interessi del Sud. La coalizione con, speriamo, il presidente Vendola dovrà reggersi su una unità d’intenti e dimostrare nuovamente la sua capacità nel saper amministrare la regione Puglia. Forse, non è un sogno se il gruppo Vendola, grazie alla positiva esperienza amministrativa e basandosi su nuove idee, capaci di interpretare le esigenze di cambiamento e di trasformazione della società, sappia dialogare con continuità con il Pd, in un rinnovamento culturale, non certo all’insegna di un indistinto modernismo, ma capace di superare uno scenario fatto di frammentazioni e riproposizioni di vecchie identità e dinamiche, ma questo dipende anche dal Partito Democratico.
In una delle sue ultime dichiarazioni prima del voto il Presidente uscente ha detto: “sono estremista nell’amore per la Puglia e da questo punto di vista sono rimasto un estremista fino ad oggi; pericoloso, come tutte le persone oneste; sovversivo perché ho messo gli ultimi al primo posto. Io non solo mi considero il candidato naturale del PD, ma in questo momento mi considero anche il candidato che deve far riflettere i big nazionali del centrosinistra”.
Angelo Tola
è inutle ricordare che il 90% dei compagni del PSI pugliese( tra cui il sottoscritto) ha votato, alle scorse primarie, per Niki Vendola premiando l’amministratore. (le riserve sono sull’uomo politico e su quanto accaduto con sinistra e libertà. Ma quella è un’altrastoria…)