Lo stato animo di molti di noi dopo avere appreso i risultati delle ultime elezioni può essere bene riassunto parafrasando un celebre motto di Woody Allen: «la sinistra radicale è in coma, il Pd è attaccato all’autorespiratore di un elettorato fideista, l’Udc è afflitta da una paresi bilaterale e anch’io mi sento poco bene». Per quanto mi riguarda sono una volta di più caduto nella trappola dell’illusione di volere testimoniare dissenso per la scelta di candidati del centro sinistra votati alla sconfitta perché non credibili. Il mio “beau jeste” non è servito a nulla perchè il vero dissenso è stato il non voto. Ben mi sta! Un’occasione di più per riconoscere i miei limiti e mettere le mie modeste energie al servizio di più efficaci cause.
Fortunatamente non tutti stanno male nell’opposizione. Nichi Vendola si è dimostrato un vero leader dotato delle qualità per esserlo: carisma, progetto, lungimiranza, relazione con il futuro, statura etica e capacità politica. Inoltre è l’unico che sa scaldare i cuori, far sognare le anime del depressissimo popolo oppositore. Tonino di Pietro ha confermato d’essere un politico onesto e responsabile e non il demagogo forcaiolo che piace dipingere a una destra che non vuole avversari ma ombre. Quanto all’outsider Grillo scoppia di salute. Non è lui che ha causato la sconfitta dei candidati del Pd, ma un elettorato che non crede più ad un linguaggio politico frusto senza luce, conformista e scontato. Certi politici dell’opposizione ripetono litanie senza costrutto e senza energie. È mai possibile ascoltare ancora “nonsense” come: «Gli italiani capiranno», «gli italiani non si faranno raggirare dalle promesse», «i cittadini non sono interessati alle leggi ad personam», «le famiglie non arrivano alla fine del mese», frasi buttate là tanto per dire. Con questa lingua si riesce solo a girare intorno a se stessi.
Moni Ovadia
La dichiarazione di Moni Ovadia è di grande coraggio e onestà intellettuale – cose rare di questi tempi – e perciò va comunque apprezzata. Fatto questo, converrà aprire una discussione tra noi. Possibilmente con toni e contenuti migliori di quelli che spesso leggo in questi commenti sul nostro sito. Io non penso che l’astensione sarebbe stata una scelta migliore. Anzi. Dopo di che è vero che l’astensione in Italia, a differenza che in Francia, non ha penalizzato solo la destra ma anche la sinistra, o presunta tale. Quindi molti degli astenuti fanno parte apieno titolo del popolo della sinistra. Il problema è che abbiamo sbagliato scelta elettorale in diverse regioni, fra cui certamente la Lombardia e la Campania (non voglio dire del Piemonte che conosco meno). Le Marche è stato un buon esempio, ma isolato e non seguito. Peccato. Abbiamo così avuto una camapagna elettorale dei candidati e non del nostro nascente partito. Purtroppo la splendida rondine pugliese da sola non fa una primavera. Sarà bene che al congresso ne parliamo, anche se già si pensa di rinviarlo, quando bisognerebbe fare esattamente il contrario.