Mi piacerebbe che riuscissimo a costruirlo in modo largo, partecipato, non escludente. Abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che sono interessati a farlo. Sarà molto diverso se a parteciparvi saranno parecchie migliaia di donne e di uomini o se ci si accontentasse di un confronto ristretto e paludato tra poche centinaia di “ reduci delle vecchie appartenenze”. Anzi, più sapremo andare oltre di esse, costruendo un nuovo sentire comune, meglio sarà.
Cominciamo da subito portando la discussione in ogni circolo e territorio, chiamando al confronto pratiche ed esperienze diverse. A partire dalla bella e ricca novità che sono le Fabbriche di Nichi, con le quali è indispensabile avere un’interlocuzione che rispetti e valorizzi la loro autonomia. Ma il confronto deve riguardare anche le altre articolate pratiche di movimento agite dai sindacati, dai migranti, da chi lotta per il diritto all’abitare, da chi anima una vertenza di comunità, da chi opera per un’altra economia e cosi via. La discussione delle tesi o dei documenti, per essere efficace, si deve legare alle iniziative e alle lotte.
Direi che proprio questo nostro tempo è il tempo della costruzione di una opposizione sociale e politica. La manovra del governo che proprio in questi giorni Berlusconi ha detto che spiegherà direttamente agli italiani ( sic!) fa pagare la crisi ancora una volta a chi ha meno. I nuovi tagli ( cinicamente li chiamano riduzione degli sprechi…) porteranno riduzione di salario,di servizi, di scuole, di occupazione e indebolimento del legame sociale. La scure sul debito che parte dall’Europa chiede sacrifici per tutti ma in realtà vuole colpire il modello sociale che la stessa Europa si era data.
E’sempre la solita ricetta monetarista che per sostenere la moneta stringe sempre più l’occupazione e i diritti. Perciò il congresso deve riportare al centro la necessità di un’alternativa. E provare a inverarla ricercando la strada che faccia saltare il bipolarismo e aiuti a far uscire la politica dalla sua stessa crisi, riconnettendo politica e società. La ricostruzione di una sinistra forte ed autonoma è imprescindibile a cercare di raggiungere questi obiettivi. Sappiamo bene che noi, da soli, non siamo questa sinistra. Ma dare corpo a Sel ci appare un passaggio importante, utile.
La straordinaria esperienza fatta sul referendum per l’acqua pubblica indica una strada. Ma ci sono nuovi appuntamenti come quello della manifestazione della CGIL del 12 giugno o quello dello sciopero generale o anche il forum sociale europeo di Instanbul che dobbiamo vivere direttamente. Perciò ho ritenuto sbagliata l’assenza di Sel alle manifetazioni per la Palestina e a quella di sabato contro la manovra promossa dai sindacati di base. Mi è parsa una debolezza che conferma il rischio che Sel sia ancora un corpo autoreferenziale e politicista.
Il profilo di un nuovo soggetto politico di sinistra che si vuole aperto, non settario, capace di incidere e contare nel campo del centrosinistra deve caratterizzarsi per essere fortemente unitario e plurale, chiaro nei contenuti sociali e ambientali, intransigente nel difendere la costituzione e la democrazia, interno ai movimenti. Capace di agire la politica giorno per giorno. Ciò vale anche a livello cittadino e penso alla mia città, Roma. Si è iniziato qui, dopo troppo silenzio e immobilismo a dire e a praticare finalmente una azione coodinata e congiunta di opposizione, a partire dal lavoro portato avanti dai Municipi.
Bene. Allora il congresso deve trovare alimento e allo stesso tempo dare alimento a queste istanze . Sono i governi di prossimità e il centro sinistra governa in numerosi di essi. Sono in grado più di altri di dar corpo a programmi e politiche che contrastino e battano Alemanno e Polverini, ricucendo la rete che può rafforzare anche il governo Provinciale. Ridando senso e corpo a nuovi contenuti. La stagione che aveva portato alla vittoria il centrosinistra non torna se non si porta una discontinuità. Si chiede anche qui un cambio di passo e di politiche se si vuole tornare a vincere, cominciando a difendere il territorio dagli appetiti della rendita e rilanciando nuovi lavori, sapere , conoscenza e interventi innovativi per garantire forme di reddito sociale.
E’ un’impresa molto complicata e difficile.Ma vale la pena provarci se a motivare ci sarà una forza politica che sposa questa causa, utilizzando il proprio congresso anche per far decollare un nuovo programma per Roma. Un circolo ha lanciato l’idea di scrivere un quaderno di appunti. Ognuna e ognuno può scrivere il suo e metterlo in rete. Mi pare una bella proposta, che può legare il congresso costitutivo strettamente al proprio territorio e alla propria comunità ma anche alla promozione di una larga partecipazione, tanto più necessaria se si ha l’intenzione di contribuire a scrivere una nuova politica.
Patrizia Sentinelli
…Uno dei principi di Sel,se vorrà veramente essere e costruire L’ALTERNATIVA,e farsi comprendere dalla gente e riconquistare il consenso,non potrà che assumere nel proprio programma di portata continentale in consonanza con le altre forze Europee di Sinistra Alternative…l’obbiettivo del superamento del sistema capitalistico come modello di vita.