Il Gattopardo a 5 stelle

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Ci sono solo due politici in Italia, con un passato di brillanti intrattenitori (l’uno di piazze, l’altro di crocieristi) che pensano di dover esercitare il mestiere della politica in perfetta, onnipotente solitudine, senza mai incrociare le parole e la faccia con un avversario: sono Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Dei quali non si ricorda, negli ultimi dieci anni, un solo pubblico confronto (tv, teatro, strada) con qualcuno che non la pensi come loro.
Ci sono stati solo due politici capaci di dire, senza tema di apparire ridicoli, “io non sono né di destra né di sinistra: io sono oltre”. Uno era Charles De Gaulle (e forse qualche titolo lo aveva), l’altro è Beppe Grillo: sul suo blog, due giorni fa. E siccome le parole sono cosa seria, sempre sul blog, dopo averci comunicato che il suo movimento ha preso un consigliere a Bovolone e un seggio a Sala Baganza col 9,58%, Grillo spiega che lui ai ballottaggi non si schiera, tanto Moratti o Pisapia “sono la stessa cosa”.

Per Grillo, laggiù a Napoli, anche De Magistris e Lettieri sono la stessa cosa: stesso fiato pesante, stesso programma, stessa metaforica munnizza: perché dunque sporcarsi le mani appoggiando il candidato del centrosinistra? “Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri”, scriveva settimane fa Beppe Grillo “uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris”. Eppure me lo ricordo, Grillo, quando sbarcò a Bruxelles con De Magistris e Marco Travaglio, per regalarci una tirata contro l’Europarlamento con toni e argomenti da casalinga di Marsiglia (l’elettorato forte di Le Pen): basta con i fondi di agenda 2000 che tanto vanno tutti alla mafia, basta con questo parlamento cimitero di elefanti, basta con questo chiacchiericcio inconcludente.

E’ un peccato. Non che Grillo non dia indicazioni di voto che tanto gli italiani sono stufi marci di chi li tratta come soldatini di piombo e ai ballottaggi spiega loro cosa dire, cosa fare, cosa pensare. E’ un peccato che Grillo si sia smarrito in questo delirio d’onnipotenza, unto anch’egli dal Signore, dalle piazze e da minime, presunte, scontate verità: tutti uguali i politici, tutti indegni, tutti vecchi. Me lo sono sentito ripetere per trent’anni, in Sicilia, a ogni tornata elettorale quando in lista c’erano i notabili da centomila preferenze, quelli che piazzavano i famigli negli assessorati e facevano carte false per gli amici di Cosa Nostra, quelli che si mangiavano la politica e la vita degli altri senza nemmeno chiedere permesso, quelli che ti organizzavano cento varianti ai piani regolatori per i cento terreni degli amici che bisognava benedire. Quelli. E quando tu dicevi, avanti, proviamo a mandarli a casa, proviamo a riprenderci questa terra maledetta, proviamo a dire le cose che pensiamo, a trovarne uno onesto, a tenere la schiena dritta, proviamoci per una volta… ecco, ce n’erano tanti, come Grillo, che ti facevano una carezza in testa e ti spiegavano che tanto è tutta la stessa merda, la stessa pasta, lo stesso inciucio, destra e sinistra, cuffaro e borsellino, pisapia e moratti, de magistris e cosentino, e allora tanto vale turarsi il naso e stare dalla parte dei peggiori che almeno sono i più forti, sono furbi antichi e impuniti, e se promettono cose sfacciate poi le mantengono.

Io non lo so se Grillo pensa di essere davvero l’unico capace di buon senso. E non so nemmeno se le cose che dice su Pisapia le pensa davvero. Se fa parte dell’etica del suo movimento dare del “busone” a Vendola. Non lo so, non ancora, se questo signore c’è o ci fa.  Ma ogni giorno che passa, ogni strepito suo che m’arriva, mi mette sempre più tristezza.

Claudio Fava

fonte: unità

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El Rojo 11 giugno 2011 - 18:49

Caro Claudio,
io non credo affatto che si tratti solo di un delirio di onnipotenza, bensì di una precisa strategia di marketing politico. Mi spiego: ben sapendo che 3/4 dei voti che il M5s ha conquistato provengono da partiti di centrosinistra (soprattutto l’Idv), Grillo deve attaccare con veemenza i leader a cui contende i voti. Non a caso, nei mesi scorsi si è dedicato a cercare di distruggere l’immagine di De Magistris o di Vendola, ovvero coloro che possono sbarrargli la via del sud e l’accesso al parlamento nel 2013. Questo sia lui che i suoi spin doctor della Casaleggio lo hanno ben in testa. Quello che forse i leader di centrosinistra non hanno ancora ben capito è che Grillo e il suo movimento non sono sempre d’accordo (vedi ad esempioCalise e Bugani che hanno sconfessato il post su “Pisapippa”). E bisogna ricordarsi sempre che l’aver rinunciato ai rimborsi delle scorse regionali ha dato una grande credibilità ai 5stelle.
Se anche il centrosinistra avesse il coraggio di farlo, la strategia aggressiva di Grillo dell’equiparazione PD=PDMENOELLE crollerebbe in un istante. Pensateci. Oppure si potrebbe cominciare a far notare più incisivamente le similitudini fra Grillo e Mr B, come vedo che tu fai: entrambi possiedono il marchio del proprio partito-azienda e possono buttare fuori qualunque proprio eletto non ortodosso. Entrambi si guardano bene dal fare delle primarie interne, perchè i sono ognuno il Papa a casa loro. Sperando in una sinistra migliore, ti faccio i miei migliori auguri di buon lavoro.

Miriam 1 giugno 2011 - 12:28

Le tematiche dei grillini si capiscono. Non significa non capirle essere in contrasto con loro e sostenere la sinistra.
Semplicemente in una fase di emergenza come questa stiamo uniti. Liberiamoci da questi vent’anni di gelo. Riprendiamoci l’Italia. Non facciamo il gioco di chi di vuole farla a pezzi.

Giovanni 1 giugno 2011 - 12:01

La realtà ha mille risvolti. Mai criticato Grillo per i guadagni. E’ la linea che tiene che mi fa pensare male.
Alla fine dei conti muove una macchina del fango, su tutti gli avversari. Il vantaggio di questa operazione non è certo a sinistra o nella direzione di migliorare la sinistra.
Gettare tutti nello stesso calderone fa risaltare di meno i vari scajola, bertolaso, anemone, cosentino, verdini. Tutto si annebbia e 20 anni di indecenze soprattutto di una parte vengono tritati in mezzo al nulla.
Questo gioca a vantaggio solo di una persona, sapete quale. Non certo del centrosinistra.
Alla fine serve solo a scolorire, a renderci tutti uguali, giocando per B, a pieno titolo. Basta! non siamo uguali. Un partito è fatto dalla gente. La gente deve lottare ogni istante per migliorarlo, perchè ci sia un pezzetto di ciascuno di noi al suo interno. Non ero in piazza a Milano con la mia famiglia perchè siamo marionette, che aspettano la convocazione. Abbiamo un cuore e lo comandiamo da soli. NON SIAMO UGUALI. NON LO SIAMO, NON LO SAREMO MAI! Che lo dica ad altri.
E’ una operazione meschina. Equipararci, sminuisce le indecenze politiche e giudiziarie compiute in questi anni. Va a solo vantaggio di B. La pianti di sembrare una sua creatura.

Vanni Maltoni 26 maggio 2011 - 15:24

Una sola cosa aggiungo per coloro che rinfacciano i soldi a Beppe Grillo: non siate patetici.
Beppe Grillo si è fatto cacciare dalla RAI e per 20 anni è stato quasi dimenticato dal grande pubblico, faceva la pubblicità della Yomo, qualcuno se ne ricorda?
Paragonare i suoi incassi dell’ultimo decennio a quelli del periodo pre-espulsione credo dimostrerebbe che non ci ha certo guadagnato, senza poi contare le spese legali di cui si deve far carico.

Criticatelo per altro, per esempio come fa Vendola sull’eccesso di semplificazione delle soluzioni a problematiche complesse, oppure criticatene i toni che non servono a irrobustire il pensiero ma cavalcano l’onda della sguaiatezza di cui gran parte della nostra politica è intrisa.
L’importante è che la pacatezza non serva a nascondere meglio la menzogna però.

Vanni Maltoni 26 maggio 2011 - 15:18

Caro Claudio Fava, aspettiamo al varco la sinistra italiana.
La foglia di fico Silvio Berlusconi sta per cadere, vedremo quindi in primo luogo se la sinistra vuole governare o preferisce una spartizione minoritaria (ma sicura) della torta magari lasciando che il Sig.Tremonti meno sguaiatamente del Caimano completi la macelleria sociale.
In secondo luogo vedremo COME governa la sinistra, perchè il discorso è uno solo: occorre un governo che in 5 anni faccia l’esatto contrario di quel che hanno fatto i governi Berlusconi e reperisca anche i soldi (a totale carico della Casta politico-economica) da restituire alla Francia per un debito abnorme contratto sottobanco e che ci ha resi di fatto una loro colonia. E abrogare, abrogare molto.

Il tempo delle chiacchiere sta per finire, se si vince e il paese resta com’è ora dopo 5 anni di governo della sinistra sarà meglio che vi prepariate tutti a far fagotto. Ma non crediate di tornare semplicemente a casa con un bel vitalizio, vi toccherà emigrare!
Rappresentanti politici della sedicente sinistra del XXI° secolo, chiedetevi sempre se Antonio Gramsci approverebbe il vostro operato prima di fare qualunque cosa, che di uomini veramente di sinistra abbiamo avuto solo lui e pochi altri in questo paese.

Grillo dovrete solo smentirlo con i fatti, che fino ad ora sono mancati, vedete un po’ voi…
Su Pisapia: certo non è come la Moratti, attenzione però a certi legami che ha dovuto intessere per arrivare a giocarsela.
Formigoni che rema contro non è un caso, Comunione e Liberazione non è con la Moratti. Penso che alla fine avremo un’amministrazione sul tipo di quelle targate PD nel centro-nord, se questo è il massimo a cui possiamo ambire sia chiaro che non ci basta.

Carlol 24 maggio 2011 - 16:49

Credo che l’approccio di Claudio Fava al problema è sbagliato e rappresenta un punto di vista di una classe politica che invece di pensare ai problemi li costringe dentro ad una camicia di forza, una scatola categoriale astratta. Il movimento 5 stelle ruota intorno a due temi fondamentali : la questione ambientale e democratica. Il resto non c’è o è vago. Ma il fatto che non ci sia, penso per esempio al tema della diseguaglianza sociale, non vuol dire attribuire a questo fenomeno la patente di “fascista” o altre qualificazioni completamente estranee al carattere del fenomeno.
Sulla questione ambientale mi pare ci sia una consonanza con le istanze avanzate da questo settore. Si tratta di confrontarsi con le proposte concrete e le scelte di indirizzo.
Sul problema della democrazia mi pare che Claudio Fava e qualche commentatore dovrebbero ritornare sulla storia delle idee della “sinistra” (un termine che per me è poco pregnante, una volta si parlava di socialismo o comunismo). La questione della democrazia diretta è parte integrante delle riflessioni e della speculazione teorica a “sinistra”, basta pensare agli scritti di Marx sulla Comune di Parigi o a Stato e rivoluzione di Lenin. In tempi recenti il tema della democrazia partecipativa o “reale” (come avanzato dagli Indignados spagnoli) è tornato alla ribalta inscrivendosi nell’ambito del pensiero critico sui regimi democratici.
Grillo ha solo portato alla luce questi argomenti che peraltro stanno all’interno dei dibattiti sull’impatto rivoluzionario sociale e politico della Rete o Internet (qui ci sarebbe una messe di autori da citare). Claudio Fava è al corrente di questa letteratura e di questi studi?
Quanto a Grillo certe sue affermazioni sono disdicevoli e di becero qualunquismo. Ma Grillo come ricordava qualcuno non si è mai candidato rimanendo a metà strada tra il suo ruolo comico e quello “politico”. Forse pensa ad una funzione da catalizzatore, più generalmente da “intellettuale visionario”, visto che si è accostato a Pasolini. Per quanto riguarda poi le sue critiche sferzanti alla “casta politica” debbo dire che non ha tutti i torti perché anche la cosiddetta sinistra, salvo eccezioni personali, accetta e beneficia di tutti i privilegi e le prebende a livello sia nazionale sia locale. Di questo deve rispondere anche al suo elettorato.

Will 24 maggio 2011 - 11:37

ma da quando grillo e’ un politico?????
non mi risulta che si sia mai candidato…….
e’ chiaro che non comprendi la portata di quello che sta succendo …….
REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISIVED ….. (come diceva Gill)

Emiliosimone 24 maggio 2011 - 10:20

@ VITO SATURNO-
Mah… se di quello che ho scritto a te è passato che “sto pensando di emigrare verso Grillo” (uahahah) non sono l’unico che deve smettere di bere… :)

Piero 24 maggio 2011 - 00:30

Ma come fa uno che parla come Borghezio a dire che non è nè di destra nè di sinistra. No,no.Grillo è proprio di destra.
Tutto il resto è populismo di accatto.Non c’è altro.

Stefano 23 maggio 2011 - 22:56

Bravo Fava, sei stato fin troppo blando.
Chi dice che Pisapia e Moratti sono uguali è oggettivamente PREfascista.
Alla larga! Anche la Lega fa delle cose giuste quando governa (l’autocostruzione che c’è nel programma di Pisapia è ripresa dal LEGHISTA Todi, sindaco di Verona).
E allora per questo “minimizziamo” o “giustifichiamo” le sparate eversive di Bossi, Borghezio e Calderoli?

G 23 maggio 2011 - 18:59

non capisco più il senso delle parole… credevo che per essere politici bisognava candidarsi e poi vincere anche le elezioni. e in queste elezioni per la prima volta ho visto dei candidati normali, che avevano a cuore il futuro di questo paese. Molto giovani(per l’italia), che parlavano dei problemi della città, del bisogno di trovare nuovi metodi di gestione dei trasporti, dell’energia, dell’urbanizazione… tutta gente laureata con le stesse difficoltà che abbiamo tutti noi a restare in italia(molti di questi nel movimento 5 stelle). Mi sembra invece che bisogna solo ascoltare grillo, pisapia, berlusconi, vendola, moratti, veltroni, bersani.

per adesso una grossa differenza c’è. grillo non lo ritrovero come sindaco o presidente neanche consigliere tutti gli altri sì.

Mi dispiace tanto quando un partito o una persona crede che gli elettori siano un gregge a cui devi dire cosa votare. se alla sinistra interessano i voti del movimento 5 stelle, che li convincano, che inizino a parlare delle soluzioni, di come vedono l’Italia tra 5 anni.

se volete un faccia a faccia i candidati del movimento ci sono e non si chiamano grillo… ma di solito nessuno gli vuole parlare perché è sempre più facile buttare merda sopra le persone che incontrare dei cittadini che si candidano, sopratutto se hanno delle idee.

Piero 23 maggio 2011 - 18:21

Molto da condividere con l’analisi di Claudio, ma anche qualche dissenso. Dietro Grillo non c’è solo qualunquismo, ma anche una forte spinta al rinnovamento della politica e delle sue forme, della classe dirigente, del modo di essere dei partiti. Una spinta confusa certamente e che da risultati contradditori, ma fortemente presente anche nell’elettorato “di sinistra”. Non vedere tutto questo sarebbe un grave errore. La nostra gente si aspetta da SEL un rinnovamento radicale delle forme della politica, della vita interna e del nostro rapporto col finanziamento pubblico e con le cariche istituzionali. Bisogna dare segnali chiari

Vinicio Dolfi 23 maggio 2011 - 18:16

Il fascismo non si presenta mai nello stesso modo.
Mussolini diceva: “Noi possiamo permetterci di avere mille
volti, a seconda della convenienza del momento”. Grillo è
uno di questi volti. Non a caso nel suo discorso d’ esordio a
Bologna disse che i problemi dell’ Italia nacquero l’8 Settembre
del 1943, quando la patria fu “tradita”. Ci credo, tra il 1922
e il 1943 la democrazia rappresentativa, fonte di ogni male,
non c’era, e quindi secondo il Nostro in quel periodo in Italia
c’era un modello di sviluppo armonioso per l’uomo e per la natura. Tutti i guai del mondo derivano dal fatto che tutti,
ed in particolare i poveri, vogliono impicciarsi di questioni
politiche. Bisogna impedirglielo, da qui le proposte contro i
finanziamenti pubblici alla politica….tanto lui, Grillo, essendo ricchissimo (come rivelò a suo tempo il ministro Visco)
non ha questo problema. Sia lui che Berlusconi sono ricchi.
Il fatto che in Italia e in Spagna il grillismo abbia tanta presa denota quanta ignoranza ci sia nell’ Europa meridionale.
In Islanda stanno facendo una rivoluzione, ma se la fanno è
appunto perchè gli islandesi hanno cultura. Non per niente è
lassù che nacque il primo Parlamento del mondo. Grillini e
indignados dovrebbero documentarsi su questo, invece di dire
semplicemente “Fare come in Islanda” senza sapere come fanno.

Matteo Salvetti 23 maggio 2011 - 17:42

Concordo pienamente con i contenuti di questo articolo. L’unico aspetto 2positivo” che vendo nel Movimento 5 stelle è quello di aver riportato al voto molti giovani. L’astensionismo va sempre combattuto. Il Movimento 5 stelle è “pre-politica”. Un giorno i 5 stelle si accorgeranno che non è proprio la stessa cosa, votare Moratti o Pisapia, destra o sinistra. L’infanzia non dura per sempre.

Michelangelo Saggese 23 maggio 2011 - 17:42

Grillo pagato da berlusconi!?!?

Maurizio 23 maggio 2011 - 17:01

le parole di claudio fava mi trovano molto d’accordo!
il movimento di grillo è solo un fuoco di paglia che ha preso qualche voto solo per il momento storico di questo paese che vede un forte sentimento di antipolitica.ma alla fine sparirà perchè non ha una prospettiva di società che vuole costruire sono solo capaci a gridare “vaffanculo”… giusto! ma dove stava grillo mentre i lavoratori scioperavano con la c.g.i.l. e la f.i.o.m.? dove stava grillo quando gli studenti prendevano le manganellate della polizia e scendevano in migliaia nelle strade? noi abbiamo la forza delle nostre idee, idee di sinistra ,di una società giusta,uguale per tutti,una società libera e solidale,una società socialista. noi guardiamo alla realtà delle persone della società, ai “grillo” ci penserà la storia!

Rbnetline 23 maggio 2011 - 17:00

…anche la Bonino, con una campagna di spot “ultra liberisti” che è l’equivalente del martellamento “web-qualunquista” odierno di questo raccontatore di fanfalucche, prese quasi il 10% di voto di protesta ed opinione alle Europee di una decina d’anni fa…, ma almeno era la Bonino e comunque non ha certo ripetuto l’exploit una volta che l’elettore ha capito l’inganno e ne ha valutato il personalismo arrogante e l’assoluta inaffidabilità tra incredibili sbandate e disinvolte “conversioni”…

Rbnetline 23 maggio 2011 - 16:43

Grillo chi?

Vito Saturno 23 maggio 2011 - 14:32

SMETTETELA DI BERE
@ Emiliosimone, Claudio Fava e a tutti i compagni che pensano di emigrare o che sono già emigrati verso Grillo.
“Smettetela di bere e cominciate a lottare”: bellissimo slogan, da importare anche qui da noi. I giovani spagnoli lo hanno lanciato per distogliere i loro coetanei dalle troppe “movide” che intasano le strade del loro Paese e tolgono il sonno alla brava gente che la mattina deve andare a lavorare. Ma quello “smettetela di bere” può avere un significato ancora più ampio. Smettetela, smettiamo tutti di bere le balle dei nostri politicanti, smettiamo di bere le promesse di miracoli e le inutili spallate parlamentari da ortopedia. Smettiamo di bere i 10.000.000 di farsesche firme contro il caimano, smettiamo di bere le fanfaronate di destra e i piagnistei di cosiddetta sinistra. Smettiamo di bere i sondaggi. Smettiamo di bere i vaniloqui vischiosi di chi non ha più altri progetti se non quelli che riguardano la propria carriera da costruire o ricostruire. Smettiamo di bere la “sacralità” di organigrammi e nomenklature autonominate, autoincensate e autoreferenziali.
Bello, anche l’invito a non disertare le urne, ma andare a votare “per tutti tranne PSOE e PP”: è come se qui da noi si invitasse a non votare né il PD né il PDL, che sono speculari e complementari, accomunati dall’arroganza, dalla boria e dal delirio di autosufficienza. Mi associo: non disertate le urne, non ingrossate il partito dell’astensione e del non voto, votate, ma non per i due partiti maggiori. E allora, per chi? Ecco, la grande occasione per SEL, che deve saper cogliere coraggiosamente il vento (questo sì, nuovo) e sciogliere le vele verso il mare aperto, uscendo dalla palude mefitica della vecchia politica in cui si sta dibattendo in nome del gioco delle alleanze, in nome del bilancino delle percentuali, in nome dei posti da conquistare alla mensa degli enti locali. Per questo è nata SEL; per questo, in tanti abbiamo ripreso a sognare. A sognare una società nuova, un diverso modello di sviluppo, di welfare, di informazione, di solidarietà, di etica. Non facciamoci scippare anche questo sogno che per la mia generazione è chiaramente l’ultimo.
Mi ha riempito di fiducia anche per il futuro del nostro Paese vedere in piazza a Madrid tantissimi giovani dalle facce pulite e tanti adulti e anziani coi capelli bianchi. Anziani che hanno ritrovato entusiasmo manifestando assieme a figli e nipoti, in nome di richieste precise, assai simili alle nostre. Richieste che da noi si dovrebbero tradurre da forza morale a forza politica: ecco l’occasione che SEL non deve assolutamente sprecare, pena l’estinzione. Richieste da trasformare in un programma, a costo zero, per i primi cento giorni di un auspicabile governo veramente nuovo, non riedizione di fallimentari esperienze del passato, quali l’Unione e l’Arcobaleno, assassinato in fasce dai suoi stessi cosiddetti “dirigenti”.
Che fare? C’è una maggioranza nel Paese, ben diversa da ogni forma di maggioranza raccattata col pallottoliere delle percentuali di tutte le “debolezze politiche” esistenti sul mercato. E’ un popolo intero, ben diverso dalle nomenklature barricate nei palazzi del potere, burocrazie polverose e arcaiche che pretendono di guidarlo. Per ridare coraggio al popolo dei giovani senza lavoro e senza futuro, ai pensionati alla fame, ai lavoratori senza più diritti, alle donne senza parità, ai cittadini privati della dignità e della giustizia, agli imprenditori onesti e ai professionisti per bene, al mondo della scuola e della cultura, alle vittime della malavita organizzata, alle vittime del parassitismo, dei comparaggi e del malaffare in politica, occorrono pochi provvedimenti, tutti a costo zero, sui quali a chiacchiere, soltanto a chiacchiere, il mondo politico si dichiara d’accordo. Una seria legge sul conflitto di interessi, una seria legge di riforma del sistema dell’informazione, l’abolizione delle provincie, delle inutili authority e degli enti succhiasoldi e parassitari, una seria riforma della legge elettorale con la reintroduzione del voto di preferenza, non più di due mandati e l’obbligo delle primarie di partito, il dimezzamento delle indennità ai politici di oggi, di ieri e di domani a qualunque livello, un tetto alle pensioni d’oro e agli stipendi dei manager, la valorizzazione del lavoro riequilibrando a favore del lavoro il mercato del denaro, la difesa della legalità, il primato dell’etica in politica e non solo in politica. E, argomento di estrema attualità: una riforma della legge sui referendum, che abolisca il quorum, come in Svizzera, dove chi è interessato va a votare e chi non è interessato deve accettare il volere di chi ha votato. E invece, anche e soprattutto in questo periodo di campagna elettorale, non vedo nascere e crescere un progetto di Società nuova, un’idea di nuovi modelli di consumi, di informazione, di produzione, di struttura della Società, di aiuto ai giovani, di gestione dei beni comuni come l’arte, la cultura, il territorio e l’energia, ma assisto ai giochetti farisaici e scaltri di trattative fra sordi, alle alchimie di finta politica, alla spartizioni preventive sottobanco di posti e incarichi futuribili, sento parlare di tavoli di trattative e di tavoli di consigli di amministrazione. Anche in SEL (e questa è l’occasione che non vorrei vedere sprecata) si ragiona di percentuali e non di progetti, non di compagni che dovranno battersi con energia e coerenza per quei progetti. Si fantastica su quanti compagni potrebbero andare in Parlamento (temo sempre gli stessi), ma non si parla di che cosa dovranno andare a fare e, soprattutto, con chi e con quale orgogliosa diversità. Di questo si discute, fra i soliti quattro gatti e tra le solite quattro mura, mentre la base porta acqua e racimola voti. Cari giovani compagni, rovesciate quei tavoli. Chi vi invita a “sporcarvi le mani” in nome della governabilità pensa alle poltrone da occupare o da rioccupare, esaltando quel miserabile “sporcarsi le mani” come una geniale strategia lungimirante. Il muratore si sporca le mani di calcina, il contadino se le sporca di terra, il meccanico se le sporca di grasso. Il politico, quando si sporca le mani, troppo spesso se le sporca in ben altro modo e io (vistosaturno@hotmail.com) insisto a ripetere che non dovrebbe sporcarsele mai. Ma ce li mandiamo noi a realizzare il loro progetto di “sporcarsi le mani” e noi dovremmo recitare il mea culpa. Domandiamoci perché non si è cambiata la legge elettorale nazionale, che affida la composizione delle liste alle segreterie nazionali dei partiti: cinque o sei persone, comunque non più delle dita di due mani, che decidono “tu sì e tu no”. Ma noi votiamo fideisticamente, da tifosi, per questo o quel simbolo e alla fine mandiamo in Parlamento un numero di “miracolati” proporzionale soltanto al seguito riscosso dal leader. Nel caso di SEL, quando sarà il momento, sarà soltanto il carisma di Nichi Vendola a trainare una piccola o robusta pattuglia di “eletti”. Dio glielo conservi, il carisma.
Dicono i ragazzi di Madrid: “Senza di noi non siete niente”. Grillo, il meno comico tra i leader del PD e del PDL, afferma che i politici sono nostri dipendenti, che però fanno quello che pare a loro: più o meno lo stesso concetto. Proprio così: ed è colpa nostra. Dei “miracolati” di destra non mi importa niente, ma vi faccio rilevare che Berlusconi ha riempito il Parlamento di avvocati, commercialisti, professionisti delle più varie discipline, purtroppo efficientissimi quanto servili, nel suo esclusivo interesse (e li paghiamo noi, come la Minetti, come Ghidini). Parlo, invece, dei “miracolati” di sinistra e di centrosinistra, perlopiù burocrati di partito, e senza altra professionalità che non sia quella del politicante. E anche questi li paghiamo noi. Li abbiamo incaricati di rappresentarci e lo hanno fatto male, sia al governo, sia all’opposizione, trasformando la nostra malriposta fiducia in strumento di carriera, in mestiere troppo ben remunerato. Adesso basta. Ai giovani di SEL: svegliatevi e non delegate più nulla a nessuno. Rovesciate anche i tavoli del Quartier Generale di SEL, se è il caso. Perché c’è la cavalletta Grillo in agguato. Proprio Grillo, il comico professionista, molto meno comico dei cosiddetti “professionisti” della politica che infestano la grande prateria della Sinistra presente e, speriamo di no, futura.
Quanto alla tristezza che purtroppo emerge da ogni parola di un galantuomo serio, colto e intelligente quale è senza ombra di dubbio Claudio Fava, vorrei che si notasse un dettaglio: non è insultandolo che lo si può esorcizzare, neutralizzandone la concorrenza che incomincia a preoccupare. Non è accusandolo di “rubare i voti alla sinistra”. Perché i voti non si rubano, ma si meritano: ce li siamo meritati? Come pensiamo di meritarne in futuro? Ma le idee sì, quelle si possono rubare. Piuttosto, se vogliamo essere seri, dobbiamo “rubargli” le istanze più “nostre”, più vere, più di Sinistra. “Rubiamogli” la grande richiesta di serietà (buffo, per un comico!) e di etica.

Sabina 23 maggio 2011 - 14:02

Grillo probabilmente farà strada visto che il nostro paese sa premiare i venditori di aria fritta. Un movimento che non è altro che un blog dove la proprietà del marchio 5 stelle è di beppe grillo dovrebbe far pensare , sopratutto loro, i militanti del 5 stelle sempre così attenti ai peccati altrui.
Oggi, siccome amo farmi del male, ho fatto un giretto sul blog del “nostro” dove Grillo presentando un articolo di Massimo Fini dice, testuali, queste parole :
“La democrazia rappresentativa è un inganno che serve a giustificare un modello di sviluppo insensato che ci sta distruggendo? Massimo Fini cerca di rispondere a questa domanda, in sé terribile. Fini va ascoltato in silenzio, come si ascoltano i saggi, come si degusta, di fronte al camino, un vino invecchiato della propria cantina.”
http://www.beppegrillo.it/2011/05/la_democrazia_s_1/index.html
Capito? Massimo Fini va ascoltato in silenzio come si ascoltano i saggi…anzi degustandolo , un che scrive , sempre parlando di democrazia cose
come questa
” Blog – C’è un’alternativa alla democrazia rappresentativa?
Massimo Fini – Sì, ci sarebbe e c’è! Sarebbe la democrazia diretta che è esistita. La democrazia è esistita prima che si facesse il nome di democrazia ma la democrazia… nella… comunità di villaggio, l’Assemblea di Villaggio decide assolutamente tutto ciò che riguarda… è fatta dai Capi-Famiglia. Decide tutto ciò che riguarda il villaggio ma a ragion veduta perché decide sul suo, su cose che conosce molto bene”
Un po’ il sistema democratico tribale che decide se lapidare o meno, per alzata di mano, una donna in certe zone rurali del Pakistan dell’Afghanistan tanto per intenderci.
Lo stesso Massimo Fini violentemente misogino che parlando di donne dice son “razza nemica” e molto peggio
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=25030
Insomma Grillo a me non solo non convince…fa proprio paura

Emiliosimone 23 maggio 2011 - 13:44

Se c’è stato bisogno che un comico diventasse un politico ci sarà un perchè, non crede..?
Forse forse che abbia potuto occupare uno spazio lasciato vuoto da chi candidava Colaninno ed ancora prima da chi voleva fare il circolo elettorale degli operai mazziati in un qualche “hard rock cafè”..?
Speriamo si levi di mezzo, il Grillo, lasciando libero il suo bel movimento di crescere ed evolversi autonomamente; a parte ciò, noi tutti lo dobbiamo solo ringraziare perchè c’è stato un tempo non molto lontano in cui se fosse stato per… “la sinistra” (di Uolter, per fare un esempio) il Berlusconismo sarebbe diventato il (non)pensiero unico.

Luca 23 maggio 2011 - 13:19

Bravo Claudio!
Condivido ogni parola ed anche la tua grande tristezza…che è anche la mia!

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

Lavoro. Precarietà. Intervento di Nichi Vendola

Sono infastidito quando le prime domande sono sempre sulle alleanze, sulla leadership ecc…Penso che il tema piu’ scottante con cui la politica e il centrosinistra debbono fare i conti e’ la precarieta’, il fatto cioe’ che c’e’ un’intera generazione che fatica ad agganciare una prospettiva di  collocazione della propria vita nel futuro. Un’intera generazione che [...]

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