L’incontro di oggi a Torino tra Fiat, sindacati, ministero del lavoro, si è chiuso con l’ennesimo ricatto: o i sindacati accettano senza discutere le condizioni di Marchionne o gli investimenti promessi non rimarranno in Italia. Nessuna trattativa sul trasferimento in Serbia delle produzioni di Mirafiori, nessuna certezza sulla nuova società che dovrebbe gestire Pomigliano; anzi domani i sindacati potrebbero ricevere l’annuncio della disdetta del contratto nazionale e della fuoriuscita della Fiat da Confindustria .
Sarebbe la fine del potere contrattuale del sindacato e la riprova che le imprese pensano di uscire dalla crisi usando spregiudicatamente la competizione internazionale e abbandonando quella responsabilità sociale verso i lavoratori a cui pure sarebbero vincolate dalla Costituzione Italiana e dai deliberati Europei. E’ incomprensibile che , a fronte di questo scenario, Cisl e Uil dichiarino di essere ottimisti e “responsabili”, soddisfatti della scelta Fiat di continuare ad investire in Italia. Stupiscono anche le dichiarazioni del ministro Sacconi che ritiene “non necessario” sovvertire l’attuale modello di relazioni industriali: non è stato proprio lui a perseguire questo obiettivo favorendo l’accordo separato sul modello contrattuale, dichiarando la fine del conflitto capitale –lavoro e sollecitando un sindacato “complice” dell’impresa? Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti : nessuna garanzia sul mantenimento dei livelli di occupazione, nessun impegno per la ricerca e l’innovazione. Rimane solo la precarietà della vita delle donne e gli uomini che hanno investito sulla propria intelligenza, autonomia e capacità lavorativa.
Sarebbe meglio che il Governo si cimentasse su proposte di politica industriale degne di questo nome e su relazioni internazionali capace di governare le delocalizzazioni produttive.
Betty Leone
@Nicola Perucconi
Non conosco il piano nel dettaglio, ma stento a credere che – per assurdo – la Germania avrebbe potuto offrire tanto (rispettando anche le regole comunitarie).
Segnalo l’articolo ‘L’Italia fugge in Serbia’ (TerraNews)
terranews.it/news/2010/07/l%E2%80%99italia-fugge-serbia