In piazza con i pensionati

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Domani SEL sarà in piazza del Popolo con le pensionate e i pensionati della CGIL per manifestare contro la politica sociale ed economica del Governo Berlusconi che, anche con la lettera di intenti consegnata alla commissione Europea, continua a colpire i più esposti agli effetti negativi della crisi invece di chiedere sacrifici a chi in questi anni ha accumulato le maggiori ricchezze anche a costo della precarietà del lavoro e della riduzione dello Stato Sociale.

Ci saremo non solo per solidarietà con lo SPI-CGIL che da sempre combatte per migliorare le condizioni di vita di giovani ed anziani, donne ed uomini, ma anche perché siamo convinti che il protagonismo degli anziani ed il loro impegno civile siano essenziali per dare un nuovo destino al nostro paese.

Ci saremo anche per dire basta alla politica che, per far quadrare i conti pubblici, usa la leva dei tagli alla spesa previdenziale, perché è la più facile da attuare e quantificare, senza mai riflettere che le pensioni rappresentano le speranze, i progetti di vita, la dignità dell’esistenza di lavoratrici e lavoratori che con la loro fatica hanno costruito il benessere di tutti.

Sinistra Ecologia Libertà

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Edoardo Trotta 27 ottobre 2011 - 21:13

Anche la U.I.L. sarà a Roma in Piazza. Meglio tardi che mai.
Purtroppo la CISL pur essendo un po’ più critica non si vede.
Continuano le manifestazioni di questo Ottobre aperte da Nichi il 1 Ottobre.

Filippo Ottone 27 ottobre 2011 - 16:42

L’INPS, dai dati diffusi, chiuderà il bilancio 2011 del settore dei lavoratori dipendenti con un attivo di solo 1,5 miliardi a causa del deficit dei fondi speciali Trasporti, Elettrici, Telefonici e Dirigenti d’azienda ( ex INPDAI) pari a 7,8 miliardi. Il fondo dei lavoratori parasubordinati è in attivo di 7,2 miliardi. Parimenti risulta in attivo di 2,1 miliardi il fondo per le prestazioni temporanee ( malattie, assegni familiari, cassa integrazione).
I fondi dei lavoratori autonomi sono tutti in passivo e precisamente -3,5 miliardi i coltivatori diretti; -5,6 miliardi gli artigiani; -1,5 miliardi i commercianti per un passivo complessivo di 10,6 miliardi.
Ma quali sono le pensioni medie pagate dall’INPS alle varie categorie a fronte della media pro capite dei contributi versati?
I lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro versano 9.854 euro a testa e ne percepiscono 11.612; gli artigiani ed i commercianti versano intorno a 4.000 euro e ne percepiscono rispettivamente 10.252 e 9.427 mentre i coltivatori pagano circa 2.000 euro l’anno e percepiscono 8.089. Come si vede il rapporto tra il versato e il percepito indica una sproporzione abnorme infatti per i lavoratori dipendenti è pari a 1,178 mentre per gli artigiani è 2,563, per i commercianti 2,357 e per i coltivatori è 4,044.
Le pensioni dei fondi speciali sono invece molto generose e ciò è comprovato dal fatto che diversi pensionati di questi settori dovranno versare il contributo di solidarietà deciso in una delle diverse manovre varate recentemente dal governo. In particolare i dirigenti d’azienda percepiscono in media poco meno di 50.000 euro l’anno, i telefonici quasi 26.000, gli elettrici circa 25.000 e i trasporti poco meno di 21.000.
Per completare il quadro si deve considerare un fattore molto importante, direi strategico, che potrebbe essere il vero oggetto delle brame dei datori di lavoro. Parlo del rapporto tra retribuzione lorda e contributi.
I lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro versano il 33% della retribuzione lorda mentre i commercianti e gli artigiani versano tra il 20 ed il 21% a causa di recenti aumenti, prima erano decisamente inferiori. I lavoratori parasubordinati versano il 25,72% o, se già pensionati, il 17%.
Prima di accennare a proposte di interventi bisogna avere ben in mente quello che non hanno i liberisti europei e i forcaioli nostrani tra i quali hanno acquisito il diritto ad una menzione particolare i Giovani Confindustriali che essendo tali a seguito di una feroce selezione meritocratica, hanno proposto di spostare a 70 anni l’età della pensione. Allora, non dimentichiamo che la riforma Dini ha già tagliato le pensioni dei giovani almeno del 40% e le accelerazioni e/o modifiche nella sua applicazione ne hanno accentuato le caratteristiche. Questo è tanto più vero se si considera che la legge Dini fece nascere i fondi pensione integrativi per dare la possibilità ai giovani di avere una pensione complessiva intorno al 60% delle retribuzioni medie degli ultimi 10 anni di lavoro.
Azzardo un’ipotesi. Le associazioni dei datori di lavoro chiedono di eliminare le pensioni di anzianità e di spostare a 67 – 70 anni per due motivi sostanziali, uno a breve termine e l’altro da acquisire nel medio periodo. 1. Fare cassa subito in modo che lo Stato risparmi per consentire un alleggerimento delle tasse alle imprese ed ai lavoratori. 2. Realizzare negli anni prossimi un significativo aumento dell’attivo del fondo pensione dei lavoratori dipendenti in modo da avanzare la richiesta di una diminuzione dei contributi a loro carico. Del resto Sua Ignoranza la Lega Nord anni addietro avanzò la proposta di un’abolizione totale dei contributi a favore delle buste paga e per una pensione “fai da te”.
E la lotta contro l’evasione contributiva ed il lavoro nero se lo sono dimenticato ?
Ipotesi di soluzioni alternative all’elevamento dell’età per avere la pensione.
A) Tutti gli eletti dai consigli comunali al Senato e tutti i designati a cariche politico/amministrative dovrebbero versare, come i lavoratori parasubordinati, il 25,72% di qualsiasi somma percepita derivante dal loro ruolo. Sono aboliti, di conseguenza, tutti i vitalizi. Le persone attualmente in carica possono versare gli arretrati relativi agli ultimi 5 anni. In relazione ai contributi versati, sarà pagata loro una pensione con le regole di tutti gli altri cittadini.
B) I collaboratori ( volgarmente detti portaborse) dei parlamentari debbono essere assunti come parasubordinati, su indicazione dei singoli deputati o senatori, dall’istituzione competente e quindi si opererà il prelievo previdenziale.
C) Si deve fare un piano quinquennale per portare il contributo previdenziale dei lavoratori autonomi al 33% .
D) In alternativa al punto C, confrontandosi con le associazioni di categoria, si possono concordare altre soluzioni equivalenti nell’effetto sui bilancio INPS. ( riduzione delle prestazioni, passaggio al contributivo, istituzione di istituti previdenziali di categoria di natura privata, etc)
E) Incremento della lotta all’evasione contributiva incrociando le banche dati dell’INPS con quelli delle Camere di Commercio e altre. Modificare la legge in modo che sia previsto per i colpevoli di evasione contributiva il ritiro della licenza commerciale o di analogo permesso e l’inibizione ad esercitare sino ad un massimo di 5 anni.
F) Riordino dei fondi pensione integrativi .
G) Revisione dei criteri di modifica del coefficiente del sistema contributivo rallentando la periodicità legata all’aspettativa di vita ed introducendo criteri più favorevoli agli iscritti.

Filippo Ottone 27 ottobre 2011 - 16:40

Speriamo che SEL di Roma porti i banchetti per raccogliere le firme per il taglio delle sprese militari e per la cittadinanza agli immigrati di seconda generazione. Non come alla manifestazione della Fiom.

Maurizio Marinelli 27 ottobre 2011 - 12:33

Vogliono aumentare l’età pensionabile perchè oggi si vive di più! Sarà indubbiamente vero ma bisogna chiedersi perchè è aumentata la vita media. Semplicemente perchè nei decenni precedenti un welfare sostanzialmente funzionante ha consentito un diffuso livello di vita dignitoso ed ha permesso a tutti di curarsi. Nutro seri dubbi che con i sostanziosi tagli della spesa sociale e sanitaria in atto la vità media negli anni a venire si manterrà sui livelli attuali.
E la chiamano “crescita” !!!

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