Nel corso della settimana che sta per iniziare, mentre il mondo continuerà a discutere della crisi finanziaria e dei suoi effetti sull’economia e sulla vita delle persone, il Parlamento italiano si occuperà invece, per l’ennesima volta, dei problemi giudiziari del Presidente del Consiglio. Alla Camera approderà in Aula il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e al Senato la Commissione Giustizia licenzierà il provvedimento sulla “prescrizione breve”, quello che dovrebbe salvare, in zona Cesarini, Silvio Berlusconi dal “processo Mills”. Si tratta di iniziative legislative molto gravi che avranno un effetti devastanti per la libertà di informazione e per il funzionamento della giustizia penale e che per questo meritano una opposizione senza sconti dentro e fuori il Parlamento. Sinistra Ecologia e Libertà in questa battaglia farà la sua parte senza incertezze.
Con queste due leggi il Presidente del Consiglio vuole raggiungere la soluzione finale nel suo scontro con la magistratura e ottenere il salvacondotto personale prima, forse, di uscire di scena.
E’ come quegli eserciti in rotta che nella loro fuga precipitosa incendiano i villaggi e avvelenano i pozzi nella speranza di fermare l’avanzata del nemico. In questo modo, anche nella stagione del suo declino, la destra getta semi avvelenati e tossici nella vita delle istituzioni.
Non sarà né facile né breve, quindi, il percorso che porterà a bonificare la democrazia italiana dalle scorie del berlusconismo e soprattutto di quella idea ossessiva di un doppio canale della giustizia : quello assolutorio per i privilegiati e quello impietoso per gli emarginati. La condizione indecente delle carceri italiane è il risultato più eloquente di quella ossessione.
Anche questo ci rafforza nel dire che non basta e non basterà rimuovere Berlusconi : senza un progetto alternativo, anche sulla giustizia, quello che uscirà dalla porta rientrerà fatalmente dalla finestra.
Carlo Leoni
E’ uno dei casi che una democrazia incompiuta, in nome di questa si instaura una dittatura con la semplice modifica di una legge elettorale.
Infatti nel nostro caso una minoranza nel Paese ha di fatto la maggioranza in parlamento e può fare e disfare a proprio piacimento delle leggi, in questo caso personalizzandole ad un individuo per salvarlo dalla galera.
C’è qualcosa che non va in questa costituzione e andrebbe sens’altro modificata proprio sulla legge elettorale che, tenuto conto che tutti i partiti del dopoguerra parteciparono alla sua stesura, gli stessi partiti oggi si riunissero di nuovo in una nuova costituente e la modificassero, Tra l’altro se non vado errato, era anche prevista nel tempo una sua modifica anche negli articoli fondanti.
Siamo al 10%, stiamo divenendo una grande forza di alternativa, però vi prego, prego Vendola analizzare attentamente se sia il caso o meno, vista la sua indiscutibile cultura, piegarsi anche lui al volere del mercato neoliberista ponendo il suo nome sul simbolo.
Ma è tanto bello segnato soltanto con le parole SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTÀ!