Intercettazioni e prescrizione breve: l’autunno tossico del berlusconismo

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Nel corso della settimana che sta per iniziare, mentre il mondo continuerà a discutere della crisi finanziaria e dei suoi effetti sull’economia e sulla vita delle persone, il Parlamento italiano si occuperà invece, per l’ennesima volta, dei problemi giudiziari del Presidente del Consiglio. Alla Camera approderà in Aula il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e al Senato la Commissione Giustizia licenzierà il provvedimento sulla “prescrizione breve”, quello che dovrebbe salvare, in zona Cesarini, Silvio Berlusconi dal “processo Mills”. Si tratta di iniziative legislative molto gravi che avranno un effetti devastanti per la libertà di informazione e per il funzionamento della giustizia penale e che per questo meritano una opposizione senza sconti dentro e fuori il Parlamento. Sinistra Ecologia e Libertà in questa battaglia farà la sua parte senza incertezze.

Con queste due leggi il Presidente del Consiglio vuole raggiungere la soluzione finale nel suo scontro con la magistratura e ottenere il salvacondotto personale prima, forse, di uscire di scena.

E’ come quegli eserciti in rotta che nella loro fuga precipitosa incendiano i villaggi e avvelenano i pozzi nella speranza di fermare l’avanzata del nemico. In questo modo, anche nella stagione del suo declino, la destra getta semi avvelenati e tossici nella vita delle istituzioni.

Non sarà né facile né breve, quindi, il percorso che porterà a bonificare la democrazia italiana dalle scorie del berlusconismo e soprattutto di quella idea ossessiva di un doppio canale della giustizia : quello assolutorio per i privilegiati e quello impietoso per gli emarginati. La condizione indecente delle carceri italiane è il risultato più eloquente di quella ossessione.

Anche questo ci rafforza nel dire che non basta e non basterà rimuovere Berlusconi : senza un progetto alternativo, anche sulla giustizia, quello che uscirà dalla porta rientrerà fatalmente dalla finestra.

Carlo Leoni

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Carlo (ne Siamo Diversi Come Vedi) 10 ottobre 2011 - 11:23

E’ uno dei casi che una democrazia incompiuta, in nome di questa si instaura una dittatura con la semplice modifica di una legge elettorale.
Infatti nel nostro caso una minoranza nel Paese ha di fatto la maggioranza in parlamento e può fare e disfare a proprio piacimento delle leggi, in questo caso personalizzandole ad un individuo per salvarlo dalla galera.
C’è qualcosa che non va in questa costituzione e andrebbe sens’altro modificata proprio sulla legge elettorale che, tenuto conto che tutti i partiti del dopoguerra parteciparono alla sua stesura, gli stessi partiti oggi si riunissero di nuovo in una nuova costituente e la modificassero, Tra l’altro se non vado errato, era anche prevista nel tempo una sua modifica anche negli articoli fondanti.
Siamo al 10%, stiamo divenendo una grande forza di alternativa, però vi prego, prego Vendola analizzare attentamente se sia il caso o meno, vista la sua indiscutibile cultura, piegarsi anche lui al volere del mercato neoliberista ponendo il suo nome sul simbolo.
Ma è tanto bello segnato soltanto con le parole SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTÀ!

Alfonsodt 9 ottobre 2011 - 23:10

CARLO,come vedi la distanza siderale tra la maggioranza di governo che è minoranza nel paese e il popolo sovrano che ha votato questo governo e ogni giorno più marcata,i problemi di un singolo diventano i problemi del paese i problemi del paese al singolo non glie ne può fregare di meno,il sovrano e tutto il suo codazzo ci ripetono costantemente che non c’è alternativa a questo governo in questo paese,sara anche vero,ma si guardano bene dal tornare a quel popolo che loro dicono che li acclama,hanno in parlamento una maggioranza fittizia fatta di nominati che gli garantiscono il loro status governativo,grazie ai responsabili continuano a ridicolizzare questo paese,adesso ci mancava anche il parito della gnocca,tanto per non farci mancare nulla e l’opposizione?
l’opposizione sta a guardare ma altro non può fare dopo che il presidente NAPOLITANO ha detto quello che ha detto e cioè,fintanto il governo avrà la fiducia parlamentare è obbligata a governare,che poi il paese vada in malora con questo personaggio e tutti i suoi lacchè va bene uguale,tanto cosa ci possiamo fare la maggioranza c’è là.- andiamo avanti cosi compagni,che bella democrazia!!! alfonso di tullio mil/te SEL.

Felice Di Giandomenico 9 ottobre 2011 - 19:53

E’ vero, mentre gli altri paesi cercano di rimboccarsi le maniche per far fronte ad una crisi mondiale senza precedenti, qui in Italia sembra che questo problema non tocchi minimamente chi governa il paese. Impegno prioritario – almeno qui da noi – è di dare gli ultimi colpi di coda per approvare leggi che definire inique è poco, in modo tale da evitare al premier la galera e farlo passare indenne tra la miriade di processi giudiziari che lo riguardano.
Quello che scandalizza di più è che in tanti riconoscono che queste leggi sono veri e propri sfregi alla libertà di espressione, alla libertà di stampa, alla libertà di satira e di opinione oltre che veri e propri oltraggi al senso della giustizia, ma non si riescono a trovare azioni politiche congiunte in grado di bloccarne i deleteri effetti sia a livello sociale che puramente culturale. Certo, in una nazione in cui un ministro della repubblica responsabile dell’economia dice che la cultura non è commestibile e dove un ministro dell’istruzione scambia lucciole per lanterne (il che accade troppo spesso per i miei gusti) questa ulteriore mazzata sulla libertà e sul diritto all’informazione costituisce un’ulteriore mazzata che andrebbe senz’altro evitata ad ogni costo. I problemi veri sono i precari, i lavoratori, i salari inadeguati ad affrontare un tenore di vita sempre più esoso, i ricatti e la vergogna del lavoro nero.
Concordo anche sul fatto che sarà lungo e tortuoso il percorso di bonificazione della politica italiana – non solo della democrazia – in quanto forse troppi signori che siedono sugli scranni di Montecitorio al berlusconismo si sono assuefatti un po’ troppo e la disintossicazione sarà senza dubbio lunga e travagliata (purtroppo mi riferisco anche a certi personaggi della cosiddetta opposizione, ma evito di fare i soliti nomi li conosciamo per cui lasciamo perdere). Ha ragione Travaglio quando osserva che da 17 anni il centro sinistra italiano sembra disegnato a immagine e somiglianza di Berlusconi, “non riuscendo o non volendo creare una valida alternativa, anzi muovendosi nell’alveo del berlusconismo dal quale è soggiogato o affascinato o ricattato in una irrimediabile sindrome di Stoccolma”.
Se questo governo riuscirà a spuntarla anche sulle leggi inerenti il processo breve e le intercettazioni con relativo imbavagliamento di tutta l’informazione, il ricorso ai referendum sarà inevitabile ma, sinceramente, tutto appare di un’assurdità che ormai ha dell’irreale.

Ciro Scocca 9 ottobre 2011 - 11:35

Condivido pienamente quanto ha detto il compagno Pino. Penso che a queste condizioni il Paese non metiti altra mortificazione di quante ne ha gia vissute per causa di questo governo.

Ciro Scocca 9 ottobre 2011 - 11:28

Quello che stiamo assistendo è l’ennesimo colpo di mano di una dittatura silente di una persona in pieno delirio di onnipotenza. L’Italia è ad un passo dal baratro eppure questi politicanti si permettono il lusso di stare per ore a difendere l’indifendibile mentre occorerebbe un atto di responzabilita e azioni concrete.

Giuseppe Prete 9 ottobre 2011 - 10:27

NEL DARE ADESIONE E’ CONDIVISIONE PIENA AL DOCUMENTO SU RIPORTATO INVITO I COMPAGNI AD ESSERE PRONTI ALLA LOTTA NEL PAESE PER COMBATTERE LE CASTE SIA PARTITICHE CHE SPECULATIVE

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