Quanto accade nel nostro territorio, la regione Marche, credo sia ben esemplificativo di una maniera inaridita e inaridente di intendere la politica e lespressione centrosinistra più come un marchio, come un contenitore privo di contenuti, che come un progetto volto invece alla realizzazione di idee alternative e programmi condivisi, partecipati e sentiti.
La svolta a destra del Pd e la politica di restringimento coatto della coalizione portata avanti dai suoi dirigenti locali, hanno prodotto un claustrofobico capolavoro di strategia algebrica senza alcun orizzonte che possa almeno in parte giustificarla.
Personalmente mi sono avvicinato alla militanza politica e alla sinistra perché pensavo che lavversario da combattere non fosse una squadra di calcio con una bandiera arbitrariamente diversa dalla mia ma un blocco di poteri che, solitamente attraverso i partiti del centro e della destra, portavano avanti una violenta campagna nazionale di interessi speculativi, di cementificazione selvaggia priva di sensibilità ambientale e sociale, di arroganze nei confronti delle fasce più deboli e meno protette della popolazione.
Contro questo blocco di poteri ero abituato a pensare che centrosinistra volesse dire proporre unalternativa popolare, equa e solidale, non di utopie millenarie ma di valori realizzabili e dunque da realizzare. Non avrebbe avuto altrimenti senso il mio e nostro militare e spendere gratuitamente forze ed energie dal momento che non è nostra vocazione quella di difendere interessi di famiglie e gruppi economici che sulla devastazione dellidea stessa di comunità e di bene comune hanno fondato il proprio successo.
Se votare Pd nelle Marche vuole oggi dire scegliere la strada programmatica (imposta da altri, da destra e da Roma) della devastazione paesaggistica, della privatizzazione dell’acqua pubblica, del fantasma del nucleare e della crudele emarginazione nei confronti di giovani coppie non ancora sposate (spesso perché vittime indifese della crisi economica), allora vuol dire che la politica del nostro territorio ha raggiunto uno dei suoi momenti etici e morali più bassi.
Con queste carte si potrà forse vincere una battaglia effimera e momentanea, ma si contribuirà solamente alla deriva inesorabile del senso stesso del termine sinistra, tra disaffezione e scollamento dalle esigenze reali di tutte le singole persone, uomini e donne, anziani e giovani, che questo territorio abitano. E non parlo di tesserati o militanti, parlo di tutto un popolo composto da individui anche politicamente non schierati o schierati altrove, e a cui va comunque e naturalmente il mio e nostro sentimento politico.
Sinistra Ecologia Libertà di Ascoli Piceno e delle Marche ha rifiutato volontariamente il cinismo per cui il territorio e i cittadini dovrebbero essere concepiti non come protagonisti ma come cavie di sperimentazioni algebriche imposte da vertici di partiti che ignorano e ignoreranno sempre di più le esigenze e i bisogni vitali, economici ed esistenziali, della popolazione, dei ragazzi senza lavoro, dei neolaureati senza prospettive, delle famiglie senza diritti, dei lavoratori senza difese, degli anziani e degli infanti senza aree di socialità.
Sostenere con forza e passione la candidatura alla presidenza della Regione Marche di Massimo Rossi, vuole dire che non ci arrendiamo a questo tatticismo che sarà sul lungo termine rovinoso, né allarroganza di chi è definitivamente convinto che la politica sia una questione privata, da gestire tra pochi.
Dobbiamo togliergliela, questa convinzione.
E se vogliono che le Marche siano un laboratorio, allora noi dovremmo raccogliere la sfida, pur in un territorio in cui la campagna elettorale della Sinistra è costretta a subire quotidianamente gli oscuramenti bipartisan di due grandi blocchi di potere politico e soprattutto dei finanziatori di questi due blocchi e dei media che riescono ad influenzare.
Bisogna dire e capire chiaramente che in questo contesto saturo di antipolitica reale (quella dei partiti), lunico voto utile non potrà che essere quel voto che servirà a dare un segnale forte, nazionale e locale, di passione, resistenza dei valori e coraggio, per un’altra idea di politica e per una nuova idea di centrosinistra, che non sia più inteso come una claustrofobica istituzione separata dal mondo ma come una casa comune, plurale, un convivio di esperienze e di eccellenze aperto al contributo di tutte le realtà esterne, associative e culturali.
Un centrosinistra unitario e democratico, fondato sul bene comune, sulla partecipazione alle scelte anche di governo, una politica fondata sulla collaborazione tra individui e istituzioni e soprattutto sul rispetto di ogni singolo cittadino.
Questo è linvestimento che faremo votando Sinistra Ecologia Libertà e Massimo Rossi presidente della regione Marche. Io perlomeno ci credo e vi invito a farlo.
Davide Nota
[...] Invito al voto utile (a non perdere la speranza) [...]