La buona politica chiama le cose con il loro nome e non nasconde la realtà

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Il voto regionale ci dice che nel Nord al centro sinistra resta solo la Liguria, al sud restano la Puglia e la Basilicata, al centro restano le regioni storiche ma con un centro sinistra indebolito come in Emilia. Al voto di ieri vanno aggiunte anche la perdita negli anni scorsi di Sardegna, Abruzzo, Friuli, Molise e la riconferma di un centro destra pur anomalo in Sicilia. L’astensione è un “partito” del dieci per cento che penalizza entrambi gli schieramenti anche se a me pare non penalizzi la Lega e neppure le formazioni che fanno prevalere il monotema della giustizia o la pura protesta come l’IDV e il movimento di Grillo. Il centro sinistra perde anche la provincia dell’Aquila emblematica perché erano in discussione la strategia e le scelte fatte dopo il terremoto.
Se evidenziamo il fatto che Toscana, Liguria, Umbria, Basilicata e Marche messe insieme hanno, con un totale di 8 milioni, meno abitanti della sola Lombardia ( che ne ha 9 milioni ) comprendiamo quanto sia pesante questo voto. In sostanza le destre e la lega governano regioni che in totale hanno circa 40 milioni di abitanti, mentre il centro sinistra governa regioni che hanno in totale 16 milioni di abitanti. La maggioranza degli italiani che hanno votato ha scelto anche nelle elezioni amministrative il Pdl e la Lega Nord. E per uno schieramento ( il centro sinistra) che ha sempre fatto del buon governo locale e della sua capacità amministrativa un punto di forza credo sia il primo dato da evidenziare.

Nella gran parte dei governi regionali e anche in tanti enti locali simbolici ( cito per tutti Bologna) da diversi anni le prove che il centro sinistra offre sono deludenti e per nulla innovative, incapaci di legami sociali solidi,di risposte eque alle disuguaglianze, al grande tema del lavoro, dei diritti, della qualità urbana e dello sviluppo, dei servizi al territorio e alla persona. Per non parlare del fatto che “la questione morale” nel senso berlingueriano del termine ( che non è quello che agitano senza sosta Travaglio, Santoro e altri che hanno scelto il giustizialismo e un devastante referendum permanente su Berlusconi….) ha lambito o coinvolto troppi amministratori locali del centro sinistra e del Pd in particolare. Non comprendo come il Pd dopo questo voto possa parlare di ripresa e di inversione di tendenza, ma cercherò di applicarmi a capire. E veniamo a noi.

Quello della Puglia e di Vendola è un risultato splendido che non andrebbe inficiato da un ragionamento puramente matematico che sento fare da alcuni (se l’udc fosse stata con Rocco Palese avremmo perso anche li.. ). Sappiamo tutti che i voti quasi mai si sommano, che gli elettori della Poli Bortone, per contrasti profondi e di merito, difficilmente avrebbero votato il candidato di Fitto e dunque Vendola se la sarebbe giocata fino in fondo anche in quel caso. Per la stessa ragione attribuire a Grillo la perdita del Piemonte non convince, quegli elettori in assenza della lista di Grillo si sarebbero astenuti , assai difficilmente avrebbero dato il loro voto alla Bresso perchè il loro programma ha, da anni, nella contrarietà alla Tav il punto centrale e caratterizzante. Basta guardare le percentuali che la loro lista ha ottenuto in Valle Susa e si comprende quel che intendo.

In Puglia vincono un presidente e una giunta che hanno governato quel territorio, facendo corrispondere alle parole i fatti, e costruito risposte per il sud che hanno la dignità di riforme vere, come quelle energetiche, sull’acqua pubblica, sul precariato e sul lavoro, sulla valorizzazione della cultura , sul turismo ambientale e di qualità, senza chiudersi ( come fa la Lega) ma facendo della Puglia una delle regioni più aperte d’Italia non solo per la sua posizione geografica.

Credo che Vendola abbia una intensa connessione sentimentale con il popolo pugliese ( quella che D’alema e Bersani hanno sottovalutato e che è maturata via via in quella che si è chiamata la fabbrica di Nichi) ma penso che essa derivi da elementi concretissimi, dalla lealtà che ha dimostrato nei confronti delle popolazioni che governava, dalla speranza che ha saputo trasmettere al posto della rassegnazione, e dalle scelte concrete che la sua giunta ha realizzato mentre altre giunte nel sud fallivano la prova del governo. E il fatto che Vendola sia un uomo di sinistra non è stato un ostacolo ma un valore aggiunto, perché una Sinistra così, autonoma nei pensieri e nei progetti, che non rincorre il centro o la destra ma che ricostruisce le parole della sua cultura e i suoi principi, radicale nelle scelte ma con una cultura profondamente di governo diventa una Sinistra credibile. Che può prendere , come per tanti anni è accaduto in Italia, anche i voti di elettori che non si direbbero mai di sinistra. E che può competere ed essere parte fondamentale dell’ alternativa alle destre. Sel in puglia ottiene il 9,74 % , un risultato importante.
Altrove i risultati sono assai diversi , si va dalle percentuali bassissime ( una media dell’1,5 %) di tutto il nord, a quelle un po’ più significative ( oltre il 3%) di altre regioni ( Basilicata, Toscana, Umbria, Lazio,) al 2,67 delle Marche. In Campania dove Sel si presentava con i Socialisti si arriva al 3,5 e in Calabria una lista formata dai Socialisti e da una parte soltanto di Sel tocca una percentuale analoga. Questi sono i numeri che da soli dicono poco o molto a seconda di come li si voglia vedere. Parlano comunque di una forza politica ancora non nata, con pesanti contraddizioni nelle scelte fatte in Campania e Calabria ( dove invece di scegliere la buona politica abbiamo scelto Loiero e De Luca che potremmo dire rappresentavano solo una continuità senza speranza e senza alcuna innovazione), con tendenza ad isolarsi in alcuni casi o a fare semplicemente cartelli elettorali ( due scelte entrambi difficili e che denunciano ancora il nostro profilo indistinto).

Non abbiamo ancora trovato la nostra strada, e forse non possiamo neppure trovarla da soli, possiamo solo dire di avere una indicazione possibile e chiara nell’esperienza pugliese, che non è ricopiabile ma fornisce molte sollecitazioni a chi voglia pensare e costruire una Sinistra in Italia. E anche a coloro che vogliono costruire una alternativa alle destre nel paese. Adesso spero si apra una discussione, nazionale e locale dentro Sel , dentro il Pd e l’Idv, dentro Rifondazione, che non duri mesi ma sia una cosa seria, perché abbiamo bisogno di ricostruire politica, iniziativa e presenza nei territori, e di aprirci e mescolarci molto più di quanto si sia fatto finora. La Puglia insegna anche questo, forse è l’unica regione nella quale Sel è diventata in pochi mesi un soggetto politico unitario nel quale le provenienze non hanno più alcun senso e ragione.

Tutte le forze politiche e le persone che vogliono costruire in Italia una alternativa credibile e convincente alle destre e alla lega, hanno davanti tre anni di lavoro durissimo perché abbiamo perso anche stavolta. L’alternativa alle destre non c’è, nessuna forza politica può costruirla in solitudine o pensando che nasca a partire solo da se stessa. E non sarà la semplice risultanza di un mix di alleanze aritmetiche ( qualcuno stamattina nel Pd si è affrettato a dire che il modello vincente sarebbe la Liguria e cioè una alleanza elettorale da Rifondazione all’ Udc), se questa diventasse la risposta ad una sconfitta così seria non solo la ritengo deludente ma ancora perdente.

Questo voto ci parla di un vuoto, o di molti vuoti, che vanno riempiti con un racconto nuovo per il nostro paese, fatto di principi comprensibili, di riforme concrete discusse con i cittadini, di idee innovative per cambiare la qualità dello sviluppo, di un impegno per rimettere al centro il lavoro ogni giorno dell’anno e la scuola che va a rotoli, di radicamento sociale ( nulla mi sconcerta di più che sentir dire da oltre dieci anni che la Lega è radicata al nord mentre le forze del centro sinistra non lo sono….ma chi ci ha sradicato mi domando, dai luoghi di lavoro, dalle scuole, dai quartieri delle città, se non le nostre sottovalutazioni e le scelte sbagliate degli ultimi quindici anni?). Infine l’alternativa alle destre forse è nella mani e nella testa di un nuovo gruppo dirigente. E di donne e uomini che sappiano innovare anche le pratiche politiche, le relazioni tra loro, mettendo democrazia al posto dei personalismi eccessivi, tolleranza e confronto mite dove adesso c’è insulto e settarismo, un clima che allontana le persone dall’impegno e alla fine anche dal voto. La politica deve tornare ad essere una passione e non un mestiere.

So bene che non ho risposto a tutte le domande che ci attraversano la mente in queste ore, ma non potevo farlo. Anch’io ho bisogno come ognuna/o di voi di ascoltare altre ragioni, di confrontarmi e di capire. Io credo nel confronto delle idee e nell’agire collettivo. E scrivendo questa frase mi rendo conto che sto citando Ingrao, che oggi compie 95 anni, e che ha attraversato un secolo intero facendosi ogni giorno una domanda nuova e diversa. Curiosi dobbiamo essere verso la realtà, se vogliamo ricominciare a capirla.

Fulvia Bandoli

P.S. Un pensiero e un in bocca al lupo a Giannetto Speranza , il sindaco uscente di Sel a Lametia Terme ,che con il 42% è primo ma che tra quindici giorni dovrà affrontare il ballottaggio con il candidato Pdl. Giannetto è un altro esempio di buona politica

Ci sono 10 commenti per questo post
Ciro Imperato 1 aprile 2010 - 11:39

Certo che se Nichi Vendola dovesse essere un Veltroni più di sinistra, per me non avrebbe molto futuro

Barbara 31 marzo 2010 - 18:26

Caro Massimo prima che Nichi vincesse, su questo sito a scrivere i commenti eravamo sempre i soliti, tant’è che a volte mi sentivo un po’ stupida.
Tuttavia è già da qualche tempo, che vedevo in Nichi un grande leader, parlo di tanti anni fa, mi sembra che fosse il 1995, tant’è che gli amici mi prendevano in giro e mi dicevano “Aho che te sei innamorata, guarda che è gay!”
Detto questo, mi è dispiaciuto molto per la signora, certo non sono una che sta dalla parte della polizia, che reprime con forza, spappolando l’ovaia a una donna, mi è dispiaciuto molto, ma penso, che in un partito si debba discutere all’interno, non facendo le prove di forza dall’esterno, penso che questo sito sia nato proprio con l’intenzione di discutere e di portare avanti un progetto tutti insieme.
Per quanto concerne Grillo non ho dato a lui la colpa di aver perso in Piemonte, ma sicuramente una parte di responsabilità, tant’è che l’ho definito un quaquaraquà, pensi che io abbia votato Bonino con il massimo dell’entusiasmo, ti assicuro che così non è stato, io ho votato SEL e un ragazzo di nome Fiore, del quale mi è piaciuta la sua presentazione, scritta proprio su questo sito.
Oltremodo esattamente la mia metà è piemontese e tu non sai quanto ami Torino, il Piemonte e i piemontesi.
Cordialmente.
Barbara Croce

Marco 31 marzo 2010 - 18:11

Salve a tutti
Ho letto l’articolo di Fulvia e tutti i vari commenti e ho trovato tanti spunti di riflessione e molti stimoli per pensare.
Vorrei cominciare con un commento breve sul risultato politico delle elezioni amministrative: ora la lega alzerà la testa e vorrà fare tutte le sue riforme federali. Giustamente farà pesare i voti presi a questa turnazione di votazioni. La domanda che mi pongo è: Fini e compagnia (intendo la vecchia An) manderanno giù il boccone delle riforme leghiste? Non potrebbe venire una crepa nella solida (per motivi tutt’altro che ideologici) patto di Centro Destra? Sarà una domanda fuori luogo ma è una delle cose che mi sono chiesto. Comunque il centrosinistra odierno non sarebbe il nuovo vincitore nel caso di ribaltone.
Onestamente della situazione calabra non sono troppo informato ma nel Lazio il PD ha perso per un autogol: Emma Bonino.
Per il resto credo sia stata una campagna elettorale vuota e inutile da parte dei partiti maggiori.
Il PD ne è uscito sconfitto per la pochezza che ha mostrato e il PDL ha vinto usando le solite armi: Arroganza, Prepotenza e i surrogati del non è vero.
Io sono molto fiducioso su Vendola e sono molto affascinato da SEL perché mi sembra che con i termini giusti cerchi di affrontare i problemi veri del Paese.
Di Pietro mi è simpatico onestamente e credo sia molto meglio di quello che riesca a mostrare sennonché non è politico.
Grillo non lo riesco a inquadrare ne capire.

Mi sa sono andato fuori tema ma questo è stato quello che avevo da scrivere dopo avervi letto.

Saluti

Massimo 31 marzo 2010 - 16:47

Parlando di yoga è mancata la cd. meditazione riflessiva.

Da lungo tempo parlavo del fenomeno Grillo e delle sue battaglie (quasi tutte comuni alle nostre). Di ciò Fulvia ha contezza diretta.

Dopo lo spappolamento delle ovaie di una signora No Tav ad opera delle forze di polizia in Val Susa (scorso mese) vedi Mi controllo con grande fatica ) mai la Bresso ha avuto parole di calore di quanto accaduto. Lo stesso Favaro in una sua dichiarazione (http://www.sinistraeliberta.eu/comunicati-stampa-territori/sel-torino-val-di-susa-dichiarazione-di-gianni-favaro) invece di esprimere solidarietà ai feriti e alla donna, dava (in fondo) la solidarietà alle forze di polizia. Questo il colmo per un partavoce di un partito di sinistra. Detto questo ritengo, concordando con Fulvia, che dare la colpa a Grillo equivale a continuare a farsi del male. Buona serata a tutte/i

Barbara 31 marzo 2010 - 12:01

Cara Fulvia nel leggere questo tuo articolo ho detto, bene qualcuno che la pensa come me, in particolar modo su quanto affermi di Travaglio e Santoro, primo perché mi sembrano due persone, che vogliono comunque e sempre avere un ruolo da protagonista, secondo perché affermando, ora voglio vedere se mi licenziano, mi è sembrato di capire, che per loro fosse più importante il posto di lavoro, che la sorte di noi italiani e scusate, ma se devo scendere in piazza e pagare un biglietto, lo faccio per chi perde un posto di lavoro in fabbrica o in un’azienda.
Per quanto riguarda il tuo dire sul giustizialismo, penso che uno dei problemi del nostro centro sinistra sia proprio questo, il volere fare una politica identificando solo nell’avversario Berlusconi, per me l’antagonista è tutto il centrodestra, il loro modo di percepire la politica, il loro programma economico, la loro strategia oppressiva sugli immigrati, il loro avvantaggiare il profitto a una scuola di qualità, la loro incoerenza quando chiedono voti alla chiesa, pur non avendo comportamenti da cristiani, la famiglia al primo posto, dicono, chiediamolo a Berlusconi, a Bossi, per citarne solo due, se le loro famiglie sono al primo posto, per non parlare dell’Arca di Noè, prima le donne in cinta, poi i bambini, Noè non faceva distinzione di razza!
Per quanto concerne Grillo lo trovo un quaquaraquà, per quanto riguarda i Piemontesi che non hanno votato la Bresso perché contro la TAV, non si preoccupino ora la lega farà due TAV e tre centrali nucleari e le scorie al Sestriere.
La Polverini ha vinto solo nelle provincie del Lazio, a Roma, nella capitale, ha perso e non dicessero ,che se c’erano le liste avrebbero vinto, perché una bella campagna a loro favore come sempre gliela abbiamo fatta noi, tutti i giorno si parlava di queste liste, penso che alla fine tanti elettori li hanno votati, proprio perché li vedevano orfani di liste.
Sono troppe i pensieri che in questo momento mi affollano la mente, forse anch’io ho bisogno di qualche ora di yoga, di meditazione.

Franco 31 marzo 2010 - 10:32

Hai ragione,Sel in Calabria non doveva sostenere Loiero.Sel in Calabria è partita con il piede sbagliato,una parte si è arrogato il diritto di rappresentare quanti guardano con simpatia al progetto politico di Vendola.Nella mia regione bisogna fare attenzione,il rischio è che Sel diventi ancora di salvataggio di un vecchio ceto politico autorefernziale,Sel deve essere un partito innovativo nella pratica ,nel linguaggio ecc..oppure sarà percepito dalla gente come l’ennesimo partitino della sinistra rissoso ed espressione dei soliti vizi della vecchia politica.Un brutto segnale è arrivato anche dalla composizione delle liste piene di dirigenti e poco rappresentative dei territori,basta dare uno sguardo per notare le scarse preferenze raccolte da alcuni dirigenti.Sel poteva avere un risultato positivo se con serenità si rifletteva sui cinque anni di governo Loiero nel rispetto di tutte le diversità presenti in Sel,invece si è andati avanti senza tenere conto dei dubbi dei compagni di SD,dubbi ora diventati certezza alla luce dei risultati elettorali.Non è il caso che chi ha sbagliato ora si faccia da parte?
Buono il risultato di Speranza a Lamezia,Gianni è un buon Sindaco e la sua riconferma sarà un altro colpo alla mafia.Sel ha bisogno di persone come Speranza espressione della buona politica e del buon governo.

Alfonsodt 31 marzo 2010 - 10:29

cara FULVIA usciamo da una ennesima sconfitta elettorale,anche sè qualcuno và dicendo in giro che non ha perso,la TUA analisi come sempre è impeccabile,parlano i numeri e parlano i voti la destra vince in lungo e in largo nella penisola,la politica BERLUSCONIANA paga quella leghista incassa,in abruzzo terra dove sono nato e vivo oltre alla PROVINCIA DELL’AQIUILA abbiamo perso anche il comune di CHIETI,
GURDIGRELE e altri piccoli comuni,che tristezza,TU cara FULVIA ci parli di vuoti da riempire,di riconquiste del territorio da fare, stando con la gente e tra la gente bene, ma mi domando con quali contenuti,con quali idee,con quali ideali e soprattutto con quali personaggi,la giunta regionale di centro sinistra in abruuzzo è stata azzerata qualche anno e mezzo fà per le note vicende sulla sanità,in alcune regioni del centro sud italia sappiamo quali tragedie , quali disuguaglianze,ingiustizie,assenze di risposte politiche,

malcostume e malgoverno ci sono stati,non è un
caso sè quelle regioni le abbiamo perse,la gente ha ragione nel dire con il voto prima e l’astensinismo dopo che siamo tutti uguali e votano secondo loro il meno peggio e tutti sappiamo come si sono concluse queste votazioni.- cara FULVIA dobbiamo riiniziare secondo il mio modesto parere a dare risposte nuove a problemi vecchi ed essere conseguenziali con il buon governo delle idee trsformandole per la collettività in formule esigibili e condivisibili,solo allora la sinistra che vogliamo e la società che desideriamo tornerà a vincere ed essere radicata nei territori, vedi il caso PUGLIA,quella è la sinistra che vogliamo tutti NOI di sinistra ecologia e libertà, grazie per la riflessione che mi hai permesso di fare.un saluto di sinistra a tutti alfonso di tullio.

Luca 31 marzo 2010 - 09:09

Brava Fulvia! Analisi ottima!
Anche stavolta il centro-sinistra ha perso soprattutto per tre ragioni fondamentali (per ragioni di spazio evidenzierò solamente quelle per me più importanti): non ha delineato un’idea di società alternativa a quella berlusconiana, ha spesso fatto scelte incomprensibili sui candidati (vedi Loiero e De Luca che non andavano sostenuti neanche da noi) ed ancora una volta non ha dato un’ offerta di ricambio delle classi dirigenti. La gente vuole votare tra due proposte di società e di governo alternative! Non vuole scegliere tra la destra ed un centro-sinistra che pensa solamente a scimmiottarlo. Andando avanti così perderemo per sempre!!! Non è un caso se vinciamo solamente in Puglia e nelle regioni rosse, dove da anni stiamo provando l’esperienza di una società diversa, più attenta ai più deboli…insomma più vicina alla gente!!!

Plinio 31 marzo 2010 - 08:49

io vivo in veneto e qui sel ha avuto un risultato disastroso.io credo che il risultato negativo sia il frutto della nostra assenza non tanto dai grandi temi quanto dalle piccole cose della vita quotidiana.la sinstra non riesce ad uscire dalla supponenza del suo passato. secondo me ci sarebbe bisogno di un immenso bagno di umiltà cominciando ad ascoltare e tentando di mettersi in sintonia con i vari bar sport con le paure del futuro e con quelle quotidiane dando risposte comprensibili.nel nord siamo al limitare di un deserto di cui non conosciamo la vastità ma se non cominciamo a percorrerlo ripeto con umiltà e buon senso non ne usciremo mai piu’

Franco Gigliotti-consigliere Comunale Maida 31 marzo 2010 - 08:08

hai ragione in Calabria Sel ha fatto una scelta sbagliata nel sostenere Loiero,ho l’impressione che nella mia regione si è partiti con il piede sbagliato,non vorrei che invece di dar vita ad una forza politica innovativa nascesse un’ancora di salvataggio di un vecchio ceto politico.Una parte di sel non ha pensato al progetto politico del nuovo mavimento ma solo a candidarsi nelle liste e i risultati elettorali dei singoli candidati andate a vederli,sono scarsissimi quest vuol dire che sul territorio non rappresentano nessuno.In Calabria bisogna fare attenzione nel selezionare gruppi dirigenti e rappresentanti istituzionali.In Sel ci vuole gente come Speranza che a lamezia spopola e questo perchè rappresenta la buona politica e il buon governo.

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