La decodifica e la comunità dolce

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Secondo il saggista Maurice Duverger il problema non sono i partiti in sé, ma la struttura interna che li caratterizza. Se i partiti nel loro interno sono scarsamente democratici allora anche le istituzione che affidano il governo al sistema partitico non possono che essere scarsamente democratiche.

La scarsa democrazia e partecipazione all’interno dei partiti fino a qualche decennio era una caratteristica tipicamente americana, dove i comitati erano l’elemento base dei due principali partiti. I comitati erano costituiti da pochi notabili, solitamente uomini detentori di molti voti, persone che conoscono l’arte di manipolare la campagna elettorale e anche notabili che finanziavano la campagna elettorale. Il comitato aveva il compito di preparare le elezioni e di dirigere e mantenere i contatti con i candidati. Questa realtà favoriva e favorisce gli interessi delle grandi lobbies a cui il più delle volte i partiti si dovevano piegare, sebbene è indiscutibile che siano esistite ed esistano grandi differenze tra i governi democratici e quelli repubblicani.

In Italia, quando in America erano affermati i comitati, erano presenti i partiti di massa, che nonostante limiti più o meno notevoli hanno svolto un ruolo essenziale nella costruzione della democrazia e della parziale emancipazione degli uomini e del lavoro dalla mercificazione capitalistica. Nel corso del tempo le cose sono cambiate e parole come progresso, cultura, emancipazione, democrazia, uguaglianza sono state relegate ai margini dell’ immaginario collettivo; si è costruite attorno ad esse un alone di depressione e tristezza.

Ovviamente anche la partecipazione politica è andata scemando e molti partiti (specie in Calabria) si sono trasformati in un campo di battaglie dove le varie bande si affrontavano per il controllo delle istituzioni statali. Anche qui come in America, tra i vari partiti esistevano ed esistono differenze rilevanti (in Calabria a dire il vero sono molto meno accentuate che nel resto d’Italia). Il deficit di democrazia italiano non è legato solo alla forma che hanno assunto i partiti, ma dipende anche dalla bassa qualità dell’informazione e soprattutto dall’assenza di un sistema valoriale e di decodifica delle informazioni.

Ecco un tempo c’erano ideologie, che presentavano enormi limiti, finivano per diventare delle religioni, degli approdi sicuri che alimentavano, come tutte le religioni, un po’ di fanatismo. Oggi non esistono più e sostanzialmente neanche la religione offre più risposte. Se è legittimo chiedersi quali sono le conseguenze esistenziali di una vita priva di religione capace di guidarti e di offrirti un approdo sicuro, credo che sia altrettanto legittimo chiedersi quale siano le conseguenze di un mondo privo di ideologie politiche, di un mondo privo di visioni che ti permettano di decodificare la realtà e di potere agire.

La fine delle ideologie è stato un passo in avanti per la democrazia o ha portato a un senso di impotenza e di incapacità di capire la realtà che ci circonda e il sistema in primo luogo economico-sociale che ci governa? Tutto appare così lontano ed estraneo da noi proprio come il fondo monetario internazionale, potente organizzazione economica che partecipa al nostro governo a nostra insaputa. Tutto appare così lontano ed estraneo da noi proprio come l’uomo che abita nella porta accanto.

Forse è sempre stato questo il mio grande sogno: la costruzione di una comunità dolce, ricca di emozioni, ma povera di ipocrisie e di pettegolezzi (caratteristiche tipiche delle forti comunità di un tempo e che portavano ad idiozie come ad esempio al linciaggio per adulterio). Forse è sempre stato questo il mio sogno: la costruzione di un’ideologia aperta e flessibile, non ottusa e bigotta; un’ideologia capace di darti risposte, ma nel contempo capace di lasciarti dei dubbi, un’ideologia flessibile, necessaria per proseguire quel processo di empancipazione dell’uomo che non possiamo arrestare.

Stefano De Bartolo

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Mario, Monte Sant'angelo 24 marzo 2010 - 12:18

LETTERA A BERLUSCONI DA UN SUO EX ELETTORE.

Caro Silvio,sono trascorsi circa 16 anni dalla tua scesa in campo. Ci avevi promesso benessere, ricchezza, sviluppo, ma da allora gli unici a svilupparsi e ad arricchirsi siete stati tu, caro Silvio, e il Nord di Bossi. Aprendo una parentesi, rammento a tutti che da più di 2 mesi è stato soppresso il treno Eurostar LECCE-TORINO, per cui Fitto aveva promesso di intercedere per il suo ripristino:da allora, ripeto, sono passati quasi tre mesi e nulla è successo. Faccio presente che una cosa simile successe in Lombardia poco tempo fa, ma grazie all’azione tempestiva dei ministri leghisti il treno fu ripristinato in 48 ore! Adesso, noi meridionali ci chiediamo:perchè tanto odio verso noi meridionali da parte di questo governo che si sta rivelando sempre di più ostile al Meridione?

Perchè al Nord gli investimenti vengono fatti in maniera massiccia, mentre al Meridione ogni obiettivo impellente per voi diventa un tabù? Dove sono finiti i fondi FAS? Dove sono le grandi opere per il Meridione che lei ha promesso in campagna elettorale? Dove sono i posti di lavoro che ci ha promesso in questi 16 anni? Inoltre, ha garantito pure l’aumento delle pensioni, che tra l’atro ci sono state(!), INFATTI MIA MADRE CHE PERCEPIVA UN IMPORTO DI 737 EURO, ORA CON IL SUO AUMENTO NE PERCEPISCE 737,78 EURO! Non crede, caro Berlusconi, che il tempo delle prese per i fondelli sia finito? Non crede che sia arrivato il momento di dire basta a questi raggiri, che si inverano ognivolta che c’è una chiamata alle urne?

Lei si comporta come un esattore delle tasse ai tempi della colonizzazione, quando il medesimo veniva inviato soltanto per iugulare i dominati d’oltremare, e ritornare di nuovo l’anno successivo per la nuova riscossione: lei viene nel Meridione solo per prendere voti e poi sparire il giorno dopo!
Tuttavia, la colpa, caro Berlusconi, è anche di quei meridionali che non riescono a capire che lei pensa soltanto ai suoi interessi personali, che la frenano nell’azione di governo finalizzato al bene collettivo(per quel che riguarda i meridionali, poiché al Nord sotto ricatto della Lega succede il contrario!).

In virtù di tutti questi motivi, io la metto al corrente che i pugliesi non si faranno più captare da lei e dal suo governo razzista-antimeridionalista-leghista, e quindi alle REGIONALI DEL 28/29 MARZO TUTTI VOTERANNO NIKY VENDOLA PRESIDENTE! Cordialmente, LA PUGLIA migliore.

WE ARE DECIDED:WE ARE GOING TO VOTE NIKY VENDOLA!
NIKY, YES YOU CAN!
NIKY, YES YOU MUST!

Maria Luisa 24 marzo 2010 - 04:24

Spero che Sel faccia tesoro degli errori compiuti in passato all’interno dei partiti anche di sinistra riguardo la democrazia interna. Credo che sia l’unico modo per riguadagnare un po’ di credibilità, soprattutto di fronte ai giovani. Quelli ovviamente che non si sono già arresi. Riguardo alle ideologie io mi ritrovo molto sul ragionamento fatto da Vendola della necessità di un vocabolario, quindi di un linguaggio comune. E sulla necessità di avere un sogno, da rendere concreto un passo dopo l’altro

Beatrice 23 marzo 2010 - 21:45

Spero in una riforma seria dei partiti ancora chiusi e bigotti. Spero in una sinistra che sappia dire “pane al pane”, che sappia assumersi il coraggio di denunciare l’ingerenza della chiesa nella campagna elettorale, che sappia denunciare gli evidenti interessi del vaticano nel campo della sanità e dell’istruzione per esempio..che sappia essere vicina alle persone prima e non dopo…

Barbara 23 marzo 2010 - 21:12

Penso che un’ideologia per esistere debba essere democratica ossia:
democrazia [de-mo-cra-zì-a] s.f.
Concezione politica fondata sui principi della sovranità popolare, dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, dell’attribuzione di diritti e doveri sanciti dalla costituzione, della separazione e indipendenza dei poteri.
La religione è qualcosa di metafisico di trascendente non identificabile in un soggetto politico, è un essere infinito è un volere dare un significato alla morte, alla vita.
Comunque questo tuo scritto è molto interessante Stefano, ma non penso che le ideologie finissero per diventare delle religioni e tantomeno che la fine di un’ideologia è stato un passo avanti per la democrazia. Comunque il grande sogno di cui parli è molto romantico e noi esseri umani, in particolar modo in questo momento, abbiamo un grande bisogno di romanticismo e non dell’amore di cui parla Berlusconi.

Mario, Monte Sant'angelo 23 marzo 2010 - 21:03

La Puglia ha bisogno delle competenze del Presidente Vendola. In questi anni ha dimostrato all’Italia che investendo sui giovani e investendo sul lavoro stabile, si possono dare futuro e speranze a tutti. Tuttavia, i detrattori faziosi e idolatri ci sono sempre nella Destra, ovvero persone che negano la realtà dei fatti. Ma i pugliesi perbene, i pugliesi saggi e assennati il 28 e 29 marzo non potranno non votare per NIKY VENDOLA,poichè è la loro coscienza che glielo chiede!

NIKY VENDOLA FOR PRESIDENT!
WE NEED NIKY VENDOLA!

Giancarlo Sartoretto 23 marzo 2010 - 12:52

I partiti politici possono degenerare in pure articolazioni dello Stato dove dei personaggi senza scrupoli mirano al potere, a questo modello “borghese” si è contrapposto il principe collettivo, ma c’è sempre il rischio anche a sinistra che crescano delle oligarchie poco controllabili dalle masse. E su qeusto si gioca anche il futuro di SEL nell’epoca di Internet

Alberto 23 marzo 2010 - 09:51

Condivido appieno, spero dopo le elezioni regionali sia dia gambe e corpo a questa politica e diventi un riferimento per tutto un popolo SEL

Nicola Cirillo 23 marzo 2010 - 09:01

Forse Stefano l’ideologia “flessibile” è solo l’ideale. Si sono accantonate le ideologie, ma anche gli slanci ideali, che io spero di ritrovare in Sinistra Ecologia e Libertà.

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