I pensionati sono stati presentati dal centro-destra come dei privilegiati perché hanno un reddito garantito, la pensione, mentre tanti giovani sono precari, disoccupati. E’ una politica che vuole mettere i giovani contro i più anziani, i lavoratori precari contro quelli a tempo indeterminato, non per dare qualcosa a chi ha poco ma per togliere diritti a chi se li è conquistati con lotte e sacrifici.
In realtà il reddito medio da pensione in Italia, come quello da lavoro dipendente, è basso, molto al di sotto di quello della Germania , della Francia ed anche della Spagna , paesi in cui fra l’altro le pensioni non sono tassate .
Circa tre milioni di persone percepiscono in Italia una pensione mediamente inferiore ai 400 euro il mese, otto milioni non arrivano a 1.000 euro, le donne percepiscono una pensione che è in media la metà di quella degli uomin. Negli ultimi quindici anni il potere d’acquisto delle pensioni è diminuito di oltre il 30%.
Inoltre molto spesso le pensioni hanno assunto una funzione fondamentale quale unico concreto aiuto alle famiglie di figli e nipoti in difficoltà.
Con le sue manovre il Governo Berlusconi ha cercato di fare cassa con il sistema previdenziale. Non ci sarebbe stato bisogno di alzare ulteriormente l’età pensionabile perché la cassa dei lavoratori dipendenti dell’INPS è in attivo ed i contributi pagati dai lavoratori sono in grado di garantire loro le pensioni. Infatti ciò che grava sul fondo INPS sono le pensioni dei dirigenti (i cui importi sono molto alti) e degli autonomi i cui fondi sono in passivo. Inoltre i contributi dei lavoratori servono a sostenere le spese assistenziali che negli altri paesi sono a carico della fiscalità generale.
Invece in Italia, per recuperare risorse, il governo Berlusconi è ancora una volta intervenuto sull’età pensionabile che, con il patto di anzianità arriverà a 68 anni (67 + 12 mesi di attesa per la prima finestra utile ) e potrà raggiungere i 70 anni con le disposizioni che prevedono il suo aumento in rapporto all’aspettativa di vita
Va ricordato che nei paesi dell’UE l’età media pensionabile è attualmente di 63,5 anni per gli uomini e di 62,3 per le donne.
Contemporaneamente il Governo ha bloccato la perequazione delle pensioni, cioè il loro aumento per adeguarle all’aumento del costo della vita. Nelle due manovre di quest’anno il blocco riguarda le pensioni superiori a 2341 euro ma già nel 2011 è stata ridotta la perequazione per le pensioni superiori a 1405 euro lordi, poco più di 1000 euro netti.
Mentre si assiste ad un’ulteriore diminuzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, le manovre del Governo Berlusconi hanno previsto la diminuzione delle spese sociali o, in alternativa , il taglio alle agevolazioni fiscali (spese mediche, assegni familiari ecc), il passaggio dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 20 al 21% che ha provocato l’aumento a catena di prezzi e tariffe senza dimenticare che il federalismo fiscale ha dato la possibilità ad EE.LL di aumentare tariffe e tasse, a partire dall’addizionale IRPEF.
L’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza, i superticket sanitari, la riduzione di 12 miliardi del Fondo sanitario, la riduzione del fondo per le politiche sociali stanno distruggendo il welfare e le politiche socio-sanitarie di cui gli anziani hanno più bisogno rispetto a cittadini più giovani.
I non autosufficienti , e ce ne sono moltissimi fra gli anziani, che hanno la necessità di un’ assistenza continuativa, sono quasi a totale carico delle famiglie. Il governo centrale ha azzerato, infatti, il fondo della non autosufficienza.
Al welfare universale come diritto di cittadinanza si sostituisce l’ideologia dello stato minimo che affida le politiche sociali al privato sociale, la tutela della salute alla sanità privata.
I tagli ai trasferimenti alle amministrazioni locali hanno poi ridotto di fatto il quadro delle tutele sociali e delle protezioni offerte dalla rete dei servizi locali . Con i tagli agli EE.LL rischiano infatti di chiudere i centri di assistenza diurna , le residenze assistite per le patologie più gravi, i servizi domiciliari alle persone non autosufficienti.
Elisa Migliaccio
Si parla tanto dei provvedimenti penalizzanti per i pensionati varati dal governo Berlusconi, vorrei sottolineare che il govenro Berlusconi non ha varato provvedimenti così pesanti e distruttivi per la vita dei pensionati come quelli posti in essre dal governo Monti.
Non sono un difensore di Berlusconi ma le falsità non li accetto. Se con Berlusconi era giusto protestare con Monti, secondo la logica razionale, si dovrebbe organizzare una vera rivoluzione popolare.