“Liberiamo le energie rinnovabili”

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Con questo slogan viene lanciata da Firenze nel primo incontro dei Liberi imprenditori ecologisti la campagna di raccolta firme per il sostegno dell’economia ecologica.

Occorre fare in modo che la produzione energetica sia fatta da milioni di produttori e autoproduttori per una nuova democrazia energetica che sappia liberare l’Italia dal controllo dei monopoli. Le piccole e medie imprese sono le alleate naturali delle famiglie italiane (single,sposate o gay), perché vivono lo stesso sfruttamento energetico che le impoverisce per il solo fatto di esistere e non semplicemente di consumare energia o di lavorare.

Il supercosto energetico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas non è solo dato dalla differenza tariffaria (31%) tra noi e il resto d’Europa ma anche alla inefficienza degli impianti e dalle quote fisse dei monopolisti e delle imposte. Ogni impianto di generazione sia elettrica che di calore dovrebbe divenire un impianto di cogenerazione di calore ed energia e quando necessario di frigoria con un risparmio del 50% dei gas climalteranti e delle finanze private o pubbliche.

Urgono leggi di liberalizzazione per tutte le rinnovabili e, per il solare termico, occorre rendere obbligatoria l’installazione sia per la produzione di acqua calda sia per integrare l’impianto di riscaldamento, urgono scelte che ci consentano di portare l’intero nostro patrimonio edilizio ad un livello di efficienza energetica che ribalti oggi il rapporto di costo ormai ben superiore per le bollette che per l’affitto e rata mutuo e che negli anni 60 ai tempi del petrolio era completamente invertito.

Urge spostare i sostegni dell’agricoltura interamente verso l’agricoltura biologica che consuma meno di un terzo delle calorie che impiega l’agricoltura chimica per produrre una caloria alimentare (sette calorie per una caloria di alimenti), occorre ricostruire una alleanza tra agricoltori biologici e produttori di energie rinnovabili per sviluppare una presenza dei pannelli e delle pale ben distribuita e coerente con i bisogni di autosufficienza rinnovabile e per una produzione di biomasse per biogas priva di pesticidi con riuso delle acque e con accrescimento della fertilità dei suoli.

L’Italia appare in scacco di un movimento al contrario in cui la squadra che si richiama al No al Nucleare e che ha vinto il referendum tende ad attaccare contro la propria porta, urge una campagna di formazione della classe politica, dei nostri amministratori e della cittadinanza che hanno bisogno di essere informati sulle nuove tecnologie ecologiche che invece che accellerare il riscaldamento globale ne possono alla lunga invertire la tendenza e che invece di peggiorare i bilanci familiari o di impresa li migliorano in maniera permanente.

Occorre combattere la deriva burocratica che rallenta ogni idea, impedisce il nascere delle giovani imprese innovative e svuota le deboli riserve finanziarie di chi tenta nuove strade.

Dire no se necessario ma in tempi certi e rapidi, creare un percorso di silenzio assenso per tutte le imprese che producono ad impatto zero, affrontando la questione paesaggistica tenendo conto che non ci sarà futuro senza che i paesaggi non abbiano dentro di se il segno delle rinnovabili come lo è oggi per molti altri segni non propriamente virtuosi come le parabole i motori dei condizionatori , gli elettrodotti e i ripetitori. Le soprintendenze se vogliono come oggi diventare anche soprintendenze del paesaggio siano prima formate con architetti del paesaggio ed ecologi e non semplicemente trasformando archeologi in ingegneri ambientali per decreto non scritto.

Le piccole e medie imprese in ogni settore sono il motore del nostro paese e sono spesso oggetto di ripetuti tentativi di accorpamento e di annientamento occorre che SEL divenga il partito di riferimento per politiche antimonopoliste che sappiano sostenere il credito di impresa e un welfare che si occupi anche dei lavoratori o imprenditori che di fronte a crisi e fallimenti pagano con la spoliazione di ogni bene quando i manager delle imprese in via di liquidazione si autoelargiscono bonus e prebende.

Ci serve una sinistra che non soffra della sindrome di Norimberga e che comprenda che per far rinascere lavoro e reddito occorre una nuova economia che non può avere nella sola Confindustria e nei suoi contorsionismi il riferimento per il confronto del futuro.

E’ partito quindi questo nostro percorso, chiederemo di intervenire alla assemblea degli amministratori di SEL per illustrare le infinite proposte a impatto e costo zero per le amministrazioni locali, presenteremo a chi ce ne darà l’opportunità le nostre proposte che sono un manifesto della speranza concreta e immediatamente realizzabile per il risanamento ecologico economico e finanziario del nostro paese e lo faremo rafforzati da un metodo di lavoro (open source) che ha visto tutti gli intervenuti protagonisti attivi dalle 10,30 fino alle 18,30.

Una giornata a sbadigli zero che ha messo in pratica il principio del non sprecare intanto il nostro tempo e le nostre opportunità.

I materiali saranno pubblicati nei prox gg su www.ecquologia.it e su facebook “Liberi imprenditori ecologisti crescono”.

Fabio Roggiolani

p.s. stiamo prevedendo altri incontri si accettano proposte di luoghi e persone disponibili

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Giulia Ragonese 1 ottobre 2011 - 02:23

Scusate forse l’ignoranza, sono di SEL, circo di Vetralla (VT), e c’è un consigliere di SEL anche qui. Noi del circolo vorremmo sapere quando sarà il prossimo incontro perchè saremmo molto interessati e il nostro Consigliere potrebbe parteciparvi. Inoltre siamo una sezione molto attiva e siamo disponibili e onorati di ospitare degli incontri, anche nel Viterbese. Grazie e vi prego di rispondermi. Giulia.

Fabio Roggiolani 27 settembre 2011 - 13:26

cara carla,
io sono disponibile a girare l’Italia a mie spese per proseguire questa discussione, ma non solo io ci sono decine e decine di esperti di ecologia concreta che hanno costruito città nuove come ad esempio Eugenio Baronti o alessio Ciacci di Capannori che erano al confronto di firenze e che sarebbero disponibili a comunicare le proprie esperienze.
Il mio amico jacopo Fo nei suoi blog sul Fatto Quotidiano o su Alcatraz scrive ogno giorno di buone pratiche e di nuovi gesti.
Senza presunzione ma con determinazione rendiamo migliore ogni giorno la nostra comunità, la nostra rete di rapporti, il nostro comune la nostra città le nostre aziende il nostro paese.
Parlare della merda berlusconiana ci annichilisce, ci impoverisce ci fa regredire.
la politica deve diventare diversa innanzi tutto dando speranza quotidiana concreta e ritornando ad essere scuola di solidarietà come lo fu ai tempi delle società di mutuo soccorso e delle case del popolo, come lo è oggi in germania nell’area ecologista.
Non mi pare che tutto questo abbia per ora convinto il nostro gruppo dirigente nel suo insieme che prosegue in buona volontà a ripetere lo schema politico che tutti conoscono e che non pare in genere suscitare nulla di più che una reazione passiva.

Carla Cirillo 22 settembre 2011 - 18:49

Credo anch’io che vi sia una necessità di formare gli amministratori di centrosinistra, ma ,in questa particolare fase, di informare su tutte le possibilità che l’ecologia offre. Per questo credo sarebbe utile anche organizzare incontri sul territorio. Molti dei progetti che sono in cantiere o stanno per essere messi in cantiere, a volte persino in quelle amministrazioni che pure sembrano attente su altre questioni, dimostrano una totale indifferenza per l’impatto ambientale. L’ecologia, almeno in Italia meridionale, resta comunque un approccio per pochi appassionati. Qui poi sono sconosciute quelle iniziative che costituiscono un importante baluardo contro gli sprechi e l’aumento dei prezzi come i Gas, gruppi di acquisto che favoriscono il rapporto diretto tra produttore e consumatore e che potrebbero favorire proprie quelle piccole e medie imprese sul territorio che non hanno niente da guadagnare quando si affidano alla grande distribuzione. Le persone che non possono spendere, invece, sono facilmente vittime di quei negozi di cinesi dove tutto sembra costare pochissimo, ma che vendono palesemente prodotti di pessima qualità. Sono diffusi dappertutto e sopravvivono per anni anche quando non sembra esservi una affluenza tale da giustificare l’affitto di locali di notevole dimensione. Strano fenomeno che sembra non interessare nessuno. Il solare poi viene considerato anche dalle famiglie un investimento “costoso”, nonostante i vertiginasi aumenti del metano. Bollette tra quattrocento e cinquecento euro sono fioccate negli ultimi mesi, senza considerare cosa pagheremo questo inverno dopo gli aumenti di settembre. Eppure il sole, nel Sud e nelle isole, dovrebbe essere il nostro primo alleato. Nella cittadina dove abito le case sono esposte al sole per moltissime ore al giorno, ma nessun assessore all’ambiente, neanche quelli di sinistra, ha mai promosso iniziative idonee a sviluppare una diffusa informazione sul territorio, mentre al Nord (paradosso del paradosso), dove usufruiscono di un numero decisamente molto più limitato di ore di luce del sole, sono se non altro almeno più conosciute le aziende che si occupano di ecologia, pannelli solari ed altro. E pensiamo a tutte le isole che si trovano al Sud, Sardegna e Sicilia comprese, dove la situazione climatica sarebbe ideale e dove mettere in moto tutti i sistemi per il risparmio dell’acqua: riutilizzo, conservazione e riuso dell’acqua piovana, ecc. dovrebbe, di questi tempi, nel 2011, l’abc di qualsiasi normale amministrazione del territorio, dal momenti che tali servizi sono utili, anzi, vorrei dire, indispensabili, proprio per il turismo, una delle prime voci che contribuiscono al sempre onnipresente Pil, di cui si parla a destra e a manca, spesso senza cognizioni di causa. Per questo sono d’accordo con l’autore e con gli altri. Sono d’accordo anche con Edoardo Trotta che anche a Genova, come altrove, per l’ecologia ci sarebbe veramente tanto da fare. Per tornare al discorso generale sulla crisi finanziaria, si sentono troppe parole e pochi fatti. La recessione è in atto. Il problema si deve spostare su come affrontarla. Pensare semplicemente che la ricetta sia di tornare alla crescita con la stessa impostazione di prima è un errore che non ci possiamo più permettere come sinistra. Perciò anche la sinistra rischia di fallire come la destra se non imbocca con molta più decisione la strada dell’ecologia. Mi piacerebbe ritrovare su questi temi persone come Fulvia Bandoli e Valerio Calzolaio, ma anche forse e soprattutto le persone giovani che vogliono dare un senso nuovo alla propria esistenza al di fuori degli schemi e del concetto di lavoro legati ad un passato che non tornerà. Nuove professionalità, vecchi e nuovi saperi che si fondono, nuove facoltà universitarie più legate ai territori, una economia locale che rinasce su altre prospettive che non siano quelle della crescita illimitata. Insomma, meno parole, meno inutili convegni con chi parla e chi ascolta,invece più partecipazione più democrazia più ecologia per tutti.

Iol 22 settembre 2011 - 09:38

Ciao, vi segnalo un video interessante e illuminante sulle prospettive del fotovoltaico: http://www.youtube.com/watch?v=tBH2wof0B68

Filippo 21 settembre 2011 - 15:17

Oltre a condividere in toto l’articolo aggiungo : Finalmente una proposta fatta di punti concreti. Gli altri dirigenti prendano esempio !!!!

Edoardotrotta 21 settembre 2011 - 14:41

La Lobby dei monopolisti è FORTE.
Perchè, almeno gli edifici pubblici nuovi, non si possono progettare con impianti di produzione di acqua calda e/o di energia elettrica.
Perchè non si crea un piano di bilancio energetico negli edifici pubblici?
Si dirà che costa. Ma il risparmio in diversi anni potrebbe ripagare, con i dovuti interessi, le amministrazioni e far da volano a chi è impegnato nella produzione di fonti alternative oltre a poter diventare un modello per la sperimentazione di innovazione.
E’ vero che in passato simili leggi sono state disapplicate MA ALMENO SI POTREBBE INIZIARE!!!
Io vivo in una città ricca di vento e sole (Genova) e gli ultimi edifici (Fiera di Genova) non hanno nemmeno
preso in considerazione questo dato (oltretutto esiste un effetto di riverbero del mare che potenzia l’effetto del sole).

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