La manovra correttiva targata Tremonti, e approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 giugno, oltre che sintetizzare una grande opera di “macelleria sociale” (scaricata sulle spalle del Governo che verrà), rappresenta la palese irresponsabilità e presa di coscienza di questo Governo, incapace di elaborare la ben che minima linea di una possibile ripresa. Manovra da 47 miliardi di euro, principalmente di tagli alla spesa, che si avvicina a quella greca da 64 miliardi di euro (di cui 50 di privatizzazioni), differente la sola scansione temporale: la loro deve essere in gran misura effettuata nei prossimi 18 mesi, la nostra per la prossima legislatura.
Veniamo ai conti di casa: due miliardi serviranno al finanziamento delle spese dell’anno corrente, cinque per le spese del 2012, venti per la correzione dei conti per il 2013 e altri venti per la correzione dei conti per il 2014. L’emergenzialità è diventata l’ordinario, la sopravvivenza si è sostituita all’esistenza stessa, dove la gente comune, quella che lavora e che fatica ad arrivare alla fine del mese pagherà il conto più salato. Strette sulle pensioni, la manovra fa credere che i maggiori tagli riguarderanno le pensioni cosiddette “d’oro”, sì certo, ma in minima misura. Stop al turn-over nel pubblico impiego con retribuzioni congelate per un anno. Non un accenno ai poteri forti, a chi della crisi economica ne ha fatto operazioni di business strategico sulla pelle dell’intero Paese.
Viene colpita l’Italia che ha già dato fin troppo, quella che paga onestamente le tasse, chi con grandi fatiche manda i figli a scuola perchè crede ancora che la cultura possa far cambiare le tristi sorti delle future generazioni, chi ha progetti di vita, lasciando inalterato tutto quello che al Paese fa male, l’Italia peggiore, l’Italia che striscia nella palude dell’affarismo più bieco. Di seguito nel dettaglio le principali misure:
PENSIONI: Scatterà dal 2014 l’agganciamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Inoltre per le donne ci sarà l’incremento di un anno dell’età di pensione già a partire dal 1 gennaio 2012. Un altro anno scatterà dal 2014 e per ogni biennio successivo fino al 65 anni di età. Uno stop anche alla rivalutazione automatica delle pensioni d’oro. Il provvedimento riguarderà le pensioni che superano di cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps. Per le pensioni di misura compresa tra 3 e 5 volte. Il trattamento minimo di pensione Inps la rivalutazione sarà del 45%;
BLOCCO DEL TURN OVER NELLA PA: Stipendi sospesi per un altro anno nella pubblica amministrazione e blocco del turn over nella PA. Il blocco dei trattamenti economici arriverà dunque fino al 31 dicembre 2014 (oggi è al 2013). Il blocco del turn over per un altro anno riguarda le amministrazioni dello Stato, ad esclusione dei Corpi di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per le agenzie fiscali, e gli enti pubblici non economici;
PROCESSO CIVILE: In materia di processo civile sono in arrivo misure dirette a garantire una maggiore efficienza della giustizia. Viene fissato in sei anni il tetto della durata massima dei processi per ciascun grado di giudizio;
CONTENZIOSO INPS: I processi in materia previdenziale di valore non superiore a 500 in cui sia parte l’Inps e che risultano pendenti in primo grado alla data del 31 dicembre 2010 e per i quali a tale data non è intervenuta sentenza si prevede l’estinzione di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente;
SANITA’: Sulle ricette per prestazioni di specialistica ambulatoriale si dovrà pagare un ticket di 10 euro mentre è previsto il pagamento di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. Il provvedimento prevede anche 486,5 milioni di euro per il 2011 per il Ssn. Il finanziamento per il 2013 e’ incrementato dello 0,5% rispetto al 2012 ed e’ ulteriormente incrementato dell’1,4% per il 2014;
PROFESSIONI: Vengono abrogate alcune restrizioni per rendere più facile l’accesso alle professioni. Si stabilisce in particolare che le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall’ordinamento vigente, diverse da quelle di avvocato, notaio, architetto, ingegnere, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legge;
SCUOLA: Novità anche nel settore scuola. Le materne, le elementari e le medie saranno raccolte in istituti unici e si prevede una riorganizzazione delle infrastrutture Per garantire continuita’ didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione. La scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi. Quanto personale scolastico, l’organico dovrà restare invariato nell’anno 2012-2013 rispetto all’anno appena terminato. Vanno mantenute inoltre per il prossimo biennio le disposizioni della legge 133 del 2008, che hanno portato all’aumento del numero di studenti per ogni professore e alla riduzione del personale Ata del 17%;
RICORSI FISCO: Si prevede che chi intende presentare ricorso presso le commissioni tributarie dovrà pagare fino al 1500 Euro. I costi sono suddivisi per scaglioni: 30 euro per controversie di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 e fino a 5.000 euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5.000 euro e fino a 25.000 euro; 250 euro per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a 75.000 euro; 500 euro per controversie di valore superiore a 75.000 euro e fino a 200.000 euro; 1.500 euro per controversie di valore superiore a euro 200.000;
NUOVA ANAS: Si prevede la nascita dal gennaio 2012 dell’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali e con essa la ‘nuova’ Anas con una una profonda riorganizzazione nell’attuale assetto e ‘mission’ dell’Anas;
SPENDING REVIEW: Già a partire dal 2012 la Ragioneria generale dello Stato darà inizio a un ciclo di ‘spending review’ mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. Se non vengono trasmessi i dati senza giustificato motivo entro il termine previsto, si prevede come sanzione una riduzione della retribuzione di risultato, dei dirigenti responsabili nella misura del 2 per cento;
ALTA VELOCITA’: In arrivo anche un sovrapprezzo per gli operatori dell’alta velocità. Una misura che vuole consentire lo sviluppo dei processi concorrenziali nel settore dei trasporti ferroviari assicurando nel contempo la copertura degli oneri per i servizi universali di trasporto ferroviario di interesse nazionale che sono oggetto di contratti di servizio pubblico;
CROCE ROSSA: Privatizzazione della Croce Rossa Italiana dal 1 gennaio 2012. Diventando privata la struttura opererà in regime di diritto privato come associazione umanitaria a carattere volontario e di interesse pubblico;
PROTEZIONE CIVILE: Nuove risorse per la protezione civile saranno reperite attraverso l’otto per mille. Già dal 2011 viene autorizzata una spesa di 64 milioni di euro all’anno. La spesa sarà destinata alla gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della protezione civile;
FONDI IMMOBILIARI PUBBLICI: È anche prevista la dismissione del patrimonio disponibile attraverso fondi immobiliari chiusi, promossi da Regioni, province e comuni e partecipati da una sgr costituita dal Tesoro;
MISSIONI INTERNAZIONALI: Vengono rifinanziate le spese in scadenza per le missioni all’estero con settecento milioni di euro;
FONDO LETTA: La dotazione del fondo strategico a sostegno dell’economia reale istituito presso il Consiglio dei ministri e’ ridotta di 252 milioni di euro per l’anno 2012, di 392 milioni di euro per l’anno 2013, di 492 milioni di euro per l’anno 2014, di 592 milioni di euro per l’anno 2015, di 542 milioni di euro per l’anno 2016, di 442 milioni di euro per l’anno 2017, di 342 milioni di euro per l’anno 2018, di 292 milioni di euro per l’anno 2019 e di 242 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.
Andrea Sironi
21/06/2011
Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall’Islanda?
di Marco Pala
Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi?
Allora perché, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.
Sicuramente vi starete chiedendo perché questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
2008 – A Settembre è nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese è dichiarato in bancarotta.
2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%.
2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo e i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Sono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpool si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, è eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: sono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggior parte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
Fonte originale: http://www.nexusedizioni.it/apri/Notizie-dal-mondo/Ultimi-articoli/Nessuna-notizia-dall-Islanda/