Nessuna scorciatoia

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Ad Asor Rosa e al Manifesto: Sui danni enormi del berlusconismo siamo d’accordo. Su come combatterli mi pare di no.

Compro il Manifesto da sempre, ne rispetto storia,battaglie,autonomia. Sono di sinistra e come per voi, lo dimostrano le battaglie fatte e il mio percorso. E non mi fa piacere quando mi trovo a criticarvi . Ma ho imparato negli anni che il dissenso puo’ servire e cerco di praticarlo con tranquillità.

Comincio dunque col dire che diversamente da quanto sostiene Rangeri la proposta avanzata da Asor Rosa ha fatto sobbalzare prima di tutto tantissime persone di sinistra. Di questo mi preoccupo io, non di Giuliano Ferrara. Infatti quando ho letto l ‘articolo di Asor Rosa ho pensato subito che quello che Norma Rangeri ha chiamato un semplice paradosso fosse invece un formidabile boomerang che qualcuno avrebbe subito lanciato contro la nostra fronte. E cosi’ e’ stato.

La proposta di un intervento “dall alto” che ci liberasse di Berlusconi con l’aiuto dei carabinieri e della polizia accompagnata dalla valutazione, per me quasi piu’ grave, sulla inutilita’ e l’inefficacia dei movimenti e di un agire politico collettivo non era e non e’ a mio avviso una boutade. Quando e’ fatta in prima persona da un intellettuale di sinistra che piu’ volte si e’ espresso sulla strategia politica di questo o quel partito assume il peso di una proposta politica che discende dalla analisi fatta nella prima parte dello stesso articolo. Anche su quella avrei da dire almeno una cosa: mettendo da parte cio’ che hanno fatto in questi mesi e potrebbero ancora fare le forze sociali, i lavoratori , i precari e il personale della scuola, tutti i cittadini con i referendum sull acqua e sul nucleare, si mette da parte il conflitto, si depotenzia la partecipazione alla politica e questo non mi sembra un dettaglio. Nonostante si sia detto e scritto piu’ e piu’ volte in questo diciassettennio che non faremo cadere le destre e il berlusconismo con un di piu’ di giustizialismo il terreno che quell articolo proponeva finiva per essere ancora una volta solo quello: la democrazia e’ in pericolo di vita , il parlamento e’ asservito e l uomo che ci governa e’ corrotto e cambia a suo piacimento le regole. non ce’ piu’ tempo.

C’e’ naturalmente una parte di verita’ in queste affermazioni ma e’ solo una parte perche’ io credo invece che il nostro sistema democratico abbia ancora forze e anticorpi per reagire,che il Parlamento non sia un collegio allargato di difesa del premier ma una sede nella quale molte e molti hanno tentato con dignita’ di contrastare tutto questo come altri lo hanno fatto nelle piazze. E che il Quirinale abbia svolto appieno il suo ruolo nel dire che sottoporra’ a verifica il provvedimento appena approvato.

Non credo ci sia diversita’ di valutazione tra noi sul fatto che i danni del berlusconismo sono gravissimi, per come questo Presidente del consiglio pensa lo sviluppo, la democrazia e il parlamento, i diritti del lavoro,la scuola e la ricerca, il ruolo del privato, l impunita’ per il capo, il corpo delle donne, il ruolo dei vari poteri dello stato e molto altro ancora. Ma questi danni non si potranno contenere e combattere se l’ opposizione non trova una sua cultura politica, le sue alleanze sociali, una idea di Italia e di sviluppo convincente e alternativa alle destre, e se non rinuncia una volta per tutte alla tentazione di batterlo solo con e sulla giustizia, che resta il suo terreno preferito. Quello che gli consente di nascondere il fallimento delle sue politiche di governo in tutti i settori strategici.

Il giustizialismo esasperato,quello che rappresenta Berlusconi come un delinquente comune, consente di far dimenticare tutti i giorni a milioni di italiani che questo presidente del consiglio non governa e che il dramma piu’ grande di questo paese e’ la oramai insopportabile umiliazione del lavoro accompagnata dalla vita precaria e priva di futuro di milioni di giovani e il potere concentrato in poche oligarchie economiche.

I temi della giustizia dobbiamo vederli ma non caderci dentro fino all ultimo capello. Mentre lui si reca mestamente raggrinzito e contornato da avvocati a spiegare le serate passate nello squallido drive in di casa sua, la nostra mossa del cavallo potrebbe essere quella di mettere finalmente con i piedi a terra una alternativa credibile e convincente sull’Italia che vogliamo.

Non e’ forse vero che le destre calano nei consensi ma le opposizioni non crescono come dovrebbero e che il malcontento va quasi tutto in astensione? Possiamo ignorare questa realta’? Questo accade perche’ l alternativa alle destre non e’ ancora ben visibile,solida, strutturata in una alleanza di popolo ,in soggetti politici precisi, in proposte chiare.

Nei giorni scorsi si sono organizzati i ragazzi precari, tra qualche settimana proviamo ad andare al ballottaggio a milano ( non capita da oltre un decennio) e a fare il quorum su due questioni strategiche per la qualita’ del nostro sviluppo come l’acqua pubblica e la politica energetica. Un colpo di mano dall alto oltre che irrealistica e frutto di una crescente rassegnazione mi pare infine una proposta che non puo’ appartenere alla Sinistra.

Anche quando in parlamento si aggregano maggioranze poco dignitose e raccogliticce ( e purtroppo anche il centro sinistra ha dato vita a maggioranze composte da persone che venivano dallo schieramento opposto e proprio D’Alema ne sa quacosa in proposito..) mai mi e’ passato per la testa che la scelta di un potere alto e forte accompagnato da carabinieri e poliziotti possa rimettere a posto le cose. A posto per chi? e nelle mani di chi il potere di decidere?

E’ sempre alla politica che continuo ad affidare il compito di trasformare la realta’,i rapporti di forza e anche le istituzioni. E’ la buona politica che dovrebbe trarre fuori realta’ dalla “rappresentazione” che ne viene fatta, quella realta’ che poco si racconta ma che milioni di donne e uomini vivono ogni giorno. Spero infine che la proposta di Asor Rosa non riapra la querelle sulla necessita’ di un governo di salute pubblica, di un Cln o di una santa alleanza, senza passare attraverso il voto ( proposta che Asor e altri nel pd e su autorevoli giornali hanno sostenuto fin dall estate scorsa) e che anche sul Manifesto ha dato luogo ad un acceso dibattito. Il tempo a nostra disposizione non e’ finito.La crisi del berlusconismo e’ reale, ma come ogni decadenza ci riservera’ altre convulsioni. Coloro che intendono costruire e far vivere una alternativa alle destre hanno l’onere di costruirla in ogni singolo dettaglio. Scorciatoie non ne vedo.

Fulvia Bandoli

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Ale69 24 aprile 2011 - 17:49

Io ho un profondo rispetto per chi come te,sostiene che votare sia comunque sempre meglio che astenersi.E se tu fai riferimento ad una lista credibile per le prossime amministrative,allora ti dico che sono più che d’accordo:il mio non è un principio assoluto,tant’è vero che voterò per il rinnovo della giunta comunale dela mia città:ma solo perchè si tratta di elezioni strettamente territoriali nelle quali è più facile mandar giù certe cose,perchè i problemi che pone la’mministrazione di una città sono più pratici ed offrono anche possibilità di candidature che sfuggono ad i soliti schemi della partitocrazìa.Lo stesso dicasi per i refrendum:non ne ho mai saltato uno,perchè sono moneti di democrazia diretta e partecipata.Altro discorso è per le altre consultazioni:lì proprio in mancanza di un cambiamento di metodo,non sono più disposto a mandarla giù.

Maria Giuseppina Fusco 24 aprile 2011 - 00:28

@ Ale69.Io non mi asterrò. Voterò una formazione di sinistra, in cui si presentano alcuni compagni che si sono impegnati per il referendum sull’acqua, alcuni compagni di rifondazione, qualche esule da sel…In tutta la mia vita non mi sono mai astenuta, non ho mai votato scheda bianca, non ho mai annullato la scheda E sono più di quaranta anni che voto. Certo questa volta ho corso il rischio di dovermi astenere. Ma i compagni sono riusciti a metter su una lista più che decorosa. Quindi posso votare. Agli occhi di qualcuno sarà un ‘voto inutile’. Ma non per me. Per me è ‘inutile’, anzi dannoso, il voto dato ai ladri di speranze. Pensa che per non essere condannata all’astensione ho persino preso in considerazione l’idea di candidarmi; poi per fortuna non è stato necessario. Capisco molti che si astengono non certo per qualunquismo e menefreghismo, ma piuttosto per quello che io chiamo ‘dolore democratico’. Siamo in molti a soffrire di questo particolare ‘dolore’. Non tutti reagiamo allo stesso modo, ma cominciamo a riconoscerci tra noi, a capirci quando ci capita di parlare, ad usare lo stesso vocabolario. Il che è già un uscire di solitudine.

Piero 21 aprile 2011 - 22:52

E daje co’ sto c.z.o de asore.La PS non ha er
carburante pe’ arresta’ B. Lo volemo capì.
Nun famo ride’.Famo li seri compà.

Giuseppe Serra 21 aprile 2011 - 19:59

Perdonate la sintesi: Asor Rosa ha semplicemente esplicitato quello che tantissimi a sinistra pensano.

Vanni Maltoni 21 aprile 2011 - 16:19

Alla fine dai e dai ci arriviamo alla conclusione: non siamo in grado di sconfiggere Berlusconi politicamente perchè abbiamo una classe politica di riferimento inadeguata, autoreferenziale e disinteressata al bene comune.
Non vedo altra soluzione che fare pulizia all’interno dei partiti della oggi sedicente “opposizione”, ovviamente a partire da SEL.
Tutti sempre a lanciare anatemi sul Movimento 5 Stelle, ma almeno loro una regolina che ti spedisce a casa dopo 2 mandati l’hanno fatta, la sinistra invece?
Ancora non la vogliamo/volete/vogliono capire (io l’ho capita) che programmi e progetti sono vuote parole se non sono accompagnati dalla giusta ferocia nel punire certi comportamenti al proprio interno?
Vivo in Emilia Romagna, in una città amministrata dalla Sinistra da 60 anni (Ravenna), e qui tutti hanno buon gioco a denunciare gli intrallazzi del PCI-PDS-DS-PD con la colpevole partecipazione di alleati quali Rifondazione prima e SEL oggi.
Hanno ragione da vendere coloro che denunciano, altro che populismo o qualunquismo.
Ci sono associazioni che nei loro siti denunciano ogni singolo provvedimento, che ti dicono chi ci guadagna, che ti raccontano come l’infiltrazione mafiosa nelle nostre città avvenga con il beneplacito di questa masnada di politicanti incapaci e collusi.
Per cui se si vuole sconfiggere Berlusconi bisogna innanzitutto avere le mani completamente pulite e fare politiche a favore dei cittadini e non dei palazzinari.
In secondo luogo bisogna definire una coalizione credibile, il fatto che ad Agosto (quando il governo sembrava sul punto di cadere) si sia iniziato a parlarne, e che ancora oggi non sia chiaro a nessuno quale sarà la coalizione che contrasterà PDL+Lega+La Destra lo trovo semplicemente scandaloso, e ci sarebbero anche solo per questo tutti i presupposti per chiedere le immediate dimissioni ai gruppi dirigenti di PD, SEL e IDV.
Se in 8 mesi non siete stati capaci di incontrarvi e stabilire una strategia non potete nemmeno amministrare un condominio, figuriamoci un paese.
Ecco quindi che la proposta/speranza di Asor Rosa di un intervento della Polizia nei confronti del criminale golpista non è poi così tanto una provocazione quanto una necessità determinata dal fatto che “con questi dirigenti non vinceremo mai”.

Ale69 21 aprile 2011 - 14:22

l’esperienza di Maria Giuseppina Fusco vale più di qualunque altro discorso ad esemplificare la questione di cui io e Vito trattavamo,quì come in altri forum.C’è una sola cosa da osservare:essendo io stesso un astensionista da tre anni,posso rivedere la mia posizione unicamente se riusciamo a sensibilizzare su questi problematiche un tal numero di persone da determinare una nella inversione di tendenza,altrimenti non sono disposto a tornare indietro.Mettiamola così Maria Giuseppina,dipende da noi,dai risultati che riusciremo ad ottenere.Vito ha lanciato una proposta precisa in questo senso,ed io ci sto.

Carlo55 21 aprile 2011 - 11:35

…si va beh!!!…d’accordo che la proposta di Asor Rosa è fuori dalla Cultura politica e da ogni ragionamento della Sinistra che fin qui si è trascinata nel nostro Paese; e se anche l’ipotesi di un accordo politico di un Governo di salute pubblica,o CLN, o Santa Alleanza(sic!!)non vanno bene…e si invoca una stagione di vasta partecipazione capace di costruire le alleanze necessarie per una alternativa, come invocato dalla Bandoli, e sembra che nell’ultimo anno le grandi manifestazioni,Fiom,CGIL,Donne,Studenti,Precari,non abbiano significato niente…mi viene da dire cosa in concreto la Bandoli intende.
Se come detto,siamo sempre più vittime di una egemonia politico- culturale Berlusconiana,di una sorta di traformazione antropologica del cittadino Italiano medio che produce più alienazione e indifferenza sino a una disaffezzione astensionista,ai destini del governo della cosa pubblica che tanto io cerco e speriamo che me la cavo…e a culo tutto il resto…diventa difficile da capire cosa davvero vuole e cosa si debba fare, dalla Bandoli, sia pure condividendo tutto quanto dice sulla crisi di fase del berlusconismo.
A me sembra che la Bandoli muova una reale critica e a ragione, alla pigrizia, che in questi anni la cultura ma più in soggettiva gli intellettuali della Sinistra hanno dimostrato rendendosi succubi loro stessi dell’egemonia del personaggio attuale,mancando di contribuire a quella costruzione di una alternativa che si legasse ai vivaci movimenti che si sono comunque manifestati in quasti anni, richiamati più sopra. Sia chiaro, movimenti che hanno dovuto supplire,in difensiva,un vuoto politico di rappresentanza,che mai nel nostro Paese avevamo conosciuto.E allora,se persistono queste difficoltàdi comunic-azione,ammesso anche le arretratezze della Sinistra,sul piano tecnologico pratico, e l’offensiva delle destre nella costruzione di un senso comune degli Italiani,a me sembra che stante i tempi lunghi dell’ipotesi di Fulvia Bandoli,non ci siano molte altre strade per intenderci,nel breve periodo,di una intesa per la rinascita nazionale
con un forte ancoraggio ai valori della Carta Costituzionali,per riscivere le regole elettorali correggendo il disastroso impianto maggioritario attuale e che sappia affrontare gli impegni del Paese in campo Internazionale ed Europeo dei prossimi anni, ripartendo da una semplice cnstatazione che che le risorse nel nostro Paese non mancano certo e che vanno reperite giustamente la dove si sono allocate sbilanciando il Paese a favore dei più ricchi,recuperando nella tracimante area di illegalità ed evasione risorse sotratte al bene comune,e una politica oculata della spesa pubblica implementando nuovi servizi a valore aggiunto.Mi rendo conto,di apparire semplicistico e velleitario forse,ma mi sembra che fermo restando gli obbiettivi di Sel di proseguire alla costruzione nel nostro Paese di una Nuova Sinistra,la proposta di Vendola di qualche mese fa, comprensiva di una mobilitazione generale alle primarie, vera iniziativa che sola possa risvegliare il popolo della Sinistra TUTTA! a quella tanto decantata partecipazione, sia nei numeri l’ipotesi più ravvicinata e concreta e di riscossa:come si diceva con obbiettivi limitati,e poi…ognuno per la propria strada.

Maria Giuseppina Fusco 21 aprile 2011 - 00:35

@ Vito.”Soluzioni che non siano un tavolo di improbabili trattative”, dici tu. Perché “l’alleato che ci aspetta e che dobbiamo accogliere con tutta l’umiltà di cui saremo capaci, è quello della Società Civile e del grande partito dell’astensione, chiedendo scusa per il ritardo” Sono sempre parole tue. Io che sono andata via da SEL,e sono rimasta ‘senza casa’, ho vissuto in questi ultimi mesi un’esperienza tutta segnata dal rifiuto dei capetti locali, sia del PD sia di SEL ( ma c’era anche il PSI e tra un giochetto di entrate e uscite il PdCI) di mettersi in rapporto con la Società Civile. Ho fatto parte con altri di area del CS di un’assemblea di autoconvocati, affollatissima, che ha chiesto al ‘tavolo’ dei partiti di indire le primarie. Lo ha chiesto inutilmente. Il niet non è venuto solo dal PD, ma anche da SEL, prona ai voleri del PD. Ci hanno logorati, giorno dopo giorno, in un’attesa vana e in promesse mai mantenute. Caro Vito, ti vedo pieno di certezze e di entusiasmo, convinto che l’incontro tra il tuo partito e la società non potrà non esserci. Sai cosa lo rende difficile e forse impossibile? Il fatto che il tuo partito, che fino a qualche settimana fa era anche il mio, è nato ‘vecchio’. Non mi riferisco all’età anagrafica di molti di noi ( io per esempio sono una donna ormai anziana, che nella sua lunga vita di militante ha visto morire il PCI, nascere e avvizzire Rifondazione)… mi riferisco alla decrepitezza delle idee, alle abitudini inveterate, al cinismo consolidato dei burocrati, all’ansia spasmodica dei ‘funzionari’ di rioccupare poltrone. I ‘ragazzi’ ci sono ma respirano da subito quell’aria malsana,viziata di opportunismo, di politicismo e di elettoralismo, imparano subito quel disporsi in formazioni gregarie attorno ad capetto, quel peso spropositato dato alle relazioni di vertice, quell’indifferenza apatica verso la militanza di base, l’impegno nel civile, nel sociale, nelle associazioni veramente plurali con la loro ricchezza di sensibilità diverse, di pensieri diversi….Può darsi che queste ultime esperienze mi abbiano spinto verso posizioni un po’ pessimistiche. Per il momento mi limito dissuadere dall’astensione i tanti che avrebbero voglia solo di dire un bel ‘vaffa’ a tutti i partiti, TUTTI, anche il tuo, che non è più il mio.

Piero 21 aprile 2011 - 00:01

Purtropo non siamo sull’orlo del precipizio,siamo già dentro.Sitratta di risalire
Non passa giorno che questa cricca di criminali
ce ne rifila una.Le ultime sono:emendamento
nucleare,togliere ogni vincolo alle aziende
nell’uso della forza-lavoro(fa perdere tempo),
modifica art. 1 della Costituzione.Non commento.
Cosa fare mentre precipitiamo verso una sorta di sistema che qualcuno definisce di tirannia
democratica.Che fare,sembra di essere tornati a
Lenin.Io sono daccordo con quello che dice Luca
Prima le cose,poi i partiti e le persone.
Il centro sinistra lo vedo in una situazione tale che non so se essere più preoccupato di una
caduta del governo o di una sua permanenza al
potere perchè se noi non siamo visti,se non
siamo credibili come alternativa non si va da
nessuna parte qualunque cosa accada.Non esistono
scorciatoie,men che meno la polizia che fra l’altro ha finito anche il carburante per le
auto.Noi dobbiamo presentare il nostro programma di
cambiamento,certamente graduale e credibile della società
italiana e chi ci stà,ci stà,senza colpevoli
compromessi che snaturino il nostro essere.
Non è un discorso di duri e puri.Io sono un
moderato e vedendo come stanno le cose penso
che il nostro compito sia poco meno che quello
di fare una “rivoluzione”.E mettiamoci bene in
testa che il nostro compito non è quello di
andare al governo a qualunque costo.Ce ne penti
remo amaramente.Questo sì che è estremismo.
In Toscana si dice che per forza non si fa nemmeno l’aceto.Se non si va al governo si
sta all’opposizione a costruire una vera,seria,
sinistra,facendo appello a tutte le forze che
soffrono di questo sfacelo nel quale siamo.
Vendola ha sempre detto:non illudiamoci,il nostro è un cammino di lunga lena.
Sarebbe un suicidio per noi se ci imbarcassimo
in un governicchio,alla Prodi per intendersi o
peggio ancora alla Veltroni-Pisanu.
Non vedo altre strade.Non c’è cosa peggiore che
vedere i problemi come ci piacerebbe fossero
e non come sono nella reltà.Intanto lavoriamo
perchè le prossime scadenze segnino l’inizio
di una svolta e poi dalle viscere della società potrebbe anche venire qualche sorpresa.
Nessuno previde all’epoca il ’68.Nessuno ha
previsto le “rivoluzioni”nord-africane.

Vito Saturno 20 aprile 2011 - 23:32

@ Maria Giuseppina: Sì, “Dove sta Zazzà?”. E dove pensiamo di andare, con una Sinistra politica che non riesce a cogliere la spinta (“Il grido di dolore che da tante parti si leva verso di noi”) dei giovani senza lavoro e senza futuro, dei pensionati alla fame, dei lavoratori in angoscia, del mondo della scuola e dell’arte, della grande prateria delle Associazioni, dei Forum, dei Comitati di cittadini che si battono per l’ambiente, per la salute, per la democrazia e la legalità? Dove pensiamo di andare e in compagnia di chi? In compagnia di una opposizione di capponi e del partito dei rinnegati e della sua autoreferenziale e inamovibile classe dirigente, inconcludente, belante e piagnucolosa? Dove pensiamo di andare e per fare che cosa, in quali tempi e in quali modi? Le risposte non ce le dà il PD, partito che non né carne né pesce, con un ceto dirigente abbarbicato alle posizioni di potere che si assottigliano sempre di più. Bussiamo a quella porta e nessuno ci risponde. Io penso che sarebbe il momento di gridare un sonorissimo “vaff…” e cercare altre soluzioni che non siano un tavolo di improbabili trattative. Ma anche ammesso che ci si possa sedere attorno a un tavolo: 1) bisogna esigere le scuse per il voto utile e le altre porcate che, massacrando noi, sono state oggettivamente una serie di clamorosi autogol e il miglior viatico per le vittorie del caimano. No scuse, no party. 2) Il PD, come sempre fa, aspetta fino all’ultimo minuto e poi sbatte nel piatto ai nostri “plenipotenziari” una sbobba già confezionata, da prendere o lasciare, perché altrimenti la colpa della vittoria del caimano e della sua banda sarà addebitata alla nostra caparbietà, alla nostra incoscienza e alla nostra intransigenza. Quella sbobba se la mangino loro, in compagnia di chi è disposto a ingoiarla. Fronte alta, schiena dritta e mani pulite, compagni. 3) Il programma: vi pare che il PD ne abbia uno decente o che, invece, soprattutto a livello locale, il programma è dettato da cementieri, palazzinari, intrallazzatori e “furbetti del quartierino”? SEL metta a punto un programma (nazionale e locale coerente col nazionale, in modo che la strategia e la tattica seguano gli stessi criteri dal Brennero a Lampedusa) e, sedendosi all’improbabile tavolo delle trattative, lo difenda a spada tratta, affidando le trattative a dei mastini che non si gingillino col fioretto, ma menino mazzate di scimitarra, ricordando sempre che “questo” PD ci voleva morti e ancora ci vuole morti. 4) Le alleanze: è del tutto evidente che SEL da sola non può centrare l’obiettivo di rovesciare la situazione. Ribadito che non è il PD un alleato credibile, anche per la buffonata dei 10.000.000 di firme, l’alleato che ci aspetta e che dobbiamo accogliere con tutta l’umiltà di cui saremo capaci, è quello della Società Civile e del grande partito dell’astensione, chiedendo scusa per il ritardo. Ma, sia ben chiaro: “Fuori i pagliacci dal campo di battaglia” (Togliatti).

Maria Giuseppina Fusco 20 aprile 2011 - 22:24

Cio’ che hanno fatto in questi mesi e potrebbero ancora fare le forze sociali, i lavoratori , i precari e il personale della scuola, tutti i cittadini con i referendum sull acqua e sul nucleare,non può certo essere messo da parte. Rivela la presenza viva e attiva di una sinistra sociale. Ma la sinistra politica dov’è? Senza un forte soggetto politico non si va da nessuna parte.

Ale69 20 aprile 2011 - 20:55

Sono perfettamente d’acccordo con Fulvia Bandoli sulla gravità dell’intervento di Asor Rosa che rappresenta il classico bel regalo non solo a Berlusconi e ai berluscones,ma anche agli pseudoliberali a senso unico quali Ostellino,Panebianco ecc. D’accordo anche sul no ad espedienti quali il governo di transizione,che in altri Paesi potrebbero anche funzionare,ma in Italia sarebbe l’ennesimo via libera al peggior consociativismo. Quello che però manca (anche)nell’intervento di Fulvia Bandoli è l’assenza della di ogni riferimento all’esigenza di mettere alla base della costruzione di una alternativa sociale,economica e culturale al berlusconismo ed al leghismo comportamenti etici da parte di tutti gli appartenenti ad un partito politico,a cominciare naturalmente dal proprio, che facciano da esempio anche per la generalità dei cittadini.Se non si comprende,o non si vuole comprendere che il berlusconismo si è affermato come conseguenza estrema,devastante,perversa, di fenomeni degenerativi prodotti dalla nostra società e prima ancora dalla nostra storia,quali il clientelismo,il favoritismo di casta,la conculcazione sistematica del principio costituzionale di meritocrazia(vedi art 2,3,e 97 cost.),fenomeni ormai diffusi in ogni categoria sociale ed in ogni ambito territoriale e che la partitocrazia della prima e della seconda repubblica ha incoraggiato,praticato ed in ultima analisi istituzionalizzato non ci si sposterà di un millimetro. L’accenno a Libera ed alle sue nobilissime battaglie è molto importante,ma non basta,perchè non centra il punto:la questione morale non è solo la lotta lla criminalità organizzata,perchè la stessa criminalità organizzata si fonda su una sottocultura,diffusa particolarmente al Sud,di prevaricazione che i partiti,tutti i partiti,hanno contribuito a portare avanti,a cominciare dal loro interno.E purtroppo,da testimonianze di Vs compagni,certe pratiche,certi metodi deprecabili stanno attecchendo anche all’interno di SEL.Se Fulvia Bandoli,e altre persone come lei sono davvero interessate a recuperare gli astensionisti e i tanti che hanno voltato le spalle alla sinistra,devono guardare in faccia a questa problematica.Magari cominciando a proporre un vero e proprio codice etico all’interno di SEL,che vada ben oltre quello penale,che in un Paese normale dovrebbe intervenire solo come extrema ratio.Concludo augurandomi che Fulvia Bandoli,di cui alcuni anni fa ho potuto sperimentare sia pure solo a distanza telematica,la gentilezza e la disponibilità,mediti su queste mie parole,e trovi il coraggio di una riflessione, anche a costo di mettere in discussione se stessa,che non è sia chiaro, un invito a farsi da parte,ma solo un invito a rivedere anche una certa mentalità da politico di “professione”,la quale impedisce di vedere certe cose,o di considerarle rilevanti.

Carla Cirillo 20 aprile 2011 - 18:13

Cara Fulvia, sono d’accordo con te che non è attraverso la giustizia solamente che si può combattere Berlusconi e quello che rappresenta. La debolezza della sinistra è la mancanza di un progetto alternativo a quello della destra. Sapere verso dove dobbiamo andare, in compagnia di chi e con quale approccio analizzare la situazione del paese e del mondo globalizzato. Soprattutto essere coerenti con ciò che si sceglie, perchè questa mancanza di coerenza determina la perplessità degli elettori indecisi e astensionisti, di cui, in modo autoreferenziale, si discute molto poco. Tra le altre cose, a me sembra che senza partire da una analisi convincente della crisi economica in atto, se cioè si continua a sinistra a parlare di questa crisi come se tra qualche anno potessimo ritornare al boom economico degli anni 60, o comunque a parlarne in termini troppo generici non si va da nessuna parte. La lotta contro il precariato rischia di essere una inutile richiesta astratta di difesa dei diritti acquisiti, mentre invece è il momento per mettere in discussione il concetto di lavoro e di organizzazione del lavoro in questa società. Non si può pensare di ritornare ad un posto fisso che permetta di spendere lo stipendio in viaggi e divertimenti e pensare alla costruzione di case dove si debba solo dormire per far continuare a girare i soldi, come in fondo è stata, diciamolo chiaramente, l’economia made in Emilia -Romagna degli ultimi decenni. Abbiamo visto bene come è andata a finire a Bologna…E mi perdonino comunque tutti quelli che in Emilia-Romagna oggi si battono per nuovi stili di vita, per esempio il comune di Monteveveglio primo comune a sperimentare una diversa organizzazione dei servizi, ecc. Di tante informazioni poi dobbiamo ringraziare Report e Presa Diretta, altrimenti non sapremmo mai niente…E qui c’è il secondo grave problema della sinistra: l’informazione, anzi l’importanza dell’informazione, di dove farla e con chi farla. Pensare che la televisione di Berlusconi aveva ed ha una capacità di penetrazione soprattutto nelle fasce di popolazione meno colta e che non ha strumenti di difesa, è un’altra enorme responsabilità che ci portiamo dietro. Ma si sa, se non si sa in che direzione andare non si riesce nemmeno a trovare un modo nuovo di comunicare. Infine credo che senza una presenza capillare sul territorio di circoli che mettano in discussione gli errori vistosi compiuti negli ultimi decenni dalle amministrazini di centrosinistra, che riguardano quasi sempre l’ambiente aprendo porte e finestre alla speculazione edilizia in tutta Italia. L’ambiente in Italia, ma ormai in tutti i paesi del mondo deve essere la principale preoccupazione. Senza un ambiente sano e sostenibile, non si può parlare di diritti, salute, e tutto il resto. Insomma, a mio parere, anche i giovani devono ripartire da lì, dal territorio, dalle risorse che ci sono e non da quello che non c’è. Insieme a Libera, per esempio, che rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la lotta alla mafia, in concreto e non in astratto.

Carlol 20 aprile 2011 - 14:39

L’analisi di Asor Rosa non è una scorciatoia ma attinge ad una concezione politica che ammette il ricorso a strumenti straordinari in caso di emergenza democratica. Asor Rosa sembra dire che nella Costituzione si trovano gli elementi normativi in grado di sostenere la sua proposta. Lo “stato d’eccezione” da instaurare per ristabilire la “normalità democratica” sarebbe nell’alveo costituzionale.
Ma il punto cruciale a mio avviso è in quale analisi della situazione politica Asor Rosa situa il suo eccezionalismo e come configura ilcarattere della minaccia rappresentata da Berlusconi.
Asor Rosa dice : non c’è più tempo, facciamo presto altrimenti ci sarà la rovina. Se siamo sull’orlo dell’abisso è chiaro che bisogna fare qualsiasi cosa, anche immaginare, secondo il professore, una soluzione estrema semi-golpista.
Allora il problema è : dove siamo arrivati? Cosa rischia realmente l’Italia?
La provocazione e l’intervento di Asor Rosa, per me incondivisibile come osserva Fulvia Bandoli, può essere utile se spinge il fronte dell’opposizione costituzionale ad aprire una riflessione sullo stato del paese e della sua crisi.
Perché di crisi si tratta. Ma di che qualità?
A mio giudizio l’Italia attraversa una fase degenerativa della Repubblica democratica, che non va intesa soltanto come assetto istituzionale ma come forma di vita. L’Italia è su un piano inclinato e continua a scivolare. Perché? Quali sono i caratteri propri e gli elementi concorrenti di questa degenerazione?
Ormai è chiaro che la cd Seconda repubblica ha costituito e rivelato un processo di prolungamento della crisi della democrazia italiana, incluso il suo aspetto sociale, e non un nuovo ciclo di
ripresa democratica. Il berlusconismo, che ormai attraversa una parabola discendente, è un fattore che sta in questo quadro.
Berlusconi non è un creatore di un nuovo ordine politico ma un agente dissolutivo. Il primo ministro, ormai eterodiretto (Tremonti è il vero capo del governo) non ha avuto e non ha né la capacità né l’interesse a fondare una nuova dimensione repubblicana. Perché di questo si tratterebbe semmai. Una nuova forma
repubblicana sotto il segno di B. contrassegnata da maggiore autoritarismo con il baricentro spostato a Nord. Una perdita della qualità originaria democratica. In sostanza, una proiezione politica di tipo populistico della leadership paternalistica e verticistica delle classi dirigenti nordiste, in particolare lumbard.
Il tema politico è questo : fino a che punto si può arrivare e quali pericoli agitano
una democrazia corrosa da tanti fermenti dissolutivi, compresa la minaccia della scissione territoriale (Lega)?

CL

Filippo Boatti 20 aprile 2011 - 12:53

Pienamente d’accordo con Fulvia Bandoli

Vanni Maltoni 20 aprile 2011 - 03:49

si si, intanto in Ungheria con una legge elettorale ad hoc la destra ha ottenuto i 2/3 dei seggi e riscritto la costituzione (una roba allucinante ispirata a disvalori di stampo fascista), creando organi di “controllo” con membri a nomina governativa e mandato dai 9 ai 12 anni in modo che possano sopravvivere anche alla sconfitta dell’attuale governo. E tali organi hanno anche ampi poteri di scioglimento delle camere.
La nuova corte costituzionale a nomina governativa ha già giudicato inammissibile il primo ricorso presentatole, quello relativo ai brogli elettorali compiuti dalla stessa destra in sede di votazione.
Vedete, se non vi rendete conto che questa è la direzione verso la quale stiamo andando a grandi passi, non ce la faremo mai.
Facciamo finta che la democrazia sia il nostro corpo, e che la destra che dobbiamo fronteggiare oggi in Europa sia un tumore.
Cosa facciamo per contrastarla, usiamo solo prodotti naturali? Oppure ricorriamo a qualunque mezzo per annientare il cancro che ci porterà alla morte?
Ci fermiamo prima di averlo debellato perchè stiamo un po’ meglio di prima?
Qualunque mezzo è lecito per schiacciare questa destra, se ci facciamo scrupoli ad alzare i toni saranno loro a schiacciarci.
Dimenticate che stanno per recarsi al voto ragazzi nati e cresciuti sotto il regime berlusconiano, e loro nemmeno lo sanno com’era questo paese prima dell’avvento di questa destra.
Ammirano Berlusconi proprio per i suoi toni, sono gli stessi che loro usano e se provate ad uscire dal vostro abituale seminato e provate ad incontrarli (anche in rete) ve ne renderete conto.
Se si sfugge allo scontro, ovviamente sempre verbale, si viene dipinti e interpretati come pavidi e si continuerà a perdere all’infinito.
Se invece di Veltroni o Bersani ci andasse Marco Rizzo a parlare in TV per la sinistra si guadagnerebbero subito un bel po’ di voti dei giovani, non aspettatevi cultura politica da 18enni lobotomizzati dal ventennio berlusconiano.

Antonello Natali 20 aprile 2011 - 00:37

Grazie Fulvia.

Merkuzio 20 aprile 2011 - 00:27

Non è che l’analisi di Asor Rosa, non sia condivisibile: la situazione è sotto gli occhi di tutti. Il punto è che si cade nella trappola dell’estremizzazione dello scontro, esattamente quella che Berlusconi cercherà in questo mese che ci separa dalle amministrative, non facciamo una cosa intelligente. Non è liberandosi di un solo uomo che ci si libera dal profondo degrado della democrazia e della vita pubblica che corrode la società italiana. Non con le soluzioni calate dall’alto, né con pasticci istituzionali o di transizione invertiamo la rotta. Berlusconi si può battere nelle urne, è già successo. Per farlo in modo durevole occorre costruire le condizioni di una grande mobilitazione dal basso. Lo sciopero generale, i referendum, passando per le amministrative possono essere i primi passaggi per iniziare una nuova stagione.

Vanni Maltoni 19 aprile 2011 - 23:29

Ah già Fulvia, mi ero dimenticato un altro paio di cosette.
La prima è che il Parlamento è un organo non eletto democraticamente, bensì nominato dai capipartito seguendo logiche clientelari.
La seconda è che Napolitano è il peggior Presidente della nostra storia repubblicana, un pavido che invece di straparlare come fa da sempre dovrebbe limitarsi a ricacciare indietro le leggi schifose di questo governicchio, come facevano Scalfaro e Ciampi che in confronto a lui erano dei giganti anche se non hanno mai avuto in tasca la tessera del PCI.

Vanni Maltoni 19 aprile 2011 - 23:14

Anche perchè magari nel 2013 abbiamo i numeri per batterlo e questo qua ci combina un bel broglio elettorale (non sarebbe la prima volta) e resta al governo. Oppure andiamo al governo noi ma poi lui compra i parlamentari.
Se non ci rendiamo conto che Berlusconi democraticamente è imbattibile perchè non gioca secondo le nostre regole, non ne usciremo mai e dopo di lui verrà Alfano o Marina e andremo avanti così con propaganda battente fino all’estinzione definitiva della sinistra.

Vanni Maltoni 19 aprile 2011 - 23:10

Vero, verissimo.
Vero però anche cara Fulvia che la tua interpretazione dei recenti avvenimenti io la considero molto edulcorata e che siamo in mano veramente di un criminale comune e di una cricca che ha come scopo principale la distruzione della democrazia.
Per quale motivo Licio Gelli è stato arrestato? Perchè era considerato un sovversivo, a capo di una loggia massonica che si lavorava per sovvertire l’ordine democratico.
Per quale motivo quindi chi quel progetto lo ha portato a termine dovrebbe essere considerato diversamente dal suo Gran Maestro?
Cerchiamo di non confondere le cose: la costruzione di una sinistra con un sua cultura politica e alleanze sociali sono una cosa, mentre avere a capo del nostro paese un personaggio a metà fra Pinochet e Napoleone è un’altra.

Non è giustizialismo, è alto tradimento dei confronti dello stato democratico italiano e della sua Costituzione. Gli estremi per un intervento di qualche altro potere che ci liberi di un oppressore ci sono tutti.
Ricordati Fulvia che la persona di cui stiamo parlando sarebbe dietro le sbarre nella quasi totalità dei paesi occidentali con quello che ha fatto.

Luca 19 aprile 2011 - 19:57

Come al solito Fulvia ci aiuti a riflettere su tematiche importanti. Ciò detto, credo che la soluzione offertaci da Asor Rosa sia un marchiano errore che si somma ad altri errori. Noi, che siamo da sempre una forza di sinistra libertaria, ligia alle leggi ed al rispetto altrui, invochiamo un intervento dall’alto con i poliziotti? Ma si è ribaltato il mondo? Noi sempre pronti a stare dalla parte dei manifestanti, delle associazioni delle vittime, invochiamo un intervento di poliziitti e carabinieri per rovesciare questo governo? e per fare cosa poi? per aprire quale fase? Noi dobbiamo invece finalmente mettere in campo un’idea alternativa di società! Dobbiamo far emergere le forze migliori della società civile, dell’associazionismo, del lavoro, della cultura, in un progetto di cambiamento dell’esistente che vada oltre gli steccati finora delineati! Pensate ci sia una qualche alternativa alla partecipazione ed al coinvolgimento delle perosne ? io credo di no…e lo credo ancora meno quando vedo l’entusiasmo suscitato da un Vendola, un Pisapia…Il problema è semmai, cara Fulvia, che sul territorio non si capiscono alcune scelte fatte…come quella di Morcone a Napoli o Fassino a Torino, scelte fatte sul nome senza tenere minimamente conto del programma presentato agli elettori. O quando si sente nuovamente parlare di Veltroni o, qui in Toscana, di Nencini (fautori del voto utile e dello sbarramento), come possibili interlocutori affidabili. Non se ne può più di una politica fatta prima dei nomi e delle sigle e poi dei contenuti…Siamo stanchi dei contenitori…Vogliamo iniziare a lavorare ad un cantiere che esprima delle idee realmente innovative attorno alle quali coagulare le forze politiche che ci stanno! Prima il programma….poi i partiti e le persone!
Scusate se l’intervento è stato lungo, ma di occasioni non ne restano più molte e Fulvia mi sembra una delle Dirigenti più sensibili a questa tematiche.

Roberto Ballerini 19 aprile 2011 - 19:37

Lucida come sempre: grazie Fulvia!

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