“Niente alchimie nelle alleanze. Le urne? Le ho chieste io per primo”
La crisi del berlusconismo sta infettando il Paese ed è urgente un momento di igiene democratica, cioè le elezioni. Perfino Confindustria dice che stiamo perdendo tempo. Al leader pd rispondo con un altro appello: apriamo un cantiere per discutere della crisi della società, di come restituire speranza ai giovani, di come dare ossigeno ai ceti popolari.
ROMA – «Il ricorso alle urne è indispensabile ma non mi piacciono le alchimie di D’Alema».
Vendola, quindi lei è d’accordo sul voto?
«Dovrebbero chiedermi scusa per avermi tanto criticato quando dicevo che la strada erano le elezioni. L´Italia è un paese ferito nel proprio decoro e nell´immagine internazionale: è un paese allo sbando. Berlusconi rivendica l´impunità e si presenta come un sovrano medioevale “legibus solutus”, vantando le sue amicizie con il fior fiore dei dittatori, avendo con Ben Alì e Mubarak una confidenza indifferente al tema della democrazia e dei diritti. L´immagine poi, di un ministro degli Esteri, Franco Frattini che viene in Parlamento non per parlare dell´incendio che divampa nel Mediterraneo ma delle carte che gli ha dato il governo di un paradiso fiscale nell´intento di utilizzarle contro il presidente della Camera, dà la misura della gravità assoluta in cui siamo piombati».
Elezioni urgenti, insomma: il Pd avrebbe dovuto insistere prima?
«Persino Confindustria dice che si stanno perdendo mesi fondamentali mentre l´Italia sprofonda in questo pantano. Non è possibile stare dentro una logica del rinvio permanente. La crisi è politica, istituzionale, sociale. La crisi del berlusconismo si sta riverberando drammaticamente sull´Italia intera, sta infettando il paese ed è urgente un momento di igiene democratica, cioè le elezioni. Si sente cattivo odore e bisogna fare pulizia. È importante inoltre aprire squarci sul vuoto di prospettiva di una intera generazione, sulla violenza dei processi di precarizzazione del mercato del lavoro, sui colpi furibondi inferti alla scuola e all´università, sulla dittatura della volgarità del maschilismo e del sessismo».
Per tutte queste ragioni, comunque lo si definisca – fronte di “salute democratica”, o “repubblicano”, “patto costituzionale” o “un´alleanza strategica” – la vedrebbero della partita?
«La politica ha il compito di contesa tra modelli sociali, programmi e culture politiche alternativi. Non ci può chiudere la stagione del berlusconismo se non si dicono parole chiare sui diritti di libertà, sui diritti umani e quelli sociali. Necessaria è un´alternativa forte e credibile».
All´appello di D´Alema risponde sì o no?
«Rilancio con un altro appello: apriamo un cantiere, discutiamo della crisi della società italiana e di come restituire speranza a una generazione che non può aprire una finestra per affacciarsi sul futuro. Mettiamo al centro la vita materiale, i dolori, le speranze di un paese in cui il ceto medio si sta squagliando, la povertà interroga anche chi ha un contratto di lavoro, il welfare è stato colpito alla nuca. Oggi la prima cosa è sbarrare la strada alla violenza di una proposta di federalismo che marginalizza irreparabilmente il mezzogiorno del paese. Voglio una grande alleanza per salvare l´Italia, per difendere la laicità dello Stato, per dare ossigeno ai ceti popolari ma le formule alchemiche mi lasciano perplesso. Il gioco di Palazzo mi imbarazza e non mi interessa parteciparvi».
Ci vogliono manifestazioni di piazza per convincere Berlusconi a dimettersi?
«Penso si stia consolidando un sentimento popolare di reazione all´insopportabilità di questo clima tossico. La compravendita dei parlamentari non mette al riparo il premier, che non ha la convenienza a fare marcire questa situazione temendo che nel Pdl si possano aprire tentazioni di fuga dalla nave che affonda».
Giovanna Casadio
Fonte: Repubblica
Naturalmente poi,il sistema elettorale non risolve di per sè il problema della qualità della politica:la partitocrazìa, si sa, può essere esercitata con qualsiasi sistema elettorale.Questo involge il problema dei comportamenti etici.Se per esempio, un traduttore di 39 anni non riesce a trovare una Casa Editrice che gli dia la possibilità di lavorare a tempo pieno nonostante la sua grande bravura,perchè,poniamo,le Case Editrici sono in larga parte controllate da Editori vicini alla Sinistra,poniamo ancora a caso,soprattutto al PD,per cui questo anonimo e sfortunato traduttore non ha spazio a meno che non trovi il modo di entrare anche lui nelle grazie di certe persone, ecco questa persona magari può essere indotto anche a fregarsene del maggioriario,del proporzionale ecc.Forse a questo giovane uomo che ho preso ad esempio perchè ho la ventura di conoscerlo bene,bisognebbe dare anche altre risposte,vi pare?