Nichi: “Subito al voto. Niente giochi di palazzo”

  |     |   31 commenti

E’ reduce da piazza del Duomo, «non ho mai ricevuto tanti baci e abbracci in vita mia». E mentre parla al telefono dalla hall del suo albergo passa qualcuno che lo saluta e gli fa: «Sei venuto a festeggiare Pisapia, immagino». «Sì certo, – risponde Nichi Vendola – arrivederci avvocato Ghedini». Dopo di che comincia l’intervista nelle quale Vendola chiede le elezioni anticipate «subito» e conferma la sua intenzione di candidarsi alle primarie.

Lasciamo stare la sua ovvia soddisfazione e ci dica invece se si aspettava un risultato così clamoroso.

«Tanto me l’aspettavo che ho scommesso una cena azzeccando praticamente tutti i risultati, Milano, Napoli, Cagliari e via via gli altri Comuni. Non ci voleva molto peraltro, bastava avere narici allenate per sentire il profumo del cambiamento. Anzi, altro che cambiamento: questo è un terremoto che chiude definitivamente il ciclo del berlusconismo che ha ridotto il Paese allo stremo in tutti i sensi, economico, sociale, culturale, politico».

Ma se il Paese era così malridotto come ha fatto a reagire e addirittura a chiudere il ciclo?

«Perché qualcuno ha seminato bene. Parlo delle lotte dei precari, quelli del “futuro è adesso”, della rivolta delle donne contro l’umiliazione del loro corpo, parlo delle tante vertenze sul lavoro… Da mille situazioni del Paese è stata cacciata la pubblicità e si è tornati alla realtà. E a tutto questo va sommato il disgusto che molta gente ha provato nei confronti di un governo che trucca le carte per evitare i referendum, che offende i magistrati accusandoli di essere un cancro, un governo fatto di ministri che non perdono occasione per sparare battute volgari, uno squallido celodurismo di maschietti stagionati. Ecco, l’Italia migliore ha detto basta a tutto questo».

Però Berlusconi è ancora al governo e non sembra affatto intenzionato a dimettersi. Come pensate di costringerlo a mollare?

«Non penso che riuscirà a resistere a lungo, ormai anche lui è finito nel peggiore dei buchi neri: un populista senza popolo. Da parte nostra dobbiamo immediatamente dare continuità a questo sommovimento, non disperdendo neanche un grammo dell’energia che si è prodotta. Il cambiamento va colto subito, aprendo il Cantiere dell’alternativa senza lasciarsi affascinare da giochi di palazzo».

A proposito c’è già chi pensa a un governo di transizione per rifare la legge elettorale, lo ha detto ieri lo stesso Bersani…

«Io non credo che lo faranno e comunque penso che sarebbe un errore gravissimo cercare interlocutori nel centrodestra. Non è il momento di cercare sponde con la Lega o con Tremonti. Il quale, lo ricordo a coloro della nostra parte che sembrano affascinati dal personaggio, è stato capace di dire cose francamente imbarazzanti nei suoi comizi elettorali, come la storia di Ali Babà a Bologna. Oggi noi dobbiamo fare un’operazione politica opposta, quella appunto di tenere in piedi tutta la gente che ci ha fatto vincere le elezioni».

Per arrivare dove?

«Alle elezioni politiche anticipate. Prima possibile, subito».

Con quale alleanza?

«Con quella che ha vinto le amministrative e che è nata dalle primarie. Un’alleanza di centrosinistra che ha dimostrato di riuscire a prendere voti ben oltre i suoi confini. Basta leggere i risultati di Milano, di Napoli, di Cagliari dove il giovane vendoliano Zedda prima ha battuto il candidato del Pd e poi quello di Berlusconi che governava la città da anni. Questa è la strada anche per allargare i nostri confini, senza veti contro nessuno ma mettendo bene in chiaro i nostri punti programmatici».

Lei insiste sulle primarie che però al Pd non è che piacciano tanto…

«Ci mancherebbe che non insistessi dopo che sono state proprio le primarie il volano che ci ha permesso di vincere. Mi pare che adesso anche il centrodestra le voglia adottare per scegliere il successore di Berlusconi. E allora che facciamo: loro le fanno e noi le aboliamo? Non scherziamo».

Se mai si arrivasse alle primarie di coalizione per decidere chi sarà il candidato premier del centrosinistra, lei scenderebbe in campo?

«Oggi sento il più unitario dei sentimenti. Ma ognuno di noi – quindi anche io – deve contribuire a fare delle primarie un grande evento democratico».

Riccardo Barenghi

Ci sono 31 commenti per questo post
Giuseppe 3 giugno 2011 - 11:54

Il pd è incompatibile con la sinistra, (guerra, precariato, diritti dei lavoratori, pensioni, privilegi della politica…) ma qualche san Tommaso cerca per la terza volta una conferma a questo assunto. Auguri!
Giuseppe

Nino 2 giugno 2011 - 21:06

la federazione a napoli è stata piu’lungimirante, non piu’ furba, perchè non ha, come sel, l’obiettivo ossessivo di costruire una alleanza strategica col pd.
Perciò ha scelto de magistris invece che una mummia come morcone.
Anche la posizione della federazione,però, a livello nazionale è sbagliata, tanto quanto quella di sel, dal momento che, pur di avere qualche eletto, si consegna mani e piedi al pd e al suo programma, proprio come nel 96-98.

Ale69 2 giugno 2011 - 20:35

E se succede questo,allora lo si denuncia all’opinione pubblica e si va all’opposizione:non si fa come Fini che in nome della perversa logica del “potere logora chi non ce l’ha”ha messo nel cassetto il progetto di costruire una destra di tipo europeo pur di rimanere agganciato al carro del Caimano,svegliandosi troppo tardi.La politica è l’arte del coraggio, e coraggio significa rischiare anche di stare all’opposizione per anni pur di edificare un progetto coerente che si ritiene giusto.Il che non vuol dire avere vocazione all’ isolamento ed alla demagogia inconcludente che è altra cosa,vedi Rifondazione ed i suoi eredi(che però a Napoli,bisogna riconoscerlo, sono stati più furbi di Sel).E poi Sel se vuole ragionare in termini vincenti deve lavorare, a lunga scadenza certo,per diventare Partito maggioritario,perchè in democrazìa le battaglie efficaci si fanno per la conquista della maggioranza dei consensi,non per rinchiudersi in un recinto elettorale predeterminato.Ma perchè questo avvenga si deve lavorare non solo sul modo migliore per far passare i propri valori,ma anche accettando di misurarsi su quelle questioni a cui ha fatto cenno il vs compagno Luca Micaloni sull’ argomento ” e finalmente uscimmo a riveder le stelle nell’intervento che invito anche te a leggere e commentare unitamente alle mie risposte in chiusura del suddetto argomento.Un caro saluto.

Nino 2 giugno 2011 - 19:33

sel potrebbe imporre il discorso di cui parli, solo se fosse egemone nell’alleanza del centrosinistra.
Ma, dati alla mano, non lo è.
Per cui potrà solo chiedere che sia impostato un programma di tal fatta.
Pd e di pietro non avranno alcun problema ad accettarlo, salvo che, immediatamente dopo le elezioni, cambiare opinione, come si è sperimentato nel 2006-2008.

Ale69 2 giugno 2011 - 18:46

Caro Nino,la politica economica non è dettata solo dall’Unione europea ma dalle logiche del liberismo economico che purtroppo a tutt’oggi non ha ancora trovato un alternativa,in parte perchè la cd sinistra moderata euopea che si dice riformista non si è mai peritata di cercarla da quando è cominciata la crisi del vecchio modello socialdemocratico negli anni 80 e 90,e dall’altra perchè le varie anime della sinistra radicale,al di là di alcune belle iniziative,non ha mai preso consapevolezza della necessità di affrontare il problema in termini scientifici, cadendo non di rado nella mera declamazione e nella demagogìa.Nel frattempo che si capisca questo,e nella speranza che qualcuno finalmente si ponga il problema nella giusta ottica si possono almeno ridurre il più possibile i danni della globalizzazione combattendo il capitalismo finanziario e costruendo un inedito percorso che veda alleati lavoratori subordinati,disoccupati,precari e lavoratori autonomi del ceto mediobasso:piccoli commercianti,micro e piccole imprese,liberi professionisti in difficoltà,lavoratori dell’ingegno sfruttati dalle case editrici e così via.E dovrebbe essere SEL a fare questo discorso.

Nino 2 giugno 2011 - 15:18

giovanni lamagna ha visto chiaramente ciò che succederà nel caso vinca il centrosinistra alle elezioni.
Se niki sarà sconfitto alle primarie, sel accetterà, senza poter fare granchè, il vero programma del pd, con il rischio serissimo di fare la stessa fine della sinistra arcobaleno.
Se invece dovesse vincere le primarie, sarà capo del governo fino a quando farà una politica gradita al pd.
Venendo meno il gradimento, sel sarà sostituita dal terzo polo in un’alleanza di salute pubblica, il cui unico scopo sarà lo smantellamento dello stato sociale.
Purtroppo non c’è un tertium datur.
Non ci sono, infatti, le condizioni per cambiare la politica economica dettata dall’unione europea.

Giovanni Lamagna 2 giugno 2011 - 12:23

Giovanni Lamagna 2 giugno 2011 – 11:41

La stessa alleanza col PD per me non va considerata come un a priori, cioè scontata una volta e per tutte, a prescindere dalla condivisione di uno stesso universo strategico.
Certo mi riesce difficile pensarla, quando il PD appoggia l’intervento in Libia e noi siamo contro, quando il PD è favorevole all’accordo FIAT e noi siamo contro…per fare solo due esempi.
Pensare di competere col PD sulla leadership della coalizione, senza avere verificato prima la convergenza sui contenuti, comporta un duplice rischio: quello di dover accettare la sua eventuale leadership vincente e, per conseguenza, le sue scelte programmatiche, anche se non le si condivide; oppure quello di non riuscire a realizzare le scelte programmatiche del nostro candidato, nonostante sia risultato vincente nelle primarie, dal momento che il PD potrà sempre far valere il fatto di essere la maggiore forza della coalizione.
Giovanni Lamagna (Assemblea Provinciale SEL Napoli)

Giovanni Lamagna 2 giugno 2011 - 12:21

Giovanni Lamagna 2 giugno 2011 – 10:46

Trovo francamente esagerata tutta questa enfasi sulle primarie.Del tutto sbagliata e infondata poi l’affermazione.”In queste elezioni hanno vinto le primarie!” A Napoli, ad esempio,non hanno vinto affatto. Anzi hanno avuto una sonora sconfitta.
Ritengo poi che le primarie non rappresentino una linea politica (e spesso invece alcuni compagni così le presentano),ma semplicemente un metodo, una modalità di selezione del candidato(o dei candidati) chiamati a rappresentare una linea politica.
Da non mitizzare neanche come metodo. A Napoli, infatti, è stato sbagliato parteciparvi. Perchè esse sono state una resa dei conti all’interno del PD e noi ne siamo stati coinvolti, nostro malgrado. Cosa che non era difficile da prevedere, conoscendo la situazione del PD napoletano.
De Magistris, tra gli altri suoi meriti, ha avuto anche questo: che non si è fatto trascinare in quella che sarebbe stata una trappola (quella delle primarie); ed ha potuto, quindi,dopo il loro miserevole fallimento, giocare abbastanza agevolmente la sua partita politica, ottenendo un trionfo, proprio perchè la sua immagine non ne era stata compromessa.
Giovanni Lamagna (Assemblea Provinciale SEL Napoli)

Giuseppe 1 giugno 2011 - 19:20

Se il pd preferirà l’udc alla sinistra toutcourt forse sarà solo perchè seguirà il suo naturale. Al di la degli scarabocchi di sigle gettate sul piatto dagli alchimisti della politica, dagli apprendisti stregoni degli accordi sottaciuti, occorre aver ben chiaro cosa fare: vogliamo uscire dalle guerre umanitarie, vogliamo ridistribuire il reddito a favore di chi ha già perso tanto e dato quanto poteva dare e anche più, vogliamo far pagare la crisi ai gruppi finanziari e alle abnche o al lavoro, vogliamo dare lavoro e speranza ai giovani, voglaimo abolire le corporazioni che si tramandano di generazione in generazione i privilegi di certi lavori e abolire i privilegi della politica?…questo dobbiamo mettere nero su bianco e vedere chi ci sta. TUtto il resto aria fritta.
Giuseppe

Mario 1 giugno 2011 - 16:12

Ci facciamo subito un autogoal targata Pisapia -PD.Giuliano prende le distanze da Vendola, non si sa perche’ e guarda caso il PD milanese,artefice dei disastri degli ultimi anni,invece di godersi l’inaspettata vittoria,almeno per cento giorni,rampogna Vendola per una esuberante presenza a Milano ai festeggiamenti:come a dire: ue’ragazzo,grazie per l’impegno, ma ora fuori dalle balle che ci pensiamo noi,limitati ad ascoltare: ad ascoltare che cosa?.
Senza Vendola il CS sarebbe ancora agli accordicchi con l’UDC,tutti rigorosamente naufragati e sconfessati dall’elettorato.
Caro Giuliano, dopo l’uscita disastrosa della S.ra SASSO,questa volta l’hai fatta grossa!

Spartaco Innocenzi 1 giugno 2011 - 15:39

(PS)- ovviamente è ” a decidere è il popolo”.

Spartaco Innocenzi 1 giugno 2011 - 15:34

Il centrosinistra ha ricevuto dagli elettori un assegno post-datato che andrà all’incasso solo e soltanto se le aspettative saranno rosee.Dopo questa momentanea fiducia(perchè le politiche sono altra cosa)tutti noi ci attendiamo da subito un incontro politico tra i vari leader per stabilire:
1)- Un programma di governo basato su quattro/cinque punti dirimenti da realizzare realmente.
2)- Chiarire da subito quali forze politiche sono disposte ad allearsi senza se e senza ma.
3)- Indire quanto prima le primarie di coalizione senza indugi e soprattutto senza gelosie per scegliere la leadership della coalizione.
Queste elezioni hanno detto in modo inequivocabile che la maggior parte del popolo italiano vuole un cambiamento radicale all’insegna dell’unità.Il regime berlusconiano è arrivato a fine corsa in quanto ha disatteso i propositi annunciati in pompa magna dedicando questi tre anni solo e soltanto alle vicende a luci rosse del premier ridicolizzato da mezzo mondo.La politica si fa nei palazzi,ma ha decidere è il popolo.Datevi una regolata.

Franco Forchetti 1 giugno 2011 - 13:41

Franco Forchetti

La pizzica della Rivoluzione. Il “vendo-la” del nord
(da http://ideapolitica.splinder.com)
Senza voler fare della politologia all’amatriciana e sapendo che bisognerebbe, a mente fredda, esaminare i flussi di voto per poter delineare un quadro eziologico della rivoluzione politica che le recenti elezioni amministrative hanno determinato, provo a disegnare – assecondando quel guessing istinct teorizzato dal semiologo Peirce – un polittico della politica italiana all’indomani del voto amministrativo. Lascio ai politologi e agli storici il difficile compito di una disamina più articolata e più documentata dell’ennesima rivoluzione elettorale.
Chi vince alla fine della partita amministrativa?
Non certo il PD che non decolla nei consensi. Vince Vendola, carismatico affabulatore e portatore di un vento nuovo, fatto di parole e di passioni, un pasoliniano che non si arrende a un modello borghese-mortifero e che lancia nell’agone un gentleman, quale Pisapia, che tutto sembra tranne che un pasoliniano. Ma questa non è stata solo la vittoria di un galantuomo simpatico ed ironico, bensì il trionfo di un leader – Vendola appunto – che ha costruito un partito “emozionale” che ha circa l’8 % del consenso nazionale. I comunisti, così lungamente evocati da Berlusconi, si sono materializzati, ma non hanno né l’aspetto di vetusti nostalgici della cortina di ferro né appaiono grigi leninisti: essi sembrano, semmai, gaudenti ed energici interpreti di un pensiero postmarxista e poststrutturalista, interpreti di un vitalismo antiborghese e antisistemico che ha più di Leopardi e Nietzsche che di Marx e Mao Tse Tung. E’ ovvio che Pisapia, senza il retroterra vendoliano, non sarebbe stato vincente. Chi perde? Non Berlusconi che, dopo una così lunga stagione di battaglie endogene e giudiziarie, non poteva attendersi affermazioni eclatanti. Perde, semmai, Tremonti perché arretra quella Lega nord che da sempre lo sostiene e lo indica come leader in pectore nel dopo Berlusconi. Perde un Tremonti che, pur se intellettuale lucido ed economista saggio, è costretto, per motivi elettorali, a tirare la volata elettorale alla Lega, sventolando temi ormai esangui come la paura dell’immigrato e dell’Islam. Se la Lega fosse avanzata nei consensi a detrimento del PDL, essa avrebbe potuto reclamare a gran voce la successione tremontiana: ma, alla luce di questo esito sconfortante, Tremonti rimane al palo, tanto più che la futuribile e pesante manovra fiscale, di cui sarà latore, non lo renderà particolarmente amabile agli occhi dei contribuenti.
Una notte dei lunghi coltelli attende un PDL dove leaders, per troppo tempo negletti e messi in ombra, come Formigoni, reclamano differenti dinamiche decisionali dentro un partito che non ha mai fatto un congresso. Veltroni assiste al declino del suo progetto di partito democratico autosufficiente e sganciato dalla sinistra radicale. Torna a vincere semmai un modello Prodi al contrario nel quale le locomotive sono SEL e IDV. Perde il “moderatismo” di governo del PDL che non è stato né un partito liberal-liberista di destra né un partito welfare oriented, scontentando, da un lato, imprese e privati, dall’altro, impiegati ed operai. Perdono, dunque, i partiti tradizionali e moderati. Vincono i partiti “passionali”, i partiti della protesta, i partiti dell’antipolitica che, più degli altri, paiono saper interpretare un voto giovanile (ma non solo) che torna ad essere protagonista. Sul tema del terzo polo, ha ragione Sartori: non c’è ancora in Italia un humus elettorale che possa sancire l’affermazione di una terza polarità politica. Il nostro rimane ancora un sistema caratterizzato dal pluralismo polarizzato: pur nella frammentarietà delle formazioni politiche, le scelte di fondo rimangono ancora bipolari e antitetiche. Tra l’altro tre supermoderati assieme (come Casini, Rutelli e Fini) sono davvero “troppo” per un elettore postmoderno che ha bisogno, pur sempre, di un pizzico di passione e di invito pugnace all’agone politico.
La comunicazione politica apprende una nuova lezione: quella dell’incapacità crescente di prevedere esiti elettorali e flussi di voto. Troppe sorprese e una rivoluzione non annunciata sono il segno che molti schemi di lettura sociosemiotica del pensiero “elettorale” sono inadeguati. D’altronde anche la scienza politica, come ogni scienza che si rispetti, ha bisogno di teorie e contro teorie, di conferme e di smentite. Una teoria politica sarà tanto più scientifica quanto più falsificabile. L’Italia, nel bene e nel male, rimane il laboratorio politico più interessante del mondo. Perché il nuovo vento del nord è stato generato da un vento del sud: dal vento vendoliano che dalla Puglia spira sull’intero paese e dal vento di un De Magistris che si afferma contro ogni previsione e malgrado nemici interni ed esterni. La rivoluzione ha il ritmo della pizzica.

http://ideapolitica.splinder.com

Eugenio 1 giugno 2011 - 11:49

Ero in piazza Duomo, quando Vendola ha fatto il suo breve intervento. E’ stato molto incisivo e chiaro. Ora che di quell’intervento si ponga l’accento su il richiamo ad abbracciare i fratelli rom e mussulmani, mi sembra una forzatura; anche perchè sfido chiunque a dire che non è d’accordo.
Bisogna avere ben chiaro che Vendola è stato il trampolino di lancio di questo cambiamento se non c’era Vendola il PD andava anti sulla sua strada che portava al suicidio. E’ attenzione, non è detto che la scelta sia definitiva. Vedasi il “buon” D’Alema.

Rbnetline 1 giugno 2011 - 11:49

Mi congratulo con l’intervento di Fabio Roda.
Essenziale e totalmente condivisibile specie per sio che riguarda la necessità di un nuovo modello di sviluppo sostenibile per una riconversione ecologica che ribalti l’attuale sistema di produzione. Necessita una svolta radicale dal punto di vista culturale e degli stili di vita ed un mutamento radicale nell’approccio alla risoluzione dei problemi, dei conflitti e delle incertezze sociali ed economiche che la modernità ci propone. Un cambiamento il più partecipato, dialettico, innovativo , condiviso e profondo possibile che certamente il moderatismo perverso e paralizzante a cui tanti si richiamano non può garantire ma solo ostacolare.

Fabio Roda 1 giugno 2011 - 10:48

Non abbiamo ancora vinto la guerra ma solo una battaglia. Il risultato comunque, è stato secondo me evidente. La gente non ne vuol sapere più dei politici e del politichese. Il risultato elettorale è soprattutto una rivolta civile. Quindi bisogna secondo me, fare pressing sul mondo della politica e prendere esempio dagli indignados indicendo seeting permanenti nelle più grandi piazze d’Italia dove discutere, con la gente, le misure che bisogna prendere contro l’economia delle multinazionali, delle banche etc. Non facciamoci infinocchiare da questa politica che non ci rappresenta in parlamento. Che si abbassino gli stipendi, che si tolgano tutti i privilegi che hanno come per esempio la pensione immeritata che si sono dati, che si prendano i soldi dai grandi capitali e dalla finanza. I sacrifici devono farli i ricchi i poveri hanno già dato tutto quello che potevano. Ci vuole giustizia sociale.Bisogna dare finanziamenti a chi vuol produrre energia verde in piccola scala, a chi vuol mettere pannelli sul tetto di casa sua e non a chi toglie aree agricole produttive per ricevere incentivi. Bisogna educare la gente al non spreco di risorse vitali come l’acqua per esempio. Bisogna produrre con intelligenza, mandare a quel paese marchionne e pensare a veicoli ad impatto ecologico zero e spingere sul trasporto pubblico etc. etc.

Silvia Del Guercio 1 giugno 2011 - 10:46

Oggi Pisapia ha preso le distanze da alcuni toni dell”intervento di Vendola. Ha chiesto più sobrietà. E’ giusto.

Luca Micaloni 1 giugno 2011 - 01:06

E secondo me fa bene perché ieri Vendola, in preda al bagno di folla, ha improvvisato un comiziaccio sguaiato “w i fratelli rom, cacciamo berlusconi”. Abbiamo il dovere storico di essere più seri o almeno, come base, di esigere più serietà, rigore, radicalità nella concretezza delle lotte e non nella fatuità dei colori…
Compagni diamoci una svegliata e finiamola di incensare Vendola, che facciamo male a lui e soprattutto a noi stessi e al partito. Un po’ di severità.

Marco. Tarantino 1 giugno 2011 - 00:21

Segnalo che Pisapia prende le distanze da Vendola dopo 24 ore dall’elezione a sindaco di Milano, criticando il suo intervento di ieri

Luca Micaloni 31 maggio 2011 - 23:56

Non suoniamocela e cantiamocela da soli, vi prego. Secondo le analisi dell’istituto Cattaneo recuperiamo un 1,3% di astensione e uno 0,7% dall’IDV. Proiettato su base nazionale, ponderato sulla percentuale di astensione (quanta gente va effettivamente a votare) è roba di 200.000 voti. Significativo, ma non esaltante, né tale da far passare sta grande vittoria della sinistra. Il bacino normale a sinistra del Pd è quello del 2006, il 13% preso da Rifondazione, Verdi, etc… Quello potenziale, se siamo bravi, è intorno al 20%.
Credo che dobbiamo metterci a lavorare seriamente su venti punti di programma, piuttosto che puntare i piedi.
Stasera Di Pietro ha rilanciato il cantiere e ha detto di essere immediatamente disposto a fare un passo indietro e convergere o sulle primarie o sul candidato indicato dal partito di maggioranza relativa della coalizione. Per quanto ci riguarda, mi sembra giusto chiedere le primarie. Ma siamo sicuri che ci conviene aspirare alla leadership della coalizione, anziché dedicarci a ricostruire la sinistra, a ridefinire in una nuova sintesi i nostri concetti, etc., cosa che è dalla svolta della Bolognina (giocavo coi lego) che manchiamo di fare?

Marco Coghe 31 maggio 2011 - 19:10

Pur riconoscendomi in Rifondazione Comunista condivido il pensiero di Nichi Vendola espresso in questa intervista.
Il percorso politico di riavvicinamento fra le varie anime della sinistra italiana non può prescindere dal ricorso alle primarie, un metodo democratico e popolare per indicare e scegliere i propri candidati alla guida del Paese.
Concordo anche con l’idea di “battere il ferro finché è caldo”, non dobbiamo assolutamente disperdere l’energia ed il ritrovato consenso intorno ai progetti ed ai candidati espressi in queste amministrative,dobbiamo lavorare TUTTI per cacciare Berlusconi ed il suo governo di incapaci senza cedere alla tentazione populista dell “grande alleanza”.
La sinistra è e deve essere ALTERNATIVA DI GOVERNO alla destra……strizzare l’occhio ai centristi porterà solo danni!

Ale69 31 maggio 2011 - 16:55

Caro Antonio Valenzi,ho votato per queste amministrative,unicamente perchè si trattava della mia città,il territorio ove direttamente vivo,e voterò anche per i referendum perchè non ne ho mai saltato uno,trattandosi di democrazia partecipata ma rimango idealmente in quel 40%,nonostante la grande soddisfazione di questo risultato elettorale a meno che non si realizzi un altro miracolo,ancora più grande di questa vittoria :ti invito a leggere quanto scritto da Luca Micaloni sull’argomento “E finalmente uscimmo a riveder le stelle”e i miei due interventi di risposta.

Luigi 31 maggio 2011 - 16:23

NON CI ILLUDIAMO, STRADA DA FARE C’E’ NE ANCORA TANTA, PARLATE DI PROGRAMMA, DI COSE DA FARE, DI PROGETTI DI VERA SINISTRA, PERCHE’ UNA VOLTA CHE SI VA AL GOVERNO SI REALIZZANO PROGRAMMI SIMILI ALLA DESTRA E FORSE ANCHE PEGGIO,

Marco Gagliano 31 maggio 2011 - 16:04

Concordo completamente con Laura: ha vinto la società civile, NOI, non grazie a, ma nonostante la “politica”. Ci si è riconosciuti nei candidati che incarnano l’impegno politico come servizio (almeno nei presupposti). Credo che dobbiamo continuare a pretendere dalle attuali forze politiche questo tipo di impegno e a far loro capire che l’epoca dei “giochetti” è finita: le persone sono stanche di essere prese in giro soprattutto da coloro che ci sono “vicini” o che abbiamo contribuito a mandare a palazzo. Dobbiamo prendere coscienza che siamo in grado di mandare a casa coloro che esercitano la politica come privilegio e che dobbiamo guardare oltre le etichette politiche ma scegliere in base alle qualità e non in base al presunto colore. De Magistris ne è il più chiaro e lampante esempio. Continuiamo ad esercitare consapevolmente e senza paura le nostre forze: far sentire la nostra voce, votare l’impegno, crederci.

Rbnetline 31 maggio 2011 - 15:38

La risposta di Nichi sulle alleanze dovrà essere la stella polare di Sel, senza equivoci o soluzioni pasticciate ed ambigue.

Giuseppe 31 maggio 2011 - 15:23

Concordo pienamente col pensiero espresso da Francesco e Antonio: finalmente la sinistra che non ha paura di essere se stessa ha vinto dove non aveva mai vinto (Milano) o dove aveva sgovernato (una certa “sinistra”) malissimo (Napoli). E la gente di sinistra (complici anche candidati “forti”) ha ritrovato il gusto della politica e la speranza in un cambiamento vero di cui il paese sente il bisogno. Proprio per questo è importante non disperdere questo “insperato” clima, questa attesa nata nella gente, rifluendo nella palude di un conformismo politico fine a se stesso e ossequioso dei poteri forti. Per questo sarà importante che la sinistra vera si trovi UNITA per disegnare un programma davvero alternativo alle politiche seguite in questi anni dai due schieramenti americani: se si tornerà a bombardare le bambine in Afghanistan, a condannare i giovani al precariato, a obbedire agli ordini del fmi e lasciar fare alle banche le loro speculazioni facendo pagare il peso della crisi al lavoro…questo patrimonio andrà presto disperso. Sinistra unita per battere le destre e ricordiamoci quanto ha detto De Magistris, il più limpido, mi pare, in questa fase: “Napoli è stata liberata” dove in quel “liberata” mi pare di capire da certi condizionamenti politico-affaristici e mafiosi che non hanno tanto o solo il nome di Lettieri ma anche quello di chi ha governato quella città in questi anni. Concordo anche con l’auspicio di Vendola: elezioni subito e primarie in cui tutto il popolo davvero di sinistra voti Vendola (personalmente io mi riconosco in Rifondazione) per una alternativa programmatica VERA in questo paese.
Giuseppe

Francesco 31 maggio 2011 - 14:49

Antonio Valenzi ha scritto cose condivisibili,ed io aggiungo che l’apporto dato da SEL non può essere defilato ne tantomeno non metterlo in evidenza.Sul nostro voto,c’è stata una convergenza di indecisi e di persone che vogliono il cambiamento vero,con una politica del fare cose di sinistra,e che hanno speranze e aspettative in SEL,che a partire da Nichi e arrivando a tutti noi,non possono deludere.Avanti tutta nella costruzione del grande partito della sinistra!!

Laura 31 maggio 2011 - 14:31

I risultati elettorali sono un forte ed evidente segnale di discontinuità con il passato della politica, quella politica barricata nel palazzo, quella poltica frutto di alleanze e giochi di potere tra corporazioni e correnti, quanto mai distante dalla società civile.
Sono d’accordo è stata una vittoria sul Pdl, ma anche sul Pd, che non aveva creduto alle primarie, e che ha continuato a parlare una lingua incomprensibile alla gente, mantenendo distanza e supponenza. Poi ha cambiato rotta.
Per Sel è una grande vittoria perché ha vinto la società civile, l’opinione pubblica, la gente a cui appunto Nichi Vendola si è sempre rivolto. Ha vinto la vita delle persone, la città con il suo centro e le sue periferie. Hanno vinto gli abitanti che vivono la città, i bambini, le mamme, gli anziani, gli studenti, che ogni giorno la attraversano e la sognano più pulita più bella e più verde.
Ha vinto Sel, un partito che non siede in parlamento, un partito nuovo, che conta sulla gente, sull’impegno e l’onestà delle persone.
Ha vinto l’IDV che ha sempre fatto le sue battaglie in nome della legalità, della giustizia contro l’impunità e la corruzione.
Da questo inaspettato risultato si costruisce il cambiamento, vale a dire il cantiere dell’alternativa, come lo definisce Vendola, con programmi, proposte concrete, con un centro sinistra coeso e compatto verso obiettivi comuni: stato sociale, occupazione, energie alternative, investimenti nella ricerca e nell’innovazione, formazione, ambiente.etc, etc.
Laura

Felice Di Giandomenico 31 maggio 2011 - 14:29

Anch’io sono convinto che Berlusconi non potrà resistere a lungo anche perché, la cosiddetta “base leghista popolare”, sarà infuriata e – tra qualche giorno – una volta metabolizzata la sberla inizierà sicuramente a far sentire il proprio malcontento ai loro dirigenti.
Ora tutto dipende dalle mosse della Lega; se Bossi, Calderoli, Maroni e company vorranno continuare a farsi prendere in giro da un uomo inaffidabile che pensa solo ai fatti propri, togliere di mezzo Berlusconi sarà impresa ardua.
Se, al contrario, qualche frammento di buon senso è rimasto nei celoduristi, ci si potrà attendere una calata a picco del governo in tempi brevi con relativa fine dell’era Berlusconi.
D’accordo con Nichi anche per quanto riguarda le elezioni anticipate. E’ inutile procrastinare oltre, il paese ha bisogno di riforme e deve uscire dall’immobilità in cui versa ormai da anni.
Come diceva ieri sera Di Pietro intervistato dal TG3, se Berlusconi non vorrà andare via spontaneamente, vorrà dire che andrà via spintaneamente.

Uniromatv 31 maggio 2011 - 13:49

Salve,
siamo la redazione di Uniroma Tv, visti i contenuti del Vostro blog, vi segnaliamo un servizio da noi realizzato, sulle previsioni dei ballottaggi che da poco si sono conclusi.
Al seguente link potreTe trovare il nostro servizio: http://www.uniroma.tv/?id=18894

Buona Giornata! A presto!

Antonio Valenzi 31 maggio 2011 - 13:30

Non mi piace quest’aria defilata che Vendola ha assunto. Non mi piace perchè a conti fatti Vendola, e in generale la sinistra autentica, è la vera vincitrice di queste elezioni insieme -e qui si apre un dato inquietante- a quel partito di astenuti che si aggira intorno al 40%, di persone cioè che non hanno più fiducia nella politica come risolutrice di problemi.
Il Pd è stato travolto tanto quanto (e forse anche di più, per alcuni aspetti) il Pdl.
Dal Paese è arrivata una richiesta di cambiamento radicale.
E’ arrivata una richiesta di welfare, di leggi di sinistra, di ‘cose di sinistra’. Lo si dica questo, lo si dica a chiare note. Non si può distorcere il significato del messaggio arrivato dagli elettori, altrimenti è stato tutto inutile.

Monica Cerutti, Responsabile Nazionale SEL Diritti: “L’inciviltà del nostro Paese nella Giornata contro l’omofobia e la transfobia”

Domani, 17 maggio, verrà celebrata la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Si tratta di una ricorrenza istituita nel 2005 per dire no alla discriminazione. L’obiettivo infatti è quello di sensibilizzare e prevenire qualsiasi manifestazione di intolleranza e violenza di genere. Il giorno non è stato scelto a caso perché la memoria ha valore: [...]

Vendola: “successo Quello che non ho”

Il successo di “quello che non ho” dimostra che per fare tv non serve volgarita’ ed imbecillita’. Non e’ vero che la tv intelligente fa il deserto. E’ quanto ha scritto poco fa su Twitter, Nichi Vendola presidente di Siistra Ecologia Liberta’, commentando il successo della trasmissione di Fazio e Saviano su La7.

Vendola: agenzie 15 maggio 2012

TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

1 di 10 Comunicati stampa

Sinistra Ecologia Libertà - Via Goito 39 (4° Piano) - Roma - Tel. 06/44700403 - Fax 06/4455832 - redazione@sxmail.it
Realizzato da Ivano Noè