Non criminalizzare il movimento no Tav

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Attendiamo di leggere compiutamente le ordinanze disposte dalla Procura di Torino, ma sottolineiamo sin da subito la necessità di non criminalizzare tutto il movimento popolare No-Tav e i suoi vent’anni di storia. 

La tensione di questi mesi, creata per offuscare le ragioni del movimento, non può distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal ragionamento sull’inopportunita’ di un’opera devastante sotto il profilo ambientale ed economico. E’ necessario garantire il diritto al dissenso pacifico e non violento senza banalizzazioni ne’ semplificazioni che non rendono onore a chi le pratica. Siamo contrari all’uso della violenza cosi’ come ci risulta evidente l’assenza di ruolo della politica, testimoniato purtroppo dai fatti delle ultime ore. 

Difendiamo infine il diritto a manifestare senza restrizioni ne’ violenze in un’ottica che allenti la tensione attorno al Movimento no-tav; non crediamo sia compito della politica autorizzare o meno lo svolgersi di una manifestazione come quella di sabato prossimo.

Monica Cerutti, Michele Curto

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Nicolò 19 febbraio 2012 - 19:16

ciao niki visto che segui la linea no tav ALLORA AIUTIAMO LA POPOLAZIONE DELLA VAL DI SUSA a non distruggere quell’area stupenda…NO TAV

Fabrizio, Torino 1 febbraio 2012 - 13:02

Posto un articolo del Sole24ore

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-01-31/promossa-solo-milanoroma-064241.shtml

C’è una questione di fondo, poco affrontata: la tecnologia AV-TAV (Alta Velocità, maiuscolo) è solo una delle tecnologie possibili e proposte in sede europea per produrre il servizio di treni ad alta velocità (minuscolo).

Questa è stata adottata (dicono i maligni come me) perchè molto dispendiosa e in grado di generare appalti pubblici mooolto interessanti per pochi grandi gruppi industriali.
In Italia l’affare è stato declinato nel peggiore dei modi, coinvolgendo i soliti tipo Impregilo, cooperative ex-rosse come la CMC di Ravenna di cui Pierluigi Bersani era presidente, mafie (vedi “Presa diretta sulla ‘ndrangheta al nord) e via dicendo.

http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/04/Alta_velocita_Impregilo_alla_cassa_ce_0_090504031.shtml

Sarà forse meno trendy dire che ammodernare le linee esistenti costa meno e produce un servizio migliore, e non fa guadagnare visibilità sui giornali, in tanta parte di proprietà dei grandi gruppi industriali che nei grandi appalti AV/TAV vedono grossi affari, però questi sono i problemi.

Infine, due considerazioni:

Il TGV francese compie 31 anni, è costato meno e offre ancora oggi un servizio super con biglietti da 25 euro Milano-Parigi.

Siccome sulla TAV c’è sempre interesse e materiale per dibattere, non si può aprire un pezzo di sito dedicato?

Vanni Maltoni 1 febbraio 2012 - 02:52

La contrarietà alla violenza sarebbe ora di manifestarla anche ogniqualvolta la polizia reprime le manifestazioni a manganellate.

Gina 30 gennaio 2012 - 23:08

ma perchè vi siete alleati con i democratici in piemonte che sono si si si si si tav?
solo per le poltrone?
gina

Mattia 28 gennaio 2012 - 12:46

sel a torino è notav, c’è stato un congresso straordinario ed è prevalsa questa linea.
sel a livello nazionale è notav, non perchè siamo contro la tav tout court, ma perchè quella piemontese è un’opera inutile per la quale non è stata per nulla coinvolta la comunità nelle scelte di partecipazione.
sel è si tav per quanto riguarda la tratta che collega la puglia alla campania, una linea che solo con la tav potrebbe riportare il traffico pesante su ferro (oggi per fare bari napoli in treno ci vogliono 5 ore) e per la quale vendola e bassolino si sono girati ogni singolo paese per presentare ascoltare e discutere i pareri degli abitanti

Zaccheo 28 gennaio 2012 - 12:25

Qual’è la posizione di SEL rispetto alla TAV?

Francesco 28 gennaio 2012 - 07:51

La distinzione tra buoni e cattivi non fa che avallare l’accanimento giudiziario contro quei ragazzi che hanno osato difendersi dalla furia poliziesca di quei giorni.Cio’ e’ documentato ampiamente dai filmati resi noti sul web a cura dei valsusini resistenti. Visto che voi Sellini vi tenete a debita distanza dalla Valsusa quando si tratta di lottare contro i potentati economici interessati alla devastazione del territorio,tra cui gli amici del PD,risparmiatevi almeno la politica dei servi sciocchi.

Luciano 27 gennaio 2012 - 23:42

Nessun atto di violenza e nessun atto della magistratura potrà modificare la sincera posizione contro un’opera inutile e dannosa. Il movimento saprà far prevalere la lotta partecipata e democratica contro la Tav e per micro opere di risanamento e sviluppo del territorio dirottando a tal fine gli investimenti pubblici per l’occupazione e per uno sviluppo ecologico e compapatibile, contro ogni speculazione e infiltrazione maffiosa.
Se la politica dentro il parlamento e in tal senso sorda la continuità della lotta sapra far prevalere le prprie ragioni e i saccrosanti obiettivi della popolazione di Val Susa contro ogni militarizzazione del teritorio quale atto violento contro i cittadini e la loro volonta democratica.

Nino 27 gennaio 2012 - 19:45

abbiamo visto alcuni anni fa, quando era vivo il movimento contro la guerra e il neoliberalismo, che alcuni magistrati ne inquisirono ed arrestarono vari membri, tra cui caruso, senza riuscire a dimostrare niente.
Tant’è che furono assolti sia in primo che in secondo grado.
Ora tocca ai notav.
Il fatto poi che sia caselli ad aver innescato questa attività repressiva non dà all’azione alcuna patente di giustificazione.
Vedremo cosa diranno i magistrati giudicanti, ma eviterei di fare i processi soltanto in base a quello che dicono i pubblici ministeri.

Pietro Ravallese 27 gennaio 2012 - 19:41

No tav ? No violenza!

Carla Cirillo 27 gennaio 2012 - 17:43

Sono d’accordo con Gaia quando dice che la vera violenza la subiscono la valle e i suoi abitanti. Tuttavia altrettanto credo che la magistratura deve svolgere il suo compito e non possiamo chiamarla in causa quando, a volte capita, che alcuni elementi più violenti o che sono presenti in varie manifestazioni nel momento in cui avvengono determinati atti, vengono arrestati. La verità è che quando i cittadini si ribellano in molte circostanze, in Sicilia, a Napoli, ci sono state “anche infiltrazioni esterne”, ma questo non vuol dire che bisogna rinunciare a lottare o a ribellarsi. Vuol dire, secondo me, cercare di allargare il più possibile i consensi intorno a chi si sta ribellando ad un ‘ingiustizia proprio spiegando e facendo comprendere le motivazioni della lotta, dal momento che l’opinione pubblica italiana è uniformata da una informazione televisiva piatta ed a senso unico (esclusi alcuni programmi come Report o Presa diretta ed altri). Credo anche che un’organizzazione politica “in viaggio”, come Vendola ha definito Sel, debba avere il ruolo, attraverso i circoli territoriali, di spiegare alla gente le motivazioni reali e concrete che hanno spinto gli abitanti della Val di Susa ad intraprendere una battaglia che dura da venti anni. Insomma, faccio questa riflessione: se Marco Travaglio è riuscito così bene a spiegare l’inutilità della Tav in Val di Susa durante la trasmissione Servizio Pubblico, perchè non dovremmo riuscirci noi, che abbiamo scelto un percorso politico che va decisamente contro il neoliberismo,ecc. ecc.?

Fabrizio, Torino 27 gennaio 2012 - 15:36

In merito ai fatti di cui si parla invito molti di SEL a informarsi sui siti http://www.notav.eu – notav.info – http://www.ambientevalsusa.it

Il movimento TUTTO non ha mai accettato la logica “dei buoni e dei cattivi”, che guarda caso è sempre proposta da chi è contro i movimenti e quasi mai dai movimenti stessi.

In Val di Susa i SITAV, forti delle loro posizioni nelle istituzioni, vogliono concedere soltanto il diritto al DISSENSO e non quello alla RESISTENZA attiva.
Chi è coinvolto in provvedimenti giudiziari spero che venga assolto dalle accuse. Ma a chi dovesse essere eventualmente condannato andrà tutto il sostegno del movimento.

20 anni di lotta DI SUCCESSO non si liquidano dicendo che le azioni illegali sono da condannare solo perchè illegali.
Ma sarà forse la prima volta che lo stato utilizza la legalità contro gli interessi dei cittadini (tutti)?

In quanto a Caselli recita il proprio ruolo usando tutta la discrezionalità che gli è concessa per contrastare il movimento. Anche lui ha scelto da che parte stare.

E SEL? Sarà il partito del “ma anche”, così magari prende u tanti voti in più?
Se i voti sono la misura dell’agire politico allora Berlusconi è il più grande statista da quando è entrato attivamente in politica.

Gaia 27 gennaio 2012 - 15:01

Io trovo che ci sia molta ipocrisia a sinistra sul discorso no-tav e “violenza”. Dal momento che la violenza vera la subisce la valle, cui viene imposta un’opera distruttiva, dannosa per la salute, l’ambiente, l’economia e il paesaggio, il cui territorio viene militarizzato, i cui abitanti subiscono da anni le violenze della polizia (a mio giudizio molto più gravi di quelle dei singoli manifestanti, per il ruolo che la polizia in teoria dovrebbe avere in un paese democratico), e dato che i valsusini da vent’anni protestano raccogliendo dati, documentandosi, organizzando eventi informativi, mobilitando le istituzioni, marciando pacificamente, e non ottengono NULLA, chi può biasimarli se, esasperati e inascoltati, si oppongono fisicamente allo scempio che viene loro imposto al di là di ogni ragionevolezza e argomentazione? Io non sono per niente violenta, ma farei lo stesso.
Il movimento rifiuta ogni divisione tra ‘buoni’ e ‘cattivi’, ‘violenti’ e ‘nonviolenti’*, e la sinistra farebbe meglio a imparare da questa unità anziché sperticarsi in distinguo.

* http://www.lavallecheresiste.info/?p=2874

Marco 27 gennaio 2012 - 14:24

Allora NO TAV! E’ QUESTA LA POSIZIONE DI SEL NAZIONALE?bOH!

Militante 27 gennaio 2012 - 09:02

Stefano, io rilevo la sproporzione tra l’attenzione alla tattica elettorale (peraltro, ad oggi assurta al rango di strategia, visto che si parla ormai di alleanze quasi a prescindere) e l’attenzione a quanto di grave sta succedendo nel paese. Questo è o non è vero?
Guido, ma tu sei già sicuro che gli arrestati siano colpevoli? E la colpevolezza oggi si misura in base al prestigio degli accusatori? Cioè, il fatto che Caselli dica quanto ha detto è già condizione sufficiente per marchiare questi compagni? Non è forse il caso si aspettare? Non ti insospettisce nemmeno un pò la tempistica?
Per quanto riguarda il resto delle argomentazioni sono preoccupato, perchè nel tuo intervento c’è il seme di quello che vogliono far passare i pro TV e cioè, per gradi: “1) nel movimento ci sono anche dei violenti. 2) il movimento è violento. 3) il movimento va represso. 4) le rivendicazioni del movimento sono sbagliate.
E’ chiaro che tu non la pensi con così, ci mancherebbe che ti accusassi di quello. Ma sei al punto numero 1. Ed un pezzo di lavoro con te, questa gentaglia l’ha già fatto. Spero che rimanga un fatto isolato.
La battaglia No Tav è una battaglia di civiltà e cadere nella trappola della contrapposizione tra violenti e pacifisti, radicali e riformisti, No a prescindere e parliamo, vuol dire dividersi e fare il loro gioco. E’ questo che vogliono ed una forza “innovativa” come la chiami tu è meglio che non scambi un vecchio trucchetto liberista e fascista per un’utile novità.

Guido Margheri 27 gennaio 2012 - 08:48

Forse è utile discutere al di là delle solite formule.

Su La Stampa di oggi si legge (scusate se lo posto tutto):

“Gian Carlo Caselli attento a scandire le parole che più gli premono: «L’indagine giudiziaria riguarda fatti costituenti gravi reati e persegue singole responsabilità. A mio giudizio, basato sugli atti e sul loro avallo da parte dei due gip che hanno raccolto le richieste di misure cautelari, commetterebbe un grave errore chi volesse vedere ciò che non c’è in questo provvedimento». Il procuratore capo sa che cosa accadrà di lì a breve, con le reazioni a catena alle 41 misure di custodia cautelare e di obbligo o divieto di dimora, associate nel bene e nel male al movimento No Tav. E mette in chiaro: «In questo provvedimento non c’è niente contro la Valle di Susa, contro il dissenso, niente contro la mobilitazione che rimanga, sia pur espressa con modalità vivaci, nel perimetro del rispetto della legge».

Biglie e letame
«Le ragioni della mobilitazione dei No Tav, giuste o sbagliate che siano – tiene a sottolineare Caselli – non ci riguardano. Non vogliamo, non dobbiamo, non possiamo occuparcene. La nostra azione è stata limitata agli atti che hanno provato con sicurezza, attraverso testimonianze e immagini, la partecipazione degli indagati, uno per uno, alle violenze culminate in lesioni, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Ogni singola posizione è stata vagliata con scrupolo e nel differenziare le richieste di misura cautelare si è tenuto conto di chi aveva precedenti, anche specifici, e chi no». Caselli elenca i «mezzi usati per commettere i reati» contestati: «Pietre, fionde, fromboli, punte ferrate, estintori, oggetti contundenti vari, secchi di vernice e di olio, letame, petardi, bombe carta, razzi segnaletici». Non dimentica le «paratie mobili per ostacolare l’azione delle forze dell’ordine».

Duecentoventi agenti feriti
L’assalto al cantiere della Tav si è tradotto, fra il 27 giugno e il 3 luglio scorsi, nel «ferimento di 220 fra poliziotti, carabinieri e finanzieri». Alla conferenza stampa in procura Caselli comincia a leggerne i cognomi: «Ascione, Pignatone, D’Urso, Mazza, Petralia, Beato, Fusco, Ceccarelli, Guarnaccia….». E aggiunge: «Le accuse ai singoli 41 indagati sono state loro contestate in concorso e con l’aggravante di aver commesso i reati insieme a più di dieci persone, a volto coperto e in possesso di armi», minuziosamente elencate poco prima, proprie e improprie.

Legge uguale per tutti
«Sono state presentate denunce da parte di militanti No Tav per violenze subite. La legge è uguale per tutti: in forza di questo principio cardine della magistratura, le vaglieremo ad una ad una e se emergeranno profili di reato li perseguiremo contro chiunque». Conclusa la conferenza stampa, il procuratore viene informato che fra gli arrestati condotti in carcere vi è una donna di 34 anni incinta di sette mesi. Caselli non lo sapeva, si arrabbia e dà disposizioni per chiedere immediatamente la conversione del provvedimento in arresti domiciliari. Più tardi confermerà: «Il nostro ufficio non ne era a conoscenza». A chi gli chiede ancora perché non sia stato contestato agli indagati il reato associativo risponde paziente: «Semplicemente perché non avevamo le prove. Lo stesso gip che si è occupato delle posizioni dei 38 maggiorenni (e che è arrivato alle stesse conclusioni del collega impegnato ad esaminare quelle dei tre minori all’epoca dei fatti) parla di un’organizzazione determinatasi sul momento. Che non aveva finalità diversa dall’attacco alla polizia schierata a difesa del cantiere».

Il terrorismo non c’entra
Fra gli arrestati in due hanno precedenti per terrorismo. «Ma il terrorismo qui non c’entra. Attorno al cantiere della Tav si è formato un crocevia di forze diverse e variegate. Sottolineo che solo 3 dei 41 indagati sono valsusini». Aggiunge: «Le indagini non sono partite dall’area anarchica, ma dai dati di fatto, cioè gli atti violenti». Accanto a lui il procuratore capo per i minori, Anna Maria Baldelli, tiene a dire: «Non abbiamo sparato nel mucchio». E l’aggiunto Andrea Beconi precisa: «Abbiamo attribuito a ciascun indagato la partecipazione alle violenze limitatamente ai luoghi di scontro e all’arco temporale in cui ne è stata documentata la presenza attiva. Le misure servono ad evitare la reiterazione dei reati». A sera le reazioni politiche pro e contro sono decisamente più numerose di quante furono per la retatona contro la ‘ndrangheta nel Torinese. Caselli: «Ci furono silenzi e critiche esplicite. Qualcuno disse che stavamo sbagliando a voler mettere in evidenza la zona grigia fra la criminalità organizzata e settori della politica».”

Scusate, ma allora i dubbi e le domande sono d’obbligo. O pensiamo che un magistrato integerrimo, un vero democratico e un vero galantuomo, come Caselli sia lo strumento consepevole o incosapevole di chissà quale macchinazione o complotto, oppure dobbiamo prendere atto di quello che dice e, cioè, che sono state arrestate diverse persone che hanno compiuto atti di violenza ingiustificati. Se è così -e io sono portato a credere più a Caselli che a Perino o a Ferrero e Cremaschi- allora la nostra posizione deve essere un pochino diversa anche per rispondere alla solita “maestrina” Mercedes-Bresso: il movimento popolare NO-TAV e tutti coloro che esprimono legittime critiche ai gravi costi sociali e ambientali delle grandi opere, sono le vittime di questi “guerriglieri” in sedicesimo, così come vittime sono stati gli Indignados degli scontri di Roma (tra l’altro 4 degli arrestati mi sembra siano indagati anche per quello). Il fatto che si dica che però ci siano da denunciare anche altre eventuali provocazioni e violenze, o che, come ha detto Perino, il Parlamento abbia scandalosamente assolto Cosentino, è un pericoloso oarlar d’altro. Dobbiamo aprire una battaglia politica e culturale nei movimenti e, in particolare, tra i giovani denunciando quanto siano pericolose per i movimenti e la democrazia le posizioni di merito di chi pratica la violenza, siano essi Black block, o altri, di quanto essi favoriscano infiltrazioni e provocazioni di tutti i tipi -incluse quelle dei fascisti del “terzo millennio”. Non vuol dire affatto “criminalizzare” tutti “i centri sociali” e neanche tutti gli ambienti radicali, o antagonisti. Vuol dire, invece, rendere più forti le ragioni dei movimenti, dargli la possibilità di allargare i loro consensi e di vincere, “salvarli” dalla riproposizione dlle logiche distruttive e autodistruttive di un passato lontano, ma, purtroppo, mai morto. Se sbaglio sono pronto a risconoscerlo, ma vorrei sentire argomenti un po’ più corposi di quelli dei comunicati stampa scritti con la logica del “ma anche” (ovviamente solidarietà a chi li scrive in momenti d’emergenza..li faccio anch’io tante volte…)o dei post dei tanti troll che scrivono sul nostro sito (e dimostrano solo quanto un aforza innovativa come la nostra gli dia fastidio).

Stefano Dall'agata 26 gennaio 2012 - 23:14

Monica Cerutti oltre ad essere Consigliera regionale del Piemonte fa anche parte del Coordinamento Nazionale di SEL.
Ti basta militante? O dobbiamo essere più leaderistici e far dire tutto a Vendola?

Da: La Valle che Resiste
VENDOLA incontra i sindaci No Tav
novembre 29, 2011
Nichi Vendola ha incontrato a pranzo un gruppo di amministratori No Tav. In un ristorante di Stupinigi, il leader di Sinistra, ecologia e libertà, che a Torino aveva partecipato a un convegno del partito, ha discusso con sindaci e consiglieri, guidati dal presidente della Comunità montana Sandro Plano e dal sindaco di Avigliana, Carla Mattioli, appoggiandoli nella loro battaglia contro la Torino-Lione.

Forse te lo eri perso.
Comincio a pensare che chi ti da del troll abbia ragione.

Militante 26 gennaio 2012 - 22:33

Ma perchè Niki, invece di fare continuamente interviste per dichiarare in tutte le salse di voler fare accordi per un nuovo centrosinistra, non ne fa almeno una per spiegarci cosa ne pensa di questa vicenda?

Antonio 26 gennaio 2012 - 21:32

Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e tacqui perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non parlai perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare

Marco 26 gennaio 2012 - 21:17

Ma è necessario sempre puntualizzare “Siamo contrari all’uso della violenza”? Perchè? Fassino (!!) ci sbatte fuori dalla giunta?
E’ il secondo dei vostri ambigui comunicati che leggo. Che rapporto avete con il movimento NOTAV? Nessuno, o quantomeno scorretto, visto che continuate a differenziarvi di continuo.
Non sono sul territorio, ma data la valenza nazionale della questione TAV, ritenetevi responsabili dei consensi (e dei voti) che farete perdere al partito in città e in regione continuando così…

“Se vi sento dire la parola TAV sparo. Se vi sento dire che la Tav, l’alta velocita’, è indispensabile, necessaria al progresso, tiro su dal pozzo il Thompson che ci ho lasciato dalla guerra partigiana.”
Giorgio Bocca

Carla Cirillo 26 gennaio 2012 - 19:24

Sono d’accordo, ma Sel a Torino lo dice alla gente che quest’opera è inutile in un contesto completamente cambiato (recessione) ed essendosi rivelate inesatte le previsioni su cui il progetto poggiava e che adesso i costi di quest’opera potrebbero lievitare notevolmente, costituendo un inutile aggravio per i cittadini e che a guadagnarci sarebbero solo le solite imprese che costruiscono queste opere?

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