In Sardegna insistiamo su una strada che appare ormai tracciata per il rilancio di un progetto politico di sinistra, che si esprime in più dimensioni: quella ideale, impegnata a scrivere una storia di pace e armonia con l’ambiente naturale e il suo assoluto valore per tutti gli esseri viventi; quella di movimento che contrasta la rassegnazione e l’immobilismo, sociale ed economica, che poggia sui pilastri dell’istruzione e della conoscenza, e sui giovani – donne e uomini – che li costituiscono con le loro intelligenze
Non c’è più spazio per le facili vie di fuga, che verosimilmente conducono in vicoli ciechi. Non è più il tempo degli incroci a raso, che producono inevitabili scontri in presenza di manovre figlie di una politica vecchia, statica, ossidata e incapace di cambiare. E’ un ambito questo, in cui non si può più asserire che tutte le strade portano, metaforicamente, a Roma. La strada per raggiungere l’obiettivo non può che essere nuova, diversa da quelle conosciute
La rivoluzione politico-culturale necessaria all’affermazione dei valori della sinistra, dei diritti, della giustizia sociale e del progresso,anche in Sardegna, può e deve germogliare sul terreno fertile di un rinnovato interesse delle/alle nuove generazioni. Di questo ci siamo resi conto anche in quest’ultima esperienza elettorale non solo per il risultato, ma sopratutto sul modo di perseguirlo. Così va letto anche il successo di movimenti giovani e di giovani indipendentisti sardi.
Abbiamo sentito un entusiasmo che va coltivato e incoraggiato per coglierne i frutti, secondo un ciclo che è naturale e politico.
La disaffezione alla partecipazione attiva dei cittadini nell’evolversi dei processi politici, sembra trovare un freno nella coraggiosa, quanto difficile, proposta di un reale e concreto rinnovamento dell’attuale classe politica, percepita come espressione di un vecchio modo di intendere la partecipazione e, in definitiva, la democrazia.
La strada tracciata è ancora piena di insidie. Il potere costituito è spesso impermeabile alla stessa fonte del suo mantenimento: egoista e ingeneroso rispetto alle nuove generazioni escluse dalla vita politica economica e sociale del nostro paese. Senza pene alla sentenza, è necessario tuttavia ribadire che il processo in atto ha l’ambizioso obiettivo del rinnovamento generazionale, utile a restituire ai giovani il diritto allo sviluppo naturale della propria esistenza e alle nostre comunità il diritto alla sopravvivenza.
Una svolta che non può e non deve consumarsi nelle maglie strette e fuorvianti del cambiamento solo anagrafico. Un nuovo modo di intendere la politica come partecipazione libera alla vita pubblica necessita di strumenti snelli e agili, in un sistema orizzontale senza gerarchie centralistiche, in una qualità diversa di relazione tra diverse espressioni politiche di impegno genuino.
La strada è tracciata se qualcuno decide di percorrerla con determinazione, onesta e coerenza. Diventerà sicura e percorribile se passo dopo passo il terreno diventerà tanto solido da garantire alle nuove generazioni di attraversarla con successo.
Ecco perché dobbiamo augurarci che la strada sia lunga e che nessuno si possa perdere.