Questo mese di luglio è cominciato con temperature bollenti, non solo meteorologicamente parlando. L’agenda dell’antipolitica è colma di questioni, sempre più sganciate e distanti dalla realtà quotidiana della gente comune.
E’ da tempo che sui giornali leggiamo e rileggiamo fatti ormai più che noti, riguardo le incapacità di proposta politica di questa compagine governativa. Ministeri inutili che nascono dall’oggi al domani come scudi di difesa, bavagli vari, riforme “ad personam” e chi più ne ha ne metta.
E l’agenda della politica? Quella vera, quella che dovrebbe essere sì colma, ma di questioni volte a possibili soluzioni ai tanti e tanti problemi che stanno divorando la società civile è miseramente vuota, pagine e pagine senza scritto nulla, molto probabilmente perchè non si ha tempo di “riempirla” con proposte che abbiano veramente una visione d’insieme, una visione che abbia alle sue spalle una capacità politica.
E’ sotto gli occhi di tutti l’eccessivo divario fra il popolo e il politicante. Anche se “l’immobilismo” è ancora alto, la piazza si è mobilitata, fra la gente è rinato quel senso di protesta e indignazione contro il deterioramento collettivo, che da tempo non si vedeva, che contrapposto al mondo dei rappresentanti politici fa emergere in termini assoluti quel vuoto che è oggi far politica.
Il dissenso collettivo fatica a trovare un interlocutore adatto e utile a metabolizzarlo, attraverso percorsi politici capaci di soddisfare i bisogni che il Paese esprime, ovvero libertà, giustizia, equità, rispetto reciproco, e per ultimo, ma non per ultimo, umanità che via via si è scremata e persa.
Il Paese dunque ha bisogno di Politica, quella con la P maiscuola. Gran parte di quello che è rimasto dell’opposizione, si è dichiarato anti-Berlusconiano, per poi condividere con la Destra molte delle sue ideologie, come se l’unico problema del Paese fosse la persona di Berlusconi.
Essere anti-Berlusconiani significa proporre una politica impostata su un nuovo modello di società: includente, equa, che abbia la suo centro una cultura ed un ampio respiro destinato a guardare il futuro con occhi nuovi, liberi dalle catene del passato. E’ necessario sviluppare nuove energie e nuove sinergie per ridefinire un futuro, il quale di per sè, non ha appartenenza, ci unisce, ci migliora, ecco perchè custodisce il nostro bene più prezioso: il progresso.
Cominciamo a concentrare la nostra attenzione alle piazze non solo come un oggetto che possa spazzare via Berlusconi, ma bensì spazzare via il suo modo di far politica, che ahimè non è soltanto sua prerogativa. Questo è quello che conta, questo è quello che chiedono i numerosi gruppi, le reti, le associazioni, le persone comuni che popolano ed animano le piazze.
Non chiediamoci chi non vuole la piazza ma chi la vuole e cosa essa esprime, partendo sempre dal basso, dai singoli soggetti.
La piazza, l’opposizione diffusa che svolge, deve diventare un coro capace di esprimersi istituzionalmente in una strategia politica complessiva, altrimenti il rischio è quello di sostituire un generale con un capitano, lasciando di fatto disattese le innumerevoli sensazioni di chi la piazza la riempie.
ANDREA manifestare in una democrazia è avere la cognizione del tempo che un individuo stà vivendo,manifestre dentro al berlusconismo e contro questo modo di fare politica e del distacco attuale tra essa e i cittadini diventa una azione ancora più nobile,attenzione però e si cittadini di questa repubblica attenzione a non manifestare contro berlusconi, berlusconi incarna il peggio che il capitalismo italiano e la filosofia neoliberista possa rappresentare,attaccare frontalmente berlusconi sarebbe come cercare di toglere un pezzo abbondante di carne tra le fauci di un leone,nel fare ciò verremmo sbranati dal leone,figuratevi cosa può farci capitare uno tra i più potenti della terra sè si sente attaccato frontalmente,vanno bene le piazze ma alle piazze dovremmo oppure dobbiamo affincarci una idea di paese diverso,una idea di paese dove le leggi sono uguali per tutti,non solo per i fessi,una idea di paese che chi ha la fortuna di avere di più in modo proporzionale contribuisca alla emancipazione civile e morale di questo paese,una idea di paese dove anche i figli degli operai sè valgono nella scuola abbiano la possibilità di dimostrare il loro valore e vengano aiutati perchè ciò possa essere possibile,una idea di paese dove chi ruba risorse economiche alla collettività tramite l’evasione fiscale venga trattato come un ladro e non premiato,una idea di paese dove l’energia alternativa ecocompatibile ed ecosostenibile venga valorizzata e non penalizzata,una idea di paese dove la criminalità venga debellata e non premiata ed infine ma altro ancora ci sarebbe da dire una idea di paese dove chi lavora e vive del proprio lavoro venga rispettato e non sfruttato,per fare si che queste idee prendano corpo và bene riempire le piazze ma và male sè le stesse sono finalizzate ad attaccare una persona e non il suo ideale di paese,va bene scendere in piazza ma sè poi alla piazza non riusciamo a dare un seguito tutto è bello tutto è nobile tutti c’eravamo ma alla fine a comandare e non a governare ci sono sempre loro.- un saluto di sinistra atutti alfonso di tullio mil/te SEL.