Pisapia: con Nichi chiarito ogni equivoco

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Dopo la videolettera di Nichi Vendola a Giuliano Pisapia, arriva la risposta del sindaco di Milano. “Come immaginavo Nichi Vendola, con la sua straordinaria sensibilità e intelligenza, ha oggi immediatamente chiarito ogni equivoco in relazione alle parole usate lunedi’ a Milano”, ha commentato Giuliano Pisapia.

La buona politica, che ha consentito a Vendola di vincere per due volte le elezioni regionali in Puglia e al centrosinistra di vincere a Milano, Bologna, Napoli e Torino in questa tornata amministrativa – aggiunge -, è quella capace di chiarire subito eventuali fraintendimenti. A Nichi Vendola mi lega un’amicizia e una stima che dura da tanti anni e che riconfermo pienamente”.

Red.

Ci sono 30 commenti per questo post
Claudio 5 giugno 2011 - 19:14

Vendola e tutta la sinistra deve usare la testa. Con le parolone roboanti non si va avanti e rischiamo di sbattere la testa contro il muro.Non facciamo la solita fine……….

Mario, Monte Sant'angelo 3 giugno 2011 - 13:15

Per la Redazione di SEL

Cari compagni, ieri sera alle ore 21 circa ho rilasciato un commento relativo alla diatriba tra Vendola e Pisapia, ma questa mattina andando di nuovo su quella pagina mi accorgo che la mia proferenza era sparita. Sinceramente voglio credere più ad un problema tecnico che ad un’azione censoria, perché se così fosse sarebbe contraria ai nostri principi di libertà di espressione che propugniamo da tempi immemorabili. Sarebbe la contraddizione tra quello che teorizziamo e quello che poi appliachiamo!

Nel commento in oggetto mi sono permesso di esprimere la mia opinione riguardo al comportamento di Pisapia , ritenuto da me denso di ingratitudine rispetto a Vendola e a noi che ci siamo mobilitati per fargli vincere le Primarie, prima, e le Comunali, dopo. I miei toni erano un po’ accesi, ma sempre rispettosi della dignità della persona Pisapia. Ho soltanto fatto presente al Sig. neo sindaco che se può fregiarsi del nuovo titolo lo deve a noi di SEL che abbiamo combattuto per lui quando nel firmamento politico nazionale e locale egli era una sorta di “reietto”.

Lungi da me qualsiasi rancore, ma se c’è una cosa che non sopporto è l’irriconoscenza! Pur essendo della Puglia, a Milano ho mobilitato tutti i miei canali in suo favore e ascoltare tanta irriconoscenza da una persona che dovrebbe solo ringraziarci all’infinito ed esserci grati in perpetuo rappresenta una pagina triste di questa vittoria, al punto che da oggi per me quella di Pisapia è una sorta di vittoria mutilata!

Innescare polemiche su una questione semantica può sembrare pretestuoso, facendomi nascere il dubbio che è stata fatta allo scopo di rompere i rapporti con chi ti ha creato, al fine di intraprendere una via autonoma. Capisco che Pisapia rappresenta la borghesia, quindi non può essere considerato un vero figlio del popolo, ma considerando i suoi trascorsi politici e le idee propugnate ho creduto che lo fosse diventato. Sbagliandomi! Detto questo, sottolineo che nella vita è diventato sempre più difficile fidarsi delle persone, e quando lo fai prendi quasi sempre delle fregature, come nel caso di Pisapia. Ciao, dal pugliese.

Rbnetline 3 giugno 2011 - 13:00

a tutti quelli che hanno tanto criticato (e ironizzazzto snobisticamente…) sull’uso del verbo “espugnare” usato da Vendola a Milano: in gergo calcistico e sportivo più in generale, il verbo si usa quando si vince una partita in trasferta, “fuori casa”, lontano dalle mura amiche.
Beh, più fuori casa di così!!!!! Che ci sarà da obiettare…?!?
La trovo una felicissima espressione, oltre che calzante. Non si vinceva dal 1993!

Carmine Esposito 3 giugno 2011 - 12:45

Non mi sembra il caso di continuare con le polemiche … fra l’altro ora (e non poteva essere diversamente) fra Nichi e Giuliano è tutto chiarito e superato.
Per fortuna abbiamo “liberato” Milano e Napoli … adesso bisogna LIBERARE L’ITALIA!

Ambri 3 giugno 2011 - 11:10

CARO PISAPIA, LA TUA VITTORIA E’ PARTITA DALLE PRIMARIE, E QUESTE LE HAI VINTE GRAZIE A SEL E VENDOLA, FACILE PARLARE A GIOCHI FATTI MA RICONOSCERE A SEL UN MERITO PARTICOLARE E PER TE QUASI OBBLIGATORIO, ANCHE PERCHE’, PER COME L’INFORMAZIONE O MEGLIO, LA DISINFORMAZIONE HA AGITO, I MERITI SE LI E PRESI IL PD, QUELLO CHE NON TI VOLEVA ALLE PRIMARIE, PENSACI E NON SALIRE SUL CARRO DEI VINCITORI SENZA DARE UNO SGUARDO DIETRO, CIOE’ ALLE PERSONE CHE VERAMENTE TI HANNO SOSTENUTO, CIAO PISAPIA E BUON LAVORO.

Mario 3 giugno 2011 - 11:06

A Milano Pisapia se la dovra’ vedere con il Corriere Sera,Mieli,Lerner ed altri,tutti desiderosi di eterodirigerlo.
In particolare il Corriere non ama i politici del sud (compreso Roma),come non ama i socialisti.
Per costoro a Milano ha vinto il meno peggio.
Comunque: senza Nichi Vendola non ci sarebbe stato Pisapia,come non ci sarebbe stata vittoria, in una citta’ delusa e distratta,che non crede piu’ di essere una capitale europea,impegnata solo a vedere il guadagno (inesistente) della Borsa, e conentrata piu’ sul piccolo provincialismo della Lega che sui grandi temi della Citta’ ecosostenibile,green,solidale e produttiva.

Vito Punzi 3 giugno 2011 - 10:57

Caro Alfredo non hai capito che sono proprio le “narrazioni di Vendola” quelle che sconfiggeranno il berlusconismo che è ancora dentro ciascuno di noi; le altre sono armi spuntate, parole inascoltate. Senza quelle “narrazioni” che affascinano i giovani e cambiano la politica il P.D. non prevarrà mai sul berlusconismo.

Alfredo 3 giugno 2011 - 10:21

Ma andatevi a guardare i voti presi da SEL a Milano prima di mettere il cappello della vittoria. Il PD ha preso il 28% allora. Ha fatto bene Pisapia a dire quello che ha detto.
Milano, ve lo dice uno che ci ha visssuto, è una citta particolare e di sicuro non di sinistra. in ogni caso dobbiamo essere tuttiu fieri di questa vittoria che è un msg forte e chiaro al satrapo e spero che Pisapia possa essere messo nelle condizioni di fare bene il sindaco che è quello che vogliono i Milanesi … non le narrazioni di vendola….

Francesco 2 giugno 2011 - 23:09

Io sono d’accordo con il commento di Anna Di Miscio,e invito tutti i compagni a non fraintendere certe dichiarazioni,perche’ fra Giuliano e Nichi c’è una profonda amicizia di lunghissimi anni.Noi di SEL si deve continuare il nostro progetto di cambiamento del paese,mettendo in pratica la “buona politica”,che a cominciare dai centri piccoli fino ad arrivare ai grossi centri e nelle grandi città,è quello di stare con i cittadini,per i cittadini,con una politica di ascoltare tutto quello che avviene intorno,per costruire il vero cambiamento.Tutto questo non è utopico pensarlo,ma è la grande missione di SEL!!

Roberto Fondelli 2 giugno 2011 - 22:28

Caro MArio, anche se PISAPIA HA SBAGLIATO, SEL non è nata per far inchinare gli altri al proprio
cospetto. Non farti prendere dal rancore, non serve.
Con affetto
Roberto

Francesco P. 2 giugno 2011 - 20:00

quando la finir-emo/-anno con le semplificazioni?
le equazioni di primo grado, quelle semplicissime formule per ragazzini di terza media, andrebbero lasciate a beppe grillo. oppure alla lega.
sindaco=ubriacatura da potere, vendola=berlusconi di sinistra, espugnare=cosa da estremista…ma che barba!
permettete una mia semplificazione: godiamoci la vittoria, che è stata storica, grazie a pisapia (che saprà fare il buon sindco), grazie a nichi (altro che cappello: è da dicembre che nichi si spende per giuliano!), grazie alle alleanze che sono state costruite.
ora c’è da resistere a tutti i tranelli che ci piazzeranno per strada. quello lessicale è il primo.
io non mi ci appassiono: anche perchè finalmente, dopo oltre un ventennio, e grazie a pisapia, la milano da bere, quella per pochi, è diventata la milano potabile, quella per tutti…e scusate la seconda semplificazione!

p.s.: tornando più serio, quoto franco forchetti.

Domenico Mognol 2 giugno 2011 - 19:46

Non sono milanese, sono veneto. A Milano,come in tante altre città e regioni del nostro paese, il 30 maggio vi è stato un moto generalizzato di gioia e di vero e prorio entusiamo. Di questo occorre tenere conto perchè è questo entusiasmo che ha guidato molti di coloro che hanno lavorato in questa campagna elettorale amministrativa perchè il vento del cambiamento prevalesse. Ho rivisto il video con il breve intervento di Nichi Vendola: forse l’affermazione “Milano espugnata” può non essere politicamente corretta. Si è detto: meglio “Milano liberata”. Il riferimento ai poteri forti e alla corruzione può essere troppo generico e magari infastidisce qualcuno. Ma vivaddio, si stava festeggiando una grande vittoria, molti elettori gioivano in piazza per il bellissimo risultato dopo anni di sconfitte e anche di umiliazioni! Non si stava facendo l’analisi puntuale del voto e tantomeno si era in una sede ufficiale! Anche in questi momenti un pò di ironia non guasta. I prossimi giorni a Milano saranno giorni di impegno pesante e si dovranno affrontare i problemi che contano e allora tutti ragioneranno da uomini di governo, responsabili, con la lucidità che questa vittoria richiede (e non solo a Milano): per questo un grande in bocca al lupo ai milanesi,al sindaco Pisapia e alla sua squadra !!

Carlo 2 giugno 2011 - 17:23

Non abbiamo fatto a tempo a goderci questa meritatissima vittoria che già certi media (la cui stragrande maggioranza sappiamo benissimo da chi e come venga controllata), si affannano per dividere il fronte dei vincitori, in un ultimo disperato tentativo di contrastare un’onda lunga che può portare seriamente alla vittoria di un nuovo schieramento politico.

Nichi parla con il cuore e con un linguaggio che la gente apprezza e sa intendere anche nelle sue metafore molto varie e colorite. Una nuova narrazione che solo gli inavveduti possono confondere con la poesia autoreferenziale, perché piuttosto corrisponde ad un vero e proprio progetto politico innovativo, in primo luogo nel campo del lavoro, della solidarietà sociale, della formazione, delle risorse energetiche e produttive, e dei rapporti internazionali. Qualcosa destinato seriamente a “fare la differenza” rispetto a ciò che abbiamo già visto troppo a lungo.

Vendola è capace di fare una cosa che gli altri politici hanno smesso di fare da tempo: è capace di emozionarsi e, al contempo, di emozionare, “facendo politica”, rimettendo cioè in gioco qualcosa che, negli ultimi tempi, è stato abbondantemente surclassato dalla maggior parte degli italiani.

E’ fuori di dubbio che senza “l’effetto Vendola” la vittoria di Pisapia sarebbe stata seriamente a rischio, ma è altrettanto indubitabile che Vendola non è mai stato il “padrone” di SEL, così come lo è Berlusconi del suo partito e la nomenklatura del PD ha tentato di essere, confermando nella prassi politica l’inossidabile metodo del centralismo democratico della “gioiosa macchina da guerra” che fu. Non lo è, e il caso di Napoli lo dimostra abbondantemente, perché è del tutto evidente che se fosse dipeso solo da Vendola, De Magistris sarebbe stato già candidato fin da primo turno.

Solo l’ultimo “arruolato” tra i supporter di un brutto ma insistente anatroccolo che cerca disperatamente di risollevarsi dal suo grottesco volo raso terra, oramai accompagnato da fischi ovunque, colui che ha passato questi ultimi anni a scrivere libri, senza alcuna bibliografia, i quali hanno incoraggiato altri a denigrare la Resistenza per proporre infine onorificenze ai repubblichini e persino l’abolizione del reato di apologia del fascismo: Pansa, può dichiarare senza alcun ritegno che: “«Dietro l’aspetto dell’affabulatore con l’orecchino c’è un politico duro, cresciuto alla scuola staliniana di Bertinotti e che vuole conquistare il potere».

Ma di che stalinismo stiamo parlando? Di quello che ti fa pubblicare i libri solo se resti “allineato e coperto”, oppure di “quello” che promuove la cultura come primo punto di un programma di governo regionale, quando quello nazionale la taglia, la umilia e la sbeffeggia fino all’insulto che la configura come “mendicante perennemente morta di fame”?

E’ vero: “abbiamo espugnato Milano” e che c’è di male? Signori dei media che, nella vostra ridicola prosopopea, ignorate che espugnare significa etimologicamente e sostanzialmente: “sottrarre alla pugna”, alla battaglia, liberare da un perverso gioco “guerresco” una comunità di cittadini, altrimenti destinati ad essere riportati dal centrodestra continuamente nel gorgo demenziale del combattimento campale, a suon di insulti, e quasi che dovessero “pugnare” sempre e comunque contro gli zombies privi di cervello. L’abbiamo liberata con la ragione e con il cuore da chi credeva di averla continuamente “in pugno”, ora finalmente tali scherani della “guerra totale” sono stati considerati dai cittadini milanesi degli “ex”, degli “ex della pugna”.

Non stiamo dunque tanto a ciurlare nel manico, cari valvassini, perché Vendola, con il suo linguaggio ed il suo esempio, è stato il primo a sostenere che il berlusconismo va per primo liberato da se stesso, con l’esempio e la gentilezza, senza scendere nel terreno mefitico delle sue basse provocazioni. Se Pisapia ha vinto, è dunque perché ha saputo seguire l’esempio di Vendola.

E tu, caro Pisapia che hai vinto meritatamente con il nostro appoggio, sai benissimo che Vendola, prima di parlare, ascolta la gente e la gente ascolta lui ovunque lo si chiami, perché è uno dei pochi leader politici rimasti che, ovunque parlino, si deve fare la fila per trovare i posti ed essere presenti, magari in piedi o seduti per terra.

Allora, “più sobrietà” per riconoscere che ciascuno ha il suo ruolo e che tutti contribuiscono alla vittoria di tutti, quanto tutti sono per uno e uno è per tutti. E fai bene, caro Giuliano, alla fine, a dichiarare: “Come immaginavo Nichi Vendola, con la sua straordinaria sensibilità e intelligenza, ha oggi immediatamente chiarito ogni equivoco in relazione alle parole usate lunedì a Milano. La buona politica, che ha consentito a Vendola di vincere per due volte le elezioni regionali in Puglia e al centrosinistra di vincere a Milano, Bologna, Napoli e Torino in questa tornata amministrativa, è quella capace di chiarire subito eventuali fraintendimenti.

A Nichi Vendola mi lega un’amicizia e una stima che dura da tanti anni e che riconfermo pienamente”.

“Fratelli Rom e sorelle tasse?” No, valvassore di turno, Fratelli d’Italia e Fratelli d’Europa! Quella che riconosce la cittadinanza europea a tutti i suoi paesi membri, e quella in cui le tasse si pagano, e le pagano non sempre i soliti noti ma i più ricchi e i più avvantaggiati, e i cui proventi non servono per guerre infinite, per le scuole private o per leggi ad personam, e tanto meno per le cattedrali nel nulla, ma per i servizi essenziali ai cittadini, in primis, ai più poveri e disagiati, ai disabili, ai terremotati, vergognosamente ignorati ed umiliati da questo governo!

Adesso e dopo aver fino all’ultimo sostenuto che chi lo votava aveva “lasciato a casa il cervello”, ci venite a dire che “L’onorevole Vendola, e non solo lui, imparino da Pisapia dosaggio e stile.”? Ma un po’ di ritegno, valvassori dell’ultima ora, che cacciate e riportate la preda sempre e soltanto al richiamo del vostro falconiere!

Vendola è un fuori classe della politica ed è anche più avanti del suo stesso partito, ma perché? Perché nella attuale compagine si rivela più di altri portatore di una nuova progettualità politica (che lui chiama narrazione per farsi intendere meglio). Allora bisogna sostenerlo, anche se non bisogna esaltarlo: criticarlo in itinere, ma appoggiarlo in prospettiva. Mi pare invece che certa sinistra socialista faccia il contrario: disgiunga una certa progettualità politica dal ruolo di Vendola, sostenendo più la necessità di un ripristino del rapporto con SEL, anche senza che in SEL ci siano effettivi riscontri di rinnovamento, piuttosto che sostenere un leader che può invece fare la differenza e che invece mi pare venga ultimamente e ripetutamente attaccato, proprio perché fa comodo, e non solo al centrodestra, screditarlo considerandolo solamente una sorta di clone bertinottiano. Quando il “suo” linguaggio si propaga con altri che lo adottano (non neghiamolo nel caso di Pisapia e De Magistris) il consenso si espande non solo verso di lui, ma in tutta la sinistra. L’obiettivo è quindi superare SEL e il PD, e soprattutto una concezione padronale dei partiti e del potere, in nome di una gestione della res publica che sia concretamente partecipata e condivisa, in nome di uno schieramento più coerente con certi valori europei e globali, e soprattutto con una storia che non va relegata in ambito archivistico a favore di un “nuovismo” di plastica. Questo obiettivo però necessita di lavoro unitario e di leaders credibili e coerenti, quelli che negli ultimi anni, non abbiamo avuto.

C.F.

Redbreg 2 giugno 2011 - 17:02

Comunque la questiona l’ha montata gad lerner che ha iniziato a fare polemica a partire dalla prima sera con la sua trasmissione insistendo con questa cosa della parola espugnare. A mio modo di vedere non c’era da fare alcuna polemica, perchè anche se si poteva usare un’altra parola, espugnare poteva anche significare un’espugnazione della destra da parte della sinistra, tutto qui. E se non si ha paura a dire che si è di sinitra il problema non esiste.

Sergio Neri 2 giugno 2011 - 16:53

Pisapia: “Vendola gli zingari se li vada ad abbracciare in Puglia”

Sergio Neri 2 giugno 2011 - 16:52

I milanesi si liberano della Moratti e di Berlusconi e si ritrovano per caso Pisapia sindaco. Pisapia: “non guardate me, io non ho espugnato nessuno”

Sergio Neri 2 giugno 2011 - 16:49

Chiarimento fra Vendola e il neosindaco di Milano. Pisapia: “avevo capito male, Nichi non intendeva “espugnare”, ma “come se fosse antani”"

Sergio Neri 2 giugno 2011 - 16:30

Pisapia: “non abbiamo espugnato Milano. Abbiamo solo preso più voti della principale esponente della parte avversaria”

Leo 2 giugno 2011 - 15:56

Pisapia mi ha deluso.Forse ha dimenticato,ed in fretta,che se ha vinto, se ha potuto candidarsi a sindaco, il merito é in larga parte del Presidente Vendola. Spero che la carica da Sindaco non faccia diventare Pisapia l’ennesimo moderato…ma che resti uomo di Sinistra,il suo,d’altronde, successo é la risposta alla sete di sinistra che il popolo cercava e cerca ancora.
Che delusione…Pisapia inizia già a rinnegare il lessico, le idee,di sinistra
A Nichi, invece, dico di non cambiare di una virgola il suo modo di fare.Lui é grande perché é così. Attualmente non cé nessun politico che lo eguagli,che fa emozionare noi Popolo quanto.lui,che mobilita le piazze quanto lui,comprese le piazze milanesi nella campagna elettorale.E rispondendo a Pisapia,il nuovo moderato,: forse Nichi non conosce bene Milano ma Milano,la sua gente conosce bene Nichi, conosce bene le sue grandi capacità, la sua passione nel far politica,altrimenti signor Pisapia lei non sarebbe passato nemmeno alla primarie.Mi auguro che, dopo questa ingratidudine di Pisapia, Nichi scelga bene le prossime persone su cui puntare,persone che nn cerchino a tutti i costi di emulare il moderati ma siano fiere ed orgogliose di essere di Sinistra.
Se il buon giorno si vede dall’alba di certo non sarà un buon giorno,un giorno di sinistra,per Milano.
Nichi sei grande.

Giampiero Zendali 2 giugno 2011 - 15:37

Mi sembra chiaro e certo che senza Vendola la candidatura di Pisapia non si sarebbe lanciata e non sarebbe giunta al successo elettorale che oggi con soddisfazione possiamo constatare.
La candidatura è nata e cresciuta nell’incredulità di tanti, per parecchio tempo è stata contrastata e irrisa.
Fino al primo turno, quando con sorpresa si è constatato la grande affermazione.
Tra il primo e il secondo turno il numero degli increduli era ancora ampio, con i più ottimisti che facevano gli scongiuri.
Nel pomeriggio del Lunedì a risultati evidenti tutti a mettersi addosso un segno arancione e correre in piazza a dire che ci avevano sempre creduto.
Queste tuttora sono le fragilità di un “centrosinistra” che non riesce a riconoscere in Vendola e chi lavora con lui i veri ispiratori di questa grande vittoria dalle caratteristiche estremamente chiare e semplici: Primarie di coalizione. Candidato sostenuto da tutta la coalizione. Credendoci con calore fino alla vittoria elettorale.
Riconoscere questo percorso è il grande passo vincente per il centrosinistra. Capisco che per alcuni,(non pochi)questo passo è troppo, questo è il luogo da espugnare.
Per il resto non mi resta che ringraziare Nichi Vendola e tutti coloro che ci hanno creduto fin dal primo momento, Pisapia per primo per aver accettato la sfida in prima persona.
Su ogni altra polemica, mi vengono alla mente le parole del mio amico Filippo s.j. che per mettermi in guardia da eventuali delusioni mi diceva sorridendo: “attento nessuna buona azione resterà impunita”.

Chiara 2 giugno 2011 - 13:40

Ricordiamoci che “espugnare”, nel suo significato estensivo significa anche “vincere”, si dice ad es. “espugnare la resistenza” di qlcn. Il suo etimo è un rafforzativo di “combattere”… e non è forse vero che a Milano proprio questo abbiamo dovuto fare? Può darsi che mi sbagli – ho letto solo i giornali – ma gli insulti erano quotidiani, così come le risse, e non solo verbali. Piena solidarietà a Nichi e al verbo da lui usato, Pisapia e i milanesi sanno bene quali sono le armi usate per espugnare, e questa è la forza di SEL.

Franco Forchetti 2 giugno 2011 - 13:37

Franco Forchetti

La pizzica della Rivoluzione. Pisapia Il “vendo-la” del nord

Senza voler fare della politologia all’amatriciana e sapendo che bisognerebbe, a mente fredda, esaminare i flussi di voto per poter delineare un quadro eziologico della rivoluzione politica che le recenti elezioni amministrative hanno determinato, provo a disegnare – assecondando quel guessing istinct teorizzato dal semiologo Peirce – un polittico della politica italiana all’indomani del voto amministrativo. Lascio ai politologi e agli storici il difficile compito di una disamina più articolata e più documentata dell’ennesima rivoluzione elettorale.
Chi vince alla fine della partita amministrativa?
Non certo il PD che non decolla nei consensi. Vince Vendola, carismatico affabulatore e portatore di un vento nuovo, fatto di parole e di passioni, un pasoliniano che non si arrende a un modello borghese-mortifero e che lancia nell’agone un gentleman, quale Pisapia, che tutto sembra tranne che un pasoliniano. Ma questa non è stata solo la vittoria di un galantuomo simpatico ed ironico, bensì il trionfo di un leader – Vendola appunto – che ha costruito un partito “emozionale” che ha circa l’8 % del consenso nazionale. I comunisti, così lungamente evocati da Berlusconi, si sono materializzati, ma non hanno né l’aspetto di vetusti nostalgici della cortina di ferro né appaiono grigi leninisti: essi sembrano, semmai, gaudenti ed energici interpreti di un pensiero postmarxista e poststrutturalista, interpreti di un vitalismo antiborghese e antisistemico che ha più di Leopardi e Nietzsche che di Marx e Mao Tse Tung. E’ ovvio che Pisapia, senza il retroterra vendoliano, non sarebbe stato vincente. Chi perde? Non Berlusconi che, dopo una così lunga stagione di battaglie endogene e giudiziarie, non poteva attendersi affermazioni eclatanti. Perde, semmai, Tremonti perché arretra quella Lega nord che da sempre lo sostiene e lo indica come leader in pectore nel dopo Berlusconi. Perde un Tremonti che, pur se intellettuale lucido ed economista saggio, è costretto, per motivi elettorali, a tirare la volata elettorale alla Lega, sventolando temi ormai esangui come la paura dell’immigrato e dell’Islam. Se la Lega fosse avanzata nei consensi a detrimento del PDL, essa avrebbe potuto reclamare a gran voce la successione tremontiana: ma, alla luce di questo esito sconfortante, Tremonti rimane al palo, tanto più che la futuribile e pesante manovra fiscale, di cui sarà latore, non lo renderà particolarmente amabile agli occhi dei contribuenti.
Una notte dei lunghi coltelli attende un PDL dove leaders, per troppo tempo negletti e messi in ombra, come Formigoni, reclamano differenti dinamiche decisionali dentro un partito che non ha mai fatto un congresso. Veltroni assiste al declino del suo progetto di partito democratico autosufficiente e sganciato dalla sinistra radicale. Torna a vincere semmai un modello Prodi al contrario nel quale le locomotive sono SEL e IDV. Perde il “moderatismo” di governo del PDL che non è stato né un partito liberal-liberista di destra né un partito welfare oriented, scontentando, da un lato, imprese e privati, dall’altro, impiegati ed operai. Perdono, dunque, i partiti tradizionali e moderati. Vincono i partiti “passionali”, i partiti della protesta, i partiti dell’antipolitica che, più degli altri, paiono saper interpretare un voto giovanile (ma non solo) che torna ad essere protagonista. Sul tema del terzo polo, ha ragione Sartori: non c’è ancora in Italia un humus elettorale che possa sancire l’affermazione di una terza polarità politica. Il nostro rimane ancora un sistema caratterizzato dal pluralismo polarizzato: pur nella frammentarietà delle formazioni politiche, le scelte di fondo rimangono ancora bipolari e antitetiche. Tra l’altro tre supermoderati assieme (come Casini, Rutelli e Fini) sono davvero “troppo” per un elettore postmoderno che ha bisogno, pur sempre, di un pizzico di passione e di invito pugnace all’agone politico.
La comunicazione politica apprende una nuova lezione: quella dell’incapacità crescente di prevedere esiti elettorali e flussi di voto. Troppe sorprese e una rivoluzione non annunciata sono il segno che molti schemi di lettura sociosemiotica del pensiero “elettorale” sono inadeguati. D’altronde anche la scienza politica, come ogni scienza che si rispetti, ha bisogno di teorie e contro teorie, di conferme e di smentite. Una teoria politica sarà tanto più scientifica quanto più falsificabile. L’Italia, nel bene e nel male, rimane il laboratorio politico più interessante del mondo. Perché il nuovo vento del nord è stato generato da un vento del sud: dal vento vendoliano che dalla Puglia spira sull’intero paese e dal vento di un De Magistris che si afferma contro ogni previsione e malgrado nemici interni ed esterni. La rivoluzione ha il ritmo della pizzica.

http://ideapolitica.splinder.com

Martino 2 giugno 2011 - 10:54

Quoto in pieno Stemi. Non solo in maniera poco democratica si è deciso di cambiare il logo del movimento, ma pur di conservare il nome di Vendola si fanno errori clamorosi che, ne sono sicuro, ci hanno fatto giocare tanti, tantissimi voti. Non a caso su qualunque giornale leggevi che Pisapia era del Pd.

Anna Maria Di Miscio 2 giugno 2011 - 09:49

PISAPIA: Io ho vissuto indirettamente la campagna elettorale di Nichi Vendola in Puglia e credo che sia quello il modello da seguire e che sto seguendo a Milano. Non bisogna basarsi sugli apparati ma sul rapporto diretto con la gente, creando quella coesione sociale che è l’unico modo per ricostruire la sinistra. Nichi c’è riuscito in Puglia, credo di poter riuscire a Milano
http://www.youtube.com/watch?v=pMk10u5upCQ

Anna Maria Di Miscio 2 giugno 2011 - 09:48

Io ho vissuto indirettamente la campagna elettorale di Nichi Vendola in Puglia e credo che sia quello il modello da seguire e che sto seguendo a Milano. Non bisogna basarsi sugli apparati ma sul rapporto diretto con la gente, creando quella coesione sociale che è l’unico modo per ricostruire la sinistra. Nichi c’è riuscito in Puglia, credo di poter riuscire a Milano
http://www.youtube.com/watch?v=pMk10u5upCQ

Filippo Boatti 2 giugno 2011 - 01:18

Scusa la curiosità, ma ti chiami davvero Vincenzo Cuoco, o è un pensoso nickname?

Vincenzo Cuoco 1 giugno 2011 - 23:36

Con Giuliano Pisapia, non solo SEL ma tutta la Sinistra ha trovato un jolly pigliatutto, credetemi. Oltre ad essere una persona perbene, egli ha una dote che lo rende unico e, senza offesa, simile a Berlusconi. Infatti, pochi l’hanno notato, ma Giuliano, con quella sua aria un po’ impacciata, con quella sua parlata un po’ incerta, con quella mimica vagamente infantile, ricorda, anche nei lineamenti, Dustin Hoffmann in “Rain Man”. In modo inconscio e subliminale le due identità si sono fuse in una sola, entrando nelle case con delicatezza, senza offendere. Molti si saranno chiesti “Ma questo, io l’ho già visto da qualche parte….ma dove?” Insomma, quello di Pisapia è un volto familiare da sempre e per un politico avere una faccia così è un gran regalo. In questo momento penso che Giuliano batterebbe chiunque, compreso lo stesso Berlusconi.

Cristina 1 giugno 2011 - 22:50

Credo anche io che non sia il momento di polemizzare anche perchè è stato solo un equivoco perfettamente chiarito.
Guardiamo avanti e cerchiamo di raggiungere tutti i nostri obiettivi.

Evaristo 1 giugno 2011 - 22:26

Per favore non cominciate a fare polemiche inutili. E lasciate che Pisapia faccia il sindaco di Milano. Con i suoi limiti, certo, ma anche con quella sua grande qualità di ascoltare e di mettere in comunicazione mondi e realtà diverse. Nei tempi e nei modi che la sua sensibilità e intelligenza gli suggeriscono.

Stemi 1 giugno 2011 - 22:18

Da milanese vi dico che Nichi questa volta ha sbagliato sia nei termini lessicali impropri sia nella sensazione che ha dato di voler mettere un cappello sopra l’affermazione di Pisapia. Milano ha bisogno prima di tutto di uscire dalla sudditanza berlusconiana che l’ha cinta in questi anni, certo non per entrarne in un altra. Pisapia ha rassicurato in prima persona in questo senso, al suo progetto ha lavorato tanto, tantissimo SEL milanese e il non aver messo il nome del candidato sindaco sotto la lunetta rossa del nostro simbolo, al contrario del PD che lo ha fatto, ci è sicuramente costato un paio di punti puercentuali.
Detto ciò il progetto politico di SEL è risultato quello vincente, abbiamo gli uomini, le donne le ideee per cambiare il paese, non per espugnarlo.

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TERRORISMO: VENDOLA, CI METTEREMO DI TRAVERSO = (AGI) – Genova, 15 mag. – “Non direi che siamo di fronte alla ripresa del terrorismo. Siamo di fronte a fatti gravissimi, a segnali che auspicano un ritorno alla lotta armata e faremo tutto quello che e’ nella nostra passione e nel nostro dovere per metterci di traverso [...]

Elezioni centrosinistra: direzione nazionale, domani 16 maggio ore 14,30

La direzione nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ si svolgera’ a Roma, domani mercoledi 16 maggio 2012, presso il Centro Congressi Palestro in via Palestro 24 (zona Piazza Indipendenza), a partire dalle ore 14.30. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del partito. Al centro della discussione – prosegue  la nota di Sel -  l’esito delle [...]

Migliore: Hollande-Crisi

Meno male che c’e’ Francois Hollande. Nel momento piu’  buio della crisi economica e sociale del Continente,  fanno davvero piacere le parole del presidente francese appena insediato: solidarieta’ e crescita sono gli obiettivi che devono mettere in soffitta il fallimentare progetto del fu Merkozy. Lo afferma Gennaro Migliore, responsabile Esteri di Sinistra Ecologia Liberta’. In [...]

Amministrative: domani 16 maggio Vendola a Isernia

Nichi Vendola, infine interverra’ ad Isernia domani sera mercoledi 16 maggio 2012, alle ore 20.30 presso il salone dell’Hotel Europa  ad una manifestazione pubblica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Ugo De Vivo

Elezioni: Nichi Vendola a Genova per Doria, martedì 15 Maggio

ELEZIONI NICHI VENDOLA (SEL) A GENOVA PER MARCO DORIA MARTEDI  15 MAGGIO 2012 IN VAL POLCEVERA DALLE ORE 17.30 IN POI Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, Nichi Vendola sara’ a Genova domani pomeriggio martedi 15 maggio 2012 a sostegno di Marco Doria, nell’ambito della campagna elettorale per i ballottaggi. Il candidato del centrosinistra a [...]

Centrosinistra. Vendola a Bersani e Di Pietro

  Io credo che con Bersani, con Di Pietro e sopratutto con tanti altri che sentono insopportabile la situazione in cui si trova l’Italia e l’Europa intera, bisogna discutere innanzitutto di cosa significa costruire e governare il cambiamento. Per esempio, piuttosto che concentrarci ora sulla figura del leader ora e’ molto importante capire se il [...]

Gay. Obama. Intervento di Vendola a Rainews

  Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. Cosi’ Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ in diretta tv poco fa con il direttore di RaiNews Corradino Mineo. In Italia – prosegue  il leader di Sel – siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui [...]

Crisi di Governo. Dichiarazione di Nichi Vendola

  Sono molto colpito dal fatto che i principali esponenti del governo si atteggiano oggi ad analisti di costume, a sociologi. Leggo che Passera e’ angosciato dall’entita’ delle conseguenze sociali sulla mancanza di occupazione. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, nel corso di un’intervista con Corradino Mineo su Rainews. Insomma da quando [...]

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