Sono sicuro che la maggior parte dei militanti, dei simpatizzanti del popolo del centrosinistra voterà me proprio perché vuole vincere, vuole vincere non le primarie, vuole vincere le secondarie.
Il rischio è che un centrosinistra allargato ma orfano di una guida che è conosciuta e che è entrata fortemente nell’immaginario popolare possa andare incontro ad una sconfitta. Quindi io penso di aver dimostrato che non combatto semplicemente per testimoniare, combatto per vincere.
Fino ad ora ho dimostrato che con me si vince in una terra in cui ogni volta che si è cercato di costruire una battaglia su schemi iperpoliticistici e astratti, come quelli legati alla ricerca di un candidato cosiddetto moderato, si è andati incontro a una sconfitta.
Voglio poi lanciare un messaggio a Pierluigi Bersani, un messaggio di assoluta amicizia: noi dobbiamo sentirci anche dentro questa competizione alleati, dobbiamo essere capaci tutti di toglierci gli elmetti e di vivere questa esperienza come una bella gara delle idee migliori. Se ognuno poi si presenta con un ramoscello d’ulivo, credo che sia tanto di guadagnato. Mi spiace che l’Ulivo non piaccia a Pierferdinando Casini ed è un peccato, ma almeno l’ulivo pacifista penso che possa piacere a tutti.
Nichi
Davvero crediamo che SEL abbia un futuro comportandoci come ci stiamo comportando?
Davvero crediamo di poter essere credibili davanti ai cittadini/elettori comportandoci come ci stiamo comportando?
Crediamo davvero di gettare le basi per costruire sinergie e rapporti politici tali da consentire a SEL, dove sarà chiamata a far parte di maggioranze di governo, di poter incidere in una qualche misura sulle scelte che si compiranno comportandoci come ci stiamo comportando?
La risposta a tutte e tre le domande è NO.
Sono passati solo pochi giorni da quando siamo riusciti ad ottenere che fossero gli elettori di centrosinistra a decidere quale candidato avere alla presidenza della regione Puglia, a primarie ancora da svolgersi e già assumiamo scelte politiche diametralmente opposte ai principi con i quali abbiamo combattuto – mettendo in gioco tutta la credibilità di SEL – la partita pugliese.
Abbiamo fatto del rispetto delle regole (nello specifico dello statuto del PD) il principio fondante sul quale SEL si propone ai cittadini e adesso, in Umbria, SEL sostiene (come riportano le cronache sull’incontro di ieri della coalizione di centrosinistra) la ricandidatura dell’uscente governatrice M. Rita Lorenzetti che, avendo già ricoperto quel ruolo per 2 mandati consecutivi (e non avendo ottenuto la deroga dall’assemblea regionale) NON può a termini statutari ricandidarsi.
Non solo SEL sembra così dimostrare (così lo interpreterà l’elettorato, con le immaginabili conseguenze) che quella richiesta all’unisono ed a gran voce del rispetto delle regole era solo strumentale e non di principio (altrimenti non si spiegherebbe perchè ciò che è intoccabile in Puglia – le regole statutarie – sia insignificante in Umbria), ma così facendo – facendo sponda per la ricandidatura della governatrice uscente – inoltre infligge un colpo quasi mortale all’unica – credo non ce ne siano altre – candidatura (alternativa a quella della Lorenzetti e presentata nei termini previsti dallo statuto) a presidente di regione di un esponente del PD di Area Democratica (l’area di riferimento di Franceschini); quella area del PD che ha sostenuto e si è spesa affinché in Puglia si facessero le primarie e che Vendola fosse uno dei candidati.
Secondo voi un elettore del PD pugliese di quell’area, visto ciò che accade in Umbria (e le notizie circolano, non stiamo parlando di un comune di 1.000 abitanti ma dell’elezione di una delle regioni di sinistra per antonomasia), con che spirito parteciperà alle primarie di domenica? Pensando che Vendola e SEL possano essere un’utile alleato per condizionare le scelte politiche del PD o che SEL alla fine non è diversa dalle altre forze politiche?
Secondo voi come si comporterà in futuro Area Democratica nei confronti di SEL dopo averla – indirettamente – sostenuta in Puglia? Penserà che SEL sia un interlocutore con cui cercare di determinare un indirizzo più sociale delle scelte politiche (dato che sono proprio il duo Bersani-Dalema a spingere il PD più verso politiche moderate e neocentriste) o che è un interlocutore inaffidabile?
Per non parlare dell’opportunità storica che si presentava in Umbria a SEL di inserirsi in una divisione profonda del PD (in Umbria praticamente diviso quasi a metà ma con la maggioranza nelle mani dell’area di Bersani-Dalema, che non avrebbe dato alcuna chance alla minoranza se non fosse stato per la presenza ingombrante della governatrice uscente che – pur non potendolo fare – vuole ricandidarsi ad ogni costo), così da rompere in parte gli equilibri di potere consolidati (poteri forti, come dimostra l’implicazione del marito della Lorenzetti in un procedimento giudiziario per corruzione e false fatturazioni che ha portato all’arresto di un grosso imprenditore edile umbro. Poteri in mano all’area Bersani-Dalema), favorendo così un rinnovamento significativo del campo del centrosinistra.
Invece no, prima SEL ha aspettato alla finestra e adesso – chiamata in causa – decide di fare da sponda ad un candidato che per statuto non è candidabile. Perchè?
Le ragioni non sono difficili da capire perchè così, sostenendo il candidato con più potere (anche in dispregio delle regole) anche se esponente di spicco di quell’area che ha fatto di tutto per far uscire Vendola di scena, i papabili candidati di SEL (consiglieri regionali uscenti in primis, almeno Lupini dato che ha partecipato alla riunione di ieri) pensano così di ottenere una buona contropartita personale. Che importa se sarà tutat SEL e forse anche lo stesso Vendola a pagare il prezzo di tanto agire disinteressato. Comunque mettiamoci l’anima in pace in Umbria, assieme a SEL tutta la federazione di sinistra gioca la stessa partita (con gli stessi medesimi interessi personali in gioco). E poi qualcuno ancora si chiede perchè in Italia la sinistra sta quasi scomparendo. Umbria docet