La giornata della memoria appena alle spalle e le parole pronunciate da Silvio Berlusconi questa mattina, durante il Consiglio dei Ministri convocato a Reggio Calabria, sono parole irresponsabili, pesanti come pietre. “Meno immigrati, meno criminalità ” ha detto, giustificando un’equazione inaccettabile.
Usa un linguaggio violento proprio in quella Calabria che è stata teatro negli scorsi giorni del dramma per eccellenza del nostro tempo, di questa globalizzazione: gli esseri umani che provengono dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’Est ridotti in schiavitù per mano mafiosa. Il silenzio dello Stato nei giorni di Rosarno è stata una vergogna, ben oltre era andato Maroni nel giustificare le violenze contro i neri. Oggi abbiamo assistito all’ennesimo atto aberrante, alla parata del potere che istiga al razzismo e alla violenza, usando parole violente e che propone una sicurezza di plastica, fatta di annunci.
La legalità e la sicurezza si costruiscono con il contrasto alla mafia, con l’antimafia sociale dell’integrazione e dell’accoglienza.
Di contro abbiamo lo scudo fiscale e le leggi ad personam che ammazzano i processi. Siamo in buone mani.
Nichi Vendola
Però ho anche letto che una delle priorità del governo diventerà la lotta al lavoro nero. Ovviamente si tratta di demagogia elettorale ma, detto questo, credo che SEL dovrebbe accettare la sfida e fare della lotta al lavoro nero, e al conseguente ripristino dei diritti, uno dei punti più importanti della sua azione politica. In primis aumentare i controlli e le ispezioni alle aziende e, in particolare, nel settore agricolo e quello edilizio che hanno il primato dello sfruttamento. Pugno di ferro con le aziende che schiavizzano con sanzioni pesanti e chiusura dell’attività. In un paese civile non si può tollerare il ritorno della schiavitù.