La Corte Costituzionale ha bocciato la legge che permetteva il ritorno all’energia nucleare nel nostro paese. Questa legge era stata fortemente voluta dal presidente del Consiglio e dall’ex ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Era considerata uno dei fiori all’occhiello del governo nazionale.
La Corte Costituzionale fa giustizia cassandola, restituendo agli enti locali, ed in particolar modo alle regioni, la facoltà di appoggiare o rigettare integralmente le scelte operative e territoriali dell’esecutivo nazionale in materia di energia nucleare. Finisce anche ogni possibilità di commissariamento, essendo stata dichiarate illegittima ogni urgenza in materia. Numerosi erano stati i ricorsi presentati, anche dalla Regione Puglia, ma avevamo anche ricordato al Governo che sarebbe stato possibile costruire centrali nucleari in regioni come la Puglia soltanto facendo ricorso ai carri armati.
La Consulta ha restituito dignità al rapporto tra Stato e Regioni, reso impraticabile dall’arroganza del governo nazionale che voleva – in sintonia con non meglio precisati interessi privati anche stranieri – trasferire in Italia tecnologie vecchie e pericolose e costosissime sotto ogni punto di vista e soprattutto per la gestione futura di scorie e siti contaminate. Rimarremo vigili perché ci aspettiamo altre sorprese. Molti sono gli interessi in gioco: noi tuteleremo solo il nostro territorio e i nostri cittadini.
Nichi
@Stefano Dell’Agata : debbo dire che il tuo irrealismo è l’indice dello stato confusionale della sinistra. Abbiamo davanti a noi un partito che persegue l’indipendenza della Padania che fa della questione territoriale il suo elemento di identificazione e la sinistra dovrebbe rimuovere questo fatto politico.
Io penso che la sinistra è in crisi perché non fa i conti con la realtà dei problemi che si pongono nella contemporaneità. La questione del territorio, dei diritti del territorio e dei popoli che vi abitano, sta dentro la contemporaneità della globalizzazione. La messa in discussione del principio di intangibilità territoriale della repubblica italiana è o no una questione che interessa il destino delle fasce sociali cui si riferisce la sinistra? Questione sociale e questione nazionale vanno riscritte e riconiugate. La Lega Nord conosce bene l’Atto finale di Helsinki del 1975. Forse qualche dirigente di SeL dovrebbe andare a rileggerselo