Ieri, a Bruxelles, ho concluso i lavori del Forum sulla lotta alla povertà e all’esclusione sociale organizzato dal Comitato delle Regioni. Il welfare europeo deve contenere la cultura della differenza di genere, la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione dei migranti, deve abbandonare l’assistenzialismo e combattere modelli di sviluppo feroce e non inclusivo. 80 milioni di europei, 20 milioni di bambini, 30 milioni di anziani vivono oggi sotto il livello di povertà. Povertà non solo per mancanza di reddito e di lavoro, ma povertà di servizi, che colpisce anche il ceto medio.
La Strategia UE 2020 si adopera per ridurre del 25% la popolazione al di sotto della soglia di povertà, ma questo obiettivo rende necessaria la scelta di azioni coraggiose e non contraddittorie. Per questo ho proposto sia l’idea di un’anagrafe delle povertà, attraverso una banca dati delle buone pratiche europee per capirne meglio la complessità, sia il tema del reddito di cittadinanza per una giovane generazione che, più di tutte le altre, subirà le conseguenze della crisi odierna.
Nichi
Bellissima proposta, certo che se venisse gestita da persone come Nichi includerebbe categorie che le destre ed i centri certamente non includerebbero…
Concordo anche con chi parla, anzi torna sul tema, della Tobin Tax e sul Reddito di Cittadinanza.